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    • #836293

      Sabato 25 agosto sono stato ad arrampicare sulla “Avanzini-Rossa” (anche se Gallo afferma essere questa via la ROSSA erroneamente confusa, in quanto Vecchie Beline è l’originale boh!!!) e ho avuto modo di trovare in via i chiodi originali di Guido Rossa. Non sarebbe il caso di recuperarli e di metterli in mostra in uno spazio espositivo che racconti l’evoluzione della scalata nel finalese e ricordi i tanti “personaggi” che l’hanno caratterizzata. Tra le altre cose G. Rossa è uomo a tutto tondo che ha avuto, anche da un punto di vista politico-sindacale, una grande valenza e quindi sicuramente merita di essere ricordato anche in questo risvolto (molti tra i giovani frequentatori delle falesie di Finale non sanno neanche cosa abbiano rappresentato per il ns paese “gli anni di piombo”).

      Un’ultima considerazione che coinvolge tutti i “fruitori” e la comunità montana: sporcizia e feci in ogni luogo. “Conserviamo quest i siti” in modo più naturale possibile e non trattiamoli come un luna park lasciando lordura dappertutto.

    • #858938

      Credo che il miglior “spazio espositivo” per vedere i chiodi di Rossa e per rendersi conto dell’evoluzione dell’arrampicata nel finalese sia la roccia dove li hai visti infissi.

      Sull’ignoranza e l’omologazione delle nuove generazioni sono pessimista, anche perchè gli adulti spesso non li aiutano, anzi si mettono d’impegno per omologarli ancor di più. (vedi http://www.gulliver.it/forum/viewtopic.php?f=9&t=2691” class=”bbcode_url”>http://www.gulliver.it/forum/viewtopic.php?f=9&t=2691

    • #858941

      Forse hai ragione, spero solo che qualcuno non li martelli e li sostituisca con dei “resinati lucenti” (vedi tiro di vecchie beline).

      Alegar

    • #858963

      andry wrote:

      Credo che il miglior “spazio espositivo” per vedere i chiodi di Rossa e per rendersi conto dell’evoluzione dell’arrampicata nel finalese sia la roccia dove li hai visti infissi.

      Sull’ignoranza e l’omologazione delle nuove generazioni sono pessimista, anche perchè gli adulti spesso non li aiutano, anzi si mettono d’impegno per omologarli ancor di più. (vedi http://www.gulliver.it/forum/viewtopic.php?f=9&t=2691” class=”bbcode_url”>http://www.gulliver.it/forum/viewtopic.php?f=9&t=2691

      straquoto ;)

    • #858973

      sull’attacco della via Avanzini/Rossa vi sono diverse opinioni in merito. Da vecchie indicazioni anni ’80, veniva dato come attacco della via la fessura posta sopra il murettino a secco (che chiude una piccola grotta) posto in basso e a sinistra del primo tiro di Vecchie Beline. Molto probabilmente poteva trattarsi di un’altra via di ignoti che usciva in alto a sinistra del Camino dei purchin. Sul percorso tuttora seguito, con attacco lungo il diedro centrale della parete, in effetti erano presenti vecchi chiodi artigianali, fatti molto probabilmente da Rossa. In seguito, vennero messi dei cunei di teflon fatti in casa alla fine degli anni ’70, dei quali oggi rimangono alcune tracce. Anche sul secondo tiro e poi sulla fessura dova passa anche Vecchie Beline, vi erano e tuttora alcuni ne son rimasti, dei chiodi artigianali di Rossa. Sull’ultimo tiro ve n’era uno ora fuoriuscito (sul tiro finale infatti non esiste tuttora nessuna protezione). Dalla penultima sosta tralaltro, era stata successivamente aperta una variante d’uscita diretta (Ivaldo primissimi anni ’80), oggi ripresa dall’ultimo tro di Vecchie Beline (all’epoca erano stati usati dei nuts e un cordone nella clessidra posta all’uscita del passaggio della “prua”). Per quanto riguarda tutte queste vie storiche, è nato il progetto da quest’anno, della loro conservazione e manutenzione (con annessa pulizia da terra e sterpaglie e altro come spit arrugginiti messi dopo l’apertura). Non saranno riattrezzate a resinati o altro ma dove possibile saranno consolidati i vecchi chiodi o sostituiti. Solo per casi eccezionali potranno essere migliorate nella sicurezza le soste ormai pericolose. L’aggiunta di uno o due resinati di passaggio in posti improteggibili e dove magari un tempo vi era un chiodo, sarà solo deciso dall’apritore della via, come nel caso delle vie di Pizzorni come Brujabaracche, Il camino dei purchin, L’antica osteria, Il cavalier Giovanni…, Consolando Consuelo, ecc. ecc.. sulle quali, infatti, occorre proteggersi con clessidre o qualche friends. Purtroppo, vi sono in circolazione personaggi, non del luogo, che spesso fanno quel che vogliono modificando, cancellando, deturpando, vecchi e classici itinerari. L’ultimo caso di interferenza riguarda la storica Via del Vecchio, di cui, tra qualche mese sicuramente ne sentirete parlare con tutte le polemiche che ne scaturiranno. Il bello è che di roccia vergine dove poter aprire vie, quì a Finale e nei dintorni, ve n’è ad iosa. Ah, alcuni vecchi chiodi son stati recuperati ed ora si trovano presso la sede della scuola di Alpinismo G. Calcagno a Finale. Alcuni si trovano anche da Rock Store, in visione. Altri …..forse, …. in casa di chissà chi 🙄 .

    • #858990

      Leggo quanto scritto da malher e da vecchio e un pò romantico alpinistone mi rincuoro!!!! ALEGAR

    • #858995

      fulviofly wrote:

      Leggo quanto scritto da malher e da vecchio e un pò romantico alpinistone mi rincuoro!!!! ALEGAR


      Beh…….Malher……é Malher, tanto di cappello per quello che ha fatto…..e , spero, che farà…….E’ Un Grande, sia come uomo che alpinista/climber/istruttore

    • #859002

      ho letto proprio in questi giorni sull’argomento anni di piombo, ma è proprio quel “Rossa” Lì???

      Mi piacerebbe documentarmi su questo aspetto sconosciuto ai più, mi dai qualche informazione ciao Ore.

    • #859003

      oreore wrote:

      ho letto proprio in questi giorni sull’argomento anni di piombo, ma è proprio quel “Rossa” Lì???

      Mi piacerebbe documentarmi su questo aspetto sconosciuto ai più, mi dai qualche informazione ciao Ore.


      si è il Guido Rossa caduto per mano delle BR a Genova. Notevole alpinista, autore di salite ovunque, tra cui anche la famosa via alla Sbarua. Il 24 Gennaio 2009, dopo una ripulita generale, abbiamo fatto una salita commemorativa nel trentesimo anniversaio dell’attentato della sua via a Perti, che infatti è un po’ “rinata” con le assidue ripetizioni che tuttora avvengono. Della ns piccola iniziativa ne era stata informata la figlia Sabina, oggi deputata in parlamento, che ci ha risposto con grande cortesia e soddisfazione per questa piccola “commemorazione” apolitica e vertente sulla figura dell’uomo alpinista e in generale sulla sua elevata personalità immersa e orientataa a 360 gradi nel panorama sociale di quegli anni terribili. Nelle librerie e in rete vedrai che troverai tutte le info che cerchi. Ciao ;)

    • #859011

      Ti consiglio il libro di Giovanni Fasanella e Sabina Rossa ( la figlia): Guido Rossa, mio padre. Ed. Bur

    • #859040

      Decisamente interessante il libro ( non parla di alpinismo… )

      Ma ad una persona che si distaccò dall’alpinismo e dal suo ambiente scrivendo tra le altre cose :

      “L’indifferenza, il qualunquismo e l’ambizione che dominano nell’ambiente alpinisticoin genere ma soprattutto in quello genovese; sono tra le squallide cose che mi lasciano scendere senza rimpianto la famosa “lizza” della mia stagione alpina. Da ormai parecchi anni mi ritrovo sempre più spesso, a predicare agli amici che mi sono vicino, l’assoluta necessità di trovare un valido interesse nell’esistenza; un interesse che si sottoponga a quello quasi inutile dell’andar per sassi. Che ci liberi dal vizio di quella droga che da troppi anni ci fa sognare e credere semidei o superuomini chiusi nel nostro solidale egoismo, unici abitanti di un pianeta senza problemi sociali, fatto di lisce e sterili pareti, sulle quali possiamo misurare il nostro orgoglio virile… dove per un attimo o per sempre possiamo dimenticare di essere gli abitanti di un mondo colmo di soprusi e di ingiustizie, di un mondo dove un abitante su tre vive in uno stato di fame cronica…”

      Interesserebbe avere un museo a lui dedicato con dei ferrovecchi prelevati da una sua vecchia via ?

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