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18/09/2011 alle 16:20 #835956
Ho avuto l’occasione scalando sulla via a fianco di assistere in diretta ad alcune di queste esilaranti scene. Piacevole narratore!LA PARETE DELLE STELLE E DEI FULMINI DA BESTEMMIAChe dire, oggi sono stato invitato a partecipare all’adunata delle Modeste…infoiate come dei boiler, io posso davvero fare il mediocre. Così mi sono tirato dietro la socia di mille avventure, viste le donne, giungo con Ros. Fa figo e non impegna
:ugeek: 

Ritrovo al Maffei…Mi si affianca una macchina, riconosco Adriana, che saluto e strombazzo sbracciandomi dal finestrino…non mi caga di striscio…iniziamo bene. Era già in trance agonistica pre-arrampicata. Giunti davanti al luogo dell’incontro ritrovo Paola, Marina e AnnaBarbi, insieme a Ricu ed altri. Ammappate quanti siamo. Si scoprirà che siamo in 6 e che Angelo lo raccattiamo a Quincinetto. Chiedo cortesemente un caffè dopo le presentazioni, a momenti mi fucilano. Ci fermiamo a Quincinetto…ok non discuto. Giungiamo a Quincinetto…finalmente dico io, raccattiamo Angelo, ci ritroviamo e le ideatrici della gita partono con la macchina di gran carriera per raggiungere “scalaro”, frazioncina da dove diparte il comodo sentiero che porta all’attacco della parete. Io il prossimo che mi dice comodo sentiero, e non trovo una strada sterrata a quattro corsie lo prendo a friend del 4 sui denti, così gli faccio passare la voglia di sparare cazzate. Mi impongo…o meglio mando avanti la socia che si impone meglio lei…finalmente croissant e caffè…rapidi, ma sono stato accontentato. Le donne che formeranno la cordata delle meraviglie hanno fretta, sfrecciano a tutta birra, devono tirare su Angelo, casini problemi di logistica, noi in un parcheggio, loro al cimitero, in perfetto stile ravanish, ma che ve lo dico a fare signori miei. La stradina si inerpica su per tornanti e stradine strettine per un bel po’ di km, con una lieve pendenza del 14-15%. Una meraviglia! Finalmente giungiamo al parcheggio da dove parte sto cazzo di comodo sentiero, sicuramente ottimamente segnato con ometti e bolli e bastoncini che indicano la direzione, ma comodo una fava di niente, tutto su tracce ricoperte di erba pettinata…d’un liscio che “sghiare” è la normalità. Infatti la mia socia in salita testa decisamente la tenuta dei suoi pantaloni. Giungiamo all’attacco e ci dividiamo, Adry e Anna su “Mondo difficile”; io, Angelo, Ros, Paola e Marina su Bruno Piazza. Parto io sul tiro di 6°, riesco a rinviare, prendo una presa e si stacca un blocco di 30 cm. Iniziamo bene, oggi disgaggi. Un pensiero mi attraversa la mente. Miro con aria innocente il piede di Angelo. Ovviamente dovremo portarlo in ospedale: la scusa per non arrampicare servita su un vassoio d’argento, si ci sarà da aspettare le radiografie, ma vuoi mettere attendere in un posto con macchina del caffè, seggiolini che non saranno il max, ma più comodi di 4 pietre marce e in più con un bel tetto sopra la testa, senza nebbia. Il predestinato al sacrificio, si sposta e lo manco…maledetto!!!!!!!!!!!!
Mi tocca arrampicare e rinuncio al disgaggio, così la via per un po’ avrà ancora un obbligatorio di 6a e non 7a. Il tiro dopo la mia socia lo vola, evitando di tirare una lama alla quale il minimo sovraccarico la farebbe decollare sulla mia testa, un bel blocco enorme. E così si arrampica felici per tre tiri, ma arriviamo al quarto. Un 6a in un bel diedro.
Parto, arrivo al passo chiave e tribolo, in qualche modo ne esco, il ristabilimento sopra il tetto dove mi aspetta la sosta non è banale, riesco ad uscire per metà e una stronzissima corda si incastra. Rimango con una parte di culo in fuori e braccia e una gamba sopra il tetto. Incaprettato!!! Ho iniziato a tirare per poetr uscire e più tiravo e più bestemmiavo, più bestemmiavo e più tiravo, giunto al principale dopo aver passato in rassegna tutto il calendario, riesco a fare il passo che mi avrebbe consegnato alla sosta…fiuuuuuu. Recupero la socia che non si fa mancare nulla, anche un crampo alla patata sull’uscita dal diedro. Giù le doppie e via. Base della parete, ci guardiamo e decidiamo di scendere, tanto più che Marina è tornata giù alle macchine. Il tempo non mi convince, qualche goccia di pioggia cade portata dal vento. Le due Infoiate di roccia, sono sull’ultimo tiro della loro via. Angelo da perfetto gentil uomo si offre di aspettarle, un atto di bontà…ma non potevi farti beccare dalla pietra? Secondo me sarebbe convenuto anche a lui, ma andiamo per ordine. Sul Comodo sentiero la socia per due volte si incarta e via a culo all’aria, io dico a Paola di fare attenzione. Nell’attimo esatto in cui pronuncio la maledetta frase, il mio piede decolla e io con lui, a momenti mi rifaccio la faccia. Le gocce iniziano ad intensificarsi, ma siamo ancora nella norma, qualche timido tuono si sente rimbombare nelle vallate vicine. Finalmente la macchina, ci cambiamo e chiacchieriamo, finchè la pioggia e il vento si fanno più insistenti, come i fulmini più vicini. Optiamo per i sedili della macchina, le nostre ancora in parete affrontano l’ultima doppia, Angelo osserva meravigliato i colori del cielo. I fulmini cadono moooolto vicini, la pioggia diventa monsonica e infine grandina con un vento da tornado, i nostri in processione affrontano il comodo sentiero, noi in macchina al caldo attendiamo fiduciosi. Dopo circa tre quarti d’ora di nubifragio vediamo spuntare dal colletto tre figure piegate che vengono verso di noi…era ora, siamo meno preoccupati. Posano gli zaini e si infilano nella macchina di Adriana anche loro. Si raccolgono tra noi asciutti degli indumenti da prestare ai diluviati. Voltandomi nella macchina a fianco della mia, si vedono culi e teste e braccia e toraci che si agitano in una promiscuità che non capisco, ogni tanto spunta una mano fuori dalla porta che svuota una scarpa da un litro d’acqua, poi una maglia, le calze, i pantaloni e così via. Finalmente siamo pronti per la Piola, era ora. L’equipaggio dell’altra macchina sembra aver ritrovato un assetto consono per il mondo civile…arriviamo alla piola e li vediamo scendere. Una in pantaloncini corti, maglietta e camicia, l’altra un pile e un gilet di paile al contrario tipo camicia di forza e con i pantaloni mezzi aperti e calanti e poi Angelo, con un paio di pantaloni aderenti tipo seconda pelle e un pile tecnico rosso corto e aderentissimo…lo guardo e gli dico che sarebbe stato più dignitoso il blocco da venti kg sul piede, piuttosto che sembrare uno dei Village People…mancava l’alpinista al quintetto di Ymca…In piola risate e ottimo tutto, poi a casa per una bella e piacevolissima giornata…grazie per l’invito, spero davvero una prossima continuazione…lo spettacolo è garantito.
Rampiupoc
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19/09/2011 alle 11:22 #854817
Veramente da pisciarsi in alcuni passaggi 😆 😆 😆 😆 😆 😆 😆 -
19/09/2011 alle 13:24 #854819
il crampo alla patata 😮 è il massimo😆 😆 😆 😆 -
20/09/2011 alle 19:02 #854841
😆 😆 😆 😆 😆 il crampo è spettaCOLARE😆 😆 😆 😆 urka che FIGAta😆 😆 😆 una patata crampata ,sei un genio nel racconto,ma anche augurare la rottura del piede ……è pulp ,bravo


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