Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Risalita Piste
- Il topic è vuoto.
-
AutorePost
-
-
23/11/2010 alle 11:43 #835655
Ciao a tutti, sono nuovo della zona e volevo sapere se e dove sia possibile (e tollerato dagli impiantisti) risalire le piste per allenarsi con gli sci. Il tutto seguendo regolamenti dei comprensori, senza rischiare multe o litigate. Venendo dalla Lombardia, in alcune stazioni e’ stata creata un’apposita “corsia” per gli scialpinisti, che non interferisce con i pistaioli, mi chiedevo come sia l’approccio (provincia di Torino!)
Grazie mille, ciaooo
-
23/11/2010 alle 12:31 #851092
visto che sei foresto, sappi che da noi vige la legge regionale (L.R.) 26-1-2009 n. 2 😥 (quella dell’obbligo –
momentaneamente sospeso– arvapalasonda, per capirci) La risposta sta nell’art 32 comma 1: NO,
salvo che..ma figurati!Fino ad un paio di stagioni fa in molti salivano dopo la chiusura degli impianti (che ora sarebbe cmq vietata – art 27 c.4), ma finivano per litigare con i conducenti dei mici delle nevi.
tempi duri….
qualcuno risale ancora, ma è passibile di sanzioni.
ci sono però skialp frequentatissime e sempre tracciate che ai fini dell’allenamento potrebbero andare bene (es Punta dell’Aquila o sotto gli impianti -attualmente fuori esercizio- del Pian del Frais)
-
23/11/2010 alle 13:28 #851094
Grazie mille Zion !!! Pensa che al Tonale, molte volte ci sono piu’ “tutine” in risalita che sciatori di pista, per non parlare di Foppolo, Spiazzi di Gromo, Colere dove praticamente e’ come andare in piazza … avevo sperato anche qui, perche’ ho visto un po’ di uscite da Sauze / Sestriere, e chiaramente ad inizio stagione, non conoscendo benissimo i posti, ed essendo da solo, non avevo voglia di testare la sicurezza del manto nevoso! Comunque provo Aquila (che conosco) e Pian del Frais (che non conosco!) che credo in notturna possano anche andare bene.. per quanto riguarda arvapalasonda, sempre! -
23/11/2010 alle 17:06 #851097
a prali se vuoi puoi provare che per adesso gli impianti sono ancora chiusi in settimana .. vai su http://www.nuova13laghi.it e hai le informazioni.. -
24/11/2010 alle 10:51 #851112
.com :geek: -
24/11/2010 alle 11:24 #851113
Punta Cia (cialma) Locana-carrello valle orco 700 mt sempre tracciata ciao Max
-
24/11/2010 alle 12:59 #851120zion wrote:
visto che sei foresto, sappi che da noi vige la legge regionale (L.R.) 26-1-2009 n. 2
😥 (quella dell’obbligo –
momentaneamente sospeso– arvapalasonda, per capirci) La risposta sta nell’art 32 comma 1: NO,
salvo che..ma figurati!Fino ad un paio di stagioni fa in molti salivano dopo la chiusura degli impianti (che ora sarebbe cmq vietata – art 27 c.4), ma finivano per litigare con i conducenti dei mici delle nevi.
tempi duri….
qualcuno risale ancora, ma è passibile di sanzioni.
ci sono però skialp frequentatissime e sempre tracciate che ai fini dell’allenamento potrebbero andare bene (es Punta dell’Aquila o sotto gli impianti -attualmente fuori esercizio- del Pian del Frais)
Attenzione Zion : vero che noi in Piemonte abbiamo la mitica Legge ora sospesa, ma il divieto di risalire le piste è nazionale : c’è infatti anche la Legge 24 dicembre 2003, n. 363 “Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2004 che, oltre a dettare principi vari sul comportamento in pista, tira in ballo anche la questione ‘risalita sci ai piedi, nell’articolo 15 che riporto qui sotto.
Sulla base di quello e dei successivi articoli 17 e 18, è possibile che in qualunque Regione un solerte tutore dell’ordine possa intervenire o che qualche altrettanto solerte Sindaco emani ordinanze più restrittive sulla base dell’artciolo 18…
Meglio sempre informarsi, quindi, sugli usi locali.
Al limite ci si potrà attaccare al fatto che la Regione abbia o meno stabilito le sanzioni, ma ormai il danno (litigata, denuncia, fegato rovinato) sarà fatto…
Art. 15.
(Transito e risalita)
1. È vietato percorrere a piedi le piste da sci, salvo i casi di urgente necessità.
2. Chi discende la pista senza sci deve tenersi ai bordi delle piste, rispettando quanto previsto
all’articolo 16, comma 3.
3. In occasione di gare è vietato agli estranei sorpassare i limiti segnalati, sostare sulla pista di
gara o percorrerla.
4.
La risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata.Essa è ammessa previa autorizzazione del gestore dell’area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi
di urgente necessità, e deve comunque avvenire ai bordi della pista, avendo cura di evitare rischi per
la sicurezza degli sciatori e rispettando le prescrizioni di cui alla presente legge, nonchè quelle
adottate dal gestore dell’area sciabile attrezzata.
Art. 17.
(Sci fuori pista e sci-alpinismo)
1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che
possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi.
2.
I soggetti che praticano lo sci-alpinismo devono munirsi, laddove, per le condizioni climatichee della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un
idoneo intervento di soccorso.
Art. 18.
(Ulteriori prescrizioni per la sicurezza e sanzioni)
1.
Le regioni e i comuni possono adottare ulteriori prescrizioniper garantire la sicurezza e il migliore utilizzo delle piste e degli impianti.
2.
Le regioni determinano l’ammontare delle sanzioni amministrative da applicarein caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 5, comma 3, 6, da 9 a 13 e da 15 a 17, da stabilire tra
un minimo di 20 euro e un massimo di 250 euro.
-
24/11/2010 alle 13:25 #851123
… a quando le targhe sul culo degli scialpinisti per, eventualmente, prendere i dati in caso di muta? 😆 😆 😆 😆 -
24/11/2010 alle 14:54 #851127tsygs1 wrote:
Attenzione Zion
❗
:
tsygs1 wrote:vero che noi in Piemonte abbiamo la mitica Legge ora sospesa, ma il divieto di risalire le piste è nazionale : c’è infatti anche la Legge 24 dicembre 2003, n 363
il mio intervento, incentrato sulla Legge regionale, non negava l’esistenza della Legge nazionale, del resto:art 22 L363/03. Adeguamento alle disposizioni della legge.1. Le regioni, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono tenute ad adeguare la propria normativa alle disposizioni di cui alla legge stessa
nonchè
Art. 1 LRFinalità.
1. La Regione Piemonte, con la presente legge, nell’ambito dei principi contenuti nella legislazione nazionale vigente in materia
… semplicemente rispondevo alla domanda sulla situazione specifica in provincia di Torino
-
24/11/2010 alle 15:31 #851128
p.s. la legge Regionale è sospesa solo per la parte arvapalasonda e relative sanzioni art 49 c.2 ter. Le disposizioni di cui all’articolo 30, comma 2 e di cui all’articolo 35, comma 2, lettera i) si applicano a decorrere dalla pubblicazione della deliberazione della Giunta regionale di cui all’articolo 30, comma 2 bis e comunque dopo il 31 dicembre 2010. -
24/11/2010 alle 17:11 #851131
Grazie per i suggerimenti, occhiali neri d’obbligo … speriamo nel bel tempo il prossimo weekend! -
15/03/2011 alle 20:08 #852579tsygs1 wrote:
Attenzione Zion : vero che noi in Piemonte abbiamo la mitica Legge ora sospesa, ma il divieto di risalire le piste è nazionale : c’è infatti anche la Legge 24 dicembre 2003, n. 363 “Norme in materia di sicurezza nella pratica degli sport invernali da discesa e da fondo” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 5 gennaio 2004 che, oltre a dettare principi vari sul comportamento in pista, tira in ballo anche la questione ‘risalita sci ai piedi, nell’articolo 15 che riporto qui sotto.
Sulla base di quello e dei successivi articoli 17 e 18, è possibile che in qualunque Regione un solerte tutore dell’ordine possa intervenire o che qualche altrettanto solerte Sindaco emani ordinanze più restrittive sulla base dell’artciolo 18…
Meglio sempre informarsi, quindi, sugli usi locali.
Al limite ci si potrà attaccare al fatto che la Regione abbia o meno stabilito le sanzioni, ma ormai il danno (litigata, denuncia, fegato rovinato) sarà fatto…
Art. 15.
(Transito e risalita)
1. È vietato percorrere a piedi le piste da sci, salvo i casi di urgente necessità.
2. Chi discende la pista senza sci deve tenersi ai bordi delle piste, rispettando quanto previsto
all’articolo 16, comma 3.
3. In occasione di gare è vietato agli estranei sorpassare i limiti segnalati, sostare sulla pista di
gara o percorrerla.
4.
La risalita della pista con gli sci ai piedi è normalmente vietata.Essa è ammessa previa autorizzazione del gestore dell’area sciabile attrezzata o, in mancanza di tale autorizzazione, in casi
di urgente necessità, e deve comunque avvenire ai bordi della pista, avendo cura di evitare rischi per
la sicurezza degli sciatori e rispettando le prescrizioni di cui alla presente legge, nonchè quelle
adottate dal gestore dell’area sciabile attrezzata.
Art. 17.
(Sci fuori pista e sci-alpinismo)
1. Il concessionario e il gestore degli impianti di risalita non sono responsabili degli incidenti che
possono verificarsi nei percorsi fuori pista serviti dagli impianti medesimi.
2.
I soggetti che praticano lo sci-alpinismo devono munirsi, laddove, per le condizioni climatichee della neve, sussistano evidenti rischi di valanghe, di appositi sistemi elettronici per garantire un
idoneo intervento di soccorso.
Art. 18.
(Ulteriori prescrizioni per la sicurezza e sanzioni)
1.
Le regioni e i comuni possono adottare ulteriori prescrizioniper garantire la sicurezza e il migliore utilizzo delle piste e degli impianti.
2.
Le regioni determinano l’ammontare delle sanzioni amministrative da applicarein caso di violazione delle disposizioni di cui agli articoli 5, comma 3, 6, da 9 a 13 e da 15 a 17, da stabilire tra
un minimo di 20 euro e un massimo di 250 euro.
per l’amico teo che non ha bisogno di scolarsi i pintoni in quota

-
16/03/2011 alle 07:42 #852585
per gattonero. Sono ignorante in materia, ma presumo che non sia così per tutta la stagione. Ma allora di giorno? non ci swono gatti in pista e non è mai successo che uno scialpinista in salita sia saltato violente mente addosso a qualcuno.
Adesso devo andare. vado a farmi un giretto in pista che diversamente c’è troppa neve, li dovrebbe essere battuta, non pericolosa, per mezzogiorno sono a casa che poi devotappare il vino che l’ho finito. Sarebbero più indicate le giornate soleggiate ed in assenza di vento per motivi di conservazione,però.
Fate i bravi!
Anke tu teo, chessenò quando torno ti tiro le orecchie neh!
-
24/03/2011 alle 07:53 #852665
A Cervinia sono abbastanza tolleranti (ospitano il Mezzalama e di garisti ne vedi ogni giorno in allenamento). Alagna è assolutamente sconsigliata. A Gressoney dipende dai giorni. IO due settimane fa sono stato fermato ed invitato ad uscire dalle piste. Il tragicomico è stato che mentre io parlavo con “serpico” uno skialper è stato travolto da uno snowboarder che è saltato dalla pista al fuori-pista… 😯 Colgo l’occasione anche per sottolineare un’altra cosa: io vengo fermato quando sono all’estrema estremità della pista, ma chi si spara unapistainteraaduovo
😆 , e non ha la minima idea di come farà a fermarsi in caso di imprevisto, viene lasciato pascolare allegramente…😈 -
25/03/2011 alle 13:47 #852675legolas70 wrote:
A Cervinia sono abbastanza tolleranti (ospitano il Mezzalama e di garisti ne vedi ogni giorno in allenamento). Alagna è assolutamente sconsigliata. A Gressoney dipende dai giorni. IO due settimane fa sono stato fermato ed invitato ad uscire dalle piste. Il tragicomico è stato che mentre io parlavo con “serpico” uno skialper è stato travolto da uno snowboarder che è saltato dalla pista al fuori-pista…
😯 Colgo l’occasione anche per sottolineare un’altra cosa: io vengo fermato quando sono all’estrema estremità della pista, ma chi si spara unapistainteraaduovo
😆 , e non ha la minima idea di come farà a fermarsi in caso di imprevisto, viene lasciato pascolare allegramente…😈 ma proprio la questione non la si vuole comprendere…le piste vengono date in concessione a delle società, ci sono normative nazionali e regionali ben precise, le montagne libere sono la maggior parte, e andate altrove!
io mica vengo nel giardino di casa tua a fare pic nic e grigliate senza permesso e autorizzazione.
e se non vi va bene, prossime elezioni votate un’altra giunta, un altro governo, o candidatevi voi stessi per potere così proporre una nuova legge che permetta di fare quello che si vuole a scrocco in un impianto sportivo (come sono le piste da sci) privato.
Oppure mettete su una società che prenda in gestione un’area montana, battete le piste, e fateci salire tutti i fondisti (con tutto il rispetto per i fondisti) travestiti da skialper che volete….
e poi pure lagnarsi se si viene presi da uno che scende…che se si fa male ha pure tutti i diritti di citarvi in giudizio.
-
25/03/2011 alle 14:45 #852677
caro/a bucaneve poco tollero che MI prendano parti di montagna, le girino sossopra (per guadagnarci su) e poi non mi lascino passare a piedi
👿 pur sui bordi e con le dovute attenzioni
-
25/03/2011 alle 19:08 #852678bucaneve wrote:
ma proprio la questione non la si vuole comprendere…le piste vengono date in concessione a delle società, ci sono normative nazionali e regionali ben precise, le montagne libere sono la maggior parte, e andate altrove!
io mica vengo nel giardino di casa tua a fare pic nic e grigliate senza permesso e autorizzazione.
e se non vi va bene, prossime elezioni votate un’altra giunta, un altro governo, o candidatevi voi stessi per potere così proporre una nuova legge che permetta di fare quello che si vuole a scrocco in un impianto sportivo (come sono le piste da sci) privato.
Oppure mettete su una società che prenda in gestione un’area montana, battete le piste, e fateci salire tutti i fondisti (con tutto il rispetto per i fondisti) travestiti da skialper che volete….
e poi pure lagnarsi se si viene presi da uno che scende…che se si fa male ha pure tutti i diritti di citarvi in giudizio.
Ciao! bucaneve!Quanti anni hai?
Cmq: facendo leggi su misura diventa lecito tutto!
Quanto intascano secondo te della concessione? Quanti ne buttano tutti gli anni (comunita montana) per mandare avanti gli impianti? facendo la differenza penso proprio che ne manchino tanti.
-
25/03/2011 alle 21:54 #852679
Ho già espresso il mio parere altrove… ma diciamo che fare una legge che obbliga le stazioni di sci ad essere responsabili della sicurezza ( per eivtare che facciano troppe porcate mi sembra giusto ) e che quindi non si vada in giro sulle piste di notte per esempio lo trovo corretto.. Trovo molto discutibile invece estendere il divieto al risalire a bordo pista … da punto di vista della sicurezza non cambia nulla rispetto a dei normali sciatori.. e non rovina la battitura dei gatti.. il problema è solo che non paghi.. ma d’altra parte se uno vuole la pista battuta.. Diverso è il discorso sulle concessioni e su quanti soldi ci mettono dentro le comunità montane e non solo..ma per fare i conti onesti bisogna anche dire quanti commercianti ci campano sulle stazioni turistiche..
Personalmente preferisco il modello val maira senza impianti e con un altro tipo di turismo.. ma penso anche che se tutte le domeniche gli sciatori di sestriere si riversassero in val maira dopo un po’ si stuferebbero anche li della folla..e forse alcune stazioni di sci più piccole hanno permesso che alcune valli restassero abitate fino ad oggi.. Comunque che a cervinia non facciano salire gli ski alp lungo le piste e poi ospitino il mezzalama mi conferma che mediamente sono dei coglioni..
-
26/03/2011 alle 20:29 #852682
riporto n articolo della guida (settimanale di cuneo) di questa settimana: IL PAESAGGIO E LA GIUSTIZIA
Per la grave superficialità dei mass media, dediti a stimolare sopratutto la morbosa curiosità psichica dei lettori più depressi, è passata quasi inosservata una importantissima e innovativa sentenza della corte di cassazione, la 3665 del 14 febbraio scorso.
Anche le persone meno addentro le questioni giuridiche sanno, almeno approssimativamente, cosa si intende per “beni demaniali” e “beni pubblici indisponibili”, quali siano le loro caratteristiche essenziali ed il regime giuridico a cui, da antica data, sono sottoposti.
tutti questi beni, di proprietà dello stato o degli enti pubblici territoriali, sono caratterizzati dall’essere destinati all’utilizzo della collettività o a servizi pubblici essenziali (ill lido del mare, i fiumi, le foreste demaniali, le aree militari ecc.) e per questo motivo, sono inalienabili ed immodificabili (se non con una particolare procedura normativa).
E’ solo in epoca recente che, con molta timidezza iniziale, poi con sempre più vigore mano a mano che andava crescendo la consapevolezza del suo enorme valore per l’umanità, che la tutela dell’ambiente è assunto a problema politico (ben poco), sociale e giuridico. Beni di fondamentale importanza, come l’acqua, l’aria, il paesaggio, la vivibilità di centri urbani sono stati irresponsabilmente visti come un dono inestinguibile della creazione, liberamente aggredibili da chiunque perchè privi di titolarità ed a dispposizione di tutti.
Il degrado etico culturale della nostra (ma non solo della nostra) società, la monetizzazione di ogni bene, la speculazione ed il guadagno come unici valori, hanno fatto passare sotto silenzio o, comunque, quasi del tutto ignorato o sottovalutato, alcuni principi (questi di valore) proclamati dalla nostra splendida cosituzione (e che la corte costituzionale non ha mancato di richiamare).
Il punto di partenza è l’art. 2 in cui si riconoscono e garantiscono i diritti fondamentali ed il dovere di solidarietà sociale. ne costituiscono una delle tante forme di attuazione, l’art. 9 che tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico nonchè l’art. 42, che distingue la proprietà in pubblica e privata, quest’ultima soggetta al limite della funzione sociale a cui non può essere sottratta.
Ebbene, proprio da questi articoli e dalla loro diretta applicazione, secondo l’accennata sentenza della cassazione, si ricava il principio della tutela dell’umana personalità e del suo corretto svolgimento nell’ambito dello stato sociale: in altri termini, significa che secondo i supremi giudici non solo quei beni che per antica tradizione erano classificati come beni pubblici, di proprietà pubblica (come per l’appunto il demanio o il patrimonio indisponibile dello stato) sono soggetti a quella che viene definita “governance” pubblica, cioè non sottraibile alla sua funzione essenziale di servire direttamente alla collettività. secondo la cassazione questi beni, anche se non fanno parte di una specifica e preventiva individuazione da parte del legislatore, per la loro “natura e finalizzazione, sulla base di una corretta e compiuta interpretazione dell’intero sistema normativo vigente, debbono qualificarsi come beni comuni, prescindendo dal titolo di proprietà”. è questa una delle prime volte in assoluto che la cassazione parla espressamente di “beni comuni” ed attribuisce loro un regime giurididco del tutto simile ai classici beni demaniali, aggiungendo, peraltro, “che risulta recessivo l’aspetto demaniale a fronte di quello della funzionalità del bene rispetto ad interessi dellla collettività”. infatti con espressioni di grande significato e novità giuridiche, le Sezioni Unite hanno precisato che “si deve guardare aitemi dei beni pubblici oltre ad una visione patrimoniale per appprodare ad una prospettiva personale-collettivistica a partire dalla “centralità della persona (….) con il riconoscimento dei diritti inviolabili”.
Dopo un così autorevole e chiaro intervento giurisdizionale non ha più senso richiamare i vecchi e superati concetti codicistici del passato e continuare a ricercare delle bizantine linee di demarcazioni tra beni pubblici e beni comuni, entrambi rivolti a garantire gli interessi fondamentali della collettività con ulteriore precisazione che i beni comuni (aria, acqua, paesaggio…) non sono mai escludibili dall’uso di tutti, nè assoggettabili ad alcun altro onere economico (al di là delle tasse per i relativi servizi) a carico degli utenti, con l’ovvia conseguenza che non sono assolutamente privatizzabili e trasformabili in merce su cui speculare. Al contrario, le auorità pubbliche, la magistratura, i cittadini hanno il dovere e il diritto di tutelarne la loro integrità.
Giancarlo ferrero (l’autore dell’articolo)
-
26/03/2011 alle 23:01 #852683
Non conoscevo la sentenza e me ne rallegro vuol dire che d’ora in avanti sarà più facile difendere dagli abusi i litorali, le foreste demaniali, le vallate sopra una certa altezza, i fiumi ecc.. però dubito che abbia valore retroattivo sugli scempi già fatti.. Inoltre molti terreni delle stazioni di sci sono effettivamente proprietà non del demanio ma di privati che hanno ceduto il loro appezzamenti ad una società privata ( o ne hanno dato concessione di utilizzo ) per esempio a prali buona parte dei terreni delle piste e dove ci sono gli impianti sono terreni privati, oppure sono terreni non demaniali bensi di consorzi di abitanti che da secoli ne detengono il diritto di pascolo ( diritto che è misurato secondo le antiche tradizioni in denari , scudi, o pesi che corrispondono a unità di misura di giornate di pascolo dei diversi animali ) Molti di quei terreni sono in uso agli impianti ma sono ancora usati come pascoli ma non credo possano essere considerati demaniali e quindi sottoposti a questa sentenza.. diciamo che questa sentenza renderà più difficile scempi futuri ma sull’oggi non credo che modifichi la questione risalita piste.. perchè il problema al di la dei terreni ( piste impianti e edifici ) ) demaniali o privati ( e sotto una certa quota sono quasi tutti privati anche a cervinia perchè erano pascoli come u po’ in tutte le alpi ) è la legge che obbliga alla sicurezza nel comprensorio ( concetto vago ma riassumibile nel totale delle possibili discese dal punto più alto compresi eventuali fuoripista da segnalare opportunamente come pericolosi.). Non lo dico per difendere le società degli impianti ma solo per centrare il punto.. Nel momento in cui l’italica cultura è sempre pronta a denunciare la società impianti per gli incidenti sulle piste per intascare due soldi anche quando la colpa è di chi va tropo forte, ci saranno leggi per imporre alcuni standard alle società ( giusti e sacrosanti ) e dall’altra per tutelarle contro i coglioni che le denunciano assurdamente anzichè andare a 100 all’ora e poi lamentarsi che c’era una pietra in mezzo alla apista non segnalata.. ( e succede !! ecco perchè a volte in mezzo alla pista ci sono quelle minchiate tipo cantiere che dicono rallenta lunghe 1 metro, servono che se cadi li e dici che è colpa della pietra ti rispondono che è segnalta e per questi il caoo sevizio ogni giorno si controlla se sono piazzate bene. ) Risultato.. tu scialppinista, pedone, ciaspolaro che non stipuli nessuno contratto con la società sciistica, ( come tu mi insegni giuridicamente il giornaliero si configura come un contratto.. io pago un servizio e tu lo eroghi secondo certi requisiti..) , sei fuori dalle normative sulla sicurezza.. ergo se c’è un incidente è un casino e ci rimette la società che per non rischiare impedisce agli scialpinisti che sono molto meno pericolosi di chi scende a 100km/h di risalire le piste sia di notte ( che un po’ di rischio c’è ) sia di giorno che è assurdo.. Questo direi perchè queste leggi spesso le scrive chi di stazioni sciistiche, scialpinismo e sicurezza degli impianti non capisce una fava ma fa l’assicuratore… E le stazioni sciistiche non sono interessate a fare pressione per cambiarle dato che tu non gli porti soldi… vedi che se il mondo scialpinistico decidesse di boicottare il mezzalma e farlo altrove, forse cervinia e gressoney un po’ cin pensano.. -
27/03/2011 alle 08:11 #852684
per non buttarla in politica, non è colpa del berlusca se verso gli anni 70 sono nate le megastazioni sciistiche, è colpa del berlusca e soci (e dei massmedia) se negli ultimi anni si stanno molto criminalizzando scialpinisti ed escursionisti invernali che causano le valanghe. La volontà di privatizzare anche l’acqua (che la sentenza prende in considerazione) dimostra che le intenzioni di chi governa non hanno il fine ultimo di tutelare gli interessi della collettività, ma piuttosto gli interessi di qualcuno! (non i pesci piccoli).
Ci sonolocalità (mondolèski) dove se vuoi farti il mondolè sei obbligato a salire lungo le piste. Però ci fanno la 3 rifugi ed è d’obbligo l’arrivo ad artesina. e ci hanno pure fatto i mondiali di scialpinismo…..
Non so in questo caso di chi fossero i terreni, che accordi ci fossero, se le piste non hanno nessuno sbocco va bene, ma se sono la via obbligata per una meta scialpinistica anche noi abbiamo il diritto di passarci.
Se adesso lo regole sono queste ci lascino un percorso alternativo per la salita (che sia percorribile e non rive scoscese o pendii esposti a valanghe o zone pelate perchè qualsiasi scialpinista non li percorrerebbe), oppure finchè non si adeguano in tal senso andiamo avanti così.
Non mi ritengo uno scroccone se salgo lungo le piste!
Cmq
Scialpinisti ed escursionismo invernale in genere stanno diventando quasi un fenomeno di massa e sono una bella emorragia per i comprensori!
Buona domenica a tuti!
-
27/03/2011 alle 08:54 #852685bucaneve wrote:
ma proprio la questione non la si vuole comprendere…le piste vengono date in concessione a delle società, ci sono normative nazionali e regionali ben precise, le montagne libere sono la maggior parte, e andate altrove!
io mica vengo nel giardino di casa tua a fare pic nic e grigliate senza permesso e autorizzazione.
e se non vi va bene, prossime elezioni votate un’altra giunta, un altro governo, o candidatevi voi stessi per potere così proporre una nuova legge che permetta di fare quello che si vuole a scrocco in un impianto sportivo (come sono le piste da sci) privato.
Oppure mettete su una società che prenda in gestione un’area montana, battete le piste, e fateci salire tutti i fondisti (con tutto il rispetto per i fondisti) travestiti da skialper che volete….
e poi pure lagnarsi se si viene presi da uno che scende…che se si fa male ha pure tutti i diritti di citarvi in giudizio.
ti do ragione sul fatto che le piste vengano date in concessione. Solo trovo molto più pericoloso un kamikaze che scende senza la minima possibilità di evitare una “strage” piuttosto che uno sci alpinista che rasenta il bordo pista…
-
27/03/2011 alle 08:55 #852686bibì wrote:
per non buttarla in politica, non è colpa del berlusca se verso gli anni 70 sono nate le megastazioni sciistiche, è colpa del berlusca e soci (e dei massmedia) se negli ultimi anni si stanno molto criminalizzando scialpinisti ed escursionisti invernali che causano le valanghe.
La volontà di privatizzare anche l’acqua (che la sentenza prende in considerazione) dimostra che le intenzioni di chi governa non hanno il fine ultimo di tutelare gli interessi della collettività, ma piuttosto gli interessi di qualcuno! (non i pesci piccoli).
Ci sonolocalità (mondolèski) dove se vuoi farti il mondolè sei obbligato a salire lungo le piste. Però ci fanno la 3 rifugi ed è d’obbligo l’arrivo ad artesina. e ci hanno pure fatto i mondiali di scialpinismo…..
Non so in questo caso di chi fossero i terreni, che accordi ci fossero, se le piste non hanno nessuno sbocco va bene, ma se sono la via obbligata per una meta scialpinistica anche noi abbiamo il diritto di passarci.
Se adesso lo regole sono queste ci lascino un percorso alternativo per la salita (che sia percorribile e non rive scoscese o pendii esposti a valanghe o zone pelate perchè qualsiasi scialpinista non li percorrerebbe), oppure finchè non si adeguano in tal senso andiamo avanti così.
Non mi ritengo uno scroccone se salgo lungo le piste!
Cmq
Scialpinisti ed escursionismo invernale in genere stanno diventando quasi un fenomeno di massa e sono una bella emorragia per i comprensori!
Buona domenica a tuti!
su dai… si parla di risalita piste. Non di pedofilia e sperpero del denaro pubblico…!
😆
-
-
AutorePost
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.
Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Risalita Piste