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    • #835461

      VALLE DELL’ORCO, Placca dei Cavalieri Perdenti

      Prima salita: G. Beuchod, A. Gogna, M. Marantonio

      Via molto famosa ai tempi dell’apertura nel 1980, considerata come uno degli itinerari di aderenza più impegnativi della Valle dell’Orco, valutata VII grado. Visto con gli occhi di oggi ciò sembra poco credibile, ma non bisogna dimenticare che adesso i ripetitori trovano ad attenderli una bella fila di spit che in alcuni punti, come ad esempio nei tiri della parte alta, dove l’arrampicata è più simile ad una camminata, sono davvero troppi e troppo vicini. I primi salitori non usarono chiodi a pressione e se consideriamo che la placca è quasi sempre improtteggibile ci spieghiamo come mai la valutazione da loro data risultò così “generosa”. Oggi i tiri un minimo impegnativi sono 2, il secondo e il terzo, valutati rispettivamente 5c e 5b con passi di aderenza. La via risulta nel complesso facile, ideale per chi inizia, su una roccia magnifica e in un ambiente spettacolare, che nulla ha a che vedere con le solite palestre torinesi.

      …….et voilà!

      quasi tutte le fessure dell’ orco sono state epurate. Che siano stati i mandanti stessi o gli esecutori fattisi mandanti; che le modalità siano state discutibili e gli attriti creati difficilmente sanabili, il risultato c’è

      Tre regole hanno accresciuto la propria logica in questi forum:

      1) non si spittano fessure

      2) non si spittano vie nate senza.

      3) non si spittano vie nuove qualora snaturino vie prestigiose vicine.

      💡 la domanda sorge spontanea:cosa fare di Gogna dixit?

    • #847669

      l’ho detto e lo ripeto: via gli spit

      Nel 1983 quando l’ho ripetuta la prima volta, c’erano 2 chiodi nel diedrino, prima del ribaltamento in placca. O lasciare due spit o risistemare i chiodi, o proteggere il tutto con c3 mini

    • #847676

      Bhè la risposta mi sembra semplice:

      art. 2) Non si spittano vie nate senza.

    • #847677

      quoto l’articolo 2 ;)

    • #847678

      Articolo 2 a manetta!

    • #847685

      Qualcuno conosce Alessandro Gogna o Marco Marantonio così da poter chidere un opinione?

      sapete forse chi l’ha spittata? credo sia stato fatto nel ’98…

    • #847690

      atromba wrote:

      Qualcuno conosce Alessandro Gogna o Marco Marantonio così da poter chidere un opinione?

      sapete forse chi l’ha spittata? credo sia stato fatto nel ’98…

      posso provare a vedere se rintraccio Gogna e se non è in viaggio. Potrebbe averla spittata un certo Bruno Baima di Nole che però non arrampica più, ma non sono sicuro. Sennò le guide.

    • #847694

      Ohh pensavo davvero che questa paretina dalle difficoltà così “banali”, per gente forte come voi, non venisse presa in considerazione.., invece in nome dei nuovi articoli che regolamentano l’arrampicata…voilà!!Sappiamo tutti che la via in questione è essenzialmente in placca senza possibilità di proteggersi, se si tolgono gli spit diventa davvero pericolosa, certo le ripetizioni non saranno più così frequenti. Anche se nata in una certa maniera su quelle placche qualche spit non guasta, al limite si potrebbe aumentare l’obbligatorio, distanziandoli..Peccato perchè quella paretina di placche costituisce una bella possibilità a chi è più scarso ,come me, di trascorrere un pò di ore in tranquillità nella pace e bellezza del posto, visto anche che ci sono dei monotiri attrezzati vicini, GRAZIE.

      “Qualche mese fa ho deciso di riattrezzare una ‘mia’ vecchia (1983) via in montagna (a quota 1900). Quando l’avevo aperta l’avevo pensata per essere scalata in ‘clean climbing’ e sulla via avevo lasciato due chiodi più le soste (per le doppie). Quando sono tornato , ho trovato con mio stupore 20 chiodi su 70 metri! In dieci metri di parete c’erano poi tre soste con relativi cordini marci che nessuno si preoccupava di cambiare , con un risultato estetico facilmente immaginabile. Oggi la via è stata ripulita da quasi tutti i chiodi e al loro posto (il rapporto è: 5 chiodi, 1 spit) ci sono alcuni spit” (M.Oviglia)

      Cambiando luogo questa frase trovata su “storia dell’alpinismo dolomitico” forse , dico forse, è finalmente la risposta alla domanda che feci tempo fà sul forum sul perchè Oviglia mise gli spit sulla sua impressioni di settembre.

      Dunque secondo voi il criterio che 5 chiodi sono meno estetici di 1 spit è valido? Secondo me , stando al vostro modo fondamentalista di vedere le cose, NO. Specialmente sul 1° tiro della via quegli spit sono un pugno nell’occhio, dico male?

      Dunque vanno rimossi, anche perchè con friend e nut si passa , così come tutti quelli ove si può proteggere.

      E su tutte le vie che in futuro schioderete non si rischierà di ottenere risultati simili? cioè chiodi o materiale abbandonato esteticamente discutibile?

    • #847698

      Ciao Davide,

      visto che mi citi fuori contesto (si parla di Gogna Dixit), ne approfitto per chiarire pubblicamente la mia posizione in merito a Impressioni di Settembre. A dire il vero pensavo fosse già nota da tempo, è sufficiente fare una breve ricerca per trovare

      http://www.forum.planetmountain.com/phpBB2/viewtopic.php?p=605323&highlight=mroz#605323

      dai miei interventi di ben 4 anni fa, tempi non sospetti, ben antecedenti a diedri atomici e simili, si evince anche la mia posizione attuale nei confronti delle recenti schiodature.

      In sostanza per me fate quello che volete, anche se io preferirei un sano dibattito a questi raid. Non mi risulta siano stati fatti tentativi di mediazione, almeno proposte di incontro, per parlarne civilmente. Ma tant’è… Se ritenete levate pure gli spit su Impressioni. Furono messi in un periodo che non è quello attuale. Le cose non sono immutabili, cambiano.

      Tempo fa Manolo auspicava che fossero levati gli spit aggiunti sulla sua Sinfonia dei Mulini a Vento in Sardegna. E sono scomparsi. Io non mi arrogo il diritto di decidere di una delle mie vie più ripetute ed apprezzate. Decidete pure voi

      Mi farebbe invece molto dispiacere se venissero aggiunti spit alle vie che ho aperto in stile clean negli ultimi anni, oppure in tratti che non sono stati usati in apertura. L’ho detto.

      questo per chiarire una volta per tutte la mia posizione. Poi chiaro che io non ho nessuna autorità e non conto più di nessun’altro, ma per quel che vale il mio parere, almeno per quel che riguarda le “mie” vie, vorrei poterlo esprimere

      pace e bene a tutti

      Maurizio

    • #847699

      davidet76 wrote:

      ..Peccato perchè quella paretina di placche costituisce una bella possibilità a chi è più scarso ,come me, di trascorrere un pò di ore in tranquillità nella pace e bellezza del posto..

      DLIN DLON!!

      Informiamo che a disposizione della gentile clientela vi sono centinaia…ma che dico!!….migliaia!! di altre vie attrezzate per tutti i gusti ed esigenze. Spiacenti per l’inconveniente siamo sicuri che questo danno arrecatovi non andrà a ledere la vostra esistenza in modo grave e patologicamente irreparabile.

      Restiamo a disposizione per ogni altro chiarimento e porgiamo cordiali saluti.

      :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:

      PS: Leggetevi l’ultimo numero di ALP. Uno degli articoli iniziali è dedicato a Nives Meroi, alpinista nel mirino ultimamente per ovvie ragioni. La filosofia, etica, ragione, ecc… (chiamatela come volete) che accompagna il suo modo di andare in montagna può essere tranquillamente traslata sul discorso di questo topic.

      E poi in sostanza, se una persona non è in grado di salire per una determinata via (che sia di neve, ghiaccio o roccia) non ci sale punto e basta! Non è molto naturale e semplice come idea??

    • #847701

      Grazie Maurizio del tuo intervento e del link del forum di anni fa sul motivo di quegli spit, non l’avevo mai trovato. Da quanto capito furono messi ,oltre che per sostituire i numerosi chiodi.., per dare sicurezza sul fatto che se si mettono male alcune protezioni non si arrivi a terra volandoci sopra e per rendere la via più ripetibile.

      A testimonianza del fatto che anche un amante puro delle fessure libere come Oviglia fece delle riflessioni su una sua via, vide che era gettonata, pensò che qualcuno poteva farsi davvero male, prese il trapano e mise qualcosa.., poi col passare del tempo si è un pò pentito magari.., ed è comprensibilissimo visto la sua indole, però intanto la riflessione-posa di alcuni spit la fece.

      Se è così inviterei tutti a leggere il senso delle affermazioni fatte da Oviglia sul link da lui citato, questo può essere ancora da esempio a riflettere bene su ciò che fate di volta in volta. Comunque ora non so se qualcuno toglierà quegli spit su impressioni, ma se c’è coerenza tali persone dovrebbero far rispettare i cosidetti “articoli” (diramati qui da alcuni….) ovunque sulle fessure in valle.

      Caro liviell sei molto simpatico davvero, per carità lo so che di vie ce ne sono per tutti i gusti in giro non c’è bisogno che me lo ricordi tu , solamente che quel posto è già scarsamente frequentato, così cadrà definitivamente nel dimenticatoio anche perchè i forti vanno altrove.

      Se non mi ricordavi tu poi che :la montagna va affrontata con rispetto, che bisogna analizzare mooolto bene prima di fare un ascensione se essa è alla nostra portata, se le condizioni della montagna sono a posto , se il meteo è dalla nostra ect ect , citando Nives Meroi, me lo scordavo.

      Comunque sul fatto che le fessure , le lame, ciò che si può attrezzare venga lasciato con una certa etica in valle orco è giusto, ma penso sia anche giusto saper trovare il limite a seconda della via (vedi la riflessione introspettiva dello stesso Oviglia), dall’essere fondamentalisti prestate attenzione, la via in questione (Gogna) è placca, spero davvero che si sappia il parere degli apritori prima di agire.

    • #847704

      Ma no dai!!! Era così per essere sarcastici!! :mrgreen: 😆

      Non voglio peccare di superbia…anche perchè proprio non potrei.

      Ciauu!! ;)

    • #847705

      davidet76 wrote:


      Dunque secondo voi il criterio che 5 chiodi sono meno estetici di 1 spit è valido? Secondo me , stando al vostro modo fondamentalista di vedere le cose, NO. Specialmente sul 1° tiro della via quegli spit sono un pugno nell’occhio, dico male?

      La questine estetica è caso assai particolare…

      In generale nella vita penso che le regole (come le 3 leggi della chiodatura) debbano esistere anche per essere aggirate. Applicare dogmi col paraocchi come delle macchine non giova a nulla; fortunatamente il buon senso viene sempre in aiuto, soprattutto per questioni estetiche e morali.

      Potremmo (attenzione al condizionele) scoprire che proprio “Gogna dixit” sia un caso particolare, in cui nel diedrino al posto di due buoni chiodi potrebbe stare un buon spit (non troppo luccicante magari, come i fixe o i raumer grossi…)

    • #847707

      davidet76 wrote:


      i forti vanno altrove.

      E’ proprio questo il punto. Giusto.

    • #847708

      Vorrei condurre quetsa storia meglio che “Rattle snake”, dove si era partiti bene e poi al momento di interpellare gli apritori la schiodatura era già avvenuta.

      Ieri ho telefonato ad Alessandro Gogna, il quale non sepeva neppure che la via fosse stata spittata oltre 10 anni or sono.

      Sandro gira ancora in valle Orco e si è mostrato sensibile al problema degli spit.

      La sua prima domanda alla notizia è stata la più semplice: “perchè?

      Quella via la ricorda come un gioiellino dove gli spit ne cambiano totalmente le caratteristiche.

      Si è dichiarato totalmente daccordo con le 3 piccole leggi della chidatura:

      1) non si spittano fessure.

      2) non si spittano vie nate senza.

      3) non si spittano vie nuove dove la loro presenza snaturerebbe vie prestigiose già presenti.

      Infine ha detto:se volete potete schiodare ma fate un buon lavoro!

      Maurizio Oviglia mi ha confermato che lo spittatore fu Bruno Baima,

      c’è su facebook, vorrei sentirlo e chiedergli (anche a nome di Gogna): “perchè”?

    • #847709

      alkurtz wrote:

      E’ proprio questo il punto. Giusto.

      e che c…o c’entra!! E io che sono un NON forte non posso sognare un giorno di fare Gogna dixit così come è nata?

      Magari adesso non ho il livello tecnico e mentale, ma chissà un giorno….e poi credo sia un sogno più facilmente realizzabile che andare a fare chessò…il Nose :mrgreen:

      La distinzione fra forti e meno forti proprio non esiste in questo discorso! Ognuno al proprio livello vive, sogna e si rallegra delle proprie esperienze allo stesso modo!!!

    • #847710

      alkurtz wrote:

      E’ proprio questo il punto. Giusto.

      Ma non bisogna essere necessariamente forti per ingaggiarsi…

      secondo me non bisogna distinguere tra forti e mezzeseghe bensì tra chi preferisce avere il culo parato e seguire una linea di spit (condivisibile) e chi invece ricerca qualcosa di diverso che comprenda anche aspetti mentali e perchè no una componente di rischio… è giusto che si possa ingaggiare chi scala sull’8a così come chi scala sul IV grado ed è giusto avere il terreno per poterlo fare.

    • #847720

      Quote:

      Ma non bisogna essere necessariamente forti per ingaggiarsi…


      ovvio tant’è che bonatti, gervasutti e tanti altri, erano fortissimi non per il grado (che tra l’altro era alto) ma per il loro modo di ingaggiarsi. Riuscivano a scalare tiri di 5 o 6 senza protezioni in luoghi impervi e isolati.

      Il punto dello spit si e spit no dovrebbe far pensare agli scalatori forti o non forti, famosi o non famosi, belli o brutti, un pochino più nel profondo. Sta storia delle regole scritte come i “dieci comandamenti” mi sembra fuori luogo e un pochino una cazzata.

      Proviamo a partire dal presupposto che l’arrampicata NON E’ OBBLIGATORIA, e che è SOCIALMENTE INUTILE. Poi proviamo a renderci conto che la roccia, le montagne, le pareti e la valle orco sono li da tantissimi anni e che quindi noi siamo solo dei VISITATORI. quindi quando andiamo a fare la nostra INUTILE attività meno traccie lasciamo meglio è per la natura, e per i nostri futuri figli scalatori, che mi auguro abbiano da litigare su come fare a proteggersi sul tiro chiave del tal diedro invece che andare a togliere e mettere ferraglia.

    • #847721

      giusto gnerrone ,esempio io m’ingaggio dove so di poterlo fare ,infatti sul diedro atomico nn ci vado,per adesso :) sto con i piedi perterra ,ma sono per le tre regole , ;)

    • #847723

      Perfetto 8-)

      Abbiamo una premessa:

      L’arrampicata NON E’ OBBLIGATORIA, ed è SOCIALMENTE INUTILE. Poi proviamo a renderci conto che la roccia, le montagne, le pareti e la valle orco sono li da tantissimi anni e che quindi noi siamo solo dei VISITATORI. Quindi quando andiamo a fare la nostra INUTILE attività meno traccie lasciamo meglio è per la natura, e per i nostri futuri figli scalatori, che mi auguro abbiano da litigare su come fare a proteggersi sul tiro chiave del tal diedro invece che andare a togliere e mettere ferraglia.

      E abbiamo tre regole (a mio avviso, non leggi, ma semplici regole di buon senso):

      1) non si spittano fessure.

      2) non si spittano vie nate senza.

      3) non si spittano vie nuove dove la loro presenza snaturerebbe vie prestigiose già presenti.

      Perfetto :mrgreen:

    • #847731

      Bene , se l’apritore consente le schiodatura agirete presto e ok per carità va bene così, no problem.

      Certo sarebbe bello capire se gli apritori quando sono saliti la prima volta (tanto di cappello, personaggi storici dell’alpinismo italiano in grado di compiere cose simili altrochè) hanno pensato : “bella sta salitella in placca, che facciamo veniamo poi ad attrezzarla un minimo per i ripetitori, visto che è per lo più improteggibile??!!” ,e poi vuoi per vari motivi non hanno mai avuto l’occasione di parlarne meglio e di farlo, oppure: “bella sta salita in placca, e sarebbe bello restasse così , certo non una via da regalare ai ripetitori ma un bel viaggio mentale..”.

      Il fatto che qualcuno poi ha messo gli spit senza chiedere il parere a chi l’ha aperta è sicuramente un azione sbagliata in pieno , se si chiedeva si sarebbe saputo l’intezione che in fondo potevano avere gli apritori sulla questione sopracitata.

      Probabilmente fin dall’inizio Gogna e compagni volevano che la via rimanesse pulita per carità, logicamente ora la risposta è abbastanza scontata… dopo che si viene a scoprire dopo anni che ti hanno spittato una via e chissà come…

    • #847732

      ma provate a guardare in val di mello le placche se hanno spit??? eppure nn si fanno tutte ste seghe mentali se nn c’erano nn si aggiungono,semplice ,siamo al solito discorso di vie c’è nè un fracco basta scegliere ,se si vuole il viaggio pscologico si fa il viaggio pscologico, se si vuole la placca chiodata si fa la placca chiodata.cioè se chi ha aperto questa linea l’ha vissuta cosi com’è ,per ripeterla la si fa cosi semplice ;)

    • #847735

      Chi provvederà all epurazione di Dixit si ricordi di portare diversi litri di antimuffa da adoperare sulla placca visto che già ora non penso sia ripetuta più di qualche volta all anno

    • #847737

      Ma di cosa stiamo parlando?

      Di una via di quattro tiri di placca aperta da uno che è stato il primo italiano a fare la Salathè.

      Su una parete dove, come ha detto qualcuno, ora ci vanno al limite quelli come me, cioè gli scarsi, che vogliono farsi una via di placca e divertirsi.

      Quelli che hanno il pelo per farsi metri di sprotetto su una placca di 5+ vanno ad arrampicare altrove.

      Magari vanno a fare le vie di Trombetta al Sergent

      http://www.guidelatraccia.com/sitonuovo/portale/notizie/battesimoterra/battesimoterra.html

      con del 6b+ obbligatorio con rischio di cadute pericolosissime o del 5c+ improteggibile.

      Lasciate perdere con queste nostalgie di Restaurare vecchie vie, perchè poi? Gogna non sapeva nulla della sua via e con il suo curriculum quattro tiri di palcca forse altro non sono che il ricordo di un bel pomeriggio passato con gli amici

    • #847742

      Ma costa state dicendo???? Ma come fate a liquidare così lo spirito di quegli anni???? Quattro tiri come quelli di Gogna dixit furono un vero “viaggio” per gli apritori e un viaggio per noi quindicenni che ambivamo cimentarci con le vie di quelli che consideravamo, a torto o a ragione, dei punti di riferimento. Oggi la via non è più nulla di tutto ciò! Sapete che a sinistra esiste “Salendo nudi”? Secondo i canoni di oggi è una via che “non esiste” ma che, come suggerisce il nome, la dice lunga sullo spirito “visionario” che si protrasse dalla metà degli anni settanta ai primi anni ottanta. Se oggi Gogna dixit non è più ripetuta forse è proprio perchè e stata banalizzata da un’attrezzatura vergognosa! E meglio che molti di coloro che intervengono su questi topic leggano e si documentino un pò di più, se hanno veramente interesse a capire il nocciolo della questione. Sono senza parole…….

    • #847744

      oomaxster wrote:

      Chi provvederà all epurazione di Dixit si ricordi di portare diversi litri di antimuffa da adoperare sulla placca visto che già ora non penso sia ripetuta più di qualche volta all anno

      speriamo che nessun licheno faccia qualche brutto scherzo a nessuno, hai ragione.

      ajax wrote:

      E meglio che molti di coloro che intervengono su questi topic leggano e si documentino un pò di più, se hanno veramente interesse a capire il nocciolo della questione.


      Se fai i nomi quando guidichi sarebbe più bello, per quanto mi riguarda qualcosina mi son documentato e penso di aver espoto dei concetti con rispetto della storia.

      Sicuramente con questa questione la via sta avendo pubblicità , e sicuramente dopo la schiodatura diversi andranno a mettere il naso…

    • #847745

      davidet76 wrote:

      speriamo che nessun licheno faccia qualche brutto scherzo a nessuno, hai ragione.

      Se fai i nomi quando guidichi sarebbe più bello, per quanto mi riguarda qualcosina mi son documentato e penso di aver espoto dei concetti con rispetto della storia.

      Sicuramente con questa questione la via sta avendo pubblicità , e sicuramente dopo la schiodatura diversi andranno a mettere il naso…

      addirittura ?…. basta leggere gli interventi mi pare…

      Se poi dopo la schiodatura la via avrà il doppio di ripetitori significa una cosa sola: che lo spit (uno ogni circa 2 m nei primi 3 tiri!!) aveva sostanzialmente “distrutto” l’anima della salita…

    • #847747

      se e’ per questo so anche che a destra esiste “foglie d’autunno ” Perdete tempo …con ste placche

    • #847748

      alkurtz wrote:

      Ma di cosa stiamo parlando?

      Di una via di quattro tiri di placca aperta da uno che è stato il primo italiano a fare la Salathè.

      Su una parete dove, come ha detto qualcuno, ora ci vanno al limite quelli come me, cioè gli scarsi, che vogliono farsi una via di placca e divertirsi.

      Quelli che hanno il pelo per farsi metri di sprotetto su una placca di 5+ vanno ad arrampicare altrove.

      Magari vanno a fare le vie di Trombetta al Sergent

      http://www.guidelatraccia.com/sitonuovo/portale/notizie/battesimoterra/battesimoterra.html

      con del 6b+ obbligatorio con rischio di cadute pericolosissime o del 5c+ improteggibile.

      Lasciate perdere con queste nostalgie di Restaurare vecchie vie, perchè poi? Gogna non sapeva nulla della sua via e con il suo curriculum quattro tiri di palcca forse altro non sono che il ricordo di un bel pomeriggio passato con gli amici

      Ancora con sti forti… duro di comprendonio il socio! ;)

      Perchè non vai tu a scalare altrove… tipo al paretone dove di vie come piacciono a te ce ne sono decine!!

    • #847749

      Pare che il passato dell’arrampicata vi stia molto a cuore.

      Bene.

      Io penso che ogni scalata abbia una sua emozione, un’emozione irripetibile anche sulla stessa via.

      Per non parlare dello stato psichico che ha spinto e che hanno vissuto gli apritori. Tant’è che molte vie sono state irripetute per anni.

      Se adesso qualsiasi pinco pallino può andare a ripetere gogna dixit, e molti pinco pallino potranno ripeterla senza spit – ma senza tutti gli spit, comprese le soste mi auguro – è perchè ci sono stati visionari come gogna e altri a cui va il grazie di tutti.

      Forse mi sbaglio, ma nel data base di gulliver questa via non è neppure recensita.

      La nostalgia della gioventù è una brutta bestia.

    • #847750

      alkurtz wrote:

      Pare che il passato dell’arrampicata vi stia molto a cuore.

      Bene.

      Io penso che ogni scalata abbia una sua emozione, un’emozione irripetibile anche sulla stessa via.

      Per non parlare dello stato psichico che ha spinto e che hanno vissuto gli apritori. Tant’è che molte vie sono state irripetute per anni.

      Se adesso qualsiasi pinco pallino può andare a ripetere gogna dixit, e molti pinco pallino potranno ripeterla senza spit – ma senza tutti gli spit, comprese le soste mi auguro – è perchè ci sono stati visionari come gogna e altri a cui va il grazie di tutti.

      Forse mi sbaglio, ma nel data base di gulliver questa via non è neppure recensita.

      La nostalgia della gioventù è una brutta bestia.

      Un conto è mantenere eventualemente un punto di fermata, un conto è ripetere 8 metri di 5c di pura aderenza senza nulla, oppure con 4-5 spit! Ma lo si vuol capire o no che questi discorsi non sono un’inno alla nostalgia, ma piuttosto un tentativo di arginare la banalizzazione di “certi” “terreni di gioco”? Spero che ciò avvenga non nell’anonimato e cercando di contattare le parti in causa. In questo plaudo la volonta di atromba.

      Poi, attenzione: è facile in questo momento per tutti mostrare segnali di contraddizione e scivolare in un discorso etico che può apparire torbido e ambiguo, soprattutto quando a fare passi “indietro” sono persone che di spit (anche se in un certo modo) ne hanno messi. Tuttavia, come ha rimarcato MauMau il pensiero non è a sedimentazione infinita…

    • #847753

      ajax wrote:


      Un conto è mantenere eventualemente un punto di fermata, un conto è ripetere 8 metri di 5c di pura aderenza senza nulla, oppure con 4-5 spit! Ma lo si vuol capire o no che questi discorsi non sono un’inno alla nostalgia, ma piuttosto un tentativo di arginare la banalizzazione di “certi” “terreni di gioco”? Spero che ciò avvenga non nell’anonimato e cercando di contattare le parti in causa. In questo plaudo la volonta di atromba

      Giustissimo.

      In altri topic molto meno recenti si era parlato di lasciare le soste spittate anche per un discorso di puro compromesso tra le due “fazioni”.

      …e mi sembra un buon compromesso, dato che la sosta si chiama così appunto perchè uno ci si deve fermare e deve stare al sicuro. Ecco che li lo spit è evoluzione della sicurezza!!! Ma non lo capite?

      ps: Se su una placca di V sprotetta hai la testa e la tecnica per salire, le scarpette tengono, altrimenti voli.

      Se su una placca di V protetta a spit hai la tecnica per salire, le scarpette tengono, ma non serve la testa. (per questo ci sono bei posti tipo Montestrutto ecc ecc)

      Questo per dire che chi intende l’arrampicata o l’alpinismo come uno sport e basta, allora vada nelle palestre attrezzate! ..per tutti gli altri, c’è Black Diamond! 8-)

    • #847754

      ajax wrote:


      Un conto è mantenere eventualemente un punto di fermata, un conto è ripetere 8 metri di 5c di pura aderenza senza nulla, oppure con 4-5 spit! Ma lo si vuol capire o no che questi discorsi non sono un’inno alla nostalgia, ma piuttosto un tentativo di arginare la banalizzazione di “certi” “terreni di gioco”? Spero che ciò avvenga non nell’anonimato e cercando di contattare le parti in causa. In questo plaudo la volonta di atromba.

      Poi, attenzione: è facile in questo momento per tutti mostrare segnali di contraddizione e scivolare in un discorso etico che può apparire torbido e ambiguo, soprattutto quando a fare passi “indietro” sono persone che di spit (anche se in un certo modo) ne hanno messi. Tuttavia, come ha rimarcato MauMau il pensiero non è a sedimentazione infinita…


      Lo spit banalizza, hai ragione.

      Io ho cominciato ad arrampicare da relativamente poco tempo.

      In verità sarebbe meglio dire ho cominciato a muovermi da spit a spit.

      Un tempo mi chiedevo: la via è spittata? è spittata corta o lunga? etc etc.

      Ho iniziato a maledire la mentalità da falesia che mi portavo dietro, un approccio che usava la roccia, ma non aveva niente a che fare con essa, se non usandola come pretesto per un gesto atletico – e qui per quanto mi riguarda ci sarebbe da ridere.

      Un approccio che non ti dispone a leggere la roccia, a progettare i movimenti prossimi, nonti insegna ad alzare lo sguardo, insomma, non ti insegna ad amare la montagna.

      Capisco che nella “battaglia” contro lo spit ci sia un vero amore per la roccia, un amore per la montagna, una forma di rispetto per l”avversario” che affrontiamo, un tentativo di andare ad armi pari.

      Penso che lo spit stia alla roccia come 50 euro stiano ad una donna, non a tutte si intende, ma a quelle con le quali con 50 euro ti togli la voglia.

      Attualmente le mie vie ideali sono le vie di Michelin, chiedo scusa agli altri apritori: per me sono spittate “giuste” sull’ingaggio che propongono. Forse per qualcuno sono troppo spittate, per altri troppo poco, sta di fatto che io li mi diverto.

      Al Sergent, meta ambita e temuta, ho fatto “mi dissocio”, una via che a tratti mi ha richiesto “molta decisione”, ne sono uscito e mi sono sentito bene, e soprattutto mi sono sentito figo: ognuno ha i suoi orizzonti.

      Penso che possa essere utile un discorso generale sulla funzione dello spit in un contesto più generale della formazione all’arrampicata, sulle illusioni che vende e che non mantiene in relazione alla sicurezza.

    • #847755

      atromba wrote:

      La questine estetica è caso assai particolare…

      In generale nella vita penso che le regole (come le 3 leggi della chiodatura) debbano esistere anche per essere aggirate. Applicare dogmi col paraocchi come delle macchine non giova a nulla; fortunatamente il buon senso viene sempre in aiuto, soprattutto per questioni estetiche e morali.

      Potremmo (attenzione al condizionele) scoprire che proprio “Gogna dixit” sia un caso particolare, in cui nel diedrino al posto di due buoni chiodi potrebbe stare un buon spit (non troppo luccicante magari, come i fixe o i raumer grossi…)

      Scusate non voglio essere polemico e rompipalle, ma vorrei capire meglio.

      La questione estetica è caso assai particolare…. cioè??..

      Il fatto che “le 3 leggi della chiodatura” sono fatte anche per essere aggirate quando il buon senso viene in aiuto è OK.

      Il problema, mi domando, ma non è che tutto soggettivo?, ad esempio pensavo che erano più etici e più estetici due chiodi invece che lo spit!! non capisco.

      Il buon senso per altri potrebbe suggerire di distanziare la chiodatura senza far arrivare nessuno a terra.

      Sulle soste penso non ci sia da discutere.

      A proposito di regole da aggirare, sta cosa mi ha fatto venire in mente, guarda caso, di strane voci sentite su per Noasca… però lasciamo perdere…

    • #847756

      davidet76 wrote:

      A proposito di regole da aggirare, sta cosa mi ha fatto venire in mente, guarda caso, di strane voci sentite su per Noasca… però lasciamo perdere.

      Niente di grave o di chè intendiamoci, son solo voci che ho sentito poi..boh..

      Solo la cosa pensandoci mi fa sorridere ;)

    • #848073

      Sabato 15 maggio:

      Come ampiamente annunciato ho schiodato Gogna dixit. Ho lascito gli spit appesi alla prima sosta e uno in partenza, proprio a fianco di una fessura, così, per far riflettere!

      Adriano Trombetta

    • #848082

      minkia che mago ;)

    • #848097

      Il fatto che gli spit siano stati lasciati appesi alla prima sosta è positivo anzichè prenderli, però se qualcuno passa di lì e non sa cosa fare può anche prenderseli….Ho una proposta:

      Se in futuro verranno ancora tolti degli spit da qualche parte perchè non martellare le placchette da renderle inutilizzabili e lasciarli dentro un sacchetto al bar di Noasca (quello del quaderno) con su scrito il nome della via da cui sono stati tolti?

      Così chiunque potrà verificare che non se li è presi e , eventualmente se è in grado, andando a rifare la via potrà verificare il numero se corrisponde(all’incirca ovviamente , nel corso della storia possono esserci state varie modifiche..).

      Che ne pensate?

      Tutto questo a prescindere dalla legittimità o meno della rimozione degli spit in considerazione.

      Mau Mau:

      Un suggerimento alla fantomatica banda del furgoncino di Guide la traccia (che è poi lo stesso che un saggio Manlio Motto diede a me dieci anni fa)…per il futuro: quando si debbono toccare vie delicate e/o popolari, sarebbe sempre meglio indire una specie di riunione e parlarne a quattr’occhi. Chi vuole venire viene, se ne parla e si prende una decisione. Altrimenti si lasciano le cose come sono e si guarda oltre…

      Cosi…,per far riflettere……………..!!

    • #848103

      atromba wrote:

      Sabato 15 maggio:

      Come ampiamente annunciato ho schiodato Gogna dixit. Ho lascito gli spit appesi alla prima sosta e uno in partenza, proprio a fianco di una fessura, così, per far riflettere!

      Adriano Trombetta

      Sinceramente non capisco proprio su cosa si debba riflettere, mi sembra che lasciare quella fessura senza lo spit sia anche logico , non vedo proprio cosa ci sia da dimostrare.

      Sulle placche mi sembrerebbe invece più logico fossero stati lasciati degli spit, nel caso specifico lasciando la diff. massima obbligatoria perchè è giusto che non sia banalizzata dall’azzeramento sistematico.

      Questa è solo la mia chiave di lettura di quella via.

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