Forums › Gulliver › Gulliver.it › Scialpinismo che passione!
- Il topic è vuoto.
-
AutorePost
-
-
15/04/2010 alle 15:10 #835446
I preparativi di una gita di scialpinismo cominciano la sera prima. Le pile dell’arva sono cariche? i bastoncini telescopici scorrono? I ganci degli scarponi funzionano tutti? Gli attachi scattano? Poi bisogna mettere le pelli di foca. Si pulisce la soletta degli sci e si applica la pelle avendo cura di lasciar fuori le lamine dalle 2 parti.
Poi si prepara il mangiare: la solita frutta secca, il solito cioccolato. Si riempie la borraccia.
Un lungo noioso rituale che predispone ad uno stato di leggera ansia.
Si dorme un sonno inquieto e ci si alza nel cuore della notte (d’inverno e’ notte fino alle sette) proprio quando e’ finalmente arrivata quella voglia di dormire invincibile invocata invano nelle ore precedenti.
Ti infili in macchina ancora intorpidito, riscaldamento a manetta.
La vera gita inizia quando arrivi al luogo di partenza. Albeggia, temperatura -15. Animo! Sveglia! Ti fiondi fuori e ti metti addosso tutto quello che hai. Poi ti metti gli scarponi, operazione apparentemente semplice in realta’ complicata e densa di significato come la vestizione dei cavalieri antichi. Il piede calzettonato si infila con enorma fatica nel buco dello scarpone. Spingi e tiri con tutte le tue forze. Se sei da solo smoccoli senza ritegno, altrimenti mugugni sordamente osservando compiaciuto con la coda dell’occhio i tuoi compagni che si dibattono in analoghe difficolta’.
Poi calzi gli sci. Digressione tecnica, esistono 2 tipi di attacchi da scialpinismo: l’attacco normale per gli scialpinisti normali e il cosiddetto attacchino usato dai garisti e da quelli che vanno forte perche’ e’ leggerissimo. Ora, nessuno di noi vuole far gare, io faccio scialpinismo per prendere una boccata d’aria buona, fatto sta che l’attacchino si e’ diffuso a macchia d’olio e cosi’ il distacco in punta da quelli bravi e’ sceso da mezz’ora a 27 minuti. Peccato che i bravi scendano con tecnica impeccabile, mentre quelli che grazie all’attacchino hanno preso “solo” 27 minuti, se cadono spesso si mettono a piangere. Non per la caduta, ma perche’ se si e’ staccato lo sci, con l’attacchino e’ quasi impossibile rimetterlo. Occorre che lo sci sia perfettamente in piano, che i 2 buchi sullo scarpone non siano pieni di neve…Insomma, guadagnati 3 minuti in salita e persi 10 in discesa.
Ehi, ma che freddo in partenza! Meglio muoversi! La circolazione alle mani si riattiva subito, si sta quasi bene non fosse per quei fastidiosi ghiaccioli che talvolta si formano sulla barba e sui baffi. Comunque il freddo e’ meglio del caldo, quando alla fatica e al sudore si somma lo zoccolo, ossia quello strato di neve marcia che si attacca alle pelli di foca fradice.
Una gita a sud, una giornata insolitamente calda e un’ora di partenza non antelucana sono preannunci abbastanza certi di zoccolo e tu non ci puoi fare nulla, solo osservare con apprensione le pelli che lentamente si imbevono di acqua di fusione finche’ lo sci si fa insolitamente pesante e non scorre piu’. Naturalmente hai dimenticato a casa l’apposito spray impermeabilizzante e continui la gita, se ne hai la forza, trascinando un sovraccarico di 10 chili di neve che tenti di scrollare sfregando e battendo goffamente gli sci contro gli arbusti e le pietre che incontri sul cammino.
Ma gli scialpinisti sono gente tosta e in qualche modo arrivi in punta. Se hai lottato con lo zoccolo vuol dire che fa caldo e ti puoi anche distendere tanto la neve e’ andata e la discesa sara’ un pantano. Altrimenti si da’ inizio alla danza del freddo, che consiste nel togliersi i guanti il tempo strettamente necessario per: togliere e ripiegare le pelli, predisporre gli attacchi da discesa, chiudere gli scarponi. Fine primo round. Tra il primo e il secondo round puoi rimettere un momento i guanti per scongiurare la “bollita”. Secondo round: ti ritogli i
guanti per cercare nello zaino qualcosa da addentare o da bere e poi ti rimetti gli sci. Se c’e’ vento e l’attrezzatura non e’ al top (ganci che non scattano fibbie che non aprono/chiudono al primo colpo) ci sono seri rischi di congelamento. Finalmente sei pronto per la discesa.
A questo punto entrano in gioco le famose condizioni. Condizioni di che? ma della neve, che puo’ essere farinosa, ventata, crostosa, primaverile, fradicia, ecc…
D’inverno la neve migliore e’ la farinosa. La si trova poche ore dopo una nevicata e a patto che la temperatura si mantenga sempre sotto zero, cioe’ quasi mai. Il sogno proibito di tutti gli scialpinisti e’ una discesa di 1000 metri in mezzo metro di neve farinosa, esperienza che solo a pochi eletti al termine di carriere pluridecennali e’ dato di raccontare, come l’incontro con la lince o con un camoscio albino.
La neve peggiore e’ la fradicia che si attacca alla soletta degli sci. No, non ho dimenticato di togliere le pelli, e’ che oggi la neve e’ cosi’ di merda e gli sci cosi’ sporchi, e naturalmente non ho sciolina che mi sembra di essere imprigionato in una colata di cemento. Anche questo non accade spesso, ma ho avuto la sventura di introdurre allo scialpinismo in queste condizioni un neofita entusiasta, che ne e’ uscito profondamente scosso e con seri propositi di tornare alla MTB.
Un altro fenomeno che merita indagare e’ la frequenza insolitamente alta con cui in discesa ci si infila nella temutissima boschina. Eppure basterebbe seguire la traccia di salita…, si’ ma abbiamo davanti quella bella radura che ci permette altre 3 curve e poi da sotto si vedeva che se andiamo giu’ dritto c’e’ un bel pendio proprio sopra il paese. Fatto sta che ci si trova in breve in un intrico di arbusti, rami, fogliame, rovi, pigne,corteccia, gemme. Un machete potrebbe servire se solo riuscissimo a districare un braccio e poi, certo, gli sci non aiutano anzi, bisogna fare attenzione che stiano sempre sopra gli arbusti e mai sotto.
Tornare indietro? Non sia mai! E poi prova tu a risalire un tratto di boschina! Praticamente impossibile. In discesa invece, si adotta spesso la tecnica del cinghiale: bocca chiusa, attenzione agli occhiali, e giu’ a capofitto come viene viene.
La sera a casa alla vista di cuciture saltate, strappi, sfregamenti, la moglie si stupisce: “Cos’hai combinato?” “Boh, non so”. Meglio stare sul vago tanto non capirebbe, e intanto si pensa con nostalgia alla giornata appena trascorsa e si progettano nuove avventure.
-
15/04/2010 alle 15:20 #847368
bellissima descrizione reale ,bravo l’ho letta con gusto ,ironia pungente veramente un bel brano,bravo 

-
15/04/2010 alle 16:14 #847372
E bravo Franco, non potevi descrivere meglio una giornata di scialpinismo di come hai fatto, mi e’ parso di rivivere esattamente un’uscita delle mie. Complimenti!
-
15/04/2010 alle 21:27 #847381
……e intanto si pensa con nostalgia alla giornata appena trascorsa e si progettano nuove avventure.


INTENSA,REALE E PROFONDA BRAVO…..

-
21/04/2010 alle 18:08 #847489
Bellissima descrizione,però posso darti un consiglio molto utile ed economico? Quando le pelli fanno lo zoccolo, non usare lo spray, ma usa l’ economicissima crema Nivea che oltre alle pelli fa anche bene alla pelle! Non è uno scherzo! è una vecchia volpe che ha cominciato far lo sci-alpinisno quarant’anni fà che te lo dice! ciaoooo!!!!!!! -
21/04/2010 alle 20:14 #847490jacolus wrote:
Bellissima descrizione,però posso darti un consiglio molto utile ed economico? Quando le pelli fanno lo zoccolo, non usare lo spray, ma usa l’ economicissima crema Nivea che oltre alle pelli fa anche bene alla pelle! Non è uno scherzo! è una vecchia volpe che ha cominciato far lo sci-alpinisno quarant’anni fà che te lo dice! ciaoooo!!!!!!!
interessante suggerimento ne terrò conto considerata l’ultima uscita… ma qualcuno mi ha anche consigliato del semplice sapone… sarà vero??😮 😮
-
-
AutorePost
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.
Forums › Gulliver › Gulliver.it › Scialpinismo che passione!