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    • #835422

      Ci risiamo climbers…. questa volta ho trovato l’america… anzi la cina…

      corde cinesi certificate CE

      8mm x 60 mt a 40 euro

      10mm x 70 mt a 50 euro

      metto su un container chi è interessato mi scriva

      [email protected]

      [email protected]

    • #846815

      Ma sono corde da arrampicata? Sono state sottoposte a test di caduta? qual è il fattore d’arresto?

    • #846817

      se la qualità è quella cinese o se son tarocche….bah

      cmq, in generale e corde a parte, se non incominciamo a comprare italiano, laddove si può, non possiamo poi lamentarci troppo se le ns aziende chiudono e in tanti rimangono senza lavoro e l’economia langue.

      A fronte del risparmio, anche significativo, sull’acquisto del singolo bene c’è la prospettiva di trovarci un bel dì senza reddito e nell’impossibilità di comprare alcunchè.

      Trattandosi di Cina, poi, ci sarebbe anche da considerare l’opportunità del boicottaggio delle loro merci per diverse ragioni, quanto meno per:

      mancato rispetto dei diritti umani e genocidio (Tibet in primis)

      assenza di adeguate tutele per i lavoratori

      produzione di merci contraffatte e concorrenza sleale.

      mi scuso per l’OT e per l’attentato al business, ma quando ce vo’ ce vo

    • #846818

      per le mezze corde elasticità 6%, cadute 6 ( con fattore 2 ), 14kn

      per la singola elasticità 5,5% cadute 6 ( con fattore 2 ), 18.5kn

      essendo certificate CE sono obbligatoriamente state testate

      2 anni fa ne avevo già importate x me e amici ( 10 coppie di mezze, e 1 singola ), nn erano certificate… e ci scaliamo tranquillamente ancora adesso.

      per l’inverno me le forniranno anche con trattamento dry con un costo del 20-25% in più

    • #846819

      e, non ultimo, okkio alle marcature di certificazione “facili”:

      http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce-conformita-europea-o-china-export” class=”bbcode_url”>http://www.marcaturace.net/gli-aspetti-tecnici-del-marchio-della-marcatura-ce/marchio-ce-conformita-europea-o-china-export

      bisognerebbe indagare meglio…. in ogni caso non vuol dire che, solo perche’ cinesi, debbano essere delle ciofeche, anzi…. pero’ effettivamente servono un po’ piu’ di informazioni in merito:

      – che la marchiatura sia effettivamente quella di conformita’

      – i parametri a cui ha accennato paolo

      – il numero di cadute UIAA

      – le caratteristiche di idrorepellenza

      – l’anno di produzione

      io ci aggiungerei anche aspetti etici (tipo le condizioni di lavoro di chi le produce), ma purtroppo questo diventa sempre molto difficile da stabilire, e anche in questo caso spesso non e’ detto che sia tutto nero (o rosso!!) cio’ che e’ cinese

    • #846820

      oppps… stavi gia’ rispondnedo in parte mentre scrivevo….

    • #846821

      sei mai stato in cina?

      tibet a parte che hai perfettamente ragione… ( prova a guardare anche la francia e gli states allora ).

      nn è più la china di MAO…

      immagino QUINDI che tu nn usi i friend BD ma i camp o gli ande, VERO?

      e quasi tutte le corde… edelweiss a parte le fanno già produrre in china…

      ops… magari nn lo sapevi…

    • #846822

      E ANCORA UN CHICCA…

      UIAA … sapete chi gestisce l’organo e i test UIAA? la mammut… ooohhh…

      cioè quei simpaticoni degli svizzeri che certificano o no certe cose a seconda della convenienza.

      saluti a tutti

    • #846823

      infatti:

      a) stavi gia’ rispondendo e non ho visto

      b) ho detto che bisogna valutare con attenzione, non che e’ una schifezza “a partito preso”

      c) UIAA: hai ragione… ma , come capita anche sul lavoro, se lo strumento che uso non e’ certificato e succede anche una piccola bua…. indovina chi va nei casini??!?! dopo di che sono d’accordo che i nostri vecchi andavano con corde di canapa, senza nessuna elasticita’, cadute con fattore x, y, z, durata, colore, igroscopiche da morire ecc… tutto vero… e secondo me anche piu’ saggio e piu’ “sano”… ma i tempi sono cambiati….e sono nate le norme, anzi, ce ne saranno sempre di piu’…

      d) cina vs tibet… non e’ del tutto corretto… i lavoratori del comparto aeronautico (che di sicuro sono una elite!!!) non e’ che se la passano proprio proprio come i corrispondenti italiani…(non sono stata in cina ma sono stati qui da me dei cinesi in visita alla mia azienda,e i confronti li hanno fatti loro, mica io) ma nemmeno male come la manodopera in nero nei campi di pomodori della nostra civilissima italia

      per farla breve: mica dico che non vanno bene… bisogna valutare, e qualche info in piu’ l’hai data …

    • #846824

      Si infatti….quel che dice Zion di per se sarebbe anche molto corretto, ma spesso i veri risvolti sono molto più riprovevoli.

      Ma poi bisognerebbe chiedersi se spendere 150 euro per una singola non sia una ladrata….io me lo sono chiesto, e la mia risposta è si.

      Quindi se posso compro dove mi sembra che costi “il giusto”. Non posso e non potrò mai sapere se chi ha confezionato la mia corda è un bambino cinese di 10anni che vive in cina e che viene sfruttato, oppure se è un ragazzo cinese di 15 anni che vive in Italia e viene sfruttato dalla mafia o chicchessia per confezionare la mia corda “made in Italy”.

      Quindi è inutile fasciarsi la testa con queste cose.

      E per finire:

      io lavoro in ambito commerciale e vi assicuro che il marchio CE è, come dice la parola, un marchio. Chi ha orecchie per intendere intenda. Ovviamente se c’è è meglio, ma poi l’effettiva qualità del prodotto la stabilisce la serietà dell’azienda che la produce, e anche qui vi assicuro che la concorrenza commerciale è arrivata a livelli inimmaginabili, che a volte mettono anche a rischio l’incolumità della persona fisica.

      Visione un pò scura della faccenda….ma sempre più spesso funziona così. Questo non esclude il fatto che continuino ad esserci aziende serie e gente onesta….e menomale!

    • #846825

      Sulle corde non si scherza…. ecco cosa mi si è presentato davanti agli occhi dopo un voletto….

      [img]http://img217.imageshack.us/img217/3496/img00001.jpg[/img]

      la corda era una mammut (infinity o eternity…. comunque finita o terminata che dir si voglia… 😆 )……

    • #846826

      L’anno scorso,preso da inconvenienti economici,ho comprato una corda singola della Tendon,70 mt 10,2 di diametro a € 70,sembrava un ottimo affare..invece..no!

      Dopo una stagione non esasperante dal punto di vista della scalata,il diametro è già aumentato a 11mm,la corda è diventata dura,sporca come poche..

      La Beel che avevo prima costava €110,ma mi ha fatto tre stagioni ad alto livello..mah..non saprei..

      Vediamo se qualcuno le prende e poi ci dice come vanno..io x adesso vado sul sicuro..

    • #846827

      pasupà wrote:

      L’anno scorso,preso da inconvenienti economici,ho comprato una corda singola della Tendon,70 mt 10,2 di diametro a € 70,sembrava un ottimo affare..invece..no!

      Dopo una stagione non esasperante dal punto di vista della scalata,il diametro è già aumentato a 11mm,la corda è diventata dura,sporca come poche..

      La Beel che avevo prima costava €110,ma mi ha fatto tre stagioni ad alto livello..mah..non saprei..

      Vediamo se qualcuno le prende e poi ci dice come vanno..io x adesso vado sul sicuro..

      Per le tendon che sporcano guarda qui….

      http://www.fuorivia.com/forum/viewtopic.php?f=11&t=12100&p=1013344&hilit=tendon#p1013344

    • #846828

      radagast wrote:

      ..quasi tutte le corde… edelweiss a parte le fanno già produrre in china…

      ops… magari nn lo sapevi…


      chissà perchè ho scritto

      zion wrote:

      cmq, in generale e corde a parte,….

      mi scuso per l’OT ….


      Circa i BD 😳 l’essere consumatori consapevoli e intendere il boicottaggio come strumento di civile pressione non significa essere ciechi idealisti e vivere fuori dal mondo.

      Se necessito di un prodotto con determinate caratteristiche lo compro da chi me lo può dare. E se il mercato non offre opportunità alternative di pari qualità infine lo compro anche se non eticamente puro. Mai inteso pormi come campione di coerenza o modello da imitare.

      Tuttavia, nel suo piccolo e con le umane limitazioni, anche l’uomo della strada dovrebbe porsi certi problemi e consumare consapevolmente.

      E poi, una cosa è il prodotto cinese (dietro c’è una valenza simbolica, una bandiera, una classe dirigente, una politica), altra cosa la marca europea che delocalizza in Cina, se non altro perchè bisognerebbe capire se lo fa per mera speculazione o solo per sopravvivere e restare sul mercato laddove tutti gli altri delocalizzano perchè il consumatore guarda solo al prezzo.

      Rilanci con USA e Francia. Vabbè, senza andare troppo lontano l’Italia produce e vende armi e mine antiuomo: allora autoboicottiamoci.

      Insomma, come capita spesso quando si cerca di individuare un problema e focalizzare un possibile obiettivo viene fuori il gran calderone che garantisce il sostanziale immobilismo.

      Cmq mi rendo conto che siamo largamente OT e mi defilo.

    • #846829

      Personalmente delle questioni etiche… me ne impippo abbastanza, d’altra parte tra l’essere etici con gli occhi foderati di mortadella(rigorosamente d.o.p. 😆 😆 ) e non esserlo consapevolmente non so cosa sia meglio…

      Il dubbio che mi viene è questo: in genere si sconsiglia l’acquisto di articoli “di sicurezza” sul web, a causa della difficoltà di verificarne la provenienza… come regolarsi in questo caso??

      Per radagast:bando alle chiacchiere, mi sai mica dire il peso delle corde?

      Sarei interessato ad una singola da 70 da tagliare in due spezzoni per uso alpinistico “easy”(creste e vie normali).

    • #846830

      Dimenticavo, domande ancora:

      -C’è anche altro materiale o solo corde?

      -Il costo è comprensivo di sdoganamento, IVA e porcate varie?

    • #846831

      UN VOLETTO?????? Sembra piuttosto generalmente logorata dall’uso , non solo nel punto incriminato :?: :?: :?: :?:

      paolo73 wrote:

      Sulle corde non si scherza…. ecco cosa mi si è presentato davanti agli occhi dopo un voletto….

      [img]http://img217.imageshack.us/img217/3496/img00001.jpg[/img]

      la corda era una mammut (infinity o eternity…. comunque finita o terminata che dir si voglia… 😆 )……

    • #846832

      deve aver strisciato tra rinvio e roccia quando sono volato….

    • #846836

      Ma per favore,lasciamo le cose cinesi ai cinesi!

      Io lavoro in ambito commerciale e credetemi tutto quello che arriva dalla Cina ha il solo vantaggio di costare poco ma la qualità è a dir poco schifosa,figuriamoci su una corda.

      E’ vero che molte aziende europee fanno costruire i loro prodotti in Cina,ma basta leggere le etichette e non comprarli,io personalmente non comprerò MAI un prodotto cinese.

      Comunque l’80% di chi ha comprato prodotti cinesi è poi tornato a comprare italiano e/o europeo fabbricato in ambiti nazionali,chissà perchè??????????????????

    • #846838

      E’ giusto risparmiare ma quando si tratta della propria pelle penso sia ancora più giusto “valutare meglio”.

      Sicuramente le riviste specializzate faranno le dovute prove ed è giusto che sia così nel frattempo,visto che “all’otto” ci sono attaccato io, ne compro una certificata anche se costa di più

    • #846840

      la corda della foto pare molto usata a guardare lo stato della camicia, ma l’anima sembra intatta, e il prodotto alla fine si rivela di qualità.

      sarebbe inquietante trovare uno o più fili dell’anima rotti.

      anch’io cerco di risparmiare per il materiale e l’abbigliamento da montagna (alé Quechua), ma fra le cose per cui non bado a spese ci sono le corde…… chissà perché..

      se Beal, Mammut, Edelrid mi vendono una corda so che fanno o fanno fare i test e le omologazioni del caso, che hanno un controllo qualità decente e se anche le realizzano in Cina gli standard qualitativi e normativi sono rispettati.. lo saranno? lo spero..

    • #846841

      la corda non è mia, ma di un mio amico pero’ garantisco che è stata custodita con cura e non è stata utilizzata molto. La calza si dev’essere rovinata impigliandosi o sfregando da qualche parte durante la caduta. I trefoli pero’ non sembravano aver riportato danni. La differenza sta nel servizio post vendita, poichè tramite il venditore e l’agente mammut è stato possibile mandare la corda in laboratorio per capire se vi fossero eventuali difetti di fabbricazione ed è stato concesso al mio amico uno sconto consistente sull’acquisto di una corda nuova.

    • #846847

      Non mi fiderei cosi’ facilmente di quelle corde, a loro affido la mia sicurezza e con essa il mio divertimento.

      Il marchio CE , oltre che oggetto di contrafazioni dice tutto e niente e l’imprenditoria orientale se ne frega altamente di tutte le norme europee.

      Concordo con tutelare i prodotti nazionali o europei anche se a volte i costi sono alti …quasi sempre !

    • #846849

      maronn… ma che polverone che tirate su…

      zion: cosa vuol dire OT ? scusa l’ignoranza…

      paolo73: io lavoro con la cina da circa 15 anni, e dipende, nn tutto è merda ciò che arriva dalla Cina.

      pittolo: il peso è 65g al metro

      per il resto nn vi capisco proprio… parlate tanto di cina; si vede che nè avete letto o visto Gomorra.

      la mia prima rispostaccia nn era per te rossana!! ti ho conosciuto e mi sembri di un’intelligenza “spaziale” ( ahahahah ) cosa che hai dimostrato anche nella risposta.

      e come ho già scritto 2 anni fa ho già acquistato corde in cina… Aoooo’ sono fili di nylon intrecciato… il sistema è lo stesso, il nylon è uguale per tutti… e ci scaliamo ancora e nessuna scalzata o simile, le avevamo trovate solo un pochetto troppo elastiche su tiri da 50 metri.

      certo che son cinesi nell’animo e mi hanno chiesto di mandargli una corda dry da ” copiare “. ma come diceva già qualcuno nn è logico pagare 2 1/2 mammut 260 euro. come nn è giusto pagare na vite 55 euri o un paio di quark o nomik 350euri… e fin quando nn gli facciamo perdere un po’ di vendite quelli nn abbasseranno i prezzi.

      ribadisco: nn parliamo di filosofia, siete interessati bene, nn lo siete, pazienza!!! ma nn tiriamo fuori delle cavolate perchè nn avete niente de mejo da fare…ahahahahahah

    • #846850

      radagast wrote:

      zion: cosa vuol dire OT ? scusa l’ignoranza…


      OT sta per “off topic”, ovvero non c’entra niente col topic, è fuori tema.

      ciao.

      pace e bene :)

    • #846851

      ancora 1 chicca x mettere un po’ di buon umore a tutti:

      le prime nostre ( di amici e mie ) scalate con corde cinesi… avevamo na paura… perchè in effetti è normale avere dei dubbi. i miei amici hanno avuto fiducia in me e io nel mio primo fornitore che però nn mi ha seguito nel mio progetto iniziale, cioè farle certificare sia CE sia UIAA in modo da andarle a vendere anche nelle grosse distribuzioni. sono un commerciale da anni e quindi ci vedevo un bel business.

      siccome conosco il margine dei commercianti sappiate che anche beal, tendon ( lanex ) nn costano così care come ce le vendono.

      sulla durata… beh tanto per far pubblicità a miei ipotetici concorrenti in 10 anni di scalate trovo che quelle che durano di più sono le mammut anche se mammut stessa sulle singole in offerta nn hanno la medesima qualità di quelle nn in offerta… ci son certi canaponi sul mercato!!!

      poi… in questo momento di crisi io lavoro praticamente sul venduto… e quindi questo è uno specchietto per vedere le mie possibilità di vendita… ed in ultimo sappiate che moltissime prodotti nn solo per l’arrampicata nn sono testati singolarmente e quindi possono essere cmq soggetti a difetti sono certificati i modi di produrre; creato il prodotto e testato inizia la produzione su larga scala.

    • #846852

      grazie dei complimenti maaaaaa…. mi chiamo rosanna, non roSSana!!!! 😈 😈 😈 (anche questo e’ OT :mrgreen: :mrgreen: )

    • #846854

      ricordi… sbagliavo già in macchina verso ceillac…. sorryyyyyy

    • #846855

      radagast wrote:

      … ed in ultimo sappiate che moltissime prodotti nn solo per l’arrampicata nn sono testati singolarmente e quindi possono essere cmq soggetti a difetti sono certificati i modi di produrre; creato il prodotto e testato inizia la produzione su larga scala.


      anche perche’ altrimenti sarebbe come il test del cerino… a furia di testarli tutti prima di comprarli, il venditore di cerini si incazza ;)

      detto in altro modo, ringraziate che quando mettete il vostro culetto su un aereo, non ci sono sopra pezzi passati dalle mie dolci manine 😯 (OTA, ovvero off topic again…. voglia di lavorare saltami addossooooooooo)

    • #846858

      radagast wrote:

      maronn… ma che polverone che tirate su…

      paolo73: io lavoro con la cina da circa 15 anni, e dipende, nn tutto è merda ciò che arriva dalla Cina……

      [……..] ma nn tiriamo fuori delle cavolate perchè nn avete niente de mejo da fare…ahahahahahah

      Non ho mai detto che tutto cio’ che arriva dalla Cina sia merda, ti ho solo chiesto se fosse materiale testato ed idoneo per l’arrampicata, anche perchè in caso di incidente sono c…i amari e non “cavolate”!!!

    • #846876

      un grazie ai primi fiduciosi climbers che mi hanno fatto ordine.

    • #846877

      renato63 wrote:

      Ma per favore,lasciamo le cose cinesi ai cinesi!

      Io lavoro in ambito commerciale e credetemi tutto quello che arriva dalla Cina ha il solo vantaggio di costare poco ma la qualità è a dir poco schifosa,figuriamoci su una corda.

      E’ vero che molte aziende europee fanno costruire i loro prodotti in Cina,ma basta leggere le etichette e non comprarli,io personalmente non comprerò MAI un prodotto cinese.

      Comunque l’80% di chi ha comprato prodotti cinesi è poi tornato a comprare italiano e/o europeo fabbricato in ambiti nazionali,chissà perchè??????????????????

      mi sa che per non comprare merci prodotte in Cina bisogna girare nudi, andare a piedi e abitare nelle caverne…

    • #846879

      Assolutamente no!

      Basta fare attenzione e informarsi prima,ripeto conosco tantissime perone(in ambito commerciale e non)che hanno fatto non uno ma tanti passi indietro dopo l’acquisto di “merce” cinese,non a caso parlo di merce e non di prodotto,poi per carità ognuno faccia le sue scelte io la mia l’ho già fatta.

      Ciau nè

    • #846880

      mah, guarda, io ho dato un’occhiata alle etichette di alcuni capi tecnici e di un po di materiale, e l’unico che non aveva l’etichetta “made in China” sono un paio di pantaloni della Mello’s… made in Romania, gli altri(Alpine Lowe, Montura, Ande, Great escapes, Hagloff, north face, l’italianissima Ferrino…)tutti “made in China”, perciò a meno di utilizzare i vecchi pantaloni alla zuava “gino trabaldo” e gli zaini della “falchi”(ammesso che esistano ancora dei reperti da “paleoalpinismo” come quelli) mi sa che siamo panati…

      poi questo mito dei cinesi incapaci di produrre qualità… Cazzata tutta italiana… un popolo come quello, se decide di produrre qualità lo può fare benissimo, come e meglio di noi, mantenendo prezzi competitivi…

    • #846882

      renato… leggi gomorra per favore…

    • #846884

      pittolo wrote:

      mah, guarda, io ho dato un’occhiata alle etichette di alcuni capi tecnici e di un po di materiale, e l’unico che non aveva l’etichetta “made in China” sono un paio di pantaloni della Mello’s… made in Romania, gli altri(Alpine Lowe, Montura, Ande, Great escapes, Hagloff, north face, l’italianissima Ferrino…)tutti “made in China”, perciò a meno di utilizzare i vecchi pantaloni alla zuava “gino trabaldo” e gli zaini della “falchi”(ammesso che esistano ancora dei reperti da “paleoalpinismo” come quelli) mi sa che siamo panati…

      poi questo mito dei cinesi incapaci di produrre qualità… Cazzata tutta italiana… un popolo come quello, se decide di produrre qualità lo può fare benissimo, come e meglio di noi, mantenendo prezzi competitivi…

      Aggiungo ancora questo…

      Se vogliamo a tutti i costi boicottare l’industria cinese insensibile ai diritti umani, alle problematiche ambientali etc.etc. proviamo ad inviargli una bella fornitura di sindacalisti, di ambientalisti et similia…

    • #846885

      mio padre lo dice da anni!!!

    • #846886

      pittolo wrote:

      mah, guarda, io ho dato un’occhiata alle etichette di alcuni capi tecnici e di un po di materiale, e l’unico che non aveva l’etichetta “made in China” sono un paio di pantaloni della Mello’s… made in Romania, gli altri(Alpine Lowe, Montura, Ande, Great escapes, Hagloff, north face, l’italianissima Ferrino…)tutti “made in China”, perciò a meno di utilizzare i vecchi pantaloni alla zuava “gino trabaldo” e gli zaini della “falchi”(ammesso che esistano ancora dei reperti da “paleoalpinismo” come quelli) mi sa che siamo panati…

      poi questo mito dei cinesi incapaci di produrre qualità… Cazzata tutta italiana… un popolo come quello, se decide di produrre qualità lo può fare benissimo, come e meglio di noi, mantenendo prezzi competitivi…

      Mah,cazzata fino a un certo punto,io finora nelle merci cinesi non ho visto una grande qualità ,parlo di prodotti tecnologici e non,domanda,ma tu daresti a tuo figlio un giocattolo fatto in Cina che si smonta in mille pezzettini,verniciato con prodotti tossici,non rispondente a nessuna normativa solo perchè costa meno?

      E verò se vogliono fare qualità mantenendo prezzi competitivi lo possono fare eccome,il Giappone insegna,però siamo ancora un pò lontani da tutto ciò,inoltre io sono assolutamente per un mercato aperto/libero e competitivo ma solo quando potrò confrontare tra loro prodotti aventi le stesse caratteristiche tecniche/normative/di materiali ecc ecc

    • #846887

      radagast wrote:

      renato… leggi gomorra per favore…

      Lo leggerò,leggere fa sempre bene!

    • #846888

      renato63 wrote:

      Mah,cazzata fino a un certo punto,io finora nelle merci cinesi non ho visto una grande qualità ,parlo di prodotti tecnologici e non,domanda,ma tu daresti a tuo figlio un giocattolo fatto in Cina che si smonta in mille pezzettini,verniciato con prodotti tossici,non rispondente a nessuna normativa solo perchè costa meno?

      E verò se vogliono fare qualità mantenendo prezzi competitivi lo possono fare eccome,il Giappone insegna,però siamo ancora un pò lontani da tutto ciò,inoltre io sono assolutamente per un mercato aperto/libero e competitivo ma solo quando potrò confrontare tra loro prodotti aventi le stesse caratteristiche tecniche/normative/di materiali ecc ecc

      Partiamo dal presupposto che quando compro qualcosa non guardo l’etichetta o il marchio, ma compro qualcosa che risponde alle mie esigenze, di porcate se ne producono in tutto il mondo, e di conseguenza acquistare in funzione di un marchio mi sembra riduttivo oltre che rischioso.

      Se poi la cosa che ho comprato non è valida è un’altro discorso.

      sono anni che le aziende mondiali delocalizzano le loro produzioni prima in Corea, poi in Cina e poi chissà dove, questo è dettato dal mercato e dalle varie situazioni economiche.

      Poi è ovvio che non parto a comprare jeans Armani tarocchi(che macchiano di blu tossico…) in uno store cinese… ma neanche napoletano(zona da cui partono una buona parte delle merci tarocche che arrivano sul mercato…)

    • #846890

      Hai ragione in parte Pittolo

      E’ vero che in assoluto non bisogna guardare il marchio,però spesso fà ancora la differenza sopratutto dove c’è della tecnologia.

      E’ vero le aziende hanno delocalizzato per contenere i costi e garantirsi una marginalità,però quelle serie lo hanno fatto portando sul luogo le teste pensanti ed insegnando ai local come produrre con qualità,non basta dire questo è l’oggetto fatelo uguale.

      Questo è quello che sta succedendo in Cina,si stanno creando dei cloni dei principali prodotti,ti ricordi quando qualche anno fa era stata presentata la prima auto cinese venduta a meno di 5000 €?risultato motore euro 0 e in caso di urto frontale assoluta certezza di morte del conducente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      Guarda l’India,ha forse i migliori ingegneri e i prodotti sono di altissima qualità,la Toyota è oggi l’auto migliore per rapporto qualità/prezzo ed è la prima marca di auto venduta al mondo(certo ci sono voluti degli anni),in Polonia gli operai degli stabilimenti dell’industria automobilistica e pesante sono un esempio(anche se ci sarebbe da discutere sui loro diritti,ma questo è OT),quando anche la Cina raggiungerà gli standard qualitativi richiesti dal mercato allora sarà in grado di competere ad armi pari,oggi no.

      Il mercato lo si crea con un buon prodotto non con un prezzo,anche se oggi con la crisi attuale i prodotti di scarsa qualità e basso prezzo stanno trovando terreno fertile nei consumatori,ma non è la scelta migliore.

      Io stesso ho voluto provare ,per pura curiosità, prodotti low cost fatti chissà dove,risultato tutti finiti nell’archivio verticale(vedi bidone della spazzatura),o sono stato particolarmente sfigato oppure un minimo di verità in quello che affermo c’è.

    • #846892

      renato63 wrote:

      Hai ragione in parte Pittolo

      E’ vero che in assoluto non bisogna guardare il marchio,però spesso fà ancora la differenza sopratutto dove c’è della tecnologia.

      E’ vero le aziende hanno delocalizzato per contenere i costi e garantirsi una marginalità,però quelle serie lo hanno fatto portando sul luogo le teste pensanti ed insegnando ai local come produrre con qualità,non basta dire questo è l’oggetto fatelo uguale.

      Questo è quello che sta succedendo in Cina,si stanno creando dei cloni dei principali prodotti,ti ricordi quando qualche anno fa era stata presentata la prima auto cinese venduta a meno di 5000 €?risultato motore euro 0 e in caso di urto frontale assoluta certezza di morte del conducente!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

      Guarda l’India,ha forse i migliori ingegneri e i prodotti sono di altissima qualità,la Toyota è oggi l’auto migliore per rapporto qualità/prezzo ed è la prima marca di auto venduta al mondo(certo ci sono voluti degli anni),in Polonia gli operai degli stabilimenti dell’industria automobilistica e pesante sono un esempio(anche se ci sarebbe da discutere sui loro diritti,ma questo è OT),quando anche la Cina raggiungerà gli standard qualitativi richiesti dal mercato allora sarà in grado di competere ad armi pari,oggi no.

      Il mercato lo si crea con un buon prodotto non con un prezzo,anche se oggi con la crisi attuale i prodotti di scarsa qualità e basso prezzo stanno trovando terreno fertile nei consumatori,ma non è la scelta migliore.

      Io stesso ho voluto provare ,per pura curiosità, prodotti low cost fatti chissà dove,risultato tutti finiti nell’archivio verticale(vedi bidone della spazzatura),o sono stato particolarmente sfigato oppure un minimo di verità in quello che affermo c’è.

      boh… io devo dire la verità e sono pienamente soddisfatto dei prodotti fabbricati in Cina(e poi marchiati da altre ditte…).. Se c’è l’occasione di acquistare della merce direttamente, omologata UIAA e marchiate CE non vedo dove sia il problema.

      Se poi il problema è etico, quello è un discorso personale, ma allora non bisognerebbe acquistare Fiat perchè produce componenti per sistemi d’arma, garmin perchè collabora a sistemi di puntamento a così via…

    • #846893

      renato63 wrote:

      la Toyota è oggi l’auto migliore per rapporto qualità/prezzo ed è la prima marca di auto venduta al mondo(certo ci sono voluti degli anni)

      Mi pare che anche toyota e nissan abbiano dei piccoli problemi di qualità… non stanno richiamando migliaia(o forse addirittura milioni) di veicoli con problemi ai freni?.. e la lexus mi pare che non sia proprio una macchina di bassa gamma…

    • #846894

      pittolo wrote:

      Mi pare che anche toyota e nissan abbiano dei piccoli problemi di qualità… non stanno richiamando migliaia(o forse addirittura milioni) di veicoli con problemi ai freni?.. e la lexus mi pare che non sia proprio una macchina di bassa gamma…

      I problemi sul componente difettoso ci sono per tutti i produttori,mica la Toyota costruisce tutti i componenti che vanno montati sull’auto,però il fatto che hanno effettuato un richiamo và sicuramente a merito della Toyota(infatti all’atto del richiamo è stata premiata in borsa con un bel +4%).

      E’ vero la Lexus è paragonabile alla Mercedes

      Io da anni ho fatto la scelta di usare auto tedesche,il risultato è che me le dimentico(e faccio 50/60000 Km/anno)e quando le vendo è come avere un assegno in mano( e non esagero),tieni presente che prima ho sempre avuto Fiat (il che non vuol dire che ora sputo su Fiat),però la differenza c’è eccome se c’è.

      A tal proposito anni fa un mio collega che aveva una Fiat ha avuto una lettera di richiamo perchè l’auto poteva incendiarsi,peccato che ha ricevuto la comunicazione 6 mesi dopo che la sua auto aveva preso fuoco!

    • #846895

      il mio ultimo post era per chiarire che prodotti esenti da vizi e difetti in realtà non esistono, dalle toyota richiamate, alle mercedes che si ribaltavano per problemi all’esp, tutto è a rischio.

      l’importante è che rimaniamo nei termini di sicurezza minimi. e se non mi fido del marchio UIAA o di quello CE allora tutto il discorso cade… ma cade anche per le corde mammut o beal e non solo per quelle importate direttamente (ma sottolineo MARCHIATE!!!). Poi le truffe e i tarocchi ci sono dappertutto, e pensare che il settore alpinistico ne sia esente è utopia…

    • #846896

      Purtroppo non possiamo fidarci delle marcature varie apportate con apposite etichette sui prodotti perchè si tratta di autocertificazioni come sotto riportato

      La marcatura CE è un contrassegno che deve essere apposto su determinate tipologie di prodotti dal fabbricante stesso che con essa autocertifica la rispondenza (o conformità) ai requisiti essenziali per la commercializzazione e utilizzo nell’ Unione Europea.

      per i prodotti che tratto,tempo fa ho fatto un acquisto di prodotti cinesi che riportavano il marchio CE e li ho fatti testare presso apposite strutture con il risultato che non hanno passato neanche un test,alla mia richiesta presso l’importatore di avere il datasheet tecnico del prodotto in questione mi è stato risposto che non si poteva dare(ma quando mai),almeno l’importatore lo abbiamo fatto chiudere.

      Il risultato è che oggi in tutto bisogna avere un gran culo!

    • #846897

      Ma la Toyota è giapponese !!!!

    • #846898

      renato63 wrote:


      Il risultato è che oggi in tutto bisogna avere un gran culo!

      …appunto…

    • #846899

      renato63 wrote:

      Purtroppo non possiamo fidarci delle marcature varie apportate con apposite etichette sui prodotti perchè si tratta di autocertificazioni come sotto riportato

      La marcatura CE è un contrassegno che deve essere apposto su determinate tipologie di prodotti dal fabbricante stesso che con essa autocertifica la rispondenza (o conformità) ai requisiti essenziali per la commercializzazione e utilizzo nell’ Unione Europea.

      per i prodotti che tratto,tempo fa ho fatto un acquisto di prodotti cinesi che riportavano il marchio CE e li ho fatti testare presso apposite strutture con il risultato che non hanno passato neanche un test,alla mia richiesta presso l’importatore di avere il datasheet tecnico del prodotto in questione mi è stato risposto che non si poteva dare(ma quando mai),almeno l’importatore lo abbiamo fatto chiudere.

      Il risultato è che oggi in tutto bisogna avere un gran culo!

      Ecco infatti, quindi non serve farsi tante seghe mentali…

    • #846901

      Liviell wrote:

      Ecco infatti, quindi non serve farsi tante seghe mentali…

      Bhe,secondo questo concetto allora facciamoci propinare di tutto!

    • #846902

      farsi propinare di tutto no, tenere gli occhi aperti e valutare attentamente ciò che si acquista sicuramente si…

      Ripeto, si producono porcate, tarocchi e prodotti di qualità e funzionali in tutto il mondo, Cina compresa, poi sta a noi acquistare, giudicare e valutare.

      Nello specifico delle corde, la marchiatura è fondamentale, poi il poter risalire o meno a questa o quell’altra ditta, poco importa, tanto nessuno si accollerà MAI la responsabilità di un’usura precoce del materiale(non parliamo poi di un eventuale cedimento!!).

      Al massimo ti possono riconoscere un bonus sull’acquisto successivo…sempre ammesso che tu possa farlo :? :? 😮 😮 😥 😥

    • #846910

      Giusto Pittolo!

      Caro Renato63, mi piange veramente il cuore dirlo, ma la realtà è questa. Punto.

    • #846911

      Liviell wrote:

      Giusto Pittolo!

      Caro Renato63, mi piange veramente il cuore dirlo, ma la realtà è questa. Punto.

      Mah,ognuno ha le sue idee,io rispetto quelle degli altri ma rimango della mia,e comunque non mi piange il cuore dirlo ;)

    • #846914

      renato, io importo anche dall’india… e ti dico che i bidoni peggiori sono arrivati proprio da li…

      tata è un impero ma un auto un po’ alla cinese…

      per quel che riguarda le corde… ( adesso vi faccio rabbrividire ) sono le più usate in cina, e quelle che usa l’esercito cinese.

      nn possono avere il marchio uiaa perche’ qualcuno gli fa ostruzionismo, e mi hanno chiesto di dar loro una mano…

      a voi le sentenze…

    • #846917

      zion wrote:

      se la qualità è quella cinese o se son tarocche….bah

      cmq, in generale e corde a parte, se non incominciamo a comprare italiano, laddove si può, non possiamo poi lamentarci troppo se le ns aziende chiudono e in tanti rimangono senza lavoro e l’economia langue.

      A fronte del risparmio, anche significativo, sull’acquisto del singolo bene c’è la prospettiva di trovarci un bel dì senza reddito e nell’impossibilità di comprare alcunchè.

      Trattandosi di Cina, poi, ci sarebbe anche da considerare l’opportunità del boicottaggio delle loro merci per diverse ragioni, quanto meno per:

      mancato rispetto dei diritti umani e genocidio (Tibet in primis)

      assenza di adeguate tutele per i lavoratori

      produzione di merci contraffatte e concorrenza sleale.

      mi scuso per l’OT e per l’attentato al business, ma quando ce vo’ ce vo

      quoto in pieno! ci mancava solo questa…..

    • #846918

      ajax wrote:

      quoto in pieno! ci mancava solo questa…..

      In linea del tutto teorica il ragionamento non fa una grinza…

      In pratica ci scontriamo con diverse contraddizioni.

      Comprare italiano… potrei essere d’accordo per tutelare l’occupazione e il PIL nostrano… ma come la mettiamo con le moltissime delocalizzazioni? Quante volte siamo convinti di comprare italiano e poi scopriamo che l’etichetta porta la fatidica dicitura “made in China”(Ferrino ad esempio per rimanere in campo alpinistico).

      Allora, italiano si, ma che sia italiano VERO,prodotto da mani italiane,(allora pago volentieri il “di più” che questo comporta) non italiano solo di consiglio di amministrazione!!

      Sul fatto che poi non si debbano acquistare prodotti tarocchi negli store cinesi… su questo non ci piove!!!

      Per quanto riguarda i diritti umani, i diritti dei lavoratori, la sensibilità ambientale… la soluzione migliore sarebbe inviare un bel carico di verdi, ambientalisti, sindacalisti ed estremisti vari… avrebbero lavoro in abbondanza e sarebbero molto più efficaci di uno pseudo boicottaggio.

    • #847177

      radagast wrote:

      per le mezze corde elasticità 6%, cadute 6 ( con fattore 2 ), 14kn

      per la singola elasticità 5,5% cadute 6 ( con fattore 2 ), 18.5kn

      essendo certificate CE sono obbligatoriamente state testate

      2 anni fa ne avevo già importate x me e amici ( 10 coppie di mezze, e 1 singola ), nn erano certificate… e ci scaliamo tranquillamente ancora adesso.

      per l’inverno me le forniranno anche con trattamento dry con un costo del 20-25% in più


      Forza di arresto Valori imposti dalla norma :

      • Corda intera: forza di arresto inferiore a 12 kN alla prima caduta, con fattore 1,77 e massa di 80 kg.

      • Mezza corda: forza di arresto inferiore a 8 kN alla prima caduta, con fattore 1,77 e massa di 55 kg.

      • Corda gemella: forza di arresto inferiore a 12 kN alla prima caduta, con fattore 1,77 e massa di 80 kg su 2 capi.


      Scusate, io non capisco niente di misurazioni ma confrontando i dati mi pare che qualcosa non torni. O sbaglio?

    • #847215

      la forza di arresto nn è la tenuta. ogni corda è a sè, deve essere testata secondo norme ma possono avere carichi di tenuta differenti. ogni kn corrisponde a 100 kg.

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