Forums › Gulliver › Gulliver.it › PERCHE’ LA MONTAGNA?
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07/03/2010 alle 11:17 #835405
Non sapevo dove poter inserire questo post, mi sembra il luogo più appropriato senza finire OT. Chiederei cortesemente a tutti i frequentatori di questo sito di tracciare un proprio profilo con le ragioni del perchè si va in montagna. Mi spiego meglio, sto scrivendo un libro e vorrei davvero sondare i sentimenti reali di chi va in montagna, di chi magari ci vive, di chi la frequenta solo in estate o tutto l’anno. Non mi interessano i luoghi comuni, vorrei che ognuno di voi esprimesse ciò che realmente sente e prova verso i monti e il perchè si sente così attratto. Vorrei conoscere il parere di guide alpine, di turisti, escursionisti, alpinisti e soprattutto di chi ci vive. Ringrazio fin d’ora tutti coloro che potranno aiutarmi in questa mia piccola impresa, mi piacerebbe avere molti pareri di uomini e donne, poichè sono molto importanti per dare spazio e creare alcuni personaggi…grazie ancora Luca
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12/03/2010 alle 07:05 #846668
Io non sono guida, anzi non e’ vero , perche’ il cane che vedi nelle mie foto in realtà e’ cieco e quando lo porto con me in montagna sono io a farle da guida .. Sono nato in ValSusa e tutto quello che ho e che sono e’ quest’ambiente magico che e’ la montagna con i suoi colori e i suoi rumori, il silenzio delle mattine con la neve appena caduta e i profumi delle stagioni che scorrono. Nella montagna ci corro sui sentieri, ci cammino pestando neve, arrampico sulle rocce, vado a raccoglier funghi o mi siedo ad osservarla ed ascoltarla. Ma una frase piu’ di altre credo valga la pena di essere citata….
SE MI CHIEDI PERCHE’ VADO IN MONTAGNA RISPONDO CHE , SE ME LO CHIEDI, NON LO SAPRAI MAI !
La montagna e’ un modo di vivere e va vissuta …non domandata !
ciao
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12/03/2010 alle 17:05 #846678
Grazie per aver risposto! Ognuno va in montagna per i più disparati motivi, io conosco i miei, ma volevo poterli confrontare con gli altri. Nel romanzo che sto scrivendo amalgamo i profili delle persone che meglio conosco, ma avendo una comunione d’intenti è difficile poter creare dei personaggi con motivazioni diverse. Mi sembra di essere simile a Mauro Corona, quando ha chiesto a cento alpinisti di raccontargli la balla più grossa che avessero mai raccontato, nessuno ha voluto essere il primo a esporsi. Ringrazio chi mi ha mandato un messaggio privato e ringrazio te “polverevento”, per avermi fatto dono delle tue sensazioni e delle tue emozioni sulla montagna. Aspetterò che qualcun’altro si provi a raccontare, sperando che il tuo sia un esempio…mi dispiace per il tuo cane, ma ha sicuramente un ottimo amico a due zampe Salut
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12/03/2010 alle 19:46 #846679
Sai…andare in montagna non e’ per niente una sfida o un’impresa, e’ solo una filosofia di vita. Non ami la montagna se non sei pronto alla fatica , al sacrificio. Per lo meno quando parliamo di montagna vera, quella fatta da vecchi alpinisti dagli scarponi in cuoio e le corde in canapa ….quando c’erano. Oggi la montagna e’ turismo di massa con tanti confort e poco rispetto.
Chi riesce ancora a condividere queste emozioni molto silenziose che regala la montagna, la vive spesso in una solitudine, apparente perche’ circondato dai propri pensieri e sentimenti .
Buon Libro
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12/03/2010 alle 20:00 #846680
Io non saprei dare una risposta filosofica al perchè mi piace andare in montagna. Sono nato 52 anni fa in valle di Viù e qui continuo a vivere. Ho avuto esperienze alpinistiche anche in altri continenti , ma è qui tra le mie montagne che conosco a menadito il luogo in cui meglio mi trovo. -
12/03/2010 alle 20:33 #846681
eh.. caro luca… domanda difficile, e risposta ancora di piu’… perche’… forse perche’ in montagna ho trovato il tempo e il luogo per tagliare cordoni ombelicali con un passato e ricostruire un presente
..forse nella poesia scritta tempo fa ci sta molto delle mie motivazioni…


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12/03/2010 alle 21:00 #846682
già, hai ragione rosanna, domanda difficilissima vado perchè è l’unico posto in cui si vive veramente in un ambiente non artificiale, vado per una sfida con me stesso, per vedere se sono ancora capace di arrivare su quella punta, vado perchè è una delle poche occasioni che si hanno per stare con amici veri, vado per i colori, il caldo, il freddo, per tutte quelle cose che mi fanno sentire ancora vivo….
uh come sono poetico…..
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12/03/2010 alle 21:31 #846683
Grazie davvero…il rispetto di se stessi a volte si trova con la solitudine, non necessariamente nella sofferenza. Le ragioni che ci spingono ad andare in montagna sono molteplici, spero che altri possano scrivere liberamente. Condivido i vostri pensieri, condivido la lentezza dei passi (quando si può), dei gesti e di un tempo ritrovato non legato a regole predefinite a cui oggi siamo costretti, dal bollare la cartolina ai ritmi frenetici a cui siamo sottoposti. La montagna sa essere meravigliosamente naturale, austera, elegante, etica, aspra e madre di tante emozioni… Grazie davvero!
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13/03/2010 alle 10:02 #846684
Ciao Rampiupoc, bel titolo…Perchè la montagna?… bene, alllora perchè la montagna? Io come ben sai in montagna ci vivo, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, eppure non mi stanca mai. Ogni giorno è diverso, è un regalo particolare: il sorgere del sole dietro le montagne, la luce che si specchia in una goccia di rugiada, quell’arietta frescolina che ti riempie di energia, il cadere della neve, un panorama che ogni giorno ti fa stupire… insomma è poesia! è un viaggio in se stessi, è introspezione, un ritrovare se stessi per poter comprendere gli altri. Tutto questo e molto altro, ovviamente viene intercalato da giornate di assoluta normalità: alzarti la mattina, andare a lavorare, curare i vari impegni…la montagna non ti esonera dai vari doveri, ma sicuramente ti regala tranquillità e forza anche soltanto alzando lo sguardo verso i suoi contorni. Ogni giorno riesco a stupirmi della sua bellezza; ormai sono quarant’anni che fa parte della mia vita, in tutte le sue sfaccettature, belle e brutte, perchè non dimentichiamo che bisogna sempre portarle rispetto: la montagna è una signora che ESIGE rispetto! Ma sa anche donarti tanto… sta a noi riuscire a cogliere la sua magia, i suoi doni…
E’ stata culla e salvezza per molti dei nostri antenati, luogo di passaggio, di contrabbando, di sviluppo…
Perchè la montagna? è bello cambiare panorama e dirigersi verso il mare o la pianura, altre sensazioni, altre visuali, altri pensieri… ma dopo un pò non riesco a fare a meno si sentire la mancanza (anche fisica) delle montagne! Un panorama piatto non mi si addice! La montagna ce l’ho nel sangue è parte di me!!!



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13/03/2010 alle 13:50 #846685
una volta chiesero a Messner perchè fosse salito su tutti gli ottomila rischiando la vita ,e lui rispose che non era certo andato per morire o sfidare la more,ma per continuare a vivevre forse un tempo ho scalato,camminato e sciato per le montagne seguendo questa logica;certamente altre per una sorta di sfida sciocca,altre per dare un senso alla mia vita,che solo in quei momenti aveva,mentreal di fuori tutto era incomprensibile
Spesso l’ho vissuta da solo,il che mi aiutato a comprendere e conoscere ,a riflettere
Ora non salgo per sfida o frustrazione;credo che la mntagna sia una componente essenziale e irrinunciabile della mia vita,tanto quanto tirare un calcio a un pallone nel cortile di casa con mio figlio
A volte si cavalcano i ricordi,altre fervono progetti e speranze
Non potrei rinunciare a molte cose,tra queste la montagna,gli amici i colori,ecc….
Non mi importa più a che livello si frequenti o in quale disciplina,mi interessa solo più respirare quei momenti
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13/03/2010 alle 19:49 #846688rosannadidi wrote:
…..metterei nero su biancoquel momento magico in cui
il compagno e’ fuori portata d’orecchio
e ti trovi in una bolla di intimita’
in cui si schiudono, fioriscono e appassiscono
discorsi profondi
abissi sull’anima
panorami interiori……
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16/03/2010 alle 19:58 #846705
perche’ la montagna? oltre al paesaggio , agli animali . al silenzio ecc…
mi piace la montagna perche’ e’ li che vedi quanto sai fare,la grinta che hai e per arrivare in punta non ci sono scorciatoie,imbrogli o ”aiutini ” ma conti solo tu e chi stalendo insieme a te;non importa la meta da raggiungere un impegnativo tremila oppure un semplice lago ma l’importante e’ la soddisfazione di avercela fatta!
in bocca al lupo per il libro!

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17/03/2010 alle 08:37 #846709fabio77 wrote:
… per arrivare in punta non ci sono scorciatoie,imbrogli o ”aiutini ” ma conti solo tu …
eccezion fatta, ovviamente, per le spedizioni commerciali con corde fisse, stuolo di sherpa, campi preallestiti, bombole d’aria….
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17/03/2010 alle 08:43 #846710
Temevo di essere un mediocre. Allora mi son detto: “scalerò una montagna difficile!”
Giunto in vetta ho pensato: “un mediocre ha scalato una montagna difficile”

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17/03/2010 alle 11:29 #846716
perchè???? perchè mi piace… non sarò aulico, non sarò filosofico ma mi piace e basta.. è bello 😆 😆 -
17/03/2010 alle 11:32 #846717
Boh!!! Chi lo sa…
Perchè è andata così e ho incontrato degli amici che arrampicavano…
Ma poteva essere atletica o calcio o qualsiasi altra cosa…
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17/03/2010 alle 11:51 #846718
Amo la fatica Amo il sudore
Amo la montagna…..
per il piacere di scenderla con la mia Tavola
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17/03/2010 alle 20:46 #846721
Ottimo, vedo che ne sta venendo fuori un bel brodo primordiale, grazie, mi interessano sempre di più le motivazioni che date… prendo spunto da tutte le sensazioni che raccontate…mi auguro che possano intervenire anche altri utenti, mi piacerebbe conoscere davvero cosa provano le guide alpine, se dopo l’innamoramento verso la montagna, non inizino a viverla come routine e clienti…sto alla finestra e attendo, il modo migliore per captare. Grazie ancora
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20/03/2010 alle 16:37 #846752
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20/03/2010 alle 17:59 #846759
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22/03/2010 alle 13:45 #846785
Perché la montagna? è un bella domanda cui non so dare una risposta…Posso dirti che da piccolo correvo in cima alla collina vicino a casa mia per vedere che cosa c’era dall’altra parte. Ed ero soddisfatto dei luoghi nuovi che vedevo. Ma crescendo l’Ulisse che è in noi animi inquieti prese il sopravento…Allora spinto dal vento impetuoso del desiderio di conoscenza, mai pago incominciai a salire le montagne ed ad ogni vetta che “conquistavo” vedevo dall’altra parte altre vette a me sconosciute,incominciò così la mia folle corsa per inseguire il sogno impossibile di arrivare sull’ultimo monte,ma come bere ad una fonte che non disseta mai,trovavo sempre oltre altri monti poi altri ancora…. Finalmente ho capito che l’orizzonte non finisce mai,ho capito che quando raggiungo quello che a me è sembrata l’ultima montagna,essa poi diventa trampolino per un’altra scoperta…e non sono riuscito darmi la risposta all’ultimo perché….Allora ho purificato l’intenzione, senza farmi troppe domande, ho cercato di ritornare bambino come quando salivo la collina vicino a casa mia….
Perché la montagna? La risposta non la troverò mai,so solo che quando sono lassù mi sento bene come fossi a casa, anzi, nel mio paradiso…Forse andare in montagna,come attraversare deserti,o solcare mari sconosciuti, è la ricerca di trovare noi stessi!
“FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI,MA PER SEGUIR VIRTUTE ET CANOSCENZA…
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22/03/2010 alle 14:51 #846788jacolus wrote:
“
A VIVERCOME BRUTI..
meglio!
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22/03/2010 alle 17:59 #846801
Quante motivazioni spingono ognuno di noi a salire e vivere un po’ di montagna. Io pensavo al mio viaggio visionario, che non ho mai considerato, da ragazzo suonavo in giro per locali e vivevo la notte, con i suoi rumori, il suo caos, rincorrevo non so bene cosa, ma non ero così a posto con me stesso. Poi mi hanno fatto riscoprire la montagna che da piccolo conoscevo bene, ci ho trascorso gran parte della mia infanzia. Oggi ci cammino e ci arrampico, appena posso, adoro i boschi e i suoi profumi, rimango estasiato dai colori, dagli animali che incontro, da tutto un regno fantastico lontano dal frastuono dei suoni comuni, lontano da tutti, sperando in una solitudine completa che mi riavvicini a me stesso e ai miei pensieri più profondi. Conosci la fatica, quella che ti sfianca, ma non dannosa come quella lavorativa carica di stress. Riconosci i profumi della roccia e l’odore di animale che ti porti addosso e che troppo spesso è camuffato dal profumo di civiltà e routine che ti spruzzi ogni giorno, quasi per omologarti ai dettami della maggioranza…ma così non è poichè le peculiarità di chi nutre questa passione spesso emergono prepotenti… Salut
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24/03/2010 alle 08:09 #846848
Come vedi, questa bella serie di considerazioni fatte in risposta alla tua domanda, ha una radice prevalente. La montagna non la si fa….la si vive, la si ha dentro ed e’ parte integrante inscindibile che vive con noi stessi.
Quasi tutti viviamo questa sintonia migrando da una prima fase di gioco infantile passando per qualche timido tentativo di “sfida” per diventare infine abitanti stanziali di questo incredibile regno che e’ la montagna.
Dico da sempre ai miei quando esco da solo di casa per qualsiasi tipo di esperienza montana ……
SE DOVESSI MORIRE MENTRE SONO IN MONTAGNA,NON PREOCCUPATEVI
SAPPIATE SOLO CHE MI STA CAPITANDO LA COSA PIU’ BRUTTA
NEL POSTO PIU’ BELLO CHE POTESSI SCEGLIERE
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24/03/2010 alle 09:43 #846859
oilà… rispondo anche io, ma nn ripetendo più o meno le cose che son già state dette, che +/- valgono un po’ per tutti noi muntagnin… posso solo aggiungere che ho lavorato e gestito un rifugio ed è stato uno dei momenti più belli e soli della mia vita…
per quello che riguarda l’ascesa di pareti o flussi ghiacciati… beh è il mio unico modo di interrompere il mio continuo ed inarrestabile dialogo interiore.
citando una mia compagna di cordata: sulle cascate ti si ghiaccia tutto, anche i pensieri!!!
ed in ultimo ti consiglio, se nn l’hai già nella tua libreria ” in Su in Se'”. un saggio scritto da due psicologi alpinisti, con molte interviste a top-alpinist e sulle loro motivazioni.
tanto per dire avevo particolramente apprezzato il “cordone ombelicale” che mi lega al mio compagno/a di cordata… e il fatto di ascendere come processo di miglioramento interno.
in bocca al lupo, facci sapere quando pubblicherai la tua opera!
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26/03/2010 alle 21:08 #846929
“In Su in se” l’ho acquistato, l’ho letto e non mi è dispiaciuto, però si parla sempre di alpinisti affermati. I romanzi di montagna narrano sempre di vittorie o tragedie, la montagna che vince sull’uomo o il suo contrario. A me interessa scrivere un libro dove non ci siano nè vincitori nè vinti, ma solo un rapporto naturale e vero con la montagna. Ognuno ha intascato le proprie piccole sconfitte, le proprie piccole imprese, ognuno ha imparato qualcosa di nuovo frequentando le terre alte. Il mio libro racconta di rapporti umani, di paesaggi,di cene, di bevute, di umori, di piole. Nasce da una tragedia, ma si sviluppa per raccontare una vita con tutto quello che ne consegue. Il protagonista potrebbe sembrare uno solo, in realtà sono tante vite di altrettanti compagni /e incontrate nella vita e non per forza su pareti o sentieri. Non so se mai riuscirò a finirlo e se mai qualcuno sarà interessato a pubblicarlo, ma voglio continuare e portare a termine questa piccola sfida con me stesso, la vita e una promessa fatta ad un amico che non c’è più. Salut
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27/03/2010 alle 10:29 #846933
forse è banale, forse ho scopiazzato, forse…. Perchè vado in montagna?
vado in montagna perchè c’è….
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29/03/2010 alle 08:47 #846944
ad abundantiam… “visto che c’è, proviamo a vedere come è fatta…..” 


ma lo stesso vale per il mare, per la vicina di casa, per la mussaka greca ecc ecc…
d’altro canto Dante.. (vi piace il calembour??)

fa dire a Ulisse.. “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza….



p.s. forse con la vicina di casa la “virtute” non c’entra molto ma…..
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29/03/2010 alle 09:13 #846946Geppy wrote:
p.s. forse con la vicina di casa la “virtute” non c’entra molto ma…..
casomai i virtuosismi !
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29/03/2010 alle 19:26 #847012
Ho sempre ammirato e osservato le montagne fin da bambino , guardandole ,cercando di riconoscerle, leggendo libri e osservando libri fotografici. Così ho iniziato poi a frequentare la montagna da escursionista, e ho visto un mondo fatto di persone che quando ti incrociano hanno quasi sempre il sorriso in bocca e ti salutano. Così ho iniziato a sognare e a domandarmi se sarei mai stato in grado di salire su una cima diciamo “più alpinistica” anche solo come il Gran Paradiso per vedere i panorami e vivere le possibili sue emozioni, immaginandole pensando a quelle che già provavo sulle cime escursionistiche.
Perciò iniziai a muovere i primi passi “fuori dal sentiero” , e mi ricordo in una gita su ghiacciaio facile una persona che chiese ad una guida alpina come mai tante persone erano spinte a fare alpinismo, e la guida rispose in maniera sicura e senza pensarci tanto : “per EGOISMO”. Me lo ricorderò sempre e sempre mi ricorderò il mio pensiero di allora : ” ma come … io che mi avvicino all’alpinismo per provare in maniera più ampia le emozioni dell’escursionismo devo considerarmi un egoista?? questo è pazzo che cazzo dice, io in montagna ci vado per vivere le emozioni che mi regala la natura!!”.
Beh…. dopo un pò di anni ho capito molto di quella risposta che allora considerai folle, nel mondo dell’alpinismo e degli alpinisti c’è molto egoismo , i sorrisi e i modi di salutare degli escursionisti ne vedi sempre meno negli alpinisti..
Penso che si va in montagna perchè certamente si vive in maniera più intensa e si vivono e vedono panorami e scenari unici, ma per quanto mi riguarda anche la componente egoistica è da considerarsi un “perchè”. Per molti magari anche perchè non riescono a essere altrettanto “validi” nel confronto sociale nella vita di “pianura”, e allora siccome in montagna si sentono di poter fare ciò che vogliono allora egoisticamente ci vanno, e facendo alpinismo si sentono dei Capi..
Per fortuna non per tutti è cosi logicamente…….
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30/03/2010 alle 14:01 #847047
E’ bella la tua ricerca. Perchè la montagna? Ognuno, naturalmente, ha i suoi perchè. Io ti rispondo: perchè è dentro di me. Nelle parole di Polverevento ho trovato molto del mio modo di sentirla: la montagna è quello che ho e che sono. Ci sono nata, ci sono cresciuta, lì ho vissuto, ed ora che vivo ai suoi piedi la vedo dalle finestre di casa e ho la fortuna, sebbene mi trovi in un’altra valle, di intravedere una delle cime della mia valle d’origine. Se ci pensi, troverai più facilmente la montagna in chi lì è nato e ci vive, così come più facilmente troverai il mare in chi lì è nato e ci vive, ma ritengo non sia condizione indispensabile; puoi anche averla incontrata casualmente un giorno. Io, ad esempio, amo molto il mare, e non intendo quello delle sdraio e delle spiagge pettinate, e mi manca quando per un po’ non lo vedo; così amo altri paesaggi, perchè la verità è che amo la natura, è l’unica cosa di cui si nutre davvero il mio essere. Però la montagna è qualcosa di più e di diverso.
Troverai chi ti dice: la montagna perchè ci vado a sciare o ad arrampicare o affronto tutte le sue cime; per me è anche e soprattutto altro, è qualcosa di indipendente da cosa ci vado a fare, è qualcosa che mi appartiene e a cui sento di appartenere. Potrei parlarti di esperienze, profumi, sensazioni, colori. Potrei raccontarti di passi che sprofondano nella neve negli inverni duri, di un camoscio i cui occhi a lungo hanno incontrato i miei nel silenzio di una mia camminata in solitaria, di primavere che tardano ad arrivare e che a lungo ti fanno respirare l’ebbrezza dell’attesa, di cuscini di minuscoli fiori rosa, lassù in alto, fra i tagli di pietra grigia, di quando in cima ad una vetta il mio sguardo si sente libero, di tappeti rossi di aghi di larice, della magia della luce dell’alba che accarezza le pareti, di cieli che trovo solo lì. Potrei dirti che la montagna è l’unico luogo dove posso andare e stare anche se sto male, è l’unico luogo dove desidero andare e stare anche se sto male, l’unico luogo dove la solitudine e il dolore hanno un altro sapore. Ma, forse, è più semplice provare a farti capire cos’è per me dicendoti semplicemente che è qualcosa che ho dentro, non importa se so o non so scalare i settemila, e non lo so fare. E’ come accade con la musica, se ce l’hai dentro accompagna i tuoi giorni, non importa se non sai cantare o non sai suonare uno strumento. E’ come accade con talune persone, entrano dentro di te, lì rimangono e non se ne vanno più, come qualcosa che ha sempre fatto parte di te.
Ciao. Buon lavoro.
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31/03/2010 alle 16:42 #847068
Altri commenti e altri pareri, condivisi e simili ad altri, ma mai uguali…grazie, non speravo in così tanto materiale, spero che ne possa arrivare ancora. Ho una domanda: ognuno di noi prova un senso di solitudine, un silenzio profondo dell’anima che la montagna amplifica. Qual’è il sentimento che più vi indigna in chi frequenta la montagna? Chi lascia i rifiuti in giro è un porcaccione e meriterebbe la forca, ma questo non vale. Quando incontrate qualcuno o parlate con qualcuno, qual’è l’atteggiamento o le parole, i discorsi, che vi fanno perdere le staffe o creano in voi un enorme fastidio? Grazie a tutti!
Luca
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01/04/2010 alle 11:22 #847083
a me irrita chi non si guarda mai intorno…. chi vede la montagna come tapis roulant all’aperto, pura versione outdoor della palestra di citta’… -
01/04/2010 alle 11:26 #847085
io mi ritovo in una frase che diceva un mio caro amico… “vadu ‘n muntagna perchè a gunfiu i bras e a sara el pertus del cul”
(tradotto per i non piemonofoni: vado in montagna perchè si gonfiano le braccia e si stringe il buco del culo)
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01/04/2010 alle 20:21 #847113rampiupoc wrote:
Altri commenti e altri pareri, condivisi e simili ad altri, ma mai uguali…grazie, non speravo in così tanto materiale, spero che ne possa arrivare ancora. Ho una domanda: ognuno di noi prova un senso di solitudine, un silenzio profondo dell’anima che la montagna amplifica.
il sentimento che più vi indigna in chi frequenta la montagna? Chi lascia i rifiuti in giro è un porcaccione e meriterebbe la forca, ma questo non vale. Quando incontrate qualcuno o parlate con qualcuno, qual’è l’atteggiamento o le parole, i discorsi, che vi fanno perdere le staffe o creano in voi un enorme fastidio?Qual’ èGrazie a tutti!
Luca
Bell’errore…sono proprio un asino!
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02/04/2010 alle 16:45 #847131rampiupoc wrote:
Bell’errore…sono proprio un asino!
Doppio Asino!
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02/04/2010 alle 17:13 #847133
Io vado in montagna in tutte le stagioni perchè mi sento libero, mi sento staccato dal mondo “civile” con tutti i suoi problemi e le sue “ca**ate” (anch’io ne ho) ma quando sono qua tutto viene sminuito, i problemi di tutti i giorni mi sembrano così lontani, irreali, assurdi! In montagna mi sento veramente far parte della natura, che rispetto, osservo, ammiro e fotografo. Più si sale di quota più si lascia in basso le persone “comuni” e la selezione della quota screma solo quelli che si accomunano. Il momento più triste dell’andare in montagna, per me, è quello della partenza da “su” per far ritorno “giù”. Qualcuno penserà che sono un disadattato, ma non è così, il problema è che non mi ci raffiguro nel vivere “caotico”! -
02/04/2010 alle 19:33 #847135
bravo qq7 , io sono simile a te,anche io vado in montagna durante tutto l’anno e trovo che nella natura “vivi” veramente le stagioni:il gelo dell’inverno,la brezza primaverile,il caldo dell’estate e il tepore dell’autunno coi suoi colori ;mentre in citta’ ,negli uffici o peggio in quei centri commerciali in mezzo a tanta gente che passa il tempo a guardare gli scaffali con aria vuota e non sembra interessarsi minimamente del colore del cielo, non sai mai se e’ estate o inverno!Anche per me il momento della discesa e’ un po’ malinconico perche’ magari si e’ pensato a una vetta per giorni e dopo avercela fatta in qualche ora sentiamo gia’ voglia di pensare ad una altra avventura,ma c’e’ una cosa che che mi mette felicita’ al rientro in casa e’ l’abbraccio della mia bimba di tre anni e che mi dice: “papa’ da grande mi porti in montagna?” 
ciaoooo
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11/04/2010 alle 21:46 #847270rampiupoc wrote:
Altri commenti e altri pareri, condivisi e simili ad altri, ma mai uguali…grazie, non speravo in così tanto materiale, spero che ne possa arrivare ancora. Ho una domanda: ognuno di noi prova un senso di solitudine, un silenzio profondo dell’anima che la montagna amplifica. Qual’è il sentimento che più vi indigna in chi frequenta la montagna? Chi lascia i rifiuti in giro è un porcaccione e meriterebbe la forca, ma questo non vale. Quando incontrate qualcuno o parlate con qualcuno, qual’è l’atteggiamento o le parole, i discorsi, che vi fanno perdere le staffe o creano in voi un enorme fastidio?
Grazie a tutti!
Luca
Tendenzialmente due atteggiamenti1) chi ti sorpassa a testa bassa e senza nemmeno guardarsi intorno manda messaggi subliminali del tipo “toglietevi vecchi debosciati che io sono qui per grandi imprese… (mica come voi….)
2) chi seduto nei pressi di un rifugio guarda in giro con occhi sognanti e rapito/estasiato dice, con occhi trsfigurati “ah! la montagna…..” come se vedesse la madonna e aspetta dalla montagna il miracolo di farlo star bene supplendo così a tutti i suoi problemi e debolezze…..
(magari stassera sono cinico…)

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16/04/2010 alle 21:29 #847406
Già….. perchè la montagna? perchè il mio è stato all’inizio un amore a metà, ho cominciato a frequentarla non come escursionista ma come ciclista perchè mi piacevano le granfondo e pedalavo in montagna cercando i tempi sulle salite e godendo poco dei paesaggi verdi e soleggiati che mi circondavano, dopo l’arrivo in cima quasi la detestavo per lo sforzo e giù in discesa.In inverno mi accontentavo di guardare le vette innevate dalle basse piste di fondo, l’avventura per me era ” l’africa ” con i suoi deserti e le sue genti, posti lontani dai paesaggi mozzafiato e benchè deserti molto più ricchi di umanità delle nostre sterili e asettiche città.Tutto è cambiato quando un amico mi ha convinto ad andare con lui a fare una gita di scialpinismo ed è stato come un fulmine, i paesaggi hanno assunto nuovi colori ma le stesse sensazioni provate sulle piste desertiche, luoghi molto diversi nell’aspetto ma proprio perchè estremi molto simili, luoghi in cui io sento la voglia di tornare non appena mi allontano………..posti in cui sento il bisogno di andare per perdermi e ritrovare il mio vero me stesso consapevole di dover entrare sempre in punta di piedi e rispettare mamma natura che tanto è bella quanto cruda, sapendo di poter contare solo su se stessi. Vorrei che i miei occhi si trasformassero in proiettori per trasmettere agli altri tutte le cose belle che ho visto in ogni posto in cui sono stato, compresa la montagna. -
22/04/2010 alle 20:36 #847500
Per me è tutto … e’ il posto dove trovo la pace com me stesso ….inverno o estate …soli o con amici . So che quando vado trovo il massimo appagamento dalla vita….e non ho bisogno di altro .Il problema e che quando non ci vado divento apatico …non e’ solo gite la montagna ..io ci vivo colgo cose che altri non vedono e provano …ciao a tutti
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