Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Un GRAZIE agli apritori
- Il topic è vuoto.
-
AutorePost
-
-
30/11/2009 alle 14:30 #835320
Apro questo topic, per reazione ad alcune affermazioni che vado leggendo di questi tempi nel forum: mi riferisco in modo particolare alla polemica SPIT VS TRAD. Provo da sempre gratitudine verso le persone che aprono e attrezzano le vie che vado a ripetere, a prescindere dallo stile e dalle motivazioni.
E’ con immenso stupore, quindi, che leggo in un topic sull’argomento:
«chi apre in ottica di una visione futura frequentazione della sua creazione,e conferisce quindi alla via stessa determinate caratteristiche più o meno discriminanti,lo fà per due motivi: per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di alpinismo,ecc..)oppure per una forma di egocentrismo e narcisismo
Il resto è ipocrisia o arroganza ,che nulla hanno a che vedere con l’arrampicata o/e l’apinismo»
Come Nanni Moretti in Caro Diario, penso: «Ma, chi scrive queste cose, non è che la sera, magari prima di addormentarsi, ha un momento di rimorso?»
Apro questo topic al solo scopo di ringraziare gli apritori che mi hanno permesso di trascorrere tante ore serene sia in montagna sia in falesia, perchè sono convinto che, a prescindere dalle loro motivazioni, il mio
come arrampicatore sia doveroso.GRAZIELo rivolgo in particolar modo a: Franco Giacottino, Flavio Parussa, Igor Napoli, Spirito Pettavino, Fiorenzo Michelin, Andrea Sorbino, Danilo Collino, Massimo Piras, Ernesto D’angelo, Luca Salsotto, Seve Scassa e ai tanti apritori/attrezzatori di cui non conosco il nome.
Invito chiunque la pensa come me a fare altrettanto.
grandeunorosso
-
30/11/2009 alle 15:07 #845666
Visto che viene citato un mio pensiero,mi sembra doveroso rispondere Non provo nessun odio o astio verso gli apritori di vie,tutt’altro
Mi disturba ,però,chi difende la loro opera a spada tratta o chi, tra gli apritori stessi,pretende di essere intoccabbile perchè svolge tale attività
se uno apre una via,può essere costruttivo,oltre che sacrosanto,che chi la ripete,dia dei giudizi o consigli,e magari la critichi pure (in maniera civile ovvio)
E’ inotre indiscutibile,che alcune categorie aprano e/o risistemino alcune vie(perchè c’è una differenza tra aprire una via e riattrezzarla),per interesse
Mi citi sorbino:guarda che il diedro raffi alla udine lui lo ha spittatto ma non aperto(ci sono ancora i vecchi cunei originari a dimostrare la data di apertua della via);perchè lo ha fatto?per valorizzare la via,che così come altre della zona,nessuno saliva più perchè si cagava dosso
nessun rimprovero da parte mia,discutible eticamente dal punto di vista della scalta,ma siccome anche i rifugisti devono campare,se qualcuno ora va a fare la via e poi si ferma al rifugio niente di male.
Resta il fatto che lui ha spittato per suo interesse non perchè tu non ti caghi adosso mentre sali
Giusto per citare sempre Nanni Moretti :”Anche in una società migliore di questa, mi troverò sempre a mio agio con una minoranza di persone”
Buona scalate
Paolo Ballesio
-
30/11/2009 alle 15:31 #845667
Il dibattito “spit o trad” è purtroppo scivolato al di fuori del seminato. Non si trattava di attaccare a priori i (ri)chiodatori, quanto di impostare un discorso nuovo relativo soprattutto alle vie storiche e agli spit nelle fessure. Mi pareva anche occorresse superare il concetto che “tutti devono salire su tutto o con qualunque mezzo”, preservando certe zone da tale logica. Contrastare l’arroganza di chi diceva “io faccio che cazzo mi pare” solo perchè, apritore, si sentiva in diritto di non accettare nemmeno un confronto.
Qui non si tratta di dare una pacca sulla spalla ai richiodatori da parte dei tifosi dell’arrampicata plaisir, ma magari portare questi a usare una sensibilità nuova in determinate circostanze
Peccato che si sia capito poco…



P.S. credo che questo topic offrirà nuovamente materiale allo schiodatore mascherato..
😆 😆 -
30/11/2009 alle 16:06 #845668
Non si trattava di attaccare a priori i (ri)chiodatori, quanto di impostare un discorso nuovo relativo soprattutto alle vie storiche e agli spit nelle fessure. Mi pareva anche occorresse superare il concetto che “tutti devono salire su tutto o con qualunque mezzo”, preservando certe zone da tale logica. Contrastare l’arroganza di chi diceva “io faccio che cazzo mi pare” solo perchè, apritore, si sentiva in diritto di non accettare nemmeno un confronto.Qui non si tratta di dare una pacca sulla spalla ai richiodatori da parte dei tifosi dell’arrampicata plaisir, ma magari portare questi a usare una sensibilità nuova in determinate circostanze
Intervento correttissimo direi.
-
01/12/2009 alle 10:06 #845674
😮 😮 😮 😮 l’avevo detto!!! ben tornato…
😆 😆 -
01/12/2009 alle 10:28 #845676
dopo Comici si scomoda anche De Andrè non si può dire che non siano stimolanti questi post
-
01/12/2009 alle 10:52 #845678
“Imputato, il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l’indice,
eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.
Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.
Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?”
-
02/12/2009 alle 10:38 #845689
«chi apre in ottica di una visione futura frequentazione della sua creazione,e conferisce quindi alla via stessa determinate caratteristiche più o meno discriminanti,lo fà per due motivi: per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di alpinismo,ecc..)oppure per una forma di egocentrismo e narcisismo Il resto è ipocrisia o arroganza ,che nulla hanno a che vedere con l’arrampicata o/e l’apinismo»
Mi sembra di poter anche riconoscere un buon numero di encomiabili chiodatori che e’ spinto dal forte desiderio di condividere con gli altri le forti sensazioni che fanno dell’arrampicata una passione maniacale.Tuttavia ognuno prima di lasciare un segno indelebile dovrebbe misurarsi con la propria e perche’ no l’altrui esperienza.
“Grande e’ la forza di chi puo’ spostare le montagne,ancor piu’
grande e’ la forza di chi sa’ che stanno bene li dove sono…”
Lakota Sioux
-
02/12/2009 alle 21:44 #845696p74 wrote:
…se uno apre una via,può essere costruttivo,oltre che sacrosanto,che chi la ripete,dia dei giudizi o consigli,e magari la critichi pure (in maniera civile ovvio)…una semplice domanda che segue quello che ho riportato del tuo invento.
Parli di giudizi, consigli e critiche in maniera civile, ma quando scrivi:
“«chi apre in ottica di una visione futura frequentazione della sua creazione,e conferisce quindi alla via stessa determinate caratteristiche più o meno discriminanti,lo fà per due motivi: per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di alpinismo,ecc..)oppure per una forma di egocentrismo e narcisismoIl resto è ipocrisia o arroganza ,che nulla hanno a che vedere con l’arrampicata o/e l’apinismo»
….. mi illustri dove sta lo spazio per la discussione civile?
Individui tre sole ipotesi che spingono qualcuno a chiodare:
– interesse
– egocentrismo e narcisimo
– e il resto e’ ipocrisia e arroganza.
Non c’e’ male come piattaforma per lo scambio di opinioni.
c
-
03/12/2009 alle 08:50 #845699
Per caio:intanto io ho espresso due concetti e non tre ripeto( enon lo dico io ma i ptotagonisti e la storia dell’alpinismo)una percentuale di alpinisti,climber che apre vie,dal monotiro ala paret himlayana,lo fà per se stesso,per una sifda personale,oppure la famosa pugna con l’alpe,perchè vede una linea e se ne inamorafino al puto essrne ossesionato,perchè ne immagina i movimenti e i singoli passaggi,ecc…tutte cose in cui gli “altri” i possibili fruitori di tale percorso,non sfiorano neanche la mente dell’apritore
Mi è molto piaciuto l’ntervento di berni (e per inciso anche le sue viele poche che ho fatto,mi son piaciute)
comunqeu non vedo nulla di scandaloso a esprimere dei giudizi verso chi apre una via;lui dà alla sua creatura la forma che vuole,ma non credo diventi un santo intoccabile,a cui non si possa rivolgere una critica :se la via è brutta a mio avviso,per altri può essere bella,ma avrò il diritto di esprimere il mio parere o no??
Se la chiodatura a mio avviso può essere pricolosa sarà lecito segnalarlo o no?
Personalmente le ipocrisie i buonismi e altri simili,mi irritano;anche i grandi hanno aperto vie brutte,e allora che male c’è a dirlo
-
03/12/2009 alle 09:39 #845700p74 wrote:
comunqeu non vedo nulla di scandaloso a esprimere dei giudizi verso chi apre una via;lui dà alla sua creatura la forma che vuole,ma non credo diventi un santo intoccabile,a cui non si possa rivolgere una critica :se la via è brutta a mio avviso,per altri può essere bella,ma avrò il diritto di esprimere il mio parere o no??
Se la chiodatura a mio avviso può essere pricolosa sarà lecito segnalarlo o no?
Personalmente le ipocrisie i buonismi e altri simili,mi irritano;anche i grandi hanno aperto vie brutte,e allora che male c’è a dirlo
Su questo punto sono d’accordo con te: anch’io non rinuncio a esprimere il mio giudizio ed eventualmente a criticare una via, nel caso lo ritenga necessario. In questo senso Gulliver.it è un potente e utile strumento, perchè spesso permette un rapido confronto a distanza tra ripetitori e apritori/richiodatori, posto che questi ultimi frequentino il sito.
A mio avviso, però, una critica veramente efficace andrebbe mossa a tu per tu con il diretto interessato e non in forma di spietata condanna pubblica senza appello: l’effetto in quest’ultimo caso, rischia di essere del tutto controproducente.
Sono certo che il nostro punto di vista, su questo argomento, non sia poi così differente..
grandeunorosso
-
03/12/2009 alle 10:47 #845701Ema wrote:
Sono perfettamente d’accordo con te: anch’io non rinuncio a esprimere il mio giudizio ed eventualmente a criticare una via, nel caso lo ritenga necessario. In questo senso Gulliver.it è un potente e utile strumento, perchè spesso permette un rapido confronto a distanza tra ripetitori e apritori/richiodatori, posto che questi ultimi frequentino il sito.
A mio avviso, però, una critica veramente efficace andrebbe mossa a tu per tu con il diretto interessato e non in forma di spietata condanna pubblica senza appello: l’effetto in quest’ultimo caso, rischia di essere del tutto controproducente.
Sono certo che il nostro punto di vista, su questo argomento, non sia poi così differente..
grandeunorosso
…ma che ci azzecca questo?
Chi mette in dubbio la lecita possibilita’ di valutare ed esprimere delle opinioni? Chi lo ha scritto?
Io mi sono limitato a dire che oltre alle 2 (per me son 3 ma non importa!) motivazioni espresse da p74 che muoverebbero i chiodatori ad aprire delle vie, ce ne sono tantissime altre di ogni natura e genere…
P74 riduce la questione agli interessi economici, all’egocentrismo, al narcisimo (e ogni altra ipotesi finirebbe direttamente nel contenitore dell’ipocrizia e dell’arroganza) io dico che non si puo’ limitare il discorso “motivazioni” in termini cosi’ poveri e volgari (intellettualmente).
Non si tratta ne’ di buonismo ne’ di ipocrisia… si tratta solo di un po’ di indulgenza mescolata a umiltà ed elasticita’ mentale. Caratteristiche sconosciute a qualcuno. Evidentemente.
c
-
03/12/2009 alle 12:53 #845704p74 wrote:
comunqeu non vedo nulla di scandaloso a esprimere dei giudizi verso chi apre una via;lui dà alla sua creatura la forma che vuole,ma non credo diventi un santo intoccabile,a cui non si possa rivolgere una critica :se la via è brutta a mio avviso,per altri può essere bella,ma avrò il diritto di esprimere il mio parere o no??
Se la chiodatura a mio avviso può essere pricolosa sarà lecito segnalarlo o no?
Personalmente le ipocrisie i buonismi e altri simili,mi irritano;anche i grandi hanno aperto vie brutte,e allora che male c’è a dirlo
Oltre a giudicare fai qualcos’altro? -
03/12/2009 alle 13:24 #845705
vorrei che caiojet fosse così gentile da illuminarmi,facendomi un esempio di quali motivi per cui,secondo lui, qualcuno apre una via grazie
e comunque esiste una differenza,sottile certo,tra giudicare e criticare costruttivamente
-
03/12/2009 alle 13:58 #845706p74 wrote:
…. criticare costruttivamente
per costruttivo intendi che fai qualcosa o che parli soltanto? -
03/12/2009 alle 14:07 #845707p74 wrote:
vorrei che caiojet fosse così gentile da illuminarmi,facendomi un esempio di quali motivi per cui,secondo lui, qualcuno apre una via
grazie
e comunque esiste una differenza,sottile certo,tra giudicare e criticare costruttivamente
Io penso che se per te le uniche motivazioni possibili sono quelle che hai gia’ chiaramente illustrato e cioe’: interessi, denaro, egocentrismo, narcisismo e che eventuali altre motivazioni sconfinano nell’arroganza e nella ipocrisia, probabilmente questi sono gli unici valori della tua vita. Non ne contempli altri. Non sei semplicemente attrezzato per comprendere che ce ne possano essere di diversi e non necessariamente negativi come quelli che hai elencato tu.
Sarebbe come parlare ad un muro di gomma.
-
03/12/2009 alle 14:11 #845708giagio wrote:
per costruttivo intendi che fai qualcosa o che parli soltanto?… a quanto mi e’ dato da capire (almeno per quello che si legge qui) la critica costruttiva e’ quella di dire che un chiodatore puo’ far parte di queste categorie:
narcisita, arrogante, egocentrico, venale o ipocrita…..(o tutte le cose insieme)
E’ una gran critica costruttiva.
Nulla da eccepire.
-
03/12/2009 alle 14:21 #845709



Questi forum sono proprio degli esseri mutanti, partono in un modo e si trasformano via via…
E’ diventata addirittura una disputa sulla metafisica della chiodatura a spit!
Certo che talvolta mi verrebbe perfino da citare le parole di sono tosto : “non servono tante parole basta una chiave inglese”



-
03/12/2009 alle 14:27 #845710ajax wrote:



Questi forum sono proprio degli esseri mutanti, partono in un modo e si trasformano via via…
E’ diventata addirittura una disputa sulla metafisica della chiodatura a spit!
Certo che talvolta mi verrebbe perfino da citare le parole di sono tosto : “non servono tante parole basta una chiave inglese”



… dipende come si usa la chiave inglese……

-
03/12/2009 alle 14:41 #845711
Veramente io ho detto che esiste ,sempre a mio avviso,un parte di “chiodatori” o apritori che inseguono un sogno ,una linea per cui vale la pena anche rischiare la vita o dedicare una parte di essa perchè si realizzianchequindi se vogliamo una parte romantica e sognatrice dell’alpinismo
per esempio ho sempre ammirato uno come Manera,e le sue vie,in cui lui cercava e cerca di lasciare il meno possibile come materiale in posto a testimonianza del suo passaggio
Peccato che molte sue vie,purtroppo,non contino le ripetizioni che meriterebbero
A lui ,per esempio và il mio grazie e la mia più profonda stima
così come in un post precedente ho dato la mia stima a Berni
quindi ,non dipingetemi come un bruto buzzurro ignorante citando solo ciò che vi fà comodo per attacarmi
-
03/12/2009 alle 15:33 #845714
… dipende come si usa la chiave inglese…… 
😆 😆 😆 😆 -
03/12/2009 alle 15:38 #845715
molto rumore per nulla? adesso si aprono topic anche per disquisire su singole frasi, magari estrapolate dal contesto e riportate colpevolmente, e probabilmente in mala fede, in modo incompleto e capzioso, gettando il sasso e nascondendo la mano, nevvero ema?
p 74 scriveva infatti:
cfr
http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=8&t=703&start=110 piccola deviazione sul tema off topic:chi apre le vie lo fà per se stesso,per coronare un sogno o un sentimentosenza che gliene importi un bel niente sul chi passerà dopo di lui viceversa chi apre in ottica di una visione futura frequentazione della sua creazione,e conferisce quindi alla via stessa determinate caratteristiche più o meno discriminanti,lo fà per due motivi: per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di aplinismo,ecc..)oppure per una forma di egocentrismo e narcisismo
Il resto è ipocrisia o arroganza ,che nulla hanno a che vedere con l’arrampicata o/e l’apinismo
la citazione originaria di ema ha omesso il primo capoverso, che contiene un ulteriore prezioso elemento, una nobile motivazione la cui assenza falsa tutto l’impianto e che, non a caso, viene contestata da caio.
Non so perché p74 abbia ritenuto utile inserire queste considerazioni, ma ritengo che la sua maggiore colpa sia stata quella di non aver soppesato il valore semantico di talune parole e il disvalore evocato da talune espressioni nel comune sentire. A volte si commette l’ingenuità di scrivere a braccio, senza neppure rileggere, immemori del fatto che scripta manent e che l’ampio forum ormai annovera soggetti più inclini a cavillare e polemizzare che a scalare (
nonmi riferisco a caio). Devo dire che le summenzionate frasi le ho interpretate in modo diverso e, infatti, pur avendo alcuni itinerari all’attivo in quanto apritore, non mi sono sentito offeso.
Propongo la mia analisi delle frasi di p74
a) chi apre le vie lo fà per se stesso,per coronare un sogno o un sentimento senza che gliene importi un bel niente sul chi passerà dopo di lui.può ben essere, per me è proprio così. Si apre per creare, per esprimersi, per mettersi alla prova, per esplorare, per dimostrare quanto si è bravi, per competere, per acquisire crediti nell’ambiente. E’ sbagliato? E’ cosa grave?
b) … per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di alpinismo,ecc..)può ben essere, lo è, lo è stato. Guide, rifugisti, amici di rifugisti. Si creano vie dove prima non c’era nulla, magari solo rovi, la gente ci va, il gestore è contento, in molti sono contenti. E’ sbagliato? E’ cosa grave?
c) …per una forma di egocentrismo e narcisismo.A ben vedere si tratta di un sottoinsieme delle motivazioni riportate sub a. Ma se uno è egocentrico, narcisista, frustrato o fallito (per dirla alla G.P. Motti) e anziché suicidarsi si realizza e sopravvive grazie alla scalata…saranno fatti suoi o no? E’ sbagliato? E’ cosa grave?
Penso che p74 abbia fatto un elenco di motivazioni, non necessariamente esaustivo, che portano all’apertura delle vie. Invero non ne capisco la finalità (forse perché il “pezzo” incriminato è stato estrapolato da un dibattito complesso e non riesco a collocarlo in modo corretto), ma non mi sembra che abbia condannato l’una o l’altra in modo tale da giustificare la levata di scudi che si è registrata.
Si ritiene libero di dare un giudizio sulle vie, non sulle motivazioni, e soprattutto non associa la motivazione tale all’apritore tizio (allora sì che qualcuno potrebbe offendersi)
Conclude tacciando di ipocrisia o arroganza le motivazioni residuali, con probabile allusione all’ipotetica “apro le vie, nottetempo, in sordina e senza firmarle, soltanto per permettere al prossimo di scalare, senza averne alcun ritorno nemmeno in termini di autogratificazione o di immagine”, motivazione ascrivibile forse soltanto a Madre Teresa di Sbarua.
Arroganzaè una parola grossa, impropria, ma in questo caso ipocrisiaci potrebbe stare. E’ un’opinione, se ne può discutere, ma perché farne un casus belli? -
03/12/2009 alle 15:52 #845716zion wrote:
adesso si aprono topic anche per disquisire su singole frasi, magari estrapolate dal contesto e riportate colpevolmente, e probabilmente in mala fede, in modo incompleto e capzioso, gettando il sasso e nascondendo la mano, nevvero ema?
Hai ragione: avrei dovuto limitarmi ad aprire un post di ringraziamento, cosa che desideravo fare da tempo, senza prendere spunto da quella frase infelice e dal suo autore.
grandeunorosso
-
03/12/2009 alle 15:56 #845717zion wrote:
molto rumore per nulla?
adesso si aprono topic anche per disquisire su singole frasi, magari estrapolate dal contesto e riportate colpevolmente, e probabilmente in mala fede, in modo incompleto e capzioso, gettando il sasso e nascondendo la mano, nevvero ema?
p 74 scriveva infatti:
cfr
http://www.gulliver.it/phpBB3/viewtopic.php?f=8&t=703&start=110 piccola deviazione sul tema off topic:chi apre le vie lo fà per se stesso,per coronare un sogno o un sentimentosenza che gliene importi un bel niente sul chi passerà dopo di lui viceversa chi apre in ottica di una visione futura frequentazione della sua creazione,e conferisce quindi alla via stessa determinate caratteristiche più o meno discriminanti,lo fà per due motivi: per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di aplinismo,ecc..)oppure per una forma di egocentrismo e narcisismo
Il resto è ipocrisia o arroganza ,che nulla hanno a che vedere con l’arrampicata o/e l’apinismo
la citazione originaria di ema ha omesso il primo capoverso, che contiene un ulteriore prezioso elemento, una nobile motivazione la cui assenza falsa tutto l’impianto e che, non a caso, viene contestata da caio.
Non so perché p74 abbia ritenuto utile inserire queste considerazioni, ma ritengo che la sua maggiore colpa sia stata quella di non aver soppesato il valore semantico di talune parole e il disvalore evocato da talune espressioni nel comune sentire. A volte si commette l’ingenuità di scrivere a braccio, senza neppure rileggere, immemori del fatto che scripta manent e che l’ampio forum ormai annovera soggetti più inclini a cavillare e polemizzare che a scalare (
nonmi riferisco a caio). Devo dire che le summenzionate frasi le ho interpretate in modo diverso e, infatti, pur avendo alcuni itinerari all’attivo in quanto apritore, non mi sono sentito offeso.
Propongo la mia analisi delle frasi di p74
a) chi apre le vie lo fà per se stesso,per coronare un sogno o un sentimento senza che gliene importi un bel niente sul chi passerà dopo di lui.può ben essere, per me è proprio così. Si apre per creare, per esprimersi, per mettersi alla prova, per esplorare, per dimostrare quanto si è bravi, per competere, per acquisire crediti nell’ambiente. E’ sbagliato? E’ cosa grave?
b) … per interesse,perchè dalla frequentazione ne ricaverà qualcosa(guide,gestori di rifugi,scuola di alpinismo,ecc..)può ben essere, lo è, lo è stato. Guide, rifugisti, amici di rifugisti. Si creano vie dove prima non c’era nulla, magari solo rovi, la gente ci va, il gestore è contento, in molti sono contenti. E’ sbagliato? E’ cosa grave?
c) …per una forma di egocentrismo e narcisismo.A ben vedere si tratta di un sottoinsieme delle motivazioni riportate sub a. Ma se uno è egocentrico, narcisista, frustrato o fallito (per dirla alla G.P. Motti) e anziché suicidarsi si realizza e sopravvive grazie alla scalata…saranno fatti suoi o no? E’ sbagliato? E’ cosa grave?
Penso che p74 abbia fatto un elenco di motivazioni, non necessariamente esaustivo, che portano all’apertura delle vie. Invero non ne capisco la finalità (forse perché il “pezzo” incriminato è stato estrapolato da un dibattito complesso e non riesco a collocarlo in modo corretto), ma non mi sembra che abbia condannato l’una o l’altra in modo tale da giustificare la levata di scudi che si è registrata.
Si ritiene libero di dare un giudizio sulle vie, non sulle motivazioni, e soprattutto non associa la motivazione tale all’apritore tizio (allora sì che qualcuno potrebbe offendersi)
Conclude tacciando di ipocrisia o arroganza le motivazioni residuali, con probabile allusione all’ipotetica “apro le vie, nottetempo, in sordina e senza firmarle, soltanto per permettere al prossimo di scalare, senza averne alcun ritorno nemmeno in termini di autogratificazione o di immagine”, motivazione ascrivibile forse soltanto a Madre Teresa di Sbarua.
Arroganzaè una parola grossa, impropria, ma in questo caso ipocrisiaci potrebbe stare. E’ un’opinione, se ne può discutere, ma perché farne un casus belli? Mi piace molto come hai argomentato il tuo punto vista e, a prescindere dal fatto che uno possa poi essere piu’o meno daccordo, vedo il desiderio di farsi capire senza costruire barricate.
Io non so chi sia p74 nella vira reale, per quanto mi riguarda mi sono limitato a contestate una sua frase riportata all’inizio di questo thread, se poi la frase e’ incompleta, scritta provocatoriamente o chissa’ che altro, non mi interessa….se c’e’ la volonta o il desiderio di colloquiare e scambiare opinioni c’e’ tutto il tempo e lo spazio per aggiungere elementi utili al confronto.
Senno’ ognuno costruisce il proprio muro dal quale scaglia pietre contro il muro di un altro.
Mi premeva contestare l’assunto iniziale……. e lo contesto ancora adesso e ancora di piu’….. perche’ l’unica risposta che ho letto e’ una sorta di inno al rischio e alla morte (si parla di rischiare la vita!….. ma siamo matti???) e se questo e’ un valore, allora io tifero’ sempre per gli “arroganti, narcisisti, venali, ipocriti” chiodatori.
Ecchediamine.
Di cieloduristi ne abbiamo le scatole piene.
-
03/12/2009 alle 16:02 #845718
… aggiungo solo che il bravissimo Manera (che ogni tanto incontro e con il quale si scambiano alcune battute) e’ persona eccezionale anche per me. Piu’ di una volta l’ho incontrato mentre andava a scalare su vie (non sue) attrezzate a spit e non credo proprio che la sua considerazione per coloro che avevano chiodato quei tiri fosse riconducibile allo stringato pensiero di p74. E’ umile lui da grande alpinista che e’ stato e che e’………. impara da lui anche questo.
-
03/12/2009 alle 16:59 #845720
…dipende come si usa la chiave inglese l’aveva scritto caiojet… io ridevo…
-
03/12/2009 alle 18:16 #845721
rispondendo a caiojet (la citazione sarebbe troppo lunga), non si tratta di “inno al rischio” o di “inno alla morte”, si tratta o meglio si trattava (perchè oramai si fa fatica a capire di che cosa state parlando) di dire: preserviamo le classiche dove lo spit è un “intruso”, il che non vuol dire favorire il rischio contrariamente a quanto la maggior parte di voi pensa, anzi, vuol dire avvicinarsi alle vie con rispetto e consapevolezza, piazzando, dove è possibile le protezioni del caso. Se non possiedo questa capacità non faccio quella via e basta. Ovvio che oramai è difficile pensare a settori come la Sbarua, Parey o altri simili (dove francamente io schioderei alcune vie), come zone da preservare, ma è altrettanto ovvio che bisogna arrestare la logica dello spit facile in quei luoghi dove si è sempre arrampicato in un certo modo. Ciò non significa, per quanto mi riguarda, la messa al bando assoluta dello spit in quanto tale, significa però che non deve passare un’idea che renda “plaisir” alcuni itinerari solo perchè tutto deve essere alla portata di tutti.
Possono esistere falesie e vie tipo “autostrada in sicurezza”, come quelle che tanto piacciono alla Sbarua, e spazi per il “tradizionale”.
Ma si dovrebbe arrivare alla condivisione del fatto che delle vie aperte negli anni ’30 o dopo senza bucare la roccia, dovrebbero tornare com’erano e che non si corregge l’itinerario per poi magari cambiargli anche il nome. E si dovrebbe imparare ad andare in giro in quelle zone con i friend e i nut al seguito. Per questo basta un pò di buon senso. Io al momento vedo, da una parte i difensori dello spit che si ergono a finti patron della sicurezza con il plauso (ovvio) di chi sembra dire “lasciate scalare anche noi!” (ma non è questo il punto!), dall’altra trad – ebani che mi paiono più infoiati di questa (ri)scoperta del tradizionale e del fatto che ci possono giocare (traendone ulteriore visibilità, magari un pò in calo) anche con una punta di velleità macho – esclusivista, che veramente interessati all'”etica”. Il rischio è che si perda di vista l’importanza della questione. E tutto ciò è molto triste…



-
03/12/2009 alle 19:08 #845728ajax wrote:
rispondendo a caiojet (la citazione sarebbe troppo lunga), non si tratta di “inno al rischio” o di “inno alla morte”, si tratta o meglio si trattava (perchè oramai si fa fatica a capire di che cosa state parlando) di dire:
preserviamo le classiche dove lo spit è un “intruso”, il che non vuol dire favorire il rischio contrariamente a quanto la maggior parte di voi pensa, anzi, vuol dire avvicinarsi alle vie con rispetto e consapevolezza, piazzando, dove è possibile le protezioni del caso. Se non possiedo questa capacità non faccio quella via e basta. Ovvio che oramai è difficile pensare a settori come la Sbarua, Parey o altri simili (dove francamente io schioderei alcune vie), come zone da preservare, ma è altrettanto ovvio che bisogna arrestare la logica dello spit facile in quei luoghi dove si è sempre arrampicato in un certo modo. Ciò non significa, per quanto mi riguarda, la messa al bando assoluta dello spit in quanto tale, significa però che non deve passare un’idea che renda “plaisir” alcuni itinerari solo perchè tutto deve essere alla portata di tutti.
Possono esistere falesie e vie tipo “autostrada in sicurezza”, come quelle che tanto piacciono alla Sbarua, e spazi per il “tradizionale”.
Ma si dovrebbe arrivare alla condivisione del fatto che delle vie aperte negli anni ’30 o dopo senza bucare la roccia, dovrebbero tornare com’erano e che non si corregge l’itinerario per poi magari cambiargli anche il nome. E si dovrebbe imparare ad andare in giro in quelle zone con i friend e i nut al seguito. Per questo basta un pò di buon senso. Io al momento vedo, da una parte i difensori dello spit che si ergono a finti patron della sicurezza con il plauso (ovvio) di chi sembra dire “lasciate scalare anche noi!” (ma non è questo il punto!), dall’altra trad – ebani che mi paiono più infoiati di questa (ri)scoperta del tradizionale e del fatto che ci possono giocare (traendone ulteriore visibilità, magari un pò in calo) anche con una punta di velleità macho – esclusivista, che veramente interessati all'”etica”. Il rischio è che si perda di vista l’importanza della questione. E tutto ciò è molto triste…



…certo che si fa fatica a tenere il bandolo della matassa della discussione, fino a quando ci sono interventi come il tuo e digressioni come quelle di p74 sara’ sempre piu’ ardua la cosa.
Io sono intervenuto in questo thread solo per contestare
(oramai nota) e su quel concetto ho scritto le mie argomentazioni. Non ho parlato di fessure, di trad, di Sbarua, di Parey, di valle Orco, di Yosemite o di altro. Non mi interessa (in questo contesto) il discorso, anche condivisibile, che hai appena fatto…….. contesto solamente gli aggettivi usati da qualcuno per etichettare chi chioda vie.una affermazionePunto e basta.
Il resto fa parte di altre discussioni……..
-
03/12/2009 alle 19:41 #845730
ma l’hai capito o no da cosa è stato originato questo “inutile” forum? 😯 😯 -
03/12/2009 alle 19:48 #845731ajax wrote:
ma l’hai capito o no da cosa è stato originato questo “inutile” forum?
😯 😯 si… e allora?
E tu hai capito su cosa verteva il mio intervento?
Comunque e’ un bel dialogo tra sordi.
saluti
-
03/12/2009 alle 20:04 #845732
E’ un po’ che leggo Sbarua di qua e di là, come se quel luogo fosse la pietra dello scandalo ed invece è solo una normalità come molti altri luoghi in europa. Nessuno ha fatto tutte le storie che si fanno qui quando spittarono vecchie vie in Verdon e neppure quando spittarono vie al bianco come la parte bassa dell’americana al Dru, gli unici a parlare furono gli inglesi, loro che a casa propria non vogliono vedere nulla e poi vengono a scalare a finale o al baou o in spagna, passando tutti gli spit che incontrano!!!! Il colmo dell’ipocrisia! Nessuno ha fatto polemiche a Finale quando si richiodarono i vecchi itinerari di Pianarella. Forse ha ragione uno che ha detto in un thread che qui in Piemonte ci manca lo iodio ed allora ragioniamo male! -
03/12/2009 alle 20:08 #845733giagio wrote:
Forse ha ragione uno che ha detto in un thread che qui in Piemonte ci manca
ed allora ragioniamo male!lo iodio… compensiamo con
pero’………..l’odio


-
03/12/2009 alle 20:24 #845734
caiojet, ho capito il tuo intervento e meno quello di p74, ma contestavo ciò che mi è parso dalle tue affermazioni, cioè l’etichettare come “cieloduristi” quelli che vogliono un’arrampicata, mettiamola così, più rischiosa (che poi più rischiosa non è). Questo topic è figlio, come ha detto ema, di spit vs trad, e il “suo grazie agli apritori” segnala che forse negli altri topic non ha capito il senso del discorso che si voleva impostare.
Ma hai ragione tu, questo è ormai un bel dibattito tra sordi.
Nulla di personale con te, ovvio, che mi sembri persona preparata in mezzo a molti farneticanti..


-
03/12/2009 alle 21:41 #845738
Io una via la aprirei solo per dargli un nome…Il salto del pinguino…I buchi di Silvio…L’ira del celoduristi… Il mare dei Tremonti…Ci vediamo da Gianfranco prima o poi…etc etc
Ciao Caio bello risentirti…conosco P74 ed è un mio carissimo amico, non è così becero come l’avete descritto

Le frasi concordo con Zion andrebbero riportate correttamente, non usando le forbici per ritagliare a nostro piacimento. Ha detto cose giuste in fondo, soprattutto l’omissione della frase, che uno la via la apre inseguendo un sogno, il proprio sogno, fregandosene di tutto, insegue la sua linea, ma quanto è bello. Non capisco nemmeno l’ipocrisia di non ammettere anche l’utilità di chiodare delle vie per un proprio vantaggio economico, il rifugista che riattrezza o apre delle vie, che cazzo deve fare sto povero cristo, deve poter campare pure lui, se quello è il modo non lo trovo così scorretto…io continuo a pensare di aver a che fare con persone di buon senso, ma ultimamente non riesco a capire che cosa accada, martelliamo gli spit, li ripiantiamo, poi però non va bene lo spit in fessura, ma neanche in placca, se ce la fai bene se non ce la fai sono cazzi tuoi e smetti di arrampicare…il buon senso ce l’hanno dato…USIAMOLO!!!!!!!!!!!!
Restituiamo le classiche al trad, evitiamo di chiodarle, le vie che nascono spittate evitiamo di schiodarle…mi sembra un buon compromesso…
Caio quando lo pubblichi il libro sugli scialpinisti?
Vi saluto…fate i bravi
Luca
-
04/12/2009 alle 06:31 #845739rampiupoc wrote:
Caio quando lo pubblichi il libro sugli scialpinisti?Vi saluto…fate i bravi
Luca
… prima vorrei rientrare delle spese di quello sui climber….. e siamo ancora lontani!


Intanto prendo appunti per quello sugli alpinisti, ma chissa’ per quando…….
ciauuu
c
-
04/12/2009 alle 07:55 #845742
Il Trad, il Thread, il BD ma come parlate? Preferisco …le acciughe al verde mi stanno meno sullo stomaco! 



-
04/12/2009 alle 08:02 #845743ajax wrote:
preserviamo le classiche dove lo spit è un “intruso”, il che non vuol dire favorire il rischio contrariamente a quanto la maggior parte di voi pensa, anzi, vuol dire avvicinarsi alle vie con rispetto e consapevolezza, piazzando, dove è possibile le protezioni del caso. Se non possiedo questa capacità non faccio quella via e basta. Ovvio che oramai è difficile pensare a settori come la Sbarua, Parey o altri simili (dove francamente io schioderei alcune vie), come zone da preservare, ma è altrettanto ovvio che bisogna arrestare la logica dello spit facile in quei luoghi dove si è sempre arrampicato in un certo modo. Ciò non significa, per quanto mi riguarda, la messa al bando assoluta dello spit in quanto tale, significa però che non deve passare un’idea che renda “plaisir” alcuni itinerari solo perchè tutto deve essere alla portata di tutti.
Possono esistere falesie e vie tipo “autostrada in sicurezza”, come quelle che tanto piacciono alla Sbarua, e spazi per il “tradizionale”.
Ma si dovrebbe arrivare alla condivisione del fatto che delle vie aperte negli anni ’30 o dopo senza bucare la roccia, dovrebbero tornare com’erano e che non si corregge l’itinerario per poi magari cambiargli anche il nome. E si dovrebbe imparare ad andare in giro in quelle zone con i friend e i nut al seguito. Per questo basta un pò di buon senso. Io al momento vedo, da una parte i difensori dello spit che si ergono a finti patron della sicurezza con il plauso (ovvio) di chi sembra dire “lasciate scalare anche noi!” (ma non è questo il punto!), dall’altra trad – ebani che mi paiono più infoiati di questa (ri)scoperta del tradizionale e del fatto che ci possono giocare (traendone ulteriore visibilità, magari un pò in calo) anche con una punta di velleità macho – esclusivista, che veramente interessati all'”etica”. Il rischio è che si perda di vista l’importanza della questione. E tutto ciò è molto triste…



Intervento che condivido ampiamente, solo un pò O.T. (come si usa in gergo).
Per Rampiupoc:
Sono d’accordo con te, cmq penso che in questa fase ci si stia confrontando anche per vedere quanti, ma soprattutto quante sono le idee, gli integralismi, le proposte più o meno moderate, chi si espone, chi non lo fa..per adesso…..e così via.
Verrà il momento per fare il punto.
Ora diciamo che il tutto ha appena preso fuoco, quindi è anche logico che sia un pò incontrollabile.
Aspetto cmq importante è il fatto che queste discussioni servono anche a chi non si è mai posto delle domande, non conosce la storia dei luoghi, serve per farsi un’idea sentendo tante campane, serve per essere in tanti quando ci sarà (se arriverà quel momento) da prendere delle decisioni.
-
07/12/2009 alle 09:23 #845779
Per “sono tosto” (non so più su quale topic recuperarti…) volevo chiederti se sei contrario allo spit comunque o se, come molti di noi, lo sei soprattutto quando viene utilizzato in modo improprio nei riattrezzamenti…
Se, come molti di noi, sei favorevole innanzi tutto alla difesa dell’integrità di “certi luoghi del trad” o se prorio non vorresti vedere lo spit neanche nelle falesie.
Volevo inoltre chiederti (se questo non compromette la tua segretezza di schiodatore mascherato) se hai aperto qualche via secondo la tua etica personale, in “basso” o in montagna.
Ciao
:
:P.S. Ma lo sapevate che fu Motti a mettere il pressione su “Vena di quarzo” scatenando le ire di Mellano e amici che di li salivano “all free”?
-
07/12/2009 alle 13:52 #845781ajax wrote:
P.S. Ma lo sapevate che fu Motti a mettere il pressione su “Vena di quarzo” scatenando le ire di Mellano e amici che di li salivano “all free”?
Che bello, ho rinviato un pressione piazzato da Motti!!
Perdona il mio facile entusiasmo, ma non posso proprio trattenermi..
In effetti, quella placca è davvero improteggibile, esclusa una micro-fessurina a circa due metri da terra..
Caro ajax, sapresti dirmi di più a proposito della storia della “Vena di quarzo”?
Mi piacerebbe inserire alcuni cenni storici nella relazione che ho aggiunto su Gulliver.
Il tuo intervento mi riporta alla mente un celebre passo de “I falliti e altri scritti”:
«E nemmeno voglio passare per un amante del rischio, nemico di coloro che rendono sicuri i punti di fermata in palestra. Trovo idiota e senza senso rischiare su dei chiodi a pressione mal piantati: se serve un chiodo a pressione o uno spit, lo si pianti a dovere in modo che dia tutte le garanzie di sicurezza. In questo senso onore al merito al lavoro che è stato fatto a Foresto. Ma il mio discorso è più sottile e chi lo ha voluto capire lo ha capito: è l’estensione di questa mentalità che mi preoccupa, perché porta l’arrampicatore a una sorta di illusione, ponendolo poi in situazioni fortemente critiche quando si verrà a trovare di fronte a vie schiodate (non sempre i nut possono sostituire un chiodo), all’eventualità di attrezzare un punto di fermata difficile o peggio una calata in corda doppia, al cui ancoraggio affidiamo tutta la nostra esistenza, ottavogradisti o terzogradisti che si sia. A volte cercare troppo la sicurezza può portare proprio al risultato contrario: l’intento è in buona fede, ma alla fin fine produce l’effetto negativo di illudere disabituando al pericolo, che in montagna, non dimentichiamolo, esiste sempre».
grandeunorosso
-
07/12/2009 alle 20:31 #845796Ema wrote:
Che bello, ho rinviato un pressione piazzato da Motti!!
Perdona il mio facile entusiasmo, ma non posso proprio trattenermi..
In effetti, quella placca è davvero improteggibile, esclusa una micro-fessurina a circa due metri da terra..
Caro ajax, sapresti dirmi di più a proposito della storia della “Vena di quarzo”?
Mi piacerebbe inserire alcuni cenni storici nella relazione che ho aggiunto su Gulliver.
Il tuo intervento mi riporta alla mente un celebre passo de “I falliti e altri scritti”:
«E nemmeno voglio passare per un amante del rischio, nemico di coloro che rendono sicuri i punti di fermata in palestra. Trovo idiota e senza senso rischiare su dei chiodi a pressione mal piantati: se serve un chiodo a pressione o uno spit, lo si pianti a dovere in modo che dia tutte le garanzie di sicurezza. In questo senso onore al merito al lavoro che è stato fatto a Foresto. Ma il mio discorso è più sottile e chi lo ha voluto capire lo ha capito: è l’estensione di questa mentalità che mi preoccupa, perché porta l’arrampicatore a una sorta di illusione, ponendolo poi in situazioni fortemente critiche quando si verrà a trovare di fronte a vie schiodate (non sempre i nut possono sostituire un chiodo), all’eventualità di attrezzare un punto di fermata difficile o peggio una calata in corda doppia, al cui ancoraggio affidiamo tutta la nostra esistenza, ottavogradisti o terzogradisti che si sia. A volte cercare troppo la sicurezza può portare proprio al risultato contrario: l’intento è in buona fede, ma alla fin fine produce l’effetto negativo di illudere disabituando al pericolo, che in montagna, non dimentichiamolo, esiste sempre».
grandeunorosso
Ciao ema, ti rispondo più tardi perchè ora sono incasinato…
-
15/12/2009 alle 21:23 #845881
Per ritornare a bomba sull’argomento del topic……. mi unisco anch’io per dire un GRAZIE agli APRITORI !!!!
E non me ne importa niente delle motivazioni che li spingono ad aprire, ognuno ha le sue e non mi interessa analizzarle. Al massimo posso essere più o meno soddisfatto della via che ho ripetuto, posso (come ho già fatto) fare delle critiche, positive o negative, ma comunque devo riconoscere a chi chioda un “fare” non indifferente.
Un “fare”, non un “parlare” che costa tempo, soldi e fatica e magari alla fine come ringraziamento, che credo non cerchino, si devono pure giustificare.
E mentre qualcuno chioda, MOLTI parlano, parlano, parlano…..
… ma fate anche altro ? Vi rimane del tempo per fare qualcosa ? Che ne so, magari ARRAMPICARE !!!
-
18/12/2009 alle 07:32 #845921
Sicuramente un Grazie , anche perchè non sono un apritore , e il mio divertimento domenicale si realizza grazie a chi ha attrezzato le vie su roccia. Anche se devo dire che nel girare in falesie più o meno famose , riconosci a volte il tocco dell’ artista.
Ci sono chiodatori che tassellano ogni metro e mezzo
e altri che lasciano l’ obbligatorio senza pericoli oggettivi
, chi decide di chiodare solo nei punti necessari e lascia un po di pepe alla salita
, e chi chioda magari in maniera poco logica
😈 , insomma ci sta un po di tutto, è inevitabile, chiodare bene è un ARTE !Sia in falesia che in Quota !
Comunque Buona arrampicata a tutti…puristi e non

FABIO
-
05/03/2010 alle 09:20 #846562
Una nota: speriamo che si stacchi tutto quando qualcuno schioda😮 …….almeno l’altro popolo si diverte giustamente anche lui….
😆 Ciao Caio….



-
05/03/2010 alle 16:50 #846574Titus wrote:
Una nota: speriamo che si stacchi tutto quando qualcuno
schioda😮 …….almeno l’altro popolo si diverte giustamente anche lui….
😆 Ciao Caio….



speriamo anche che la si smetta di chiodare dappertutto….


-
-
AutorePost
- Devi essere connesso per rispondere a questo topic.
Forums › Gulliver › Bar Gulliver › Un GRAZIE agli apritori