Forums Gulliver I problemi Pian della Mussa

  • Il topic è vuoto.
Visualizzazione 23 filoni di risposte
  • Autore
    Post
    • #834953

      Ho letto con dispiacere la disavventura del gulliveriano coste che, recatosi in auto al pian della mussa (cartello di divieto ma strada percorribile), è stato sonoramente sanzionato dai carabinieri per l’infrazione commessa.

      Il suo sfogo ( http://www.gulliver.it/2007/index2.php?modulo=itinerari&template=dettaglio&n_area=1&id_gita=379 ) mi sembra piu’ che comprensibile, cosi’ come le sue osservazioni circa la mancanza di lungimiranza turistica di certi nostri comuni montani.

      Quella strada, in particolare, viene tenuta aperta in estate, quando le orde assalgono il piano e potrebbero più convenientemente esservi trasportate in autobus, e viene inspiegabilmente mantenuta chiusa (e senza servizi alternativi) quando potrebbe ora attirare dei fruitori un po’ piu’ consapevoli e meno invasivi.

      In fondo sono le stesse cose gia’ successe in altri luoghi dove chi porterebbe un po’ di turismo nelle stagioni morte viene mazziato.

      Vale la pena di ricordare che durante le Olimpiadi, al contrario, si ventilava di tenere aperta la strada per fare allenare gli atleti del fondo…

      Quella multa, quanto presenzein meno, rispetto alle poche che si contano, portera’ nei bar, nell’albergo e nei ristoranti di Balme ?

      Chi si sogna di andare al Gastaldi o alla Ciamarella partendo dal paese di Balme, sull’asfalto per due ore, scarponi ai piedi e sci in spalla quando nel cuneese si parte a 1400 metri, sci ai piedi ?

      Valeva la pena di mantenere quel divieto ?

    • #840512

      Ciao, sono di Milano e Sabato scorso siamo andati a fare la Pointe d’Albaron partendo proprio da Pian della Mussa. Concordo su quello che dici ed anche noi avevamo notato il divieto ma lo abbiamo ignorato (ci è andata bene). Ribadisco anch’io come sia assurdo che vengano mandati i carabinieri sino a 1800 m di quota a multare un’autovettura e poi nel periodo estivo si consenta il transito di centinaia di autovetture. Il comune avrà deciso di apporre il cartello di divieto di transito per scaricarsi da ogni responsabilità durante il periodo invernale e questo già dovrebbe bastare. E poi ormai la strada è quasi completamente pulita.

      Fabrizio

    • #840516

      Non sono i comuni che chiudono le strade, bensì la provincia che in tal modo si toglie tutte le responsabilità (e chi se ne prende ancora oggi?).

      Vedi gli elenchi della prov. di to

      http://www.provincia.torino.it/urp/utilita/strade/modifiche_viabilita

      Questa decisione era stata presa già una decina di anni fa in seguito ad eventi quali colate di neve e caduta di massi dovuti al disgelo e pure per soccorsi a gente che era salita ma che venne sorpresa da nevicata improvvisa o ghiaccio con conseguente dispiegamento di persone e mezzi compresi quelli provinciali (con relativi costi); furono coinvolti in questa avventura non solo appassionati di montagna ma anche i cacciatori.

      Per fortuna prima che disponessero i divieti ne avevo largamente approfittato per raggiungere i vari itinerari delle valli di Lanzo (molto interessante è la zona di Malciaussia); adesso è un pò da stakanovisti alla maniera dei vari Kurz, Kugy, Bull, tuttavia se c’è la passione si può fare.

      Anche nelle alpi francesi e svizzere alcune vallate sono regolamentate allo stesso modo.

    • #840517

      Premesso che se c’è un divieto(che piaccia o no!) questo và rispettato ed è inutile lamentarsi quando si viene multati perchè lo si è infranto,altrimenti ognuno fà quello che gli pare.

      La strada è chiusa fino ad inizio maggio(come tante altre) e basta informarsi prima di fare una gita,così come si consultano le previsioni meteo o le condizioni d’innevamento(io stesso ho segnalato in una gita precedentemente fatta in val d’Ala che la strada era chiusa pur essendo praticamente pulita)tutto ciò fà parte della programmazione di una gita,ed io se fossi partito da Milano (come riportato da qualcuno)magari mi sarei informato prima.

      Esiste inoltre anche una regolamentazione estiva (pagamento parcheggio per l’accesso al pian della mussa)del traffico proprio per evitare che il piano venga preso d’assalto dai merenderos con i soliti problemi di lerciume e zozzerie varie lasciate sui prati.

      Esiste un bellissimo sentiero parallelo alla strada che permette di raggiungere velocemente il Piano,non mi sembra quindi tutto stò gran problema.

      Renato

    • #840518

      Hai anche ragione renato, ma tsygs non si è mica lamentato, ha solo posto l’accento sulla mancanza di lungimiranza turistica di certi comuni montani, e come trovargli torto?

      In effetti ci saranno 3000 ragioni che portano a queste situazioni, tra cui il fatto che le strade siano provinciali, che oggi come oggi se uno si fa male da qualche parte tende a scaricare le responsabilità su qualcuno (e il più comodo è proprietario della strada, comune o provincia che sia): conosco di casi di persone che hanno denunciato il comune per essere volati in bici in una buca, su una strada sterrata! Ciò non toglie che di sforzi per modificare questo stato di fatto non se ne fanno.

      Però esiste il modo di fare se cose, se si decide di farle, ad esempio mettere quei cartelli in cui si dice che è una strada priva di manutenzione, che l’utente percorre a proprio rischio e pericolo (tipo la SP per il Levi Molinari) e, per ovviare ai problemi a cui faceva riferimento mountain, emettere delle ordinanze specifiche di chiusura nel caso di situazioni critiche, ad esempio quando il bollettino ARPA di allerta meteoidrologica lo richiede… non sarebbe poi così complicato, almeno credo…

      Sabato scorso sono andato in Val Thuras, stessa situazione nel tratto Thures-Ruilles. Se vuoi fare ad esempio la Ramiere rispettando le regole, ora come ora devi farti una buona ora a piedi, vedendoti passare a fianco le macchine che trasgrediscono il divieto, e magari anche sulla testa l’elicottero regolarmente autorizzato all’eliski, e nei pendii innevati qualche bella motoslitta, certamente non è una situazione che favorisce lo sviluppo dello ski-alp o delle ciaspole. Ma ai gestori delle tre attività ricettive che gravitano in quella valle e si fanno un mazzo tanto per guadagnarsi la pagnotta ci pensa qualcuno?

    • #840519

      Ciao Touplan

      Non mi riferivo tanto a quanto detto da tsygs,ma a quanto riportato sulla relazione di coste,e cioè:

      “il comune non pulisce volutamente la strada” un comune come Balme non può permettersi di pulire la strada ogni 10/15gg da marzo a fine aprile,pensa se l’avesse pulita sabato questa settimana danno di nuovo neve…….

      “stupido divieto” l’ho già detto prima i divieti saranno stupidi,brutti,senza senso,ma se ci sono vanno rispettati

      “condanna alla fame 2 rifugi ed altri esercizi”Chi vuole andare a pernottare al Gastaldi non si pone il problema di fare max 1 ora (non 2 come riportato)in più,il rifugio Ciriè è sempre pieno(estate ed inverno)e non è certo alla fame,non sò quali sono gli altri esercizi(eppure io conosco bene quella valle),forse si riferisce alla trattoria Bricco o alla Stella Alpina(che d’inverno sono volutamente chiusi).

      Che poi le cose si possano fare diversamente ed anche meglio ti do perfettamente ragione,ma ripeto la mia attenzione era riportata su quanto scritto nella relazione,se vedi un divieto e lo ignori può andarti bene ma può anche andarti male,e nel secondo caso conviene tacere e fare mea culpa.

      Ciao

      Renato

    • #840521

      bhe.. tutto sommato la multa non e’ altro che il costo d’acquisto di un transito comodo ..per intenderci una funivia

    • #840524

      Concordo con molte delle riflessioni, e vorrei anche precisare che normalmente al Piano ci salgo dal sentiero, che avro’ fatto quaranta volte, e non dalla strada, ma che in questa situazione, cioè strada pulita e poca neve, difficilmente il divieto agevola la frequentazione.

      Penso pero’ che in valli che avrebbero nel turismo una delle poche vere ‘industrie’ occorrerebbe fare più attenzione a tutti quei piccoli accorgimenti che lo facilitino.

      Ad esempio : Tutti saremo andati almeno una volta a Piantonetto e tutti ci saremo fatti un baffo dei numerosi divieti di transito che fanno bella mostra di se a san lorenzo (e non sono stagionali ma permanenti !), salendo sino alla diga, o fin dove possibile, in auto.

      Se li’ ci fosse una bella sbarra, o se le multe fioccassero, non so quanta gente frequenterebbe l’alta valle, sia d’estate che d’inverno, anche perche’ quasi tutti ci possiamo permettere, in generale, gite in giornata o al massimo in due giorni.

      Cio’ detto, pagherei del mio perche’ quella strada venisse chiusa, ma per sempre, prevedendo una navetta sino al Piano, o sin dove possibile, cosi’ quella del Pian del Re, del Nivolet etc.

      Saluti a tutti. Gianni.

    • #840528

      …questi discorsi lasciano veramente il tempo che trovano e l’arroganza di molti frequentatori della montagna dovrebbe far riflettere. Accecati dall’unica cosa che ci interessa (una meta scialpinistica per esempio) non ci poniamo nemmeno la domanda sul perche’ di certi divieti, tiriamo in ballo le menate che si sono lette a profusione in alcuni post e poi ci lamentiamo…

      A me basta ricordare la salita all’Ormelume di qualche stagione fa……. (in Valgrisenche per chi non lo sapesse).

      Strada asfaltata lungo la diga del tutto pulita e sgombra di neve. Io, che sono il primo ad arrivare in zona, lascio la macchina di fianco alla strada e salgo a piedi lungo lo sterrato che porta ai primi alpeggi (divieto di accesso e percorso che si compie in 10/15 minuti a piedi circa). Quando rientro dalla gita trovo un bel numero di macchine parcheggiate sui prati di fianco alle baite…… macchine di scialpinisti che per evitare qualche minuto a piedi sono andati a parcheggiare fin sugli alpeggi… in barba al divieto di accesso di quel tratto di strada sterrata, in barba al piu’ elementare senso di rispetto per i terreni altrui, per i prati ecc.ecc.

      Quindi tenetevi le multe senza blaterare troppo, perche’ bastava rispettare il divieto senza stare a fare sterili polemiche italiote.

    • #840532

      Ciao a tutti,

      Nel mio precedente intervento non sono entrato in merito al fatto se sia giusto o meno tenere chiusa la strada. Io ho certamente ignorato un divieto, lo ammetto e se se venivo multato, chinavo la testa e pagavo.

      Ribadisco che mi sembra contradditorio porre un divieto di circolazione in un periodo di scarsa frequentazione come quello primaverile e poi comunque aprire la strada al pubblico, anche se a pagamento (ma in realtà è il solo parcheggio) nel periodo estivo. Se la strada deve essere chiusa che sia chiusa sempre. Se è per la tutela ambientale che lo sia sempre e non che basta pagare e allora si può salire. Allora mi viene il dubbio che sia fatto solo per far cassa.

      Comunque è una mia opinione personale e non penso di aver sostenuto con arroganza queste mie tesi e del resto non le ho notate in nessun altro intervento.

      ps. visto che la settimana prima ho salito la Becca di Gay anche lì come qualcuno dice c’è un divieto, però quanti di quelli che vanno al Piantonetto ad arrampicare lo rispettano, se lo si vuol far rispettare che venga data una valida alternativa al farlo tutto a piedi (navetta). Non basta vietare bisogna anche agevolare chi desidera frequentare la montagna (e non intendo dire che si debbano costruire le funivie).

      Fabrizio

    • #840533

      … ma tu, voi, noi sappiamo perche’ e’ stato messo un divieto? ….. o si e’ solo capaci di guardarsi la punta dei piedi o, al limite, la meta scialpinistica? Un divieto puo’ essere messo per tanti e svariati motivi ma lo si vede e lo giudica solo per il fatto che in quel momento ci obbligherebbe a non utilizzare la macchina …e su questo si inizia a criticare.

      Italiani fino al midollo….. dalla testa alle pelli di foca.

    • #840537

      Frequento la valle da sempre e sono daccordo che le multe agli scialpinisti al Piano della Mussa sono

      un controsenso. Lo scorso anno ho evitato la multa solo perche’ sono arrivato alla macchina mentre

      arrivavano i Carabinieri (ero partito presto!) che mi han solo intimato di andarmene.

      Quindi: se salgo al Piano solo per farmi un giro in macchina non prendo la multa, mentre se vado in gita

      rischio.

      Questo solo per far capire quanto sia insensata la questione. Questo non significa che la strada vada

      aperta ufficialmente, solo che si eviti di multare chi la percorre, sono due cose diverse. Dire che i divieti

      van rispettati e basta non aiuta molto a capire.

      Ho scritto al Sindaco di Balme raccontando la questione (e mi sono permesso di riportare la relazione

      della gita apparsa su Gulliver) e vi allego la risposta che e’ molto piu’ sensata di tnati commenti apparsi

      qui. Vi ricordo che Castagneri e’ lo stesso che – finalmente! – ha imposto il pedaggio per il parcheggio al

      Piano e che sta quindi cercando di regolamentare lo schifo della stagione estiva, con baracche di lamiera,

      camper, auto e tende per i prati (e questi non li multa nessuno).

    • #840538

      Leggo sul sito il commento arrabbiato di un anonimo scialpinista.

      Mi spiace purtroppo per quanto è accaduto e può accadere a chi sale al Piano durante il periodo di chiusura.

      La strada è però di proprietà provinciale (SP 1)che la regolamenta tramite apposita ordinanza.

      Il comune è riuscito soltanto ad ottenere una riduzione del periodo di chiusura (fino al 2007 era dal 15/10 al 15/05 ora è dal 01/11 al 30/04).

      Da quanto ne so, i Carabinieri sono intervenuti di propria iniziativa. Il Comune, che non ha vigili urbani, non si sogna neanche di richiedere un intervento quando ciò non avrebbe senso, tanto più in assenza di pericoli oggettivi, che possono essere neve o ghiaccio.

      Va specificato ancora che la chiusura del tratto di strada nel suddetto periodo è comunque segnalato ampliamente e, chi si ostina a proseguire malgrado gli espliciti divieti, lo fa, come in ogni parte del mondo, a proprio rischio e pericolo.

      Tengo a sottolineare che, gli eventuali incassi derivanti dalle multe, non vanno a vantaggio del Comune, che si sforza di sopravvivere con iniziative di vario tipo, dove il turista intelligente e consapevole è sempre e comunque il principale benvenuto.

      Confidando nella Sua e altrui comprensione, mi è gradita l’occasione per inviare distinti saluti.

      Gianni Castagneri – Sindaco di Balme (TO)

      http://www.comune.balme.to.it

    • #840539

      Personalmente ringrazio dell’intervento il sindaco di Balme che ha ben chiarito la situazione. Io avevo insinuato il ‘dubbio’ del far cassa e son stato smentito, tanto meglio. Visto che viene confermato che la strada è sotto l’egida della provincia penso che le cose staranno così per un po, tanto più che come dice il sindaco ci è stato comunque un passo avanti.

      Su di un vecchio Alp datato 1993 si diceva che a causa delle intense nevicate a cui la zona era soggetta la strada fosse impraticabile per neve sino a Maggio inoltrato. Purtroppo ormai la neve diventa sempre più rara ed ormai già ad Aprile la neve si trova solo al Pian della Mussa. Auguriamoci quindi che la neve torni copiosa e così non ci saran più dubbi da dove partire: una Pointe d’Albaron da Balme con gli sci ai piedi farebbe dimenticare tutta la fatica.

      Fabrizio

    • #840544

      Bisogna dare atto al Sindaco di Balme di aver dato una risposta sensata e incoraggiante.

      Il problema a mio parere non sono tanto i divieti e il fatto di rispettarli, quanto le strade.

      Certamente ogni frequentatore montano gradirebbe che di strade ce ne fossero molte di meno per avere maggior wiilderness a disposizione e godere di un ambiente più vasto in cui spaziare. In questo, spesso, le nostre pretese si scontrano con le necessità dei valligiani.

      Ciò nonostante le strade sono state costruite negli anni, e, a ben vedere, non tanto nell’interesse dei montanari, che ormai avevano abbandonato paesi e borgate, ma soprattutto per scopi idrici, idroelettrici, turistici.

      Quindi infastidisce che non solo queste strutture risultino di scarso vantaggio per la montagna e chi ci vive (avrebebro dovuto essere fatte cinquant’anni prima…) ma poi non possano essere nemmeno usate per agevolare l’avvicinamento.

      Tanto per chiarirsi e non pensare che a tutti i costi io voglia salire in auto, un mese fa sono stato alla Grand Rousse in Valgrisenche partendo dalla diga. Questo vuol dire un’ora per costeggiare il lago, poi 1800 metri di dislivello in salita e discesa, poi un’ora per tornare. C’era la neve e ci stava tutto nella gita, che in questo modo è di gran soddisfazione, come ad esempio Punta Rossa di Sea partendo da Balme.

      Se pero’ avessi dovuti sciropparmi due ore di asfalto solo per rispettare un divieto avrei trovato la cosa meno gratificante e magari avrei scelto una gita simile ma in un’altra valle. E avrei preferito che la strada non ci fosse per niente.

      Come dice il Sindaco, il principale se non unico scopo di questi divieti è evitare che qualcuno suo malgrado si metta nel pericolo e debba essere soccorso. Con la stagione che c’e’ e un minimo di consapevolezza, ad Aprile questo mi pare un rischio remoto.

      Ciao.

    • #840546

      guidolin wrote:

      Frequento la valle da sempre e sono daccordo che le multe agli scialpinisti al Piano della Mussa sono

      un controsenso. Lo scorso anno ho evitato la multa solo perche’ sono arrivato alla macchina mentre

      arrivavano i Carabinieri (ero partito presto!) che mi han solo intimato di andarmene.

      Quindi: se salgo al Piano solo per farmi un giro in macchina non prendo la multa, mentre se vado in gita

      rischio.

      Questo solo per far capire quanto sia insensata la questione. Questo non significa che la strada vada

      aperta ufficialmente, solo che si eviti di multare chi la percorre, sono due cose diverse. Dire che i divieti

      van rispettati e basta non aiuta molto a capire.

      Ho scritto al Sindaco di Balme raccontando la questione (e mi sono permesso di riportare la relazione

      della gita apparsa su Gulliver) e vi allego la risposta che e’ molto piu’ sensata di tnati commenti apparsi

      qui. Vi ricordo che Castagneri e’ lo stesso che – finalmente! – ha imposto il pedaggio per il parcheggio al

      Piano e che sta quindi cercando di regolamentare lo schifo della stagione estiva, con baracche di lamiera,

      camper, auto e tende per i prati (e questi non li multa nessuno).

      Guidolin,proprio non capisco la tua risposta!

      Il divieto di accesso in auto al piano riguarda tutti,non solo gli scialpinisti,non è che se vai a farti un giro non ti fanno la multa e se lo scorso anno ti è andata bene non è motivo di vanto,poichè anche tu hai infranto un divieto,e hai solo avuto culo.

      Prova solo ad immaginare cosa succederebbe se nessuno rispettasse i divieti(lasciamo perdere se giusti o sbagliati),e questo purtroppo è un modo di pensare tutto italiano.

      Come ho già avuto modo di dire,quando si programma una gita ci si informa anche dell’accesso stradale(c’è un campo apposito nell’inserzione della gita su Gulliver,oppure si telefona ai comuni)se poi ci ruga perchè non si arriva con gli sci fino al sedile di guida dell’auto basta segliere un’altra meta.

      Inoltre la risposta del sindaco è sensata come i commenti apparsi e la riporto:

      “va specificato che la chiusura del tratto di strada nel suddetto periodo è comunque segnalato ampliamente e,chi si ostina a proseguire malgrado gli espliciti divieti,lo fa,come in ogni parte del mondo,a proprio rischio e pericolo”

      Renato

    • #840547

      … sono molto daccordo con Renato63 e quello che avevo scritto in prededenza lo testimonia.

      Il fatto e’ che quando ci muoviamo (plurale maiestatis d’obbligo) pensiamo egoisticamente solo alla nostra meta (alla gita di scialpinismo di turno o alla parete di roccia da raggiungere, tanto per rimanere in tema) e per giustificare la non ottemperanza dei divieti che troviamo sul nostro percorso incominciamo ad inventarci realta’ di comodo…… e il sindaco, e il comune, e il vigile, e fare cassa, e d’estate, e i pick nic, e le radio a tutto volume e il bar ecc.ecc.

      Il fatto e’ che ognuno ragiona in questo modo e ognuno vorrebbe divieti e concessioni disegnate su misura.

      La morale e’ alla fine nessuno rispetta i divieti e poi ci si lamenta pure se qualche volta si cade nella rete della (ovvia) sanzione.

      C’e’ sempre qualche cosa d’altro da additare, qualche problema piu’ grande da tirare in ballo per giustificare i proprio (discutibili) comportamenti.

    • #840548

      Utilizzando tutti gli strumenti informativi oggi disponibili (internet, uffici turistici, guide) è facile evitare le sorprese delle quali si discute e se ci sono difficoltà si cambia zona.

      Suggerimento. Volete andare all’Albaron senza problemi? fatelo dalla Maurienne dove ci sono quattro possibilità!

      L’accesso in questo periodo è praticabile solo dal tunnel del Frejus (utilizzandolo sovente, se si riempie spesso l’auto, conviene abbonamento 50 pass. valido 25 mesi), ma fra un mesetto o forse prima, gratuitamente dal Colle del Moncenisio (consultare transitabilità Col Savoie o info Comune di Moncenisio).

      Come itinerari il migliore in assoluto è quello dal Gl. Sup. Vallonnet (partenza da Bonneval) seguito da quello del Gl. du Grand Fond (da La Bessanaise), con i quali insieme a quello dal Ref. Avèrole si giunge in sci ad una decina di metri dalla cima; gli it.ri dall’Ecot-Evettes e dal Ref. Avèrole privilegiano di meno la sciata; tenere presente che per salire al Ref. Avèrole dopo la metà di maggio, vi è pure il medesimo problema del divieto di percorrere in auto la stradina a partire da Vincendières (informarsi al rifugio).

      Buon divertimento!

    • #840556

      Sapete perchè i comuni chiudono alcune strade in questa stagione? perchè se le al malcapitato cade il sassolino sulla macchina, cosa che può sempre ed ovunque capitare in montagna, questo denuncerebbe senz’altro sindaco, provincia o quant’altri su come si possa tenere aperta nella stagione invernale una strada così pericolosa, portando tutti in tribunale e pretendendo cospicui risarcimenti morali e materiali. Si innescherebbe insomma la reazione inversa a quella che sta succedendo per la multa. Le strade chiuse ed il lavarsi le mani da parte della autorità sono quindi la conseguenza di un malcostume purtroppo assai diffuso, che consiste nel non prenderci noi per primi le nostre responsabilità. In ogni caso, quando si corre il rischio di non rispettare un divieto, la multa va sempre messa in conto, è inutile lamentarsi. Ve lo posso dire io che fino a qualche anno fa, qui in Valle d’Aosta, ero un esperto di “sfondamenti” su strada poderale per accorciare le gite, anche pensando che il divieto su queste non fosse poi tanto giustificato (d’altra parte sono o no state realizzate con soldi pubblici !!): spesso mi è andata bene, qualche volta mi hanno beccato e pace… mi incazzavo, certo, ma il rischio me lo sono cercato. Un’ultima cosa…non cadiamo nell’esasperazione di mettere al centro del mondo solo le noste gite, a volte ci sono anche altre priorità che non arrampicata e scialpinismo.

    • #840557

      Nessuna polemica, nessun blaterare, solo constatare il livello a cui ci siamo ridotti come Paese.

      Caro anonimo, prima di sentenziare informati, sugli autori della relazione e sui fatti, e firmati.

      Vai sul posto e verifica di persona le condizioni della strada sgombra da neve, dell’assenza assoluta di pericoli oggettivi.

      Chiedi ai rifugisti e agli esercenti attività in ambito turistico del posto cosa ne pensano.

      Consulta il calendario e conta i ponti e le festività che ci sono.

      Informati su chi ha posto il divieto, su chi ha chiamato i carabinieri.

      Chiedi ai locali delle vicende personali (liti, ripicche) che pare determinino tale situazione (così ci hanno raccontato con tanto di nomi, circostanze e fatti).

      Ragiona sul distoglimento delle forze dell’ordine (CARABINIERI con stazione in altro comune, non vigili comunali) da impieghi ben più utili alla società civile.

      Pensa a dove sono stati mandati quei due poveri servitori dello stato (si può ancora chiamare così?).

      Rifletti sull’importo della sanzione.

      Guardati intorno e osserva bene in che situazione siamo.

      Qui il rispetto dell’ambiente non c’entra nulla, tanto meno i sassolini che cadono sulle macchine perché allora tutte le strade dovrebbero essere chiuse.

      Ti rendi conto che se depositi 3 mc di terra su un tuo terreno o se tagli una tua pianta di rovere finisci difronte a un giudice, mentre chi sversa ton di rifiuti tossici in mezzo alla campagna o nei fiumi non riceve nemmeno una multa?

      Il msg era questo, ma tu non l’hai capito: rompono i coglioni ha chi ha percorso 2 km di strada asfaltata e pulita e ….

      Se a te sta bene acccccosssììì, tienittttelo per ttté, ma prrrimmma ooooppppppoi ci avvvrrai accchefffare anche ttttu con la meschina burrrroccccrazzzziaaaa itttalica (o ne fai parte?) 😆 :mrgreen: 😆

      Grande Fabrizio, dai tempi di salita a quello che scrivi non solo qui 😆

    • #840565

      Coste wrote:

      Nessuna polemica, nessun blaterare, solo constatare il livello a cui ci siamo ridotti come Paese.

      Caro anonimo, prima di sentenziare informati, sugli autori della relazione e sui fatti, e firmati.

      Vai sul posto e verifica di persona le condizioni della strada sgombra da neve, dell’assenza assoluta di pericoli oggettivi.

      Chiedi ai rifugisti e agli esercenti attività in ambito turistico del posto cosa ne pensano.

      Consulta il calendario e conta i ponti e le festività che ci sono.

      Informati su chi ha posto il divieto, su chi ha chiamato i carabinieri.

      Chiedi ai locali delle vicende personali (liti, ripicche) che pare determinino tale situazione (così ci hanno raccontato con tanto di nomi, circostanze e fatti).

      Ragiona sul distoglimento delle forze dell’ordine (CARABINIERI con stazione in altro comune, non vigili comunali) da impieghi ben più utili alla società civile.

      Pensa a dove sono stati mandati quei due poveri servitori dello stato (si può ancora chiamare così?).

      Rifletti sull’importo della sanzione.

      Guardati intorno e osserva bene in che situazione siamo.

      Qui il rispetto dell’ambiente non c’entra nulla, tanto meno i sassolini che cadono sulle macchine perché allora tutte le strade dovrebbero essere chiuse.

      Ti rendi conto che se depositi 3 mc di terra su un tuo terreno o se tagli una tua pianta di rovere finisci difronte a un giudice, mentre chi sversa ton di rifiuti tossici in mezzo alla campagna o nei fiumi non riceve nemmeno una multa?

      Il msg era questo, ma tu non l’hai capito: rompono i coglioni ha chi ha percorso 2 km di strada asfaltata e pulita e ….

      Se a te sta bene acccccosssììì, tienittttelo per ttté, ma prrrimmma ooooppppppoi ci avvvrrai accchefffare anche ttttu con la meschina burrrroccccrazzzziaaaa itttalica (o ne fai parte?) 😆 :mrgreen: 😆

      Grande Fabrizio, dai tempi di salita a quello che scrivi non solo qui 😆


      Hai perfettamente ragione.

      Tutto è ormai preso negli artigli della piovra burocratica; le leggi crescono in numero esponenziale e senza criteri logici per accontentare tutti, buoni e cattivi; la loro applicazione pratica è vergognosamente indirizzata non al risolvimento dell’essenzialità dei problemi, ma solo a far cassa per sostentare il sistema.

      Gli esempi di questo meccanismo anormale e vessatorio sono alla prova di tutti, vedi: telecamere taroccate ai semafori (per gli indisciplinati vanno anche bene), nei vari posti di lavoro, normative spesso tecnicamente inapplicabili e conseguenti ispezioni non per insegnare a lavorare con buon senso in sicurezza ma esclusivamente per sanzionare pesantemente, libera manifestazione del comando incontrastato in qualsiasi istituzione che comporta un centro di potere (anche il pubblico funzionario allo sportello ti può far trovare lungo), ritardi esagerati nel disbrigo delle più normali (spesso inutili) pratiche pubbliche a cui si è costretti, se poi si tratta di rimborsi il ritardo diviene incontrollabile mentre ad es. per il ritardo anche di 1 solo giorno nel pagamento del bollo auto scatta utomaticamente l’iscrizione dell’ipoteca e via discorrendo.

      Purtroppo siccome non siamo perfetti (ma non è facile ammetterlo; mentre è più facile incolpare gli altri), alla prima occasione siamo quasi tutti portati ad approfittarne per la propria comodità e relativo tornaconto (chi non ne approfitta purtroppo non è considerato onesto ma fesso); di questo passo il sistema diventa ingovernabile e chi ha il suo piccolo potere lo esercita a volte in modo sconsiderato, anche per salvarsi le spalle poichè vige ormai la prassi incivile che occorre colpire il responsabile; in un recente convegno davanti ad una vasta platea un funzionario statale ha esordito dicendo: “noi partiamo dal presupposto che qualsiasi nostro interlocutore non sia in buona fede”.

      Siamo proprio mal messi; anche le crocette che chi vorrà andrà a mettere nei prossimi giorni putroppo non faranno sostanzialmente cambiare le cose.

      Per fortuna ci resta ancora la possibilità di farci ogni tanto la levataccia per liberarci momentaneamente da queste ordinarie delusioni.

    • #840661

      Giugno 1993 (miii se ero giovane e forte). Mancavano poche settimane alla mia partenza a naja …

      uscita del corso di alpinismo al rif gastaldi. Saliamo tutti al pian della mussa, andiamo a dormire al rifugio.

      Tempo variabile, nella notte diventa nuvoloso.

      Ora di partire (credo dovessimo andare sulla ciamarella o sull’albaron, non ricordo), gran pioggione. Io per religione non parto se piove, alcuni allieiv ed alcuni istrutotri escono per fare sotto la pioggia qualche manovra.

      Passa qualche ora, rientrano totalmente fradici.

      Si decide di scendere, non ha senso aspettare. Scendiamo, arriviamo tutti fradici alle auto. Piove davvero tanto. Tengo sempre in auto il ricambio, dei pantalonacci in cotone e una felpa.

      Cominciamo a scendere. Io sono nella uno di flavio, anzi l’aveva presa suo fratello. L’anno dopo flavio (zion sa di chi parlo) sarebbe partito per le americhe in nave e non si è mai più visto.

      Usciamo dal piano e cominicamo la discesa. vediamo tuti fermi. Due ttorrenti enormi hanni invaso la strada; i detriti hanno ostruito gli evidentemente insufficienti sottopassaggi dei rii. Cosa fare, si resta su ?

      Io e flavio facciamo una c..ta che poi, con l’esperienza successiva lavorativa di molte alluvioni non avrei mai rifatto; io scendo e spingiamo l’auto facendogli passare i due torrenti in un guado da offroad, in mezzo alla corrente quasi forte.. Oltrepassiamo, altri allievi e istruttori quella notte sarebbero rimasti a dormire al città di ciriè.

      Ora, criticare l’ordinanza della provincia è assolutamente lecito, però dire che quella strada è priva di pericoli di sorta mi sembra una gran ca..ta. Le ordinanze engono messe evidentemente pensando alle situazioni possibili più complicate, tipo il nevicatone improvviso tardivo e il turista scemo che si immerda e poi fa fioccare le denunce. E lo scemo sono stato pure io.

      E’ chiaro che se le ordinanze le si commisurano a utenti ragionevoli e con esperienza, sembreranno sempre stupide. E gestire in modo “intelligente” certe situazioni non è per nulla facile, in quanto si tratta di amministrazioni comunali piccolissime e con pochissimi mezzi e un’amministrazione provinciale che ha moltissime strade in posti di m..a e non può permettersi di pare una gestione in base alle previsioni meteo su ciascuna di esse.

      Forse l’idea potrebbe essere creare una legge in cui si emettono divieti senza sanzione. Io pongo il divieto, non ti faccio la multa, ma se tu ci rimetti le pinne ti vengo a prendere allo scioglimento delle nevi e non garantisco nessuna forma di soccorso.

    • #840674

      Condivido in pieno il ragionamento di dandrago. In Francia da questo punto di vista sono forse più “sportivi”. Purtroppo qui il concetto di responsabilità individuale si sta un po’ perdendo, per cui si cerca ad ogni costo di trovare un responsabile, anche se siamo noi ad aver combinato la c…a.

      Ricordo durante l’alluvione del 2000 che un tipo è rimasto bloccato con il suo fuoristrada in una borgata a 1400 metri, di per se molto sicura, ma con una strada che attraversava un paio di torrenti di quelli tosti. Certo con quel tempo (peraltro ampiamente previsto dai vari bollettini meteo) salire in macchina a passare il fine settimana lì è stata una grande volpinata, eppure lui pretendeva che il comune gli aprisse la strada subito dopo (quando c’erano ancora borgate isolate abitate da residenti, con ponti crollati, acquedotti scalzati con gente senz’acqua potabile, ecc. ecc…) per poter recuperare la sua macchina!

      L’esempio della SP per il Levi Molinari, in cui è scritto chiaramente che è una strada priva di manutenzione e la percorrenza è a rischio e pericolo dell’utente mi sembra una buona soluzione. Certo quando ci sono pericoli oggettivi maggiori, tipo tratti in frana, oppure aree soggette a valanghe, oppure attraversamenti di torrenti incazzusi, forse non è sufficiente. I divieti senza sanzioni, come suggerisce dandrago di per se sarebbero una buona idea, ma è come se non ci fossero, conoscendo il senso civico di noi italiani, già non si rispettano quelli che sono sanzionati (spesso solo teoricamente), figuriamoci gli altri: tutto si ridurrebbe , come di fatto si riduce nella situazione attuale, al buon senso dei singoli, che come è ampiamente dimostrato nella quotidianità non è che abbondi…

    • #840680

      Dite quello che volete ma il divieto io lo trovo giustissimo, anche in estate però o comunque regolamentato, credo che il puttanaio che c’è certe domeniche non faccia bene alla montagna.

Visualizzazione 23 filoni di risposte
  • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

Forums Gulliver I problemi Pian della Mussa

Link copiato