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02/03/2008 alle 13:00 #834916
Non sono molto bravo in queste cose,anzi non vorrei dover esserlo per niente,ma penso,che come detto da Podina sulla relazione della gita di ieri di Basir de lune,ci si debba interrogare un momentino. Ieri sera M. Piras mi avverte per telefono che Baiser è crollata portandosi via la cordata che c’era sopra,già qui il mio cuore si ferma per un attimo,no due,uno per la fortuna che abbiamo avuto io e tutti gli altri che il giorno prima abbiamo salito la cascata,due per la vittima,il suo compagno e per tutti quelli che hanno assistito alla tragedia.
Io e Max il giorno prima ci interrogavamo su quali forze potessero tenere su una massa così grande e verticale di ghiaccio,oggi,purtroppo,qualcuno che non è più con noi,saprebbe darci questa risposta.
Vedendo le foto,impressionanti,ma utili per capire la tragedia,il mio cuore si è fermato una terza volta,i miei occhi piangono e il mio cervello non trova una spiegazione.
Alla vittima e ai parenti e amici va tutto il nostro cordoglio,mio e di Max,anche se sò che serve a ben poco come consolazione.
Di certo siamo gente che,come giustamente scrive Podina ,inseguiremo ancora i nostri sogni,spero,anche se molto ingenuamente,di non ritrovarmi in questa situazione.
Vi lascio con una frase che uso come firma e contiene tutto espreso nella relazione di Podina e nella tragedia.
“il destino non è una ragione..è una spiegazione.”
Giorgio
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02/03/2008 alle 19:42 #840086
sabato…previsto rialzo termico…bollettino valanghe della regione piemonte scala 1, con indicazione a moderato aumento (2) causa vento di caduta ecc…ecc io, il socio di sempre, un altro simpatico figliulolo che abbiamo recuperato in extremis…itinerario in luogo di norma considerato pericoloso…ma noi lo sappiamo cazzo, e poi ci preme per prima cosa portare a casa la pelle che diamine lo sanno tutti, lo so io, si va su, si cammina quell’oretta e poi se vediamo che non ci sono le condizioni andiamo a casa.
arriviamo all’attacco…son tre tiri facili, parto io, ne faremo uno a testa.
Muretto a 70°, metto una vite 4 metri…da sopra arriva una spruzzatina di cristalli vari e penso, che come alla sinuosa qualche tempo fa, il vento me li butti giù…ma….
da sotto il compagno urla…ATTENTO, SCARICA! Alzo gli occhi, proprio mentre stavo per mettere un chiodo, vedo una colata di neve fradicia che scende per il canalone, è poca….mi rannicchio pensando: adesso arriva il grosso e c’è l’ho nel culo…la scarica mi investe debolmente, riempie il cappuccio della giacca, mi bagna la schiena, sto rannnicchiato e continuo ad avvitare il chiodo, lo afferro, l’altra mano su una picca…penso che c’è l’ho nel culo che adesso arriva giù la valanga e io muoio come un piciu in un giorno dove tutti sanno che le cascate bisognava lasciarle perdere…..ecco…
ma gli attimi seguono gli attimi, la scarica continua sempre leggera per un tempo che sembra infinto…poi si placa…scendere disarrampicando non posso…posso salire svelto fino alla sosta e buttarmi giù in doppia a paletta…sperando di non beccarmi niente altro.
La sosta non la trovo, mi sposto sulla sinistra e contiamo altre cinque scariche come la precedente….siamo tutti fuori tiro…provo a fare un’abalakov ma una vocina dentro mi dice ….lascia un chiodo e vaffanculo…porta a casa la ghirba!
lascio una vite e mi faccio calare….
la situazione sembra un poco migliore, il mio socio sale in moulinette veloce e riesce, forse per il maggior sangue freddo, a fare la cazzo di abalakov…si cala, ci mettiamo al riparo e decidiamo di andare a casa…sorrido perchè sono contento di essere vivo.
Un’altra cordata dietro di noi ha visto tutto, ha annotato anche il mio consiglio a non fare la suddetta cascata…partono lo stesso…e del resto ognuno è padrone delle proprie azioni.
con affetto a tutti
teo
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03/03/2008 alle 07:56 #840091
Ci sono due specie di personeCi sono quelli che vivono, giocano e muoiono.
E ci sono quelli che si tengono in equilibrio
sul crinale della vita.
MAXENCE FERMINEIl primo pensiero è per Jean-Marc e per i familiari, non li conosco ma quando qualcuno se ne va per i bricchi è sempre una grande tristezza.
L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA. Ieri non sono uscito. Ci siamo consultati sabato con gli amici e, in barba al bollettino valanghe che dava “solo” rischio 2, abbiamo deciso di restare tranquilli: le temperature alte ed il vento forte avrebbero reso qualunque gita nel migliore dei casi una faticaccia, con il rischio valanghe comunque in agguato. Sono stato tentato di partire da solo, qui, sulle montagne che conosco molto bene, poi però ho deciso di stare tranquillo: non è un problema, ho altro da fare. Ho passato tutta la giornata pensando a sole, vento e neve visti da sotto con il binocolo, ed alla sera, pur non avendo combinato granché mi sono sentito stanco, spossato, privato dell’energia ristoratrice che la montagna sa dare. La sera prima di andare a letto apro il forum e leggo di pasupa e di ciapaciuc, della tragedia raccontata dal vivo da podina, sono andato a leggere sul sito del
dauphine libere. I vostri pensieri mi hanno profondamente toccato, quello che è successo, non nascondiamoci dietro a un dito, può succedere a chiunque. La montagna è di per se un equilibrio fragile ed effimero.Ogni spuntone, ogni pietra, ogni frammento di neve e di ghiaccio è lì ad urlare il proprio diritto di esistere e resistere in barba alle leggi della fisica. Equilibrio fragile ed effimero, specialmente d’inverno…appunto, proprio come la vita, sospesa nel nulla, ed a volte aggrappata ad incomprensibili coincidenze: penso a pasupa e m. piras, penso a podina ed il suo compagno, che potevano benissimo essere trascinati giù insieme al colosso di ghiaccio crollato, penso a ciapaciuc ed ai suoi soci… -
03/03/2008 alle 08:13 #840092
ringrazio Jean…per i pensieri…e mi scuso per il ripetuto “orrore” grammaticale avendo piccozato l’italiano per ben due volte in tre righe in modo veramente marchiano….ma ho scritto di getto…quanto invece al torpiloquio che ho sparso lo sottoscrivo e confermo perchè era quanto davvero più si avvicinava ai miei pensieri in quei momenti. chiudo qui sperando di non sortire sterili polemiche…sulle corrette valutazioni dei rischi e tutto il resto…sono contento di essere qui a scrivere e vi saluto.
ciao
teo
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03/03/2008 alle 08:22 #840094
Ieri mattina apro gulliver,come sempre,ma la domenica un pò più sonnecchiosamente,perchè sò che grosse novità non ci saranno fino a sera ,poichè tutti saranno in giro per bricchi. Mi cade l’occhio su baiser de lune;poichè il giorno prima pasupà mi aveva parlato di questa bella colonna,penso;avrà inserito delle belle foto,vado subito a vedere.
Sono rimasto senza parole,e lo sono ancora.
Vorrei esprimere le mie condolianze alla famiglia e a tuti quelli che conoscevano la vittima.
Non voglio fare riflessioni su rischi e altro perchè mi paiono fuori luogo in questo momento,e in più sono molto confuso.
Voglio solo dire a Giorgio e Max ,che hanno la mia comprensione perchè immagino il loro stato d’animo.
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03/03/2008 alle 16:41 #840109ciapaciuc wrote:
sabato…previsto rialzo termico…bollettino valanghe della regione piemonte scala 1, con indicazione a moderato aumento (2) causa vento di caduta ecc…ecc
teo
ciao teo, se posso essere indiscreta…su che cascata eri? -
04/03/2008 alle 07:55 #840115
….gentira…. mi dicono fra l’altro che alcune delle foto relative al crollo siano state tolte…forse è meglio così…
ho un pensiero per chi rimane, per quella famiglia…nel dolore…e nel buio…in una mattina così bella di sole.
la vita è fragile.
teo
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04/03/2008 alle 08:05 #840116
Morire come le allodole assetate sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato
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04/03/2008 alle 08:27 #840118
giuseppe ungaretti -
04/03/2008 alle 09:49 #840119
Alcune foto sono state rimosse,ma è stata reiserita quella relativa alla slavina di ghiaccio in quanto potrebbe servire per capire i pericoli che si corrono sotto le colate anche solo nell’imbragarci. Secondo voi quanto influenzano,in casi come questo,siti dove vengono inserite relazioni di salite e relative foto di cascate?
Cioè,una cascata che si forma raramente,molto estetica,anche di un certo sviluppo( 200mt ) che viene,diciamo,pubblicizzata da immagini e frasi tipo”ancora in buone condizioni”,non pensate che possa in qualche modo influenzare oltre l’esperienza o il buon senso i ghiacciatori?
Sapete,ho un tarlo che mi gira in testa sulla relazione che ho inserito il giorno prima…e poco mi consola che chi era presente sabato fossero guide o gente esperta,insomma non vorrei che questi siti posano diventare armi a doppio taglio…
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04/03/2008 alle 10:07 #840120
tendiamo a colpevolizzarci tutti sappiamo i rischi e a volte questi rischi diventano certezze
avevo un amico con cui parlavo di montagna, di salite: l’ho sempre incoraggiato
si pensava che andare in montagna fosse la cosa più bella del mondo
è andato sulla nord del corno da solo…..
ho pensato che se non avesse avuto il mio appoggio forse sarebbe ancora qui
però credo che il destino lo avrebbe aspettato da un’altra parte
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04/03/2008 alle 10:16 #840121
beh… su cose così tecniche e difficili non posso esprimere gradi di giudizio…ho però una sensazione caro Pasupà…ed è che il leggere la relazioncina di questo o di quello su gulliver appiattisca un po’ il significato della parola “ambiente”…il senso stesso di quanto significhi “pericoli oggettivi”.
Un tempo, quando internet era una cosa di cui si leggeva nei libri di fantascienza e spionaggio…le montagne erano una cosa più distante…erano là…partivi la mattina, al più dopo aver chiamato qualche amico che ‘ne sapeva’ e andavi là a vedere come era…la tua valutazione era quella personale di fronte a quello che ti trovavi di fronte.
Oggi leggi…che tizio o caio han fatto una salita, tre righe di relazione, due e mezza come puntualizzato già da altri sovente dedicate a quanto era buono il vino o bella la compagnia.
Se tizio e caio son saliti…beh, io che sono sempronio…ci vado su anche io…la relazione di gulliver ha un valore relativo ma ci pone in indiretta competizione con chi ha già dato sulla meta dei nostri sogni. E non venitemi a dire che andare in montagna non è uno sport competitivo eh…che uno è sempre in corsa, con sè stesso, i propri limiti, i propri compagni di cordata e quelli delle altre cordate che trova in giro o legge sulle relazioni. E’ l’essenza dell’Alpinismo forse…la tensione a superare un limite…qualsiasi esso sia.
Sovente poi, ho visto gente esperta (e con una enorme passione) mediare sulla effettiva fattibilità (per le condizioni oggettive) di una salita…dopo aver predicato al corso di alpinismo o a quello di cascate che con i rialzi termici e il phoen non si va a scalare su ghiaccio. Ecco…ci si sente tutti (a diversi livelli è ovvio) dei professorini, abbiamo perso la pazienza di saper distinguere…una cosa è formata, abbiamo tempo libero quel giorno e in quel giorno andiamo…anche se il buon senso suggerirebbe una passeggiata sotto i portici…
non voglio fare critiche…ognuno è libero di fare le sue scelte, di correre i suoi rischi…occorrerebbe però avere la sincerità sufficiente da non raccontare a noi stessi che siamo sempre prudenti e attenti. A volte accettiamo dei rischi, anche grandi, in nome di una passione. Se ci va bene ci sentiamo degli eroi, se ci vediamo venire in testa una colata di neve fradicia ci sentiamo dei coglioni…e delle due preferisco ricordarmi della seconda la prossima volta che mi viene in mente, più o meno consapevolmente, di voler fare una cazzata.
Ad anna rispondo
citando solo due versi dello stesso poeta…(l’intera poesia qui sarebbe quanto mai di cattivo gusto)
(…) ho scritto lettere piene d’amore
non sono mai stato
tanto attaccato alla vita.
teo
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04/03/2008 alle 10:42 #840122
Le foto le ho viste domenica,e personalmente,le avrei lasciate;erano crude certo ,ma testimonianza di ciò che può accadere. Giorgio,scaccia quel tarlo;ciò che è successo non può certo essere colpa tua e della tua relazione.
Chi si trovava lì avrà fatto le sue considerazioni e valutazioni;magari avevano già deciso di andare ancor prima del tuo post(per esempio non credo che la guida francese abbia letto gulliver).
Tu e Max siete alpinisti esperti,idem per le cordate del giorno dopo;se tu dici che il ghiaccio era buono,è perchè era buono(e anche la foto che hai inserito lo dimostra).
Se però ,su una colata così effimera si verifica un rialzo termico,o qualche altro fattore imprevedibile,le condizioni possono variare da un giorno all’altro radicalmente (e anche da un ora all’altra).Ci sono cose che sfuggono alla tecnica,esperienza e bravura
Questo lo so io(che non sono nessuno),lo sai tu e lo sapevano anche le cordate di professionisti presenti alla disgrazia.
Avranno valutato,discusso, rischiato,deciso.ma sulla base di loro personali giudizi e sensazioni, non sulla tua relazione.
se abbiano fatto bene o male non spetta me ,e a nesuno credo ,giudicarli
.
Ti faccio un esempio:ieri Davide mi dice che hanno salito con gli sci il Dolent,e mi propone di andare.
Vado a leggere per curiosità le impressioni di chi ci è stato,ma comunque decido che ora come ora non mi vedono su quei pendii neanche per tutto l’oro del mondo.
Ognuno si informa.legge,chiede, vede foto ,telefona,ma poi decide responabilmente solo e per se stesso.
Per concludere aggiungo che,secondo me, chi và a fare una via come Baiser,o come la nord dell’Eiger,o del Cervino decida di andare o nò mica,o solo, perchè legge su un sito di uno che l’ha fatta ed era bella o brutta.
Vedrai che passerà il momentaccio,e scrivi ancora le tue impressioni e consigli,che sono preziosi.(ti garantisco che se leggerò ghiaccio buono in una tua relazione andrò a ripeterla il giorno dopo serenamente)
Ciao Paolo
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04/03/2008 alle 11:11 #840123
Capisco (o meglio provo/cerco/credo di capire, perché non posso certo essere nella sua testa…) le sensazioni di Giorgio ed il suo “senso di colpa”, che non ha assolutamente ragione di esistere, ma quando passi così vicino ad una tragedia per forza di cose ti interroghi sul perché e sul percome… …io non credo che sia un problema delle relazioni pubblicate su gulliver o su altri siti, è la vita contemporanea che porta a vivere così, in modo sempre più veloce, e per forza di cose sempre più superficiale.
Come diceva giustamente Teo abbiamo perso la pazienza di saper distinguere, ed organizziamo la nostra vita in funzione del nostro tempo disponibile: se quel tal giorno siamo liberi ed abbiamo organizzato, andiamo, a costo di modificare la nostra valutazione sulle condizioni…L’evoluzione della tecnologia poi ha fatto si che si viaggia più leggeri, con indumenti più confortevoli, con attrezzi più performanti, che ci permettono di affrontare ciò che affrontavano Bonatti o Desmaison quaranta o cinquant’anni fa con un terzo della fatica e della sofferenza, e spesso ci si dimentica che la montagna è comunque più forte di noi, che i pericoli oggettivi per quanto tu sia veloce ed esperto esistono sempre, anzi forse con i chiari di luna climatici degli ultimi anni sono aumentati.
Io pratico sci-alpinismo da trent’anni e quando ho iniziato le prime gite non si facevano prima di febbraio, dopo una nevicata consistente si aspettava almeno una settimana che la neve si assestasse, si facevano sempre levatacce e non si partiva alle 9 del mattino per andare su come delle
mase decougnà(mazze senza cuneo) senza nemmeno guardarsi intorno, per tornar giù alle 2 del pomeriggio perché devi essere di ritorno. Poi spesso si tornava indietro su certi traversi, ora tanto c’è l’ARVA… Quando ho scritto l’altra faccia della medaglia, non so se sono riuscito, ma volevo proprio esprimere il mio disagio per aver “sprecato” una giornata, anche se probabilmente è stata una scelta giusta e consapevole, ma il “rimorso” (tra virgolette perché è un concetto troppo forte, ma non trovo una parola migliore) per non essere andato comunque ce l’ho avuto per tutto il giorno, fino a quando ho letto quel che ho letto ed ho visto quel che ho visto…
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04/03/2008 alle 15:15 #840133
Penso non sia giusto lasciare delle foto di morte..siamo tutti gente adulta, e sappiamo bene quali possano essere le conseguenze di tonnellate di ghiaccio che cadono su un essere umano. Altrimenti si fa solamente spettacolarizzazione, gusto del macabro e del morboso..è un pò come quelli che si fermano a vedere gli incidenti stradali o coloro che immettono su you tube di tutto o di più. Fosse stato vs. figlio, fratello, padre, vi avrebbe fatto piacere vederlo sbattutto e spiaccicato su un sito web?? E poi, non è per fare delle sterili polemiche, perchè la tragedia purtroppo arriva quando meno uno se lo aspetta..però fino a che punto è giusto fare una colonna staccata di 40 m, con vento caldo, a marzo? almeno stavolta, non parlate di montagna assassina..
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04/03/2008 alle 15:26 #840134
ma perchè non può bastare la tristezza che c’è nel cuore di ognuno di noi? forse che la polemica riduce la sfida eil rischio?
amareggia e basta
non siamo immortali anche se ognuno lo pensa per andare ancora avanti
con questo non vuol dire per forza puntare il dito
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04/03/2008 alle 15:55 #840138
lo sapevo…lo temevo. condivido con il gentile “Ospite” il giudizio relativo alle foto della “Morte”…sono tutto sommato inutili ed è giusto il rispetto. non dico altro al riguardo.
NESSUNO QUI HA PARLATO DI MONTAGNA ASSASSINA
❗ ….anzi…tutti, abbiamo cercato di dire che la responsabilità o l’irresponsabilità, come preferisci, fa parte del giudizio o delle scelte dei singoli.E tutto quanto è scritto qui è un invito alla riflessione e all’autocritica.
Vi prego, nessuno, come dice Anna…punti il dito…perchè nessuno, che ne sia consapevole o meno, può a cuor leggero permettersi di scagliare, non la prima pietra, ma nemmeno un sassolino!
teo
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04/03/2008 alle 15:59 #840139
C’è poco da riflettere, queste parole che fate sono inutili..perchè nessuno ha l’umiltà di dire: “Ho sbagliato”??
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04/03/2008 alle 16:01 #840140
leggi bene…se scrivo “ho fatto una cazzata”….equivale a dire “ho sbagliato” -
04/03/2008 alle 16:07 #840141
Mi unisco nel cordoglio, domenica sono andato a fare due tiri a Borgone con Gianfranco che mi ha detto che ha letto su Gulliver della tragedia…non ho visto le foto e non mi interessa vederle, la tragedia è abbastanza grande in se, concordo pienamente con Teo, evitate chiunque di puntare il dito, non mi sembra giusto in mezzo a tanta sofferenza. Giorgio mi dispiace e provo a capire quello che stai passando, non è sicuramente colpa tua, per quanto possa servire ti abbraccio col cuore
Luca
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04/03/2008 alle 16:09 #840142
Sinceramente non ho letto tutto tutto..queste cose fanno male all’alpinismo..c’è poco da riflettere e da interrogarsi, si è semplicemente andati contro le leggi della fisica..una colonna zuppa d’acqua con la cima più larga della base non poteva che essere fragile.. -
04/03/2008 alle 16:25 #840143
ma salire in montagna, andare in montagna spesso è contraddire le leggi della fisica….e non solo gli uomini si sono spinti sempre avanti perchè qualcuno queste leggi le ha sentite troppo strette e ha osato
con grandissimo rispetto della vita
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04/03/2008 alle 16:41 #840144anna wrote:
ma salire in montagna, andare in montagna spesso è contraddire le leggi della fisica….e non solo
gli uomini si sono spinti sempre avanti perchè qualcuno queste leggi le ha sentite troppo strette e ha osato
con grandissimo rispetto della vita
ma non diciamo tavanate..
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04/03/2008 alle 17:00 #840145Ospite wrote:
C’è poco da riflettere, queste parole che fate sono inutili..perchè nessuno ha l’umiltà di dire:
“Ho sbagliato”??
…e invece serve riflettere. Non possiamo riportare indietro gli orologi, il dolore rimane, resta il senso di vuoto per i familiari e gli amici, e resta anche il male che, come dici tu, questi episodi fanno all’alpinismo.Però almeno ti costringono a pensare. Il racconto di Teo, così come i dubbi ed i rimorsi di Giorgio mi hanno davvero toccato, perché tutto ciò sarebbe potuto succedere anche a me. Quante volte ho fatto delle cazzate (uso la prima persona singolare apposta, per dire HO SBAGLIATO), mi sono cagato sotto ed ho ringraziato il cielo per essere tornato indietro con le mie gambe? Sono stato fortunato: a volte un errore veniale lo puoi pagare con la vita, altre volte fai una minchiata galattica e non ti succede niente, o, peggio, non ti rendi nemmeno conto di averla fatta, e questo indipendentemente dalla difficoltà tecnica di quello che stai facendo e dalle tue capacità…
…Però davvero lasciamo stare le sterili polemiche, ognuno di noi si sarà fatto un’idea di quest’episodio, tra l’altro del tutto superficiale perché non era lì in quel momento, ma per favore teniamocela per noi e pensiamo piuttosto (parlo per me, non voglio fare prediche a nessuno!) a cercare di recuperare un rapporto più sereno con la montagna, evitando se possibile la frenesia del fare ed andare sempre e comunque…
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04/03/2008 alle 17:22 #840146
“KULLU MAKTUB” Se vi ricordate il film “Lawrence d’Arabia”. Egli tornò indietro nel deserto per salvare un arabo, Faisal gli disse “lascia stare tanto tutto è scritto.”
E Lawrence: “Nulla è scritto”.
L’arabo tratto in salvo morì di lì a pochi giorni in altre circostanze.
Faisal a Lawrence: ” allora era scritto.”
Appunto, KULLU MAKTUB tutto è scritto.
BI-SMI LLAHI ARRAHMANI ARRAHIMI
Nel nome di Dio, infinatamente clemente e misericordioso.
Un pensiero a chi se n’è andato trascinato via dalla sua passione più che dalle leggi della fisica o dalla mancanza di prudenza. L’amore acceca, la passione travolge, e fuori dalla porta qualcosa è scritto.
Può accadere che una mattina ci si alzi, rada accuratamente, che ci si lavi il viso, con gli stessi gesti abituali di sempre, la mattina di un giorno qualunque, e infine si esce di casa per l’ultima volta, si esce di casa per andare incontro alla morte. Così, in un giorno qualunque, senza averne coscienza, con la presunzione di sempre in fondo all’animo, che quel giorno non potrà accaderci nulla di male, nulla di troppo differente dal solito. E che la morte ci porti via quel giorno, o il giorno appresso, o del fatto stesso che la morte ci prenda, al resto del mondo non importa poi un granchè o nulla affatto, e forse neanche a noi stessi, se di ciò, in quel momento, non abbiamo cognizione.
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04/03/2008 alle 17:35 #840147
eh no ma qui non si tratta di imponderabile.. uno che si stende sui binari è considerato un pazzo o no?
poi si parla tanto di prevenzione in montagna, si fanno mega corsi alle guide, e questo è il risultato?
per me si è persa la cultura della montagna..
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04/03/2008 alle 18:31 #840148
Caro Ospite(ti ho riconosciuto sai),la montagna non è certo assassina. Però,permettimi,l’uomo non è coglione del tutto e sempre.
E’ solo libero delle sue scelte,con le conseguenze e i rischi che ciò comporta.
Hanno azzardato? Le condizioni non erano disicurezza?L’orario e il giorno non erano scelti con cura?
Può darsi,ma chi siamo noi(e non lo dico con il solito tono scherzoso),per giudicarli e condannarli?
Una colata così quando si può davvero dire sicura;forse mai o quasi.
Chi la và fare sà i rischi che corre,e che possono aumentare esponenzialmente in base a vari fattori.
Sceglie e và(o no!!).Cinicamente affari suoi
L’argomento,comunque non è le loro scelte,ma il fatto che Giorgio abbai potuto influenzarli con la sua relazione,o che altri possano cadere in errori,gravi,simili leggendo questo o altri siti.
Su questo credo che sarai d’accordo su quanto ho scritto prima ovvero:chi va a fare salite di un certo livello non può e non deve farsi condizionare da recensioni opareri altrui
sono scelte personali.
Si può ,si deve riflettere,questo sì.
Soprattutto sul rapporto,e il rispetto, con e della montagna
Concludendo,credo che abbiano fatto una cavolata,grossa,ma che sia “colpa”(passatemi il termine)loro e non di un sito o di un intervento
Ciò non toglie che le tragedie colpiscono ,addolorano,soprattutto quando sfiorano amici con cui si condividono le stesse passioni e gli stessi rischi.
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04/03/2008 alle 18:36 #840149
direi che ci sia un po’ di differenza tra stendersi sui binari e quanto è successo…ospite, magari facci sapere la tua identità. redde concordo pienamente con te sulla teoria del maktub.va a riallacciarsi perfettamente con il quello che si diceva prima, che a volte fai una megaimprudenza e ti va bene…perchè nn era il tuo momento oppure fai una nullità sbagliata e ti va male…quando è il momento, arriva…qualsiasi cosa tu stia facendo e in qualsiasi posto tuti trovi…con questo nn voglio dire che bisogna rischiare sempre e tentare la sorte nel farsi male…è quello che cerco di spiegare a tutti quelli che mi dicono sempre che andare in montagna è pericoloso e blablabla…d’altra parte uno dei rischi più grandi l’ho corso tornando a casa a torino in un giorno di vento forte…mi è passato un vaso di fiori a 5 cm dalla spalla in caduta libera da nn so più quale piano…
cmq nn iniziamo il solito giro di polemiche sterili e battibecchi anche in questo caso…almeno per una volta un po’ di rispetto.
saluti
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04/03/2008 alle 18:38 #840150pasupà wrote:
Alcune foto sono state rimosse,ma è stata reiserita quella relativa alla slavina di ghiaccio in quanto potrebbe servire per capire i pericoli che si corrono sotto le colate anche solo nell’imbragarci.
Secondo voi quanto influenzano,in casi come questo,siti dove vengono inserite relazioni di salite e relative foto di cascate?
Cioè,una cascata che si forma raramente,molto estetica,anche di un certo sviluppo( 200mt ) che viene,diciamo,pubblicizzata da immagini e frasi tipo”ancora in buone condizioni”,non pensate che possa in qualche modo influenzare oltre l’esperienza o il buon senso i ghiacciatori?
Sapete,ho un tarlo che mi gira in testa sulla relazione che ho inserito il giorno prima…e poco mi consola che chi era presente sabato fossero guide o gente esperta,insomma non vorrei che questi siti posano diventare armi a doppio taglio…
Ciao Giorgio… esiste il libero arbitrio… potremmo stare tutta la vita a roderci per ciò che il destino ha già scritto… ho passato molto giovane questi conflitti, con le stesse devastanti domande… ho impiegato anni per capire che non sarebbe cambiato niente fossi stato presente invece di decidere altro all’ultimo momento, per me e per il mio compangno di cordata o per un’amica in altra occasione, stava scritto così… ognuno doveva fare il proprio individuale percorso… non è per liquidare il discorso ma, a volte, ci si carica di responsabilità per situazioni che nessuno avrebbe mai potuto controllare…
Con affetto
Gianfranco
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04/03/2008 alle 20:58 #840151
“E’ del mitico Christofe Moulin riguardo all’incidente di sabato… Sono scioccato della notizia. Inattesa xke si tratta di una struttura che ciascuno credeva abbastanza solida. Faccio riferimento all incidente Jérôme Thinières et de la compagne de Serge Castéran. …. Da un lato mi sento incapace di dare un opinione visti i rischi che ho preso fin ora. E’ molto probabile che mi faccio incastrare allo stesso modo, e devo ammettere che ho avuto molta fortuna . Questa la mia riflessione. Ogni volta che sono uscito da un sigaro di 6 ho provato una strana sensazione. Una felicità malsana sia per averlo salito che per il fatto che sia rimasto attaccato dov era ed io vivo. . . Il moi avviso è che dobbiamo modificare il nostro comportamento e la nostra percezione delle cose.- Penso che il 6 grado ad oggi sia da considerare di una categoria estrema non perchè duro da scalare ma (soprattutto xke il livelloè aumentato notevolmente) ma perchè si sale sempre sul fragile . è ancora molto importante preservare una gran dose di umiltà. – . Sono pronto a passare per un truffatore e dire che una via è difficile pur di evitare che qualche ragazzo ci si butti a capofitto senza pensarci. A gennaio avevo scritto qualcosa su “ricordati che sei uno gnomo” Rappelle-toi que tu es un gnome» e poi ho saputo da dei giovani che il mio commento li aveva frenati.. . Leggo troppe relazioni o opinioni dove so che molti dettagli sono stati dimenticati. Tante volte le impressioni sono condizionate dalla riuscita di una via e non dalla realtà. . . I siti internet danno troppa facilità a scriverele cose senza rifletterle. . Ci ricordiamo solo delle cose belle. . L umiltà è anche avere il coraggio di dire che eravamo verdi di paura e che abbiamo staccato il cervello per poter salire, e che è molto difficile prendersi un commento per essere tornati indietro da chi invece ha deciso di salire. Ci sono anche tutte le ascensioni dove a volte è meglio tacere xke fanno parte di sfide personali e a tenere per se stessi. Le cascate sono un attività molto pericolosa anche per i piu esperti. Ecco la mia opinione.”
Credo che questo articolo racchiuda perfettamente anche il mio pensiero,la differenza è che non ho la capacità di metterlo x scritto,in più,non sono Moulin.
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04/03/2008 alle 21:04 #840152
In più ringrazio chi in questi post condivide le mie preoccupazioni e mi incoraggia,ma non vorrei e non volevo assolutamente passare per una vittima,ci sono altre persone che sono state più vicine di me alla tragedia. il mio intervento era mirato per far riflettere e vedo che che di riflessioni ce ne sono state tante,per me tutte rispettabili.
L’articolo di Moulin però…..
un saluto a tutti
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05/03/2008 alle 13:17 #840165pasupà wrote:
In più ringrazio chi in questi post condivide le mie preoccupazioni e mi incoraggia,ma non vorrei e non volevo assolutamente passare per una vittima,ci sono altre persone che sono state più vicine di me alla tragedia.
il mio intervento era mirato per far riflettere e vedo che che di riflessioni ce ne sono state tante,per me tutte rispettabili.
L’articolo di Moulin però…..
un saluto a tutti
Prima di tutto voglio esprimere il cordoglio per chi è stato vittima dell’incidente. E voglio far sentire la solidarietà con pasupà che, pur nella consapevolezza di tutti che difficilmente una guida francese è andata a leggere gulliver per far la salita, non può non porsi degli interrogativi (anche se a mio avviso ingiustificati)Interrogativi che vanno diffusi a tutti quando lasciano delle relazioni su gulliver, in quanto devono pensare a quali conseguenze possono portare quanto lasciano scritto; dovremmo sempre pensare a quanti rischi ci siamo presi per fare una salita.
Credo che poi nell’analizzare l’accaduto si debba avere una grande freddezza nell’analizzare “tecnicamente” quanto successo, in modo da farne tesoro per il futuro. Criticare quanto fatto lo si può e deve fare non nella chiave di scaricarsi la coscienza per la prossima volta che si va a fare una salita (nel senso, non si deve dire si, loro si sono ammazzati, però avevano fatto una ca*****ta), ma per poter individuare delle possibili ca****te che magari noi solitamente prevediamo. E questo non deve costituire in nessun modo un giudizio neri confronti di chi è stato protagonista e vittima dell’incidente; a me non piace
giudicarenemmeno chi ha commesso evidenti ca****te, figuriamoci in questi casi. Nello specifico, pur non avendo maneggiato ultimamente le picche, credo che le tecniche su ghiaccio si siano evolute “troppo”, rendendo “facili” (con tutti i ma e se del caso) itinerari molto complessi che tuttavia non hanno perso la loro pericolosità. E così gli scalatori più bravi scalano sistematicamente su itinerari del loro livello, che sono però particolarmente pericolosi. A questo punto, purtroppo, le tragedie diventano drammaticamente anche un fatto statistico.
😥 😥 😥 Matteo, mi immagino i m……a che hai pronunciato in quegli interminabili minuti.
ciao
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05/03/2008 alle 15:07 #840168
Non salgo sull’acqua ghiacciata.. se fossi capace forse ci andrei come vado a fare gite in sci o in roccia o pareti di ghicccio..
il mio giudizio vale poco per quanto riguarda cascate e simili..
credo che quello che scrive Moulin sia da soppesare e approvare.
meglio far credere che una cosa è troppo difficile e pericolosa se crediamo che i potenziali ascoltatori siano un po’ ingenui o sprovveduti..
Spesso ho èparlato di neve schifosa e marcia e di pendiii carichi a gente che mi dava l’idea di avventurarsi nella neve fresca di marzo senza sapere neanche dove stesse andando..
Non si tratta di puntare il dito ho di dire ho sbagliato… direi si tratta di sapere quando si torna indietro..
Da qualche parte credo il vecchi HermannBuhl diceva che la montagna non si conquista.. fino a che non sei sceso sei tu che gli appartieni..
Meglio tornare indietro e non farsi prendere da quello che sappiamo dalla passione, dalla voglia di superare il limite, dal fatto che fa bello ed è l’unico giorno libero.. meglio stare a casa un giorno di più..
Non si accusa.. Non si dice mai è colpa tua o è colpa loro.. Non ci sono colpe c’è solo il gioco con i nostri limiti, i nostri sogni, le nostre ambizioni..
Non si dice montagna assasina quando non si conosce come spesso fanno sui giornali, chi va in montagna non è un esercito di pazzi.
Ho celebrato una volta il funerale di qualcuno che era rimasto sotto una slavina.. non ci sono molte parole da dire
I funerali servono ai vivi..
Anche queste discussioni servono a noi perchè ciascuno di noi poteva stare li su Baiser..
Non sentiamoci immmortali o più bravi perchè abbiamo scelto il momento giusto o perchè siamo rimasti a casa ( come ha fatto il sottoscritto ).. Non ci sono i più bravi in queste cose.. c’è chi rischia di più e chi di meno.. C’è chi ha più elementi in mano per valutare ( chi ha fatto 200 cascate ne sa più di me ) e chi meno.. possiamo dare una mano a tutti ad avere più elementi ( questo è uno dei motivi per cui è nato gulliver ) ma poi ognuno decide in proprio..
E quando la morte ci sfiora fa paura..
Fa paura a giorgio e a chi come lui va a fare cascate o che qule giorno era in giro
Io le ho di fronte tutti i giorni un paio di cascate esposte e ENE incassate e a quota 1700-1800.. avrei dovuto avvertirvi.. le vedevo sgocciolare.. c’era vento caldo.. non erano più belle come un po’ di settimane fa.. ho dimenticato di farlo .. ho pensato che chi va a fare cascate queste cose le sa meglio di me.. eppure forse un avviso in più sarebbe servito… I sensi di colpa non servono nè a me nè agli altri credo vadano compresi e accolti. Però invece una riflessione sul nostro prenderci dei rischi, su quali ci prendiamo e perchè forse si… A volte sentire cosa gli altri pensano di una relazione serve. Adesso so che paulin come me si è letto i commenti di chi è andato al Dolent e ha pensato come me di andarci tra un po’..
Scende la neve
la tormenta primaverile è ricominciata..
portera neve in alto e ghiaccio sulle strade
statevi accorti…
Prati bianchi e silenzio davanti ai miei vetri
scusatemi in anticipo se le mie parole hanno offeso qualcuno..
Anche parlarsi serve dopo le tragedie..
Nella tradizione irlandese dopo il funerale si va al pub e forse non è un caso.. questo è il nostro pub.
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05/03/2008 alle 16:51 #840169
Come si possono conciliare l’inevitabile tensione tra un gioco in montagna così egoistico e rischioso e le realtà dell’altra vita, quella fatta di legami e di responsabilità?Per la maggior parte della mia vita da alpinista ho eluso abilmente tale questione, ma negli anni più recenti ha iniziato a ossessionarmi.
Nell’estate del 1960 avevo ventinove anni, ero sposato e avevo quattro bambini e mezzo. Quattro di noi stavano scendendo attraverso la vasta parete sud-est del Masherbrum nel Karakorum in mezzo a una tempesta di neve, nel tentativo di fuggire prima che la neve di cui era sovraccarico il nostro pendio fortemente inclinato diventasse pericolosamente profonda. Un istante dopo una valanga ci strappò via dal fianco della montagna. Fortunatamente, ci sputò fuori prima di continuare a scendere verso le rocce al di sotto. Tre anni dopo, una tempesta di vento sul crinale ovest dell’Everest ruppe gli ancoraggi delle nostre tende, facendoci slittare sull’orlo di un baratro di più di un kilometro e mezzo. Dopo averla scampata bella, è fin troppo facile razionalizzare dicendo: se sono ancora qui a raccontare queste vicende, qual’è il problema?
Il massimo disturbo che mi presi per assolvere alle responsabilità della famiglia fu acquistare una polizza di assicurazione sulla vita presso i Lloyd’s di Londra prima di ripartire un’altra volta. Così facendo mi ero messo la coscienza a posto: “Bene, non ho certo intenzione di morire, ma, se accadesse, ho provveduto alla mia famiglia”. Non mi soffermai a pensare al cratere che si sarebbe spalancato nelle loro vite.
Per giustificarmi sostenevo (e certe volte lo sostengo ancora) che proprio sulle montagne ho perseguito i miei sogni, sono diventato sicuro di me stesso, ho imparato a sopravvivere, ho acquisito l’amore per la vita in mezzo alla natura e ho condiviso momenti speciali con anime gemelle. Il mio legame con i luoghi elevati è stato determinante sia per la mia vita professionale che per quella personale. Le montagne sono la mia casa spirituale; più di ogni altra cosa mi hanno insegnato a relazionarmi al mondo e a coloro che lo condividono con me.
Queste razionalizzazioni non sono soltanto mie, ovviamente; la maggior parte degli alpinisti ne adduce di analoghe per giustificare il nostro passatempo.
TOM HORNBEIN, 22 maggio 2003 -
05/03/2008 alle 21:59 #840171
Essere consapevoli del proprio egoismo. Non mentirsi. Cio’ che facciamo è solo per noi. -
06/03/2008 alle 13:57 #840176Ospite wrote:
Essere consapevoli del proprio egoismo. Non mentirsi. Cio’ che facciamo è solo per noi.
Siamo tutti più o meno egoisti nelle nostre scelte….
Certe volte pensiamo di farlo per gli altri ma sotto sotto lo facciamo perchè NOI ne abbiamo bisogno.
Chi va in montagna lo fa per passione, per piacere proprio, per sfida con se stesso…
A volte pensa di valutare con attenzione tutti i rischi, ma basta non considerarne adeguatamente uno ed è lì che tutto è scritto. Basta una distrazione, un attimo…. prima durante o dopo la salita…
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06/03/2008 alle 15:49 #840178
chiedo scusa se mi inserisco per una puntualizzazione fuori tema. qualcuno è intervenuto come Ospite e ho scoperto che qualcun altro ha pensato che fossi io.
Ebbene, non ero io!!
se e quando intervengo in discussioni serie mi firmo sempre e mi assumo la responsabilità di ciò che dico.
E non mi permetterei mai di scrivere ad Anna “ma non diciamo tavanate”, anche solo per rispetto
All’inizio ho giocato un po’ col nick “ospite”, ma solo per cazzeggiare, senza affrontare argomenti seri, e sempre inserendo qualche elemento che riconduceva chiaramente a me.
non sono mai intervenuto nella questione baiser de lune. Sono stato tentato, ma lo ritenevo impegnativo e mi avrebbe richiesto tempo che non avevo.
‘sta faccenda che manca la registrazione obbligatoria e che il sistema non ti riconosce automaticamente incomincia a dare problemi, potenzialmente anche seri.
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06/03/2008 alle 15:56 #840181
Bravo Max ,hai fatto bene a puntualizzare io ero traquelli che aveva sopettato che fossi tu l’ospite,anche se mi pareva strano,conoscendoti,che su un argomento coì delicato,giocassi la carta ironica dell’ospite.
Bisognerà che il nostro webmastersantosuibito provveda(e certamente lo farà).
Quindi,Il caro ospite è pregato di firmarsi o tenersi le sue opinioni.
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06/03/2008 alle 16:16 #840182
“29/02/2008 En trés bonne condition
Fréquenté
Often done/climbed Baiser de lune, super condition pour toutes les longueurs, beaucoup de crochetages, le cigare coule un peu mais c’est pas la douche”
Questa è la relazione,tratta dal sito”ice-fall”, inserita dalla cordata francese che ci precedeva il giorno prima del crollo.
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06/03/2008 alle 17:51 #840183
Una candela di 6 nessuno saprà mai dire quando crolla… questa è l’unica cosa sensata. Figurarsi cosa c’entra scrivere o non scrivere la relazione di una salita su un sito. Allora chi l’ha salita per primo, chi l’ha messa nelle guide… cos’è un pazzo? Maddai su. Questo è il gioco… a volte crudele. Riflessioni, meditazioni… ma figurarsi un po’. Quando si riformerà ci sarà qualcuno che la risalirà senz’altro. Ci mancherebbe… e se la valuterà in condizioni buone se vuole lo dirà, e chi ci va dopo valuterà a sua volta. Stiamo parlando di gente che va su delle candele di 6, non del principiante sul 2. L’unica riflessione è che chi va su quelle robe lì deve sempre mettere in conto che potrebbe non tornare, se qualcuno l’ha dimenticato beh… di certo non dipende da una relazione. E se non l’accetta (più) si dia a ‘n’altro sport
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