Exner (Torre) Ferrata Brigata Tridentina

L'itinerario

difficoltà: PD
esposizione prevalente: Varie
quota base ferrata (m): 1956

copertura rete mobile
vodafone : 80% di copertura
3 : 80% di copertura

contributors: Insosta
ultima revisione: 29/07/08

località partenza: Strada Passo Gardena, q.1956 m (Corvara in Badia , BZ )

punti appoggio: Passo Gardena

accesso:
da Passo Gardena si scende verso Col fosco sulla S.S. 243 per 2,5 Km fino all’8° tornante (parcheggio)

note tecniche:
La via ferrata Brigata Tridentina al Pisciadù è uno dei percorsi attrezzati più frequentati delle Dolomiti. Sconsigliabile in caso di eccessivo affollamento (caduta sassi)

descrizione itinerario:
Dal parcheggio a 1956 m a lato della stradina statale, fra il Passo Gardena e Colfosco, seguendo le indicazioni, s’imbocca il sentiero che porta sulla grande cengia che fascia la base della parete. Poco dopo si incrocia il sentiero che proviene dal Passo Gardena, e si continua fino all’attacco vero e proprio della ferrata (45 min.).
Ci si alza direttamente a destra di una cascatella: funi e pioli per un tratto lungo ed esposto con cenge e qualche scalino. Superato questo primo tratto, si giunge allo sbocco di un vallone, e per un tratto attrezzato a destra si sale verso la torre della parete della Torre Exner. Alla base del successivo tratto attrezzato si può abbandonare la via ferrata e risalire il vallone, a zete, per un sentiero privo di difficoltà, che conduce ugualmente al rifugio Pisciadù (variante per i meno esperti).
Proseguendo sulla ferrata, invece, ci si tiene a destra, sulla parete della Torre Exner, per l’ultima parte della via. Si risale la parete quasi verticale ma sempre articolata con funi, pioli e infine una scaletta, fino ad un ponte sospeso a quota 2430 (spettacolare) con il quale si passa dalla Torre Exner alle Masores de Pisciadù, il massiccio roccioso del Sella.
Per cengia si raggiunge facilmente il Rifugio Franco Cavazza al Pisciadù 2586 m (ore 1.45).

Discesa
sul sentiero 666 si va ad ovest all’imbocco della selvaggia Val Setùs. Per rocce non difficili munite di corde fisse si scende nel vallone, poi si prende quota sulle ghiaie (o neve) fino allo sbocco, dove si lascia il sentiero 666 per il Passo Gardena e si sèguita diritti sulle ghiaie scendendo con molte svolte al parcheggio (ore 1.30).