Delà (Mont) da Dondena per il versante S/SO

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: OSA   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud
quota partenza (m): 2110
quota vetta/quota massima (m): 3139
dislivello totale (m): 1020

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: dani
ultima revisione: 16/05/13

località partenza: Dondena (Champorcher , AO )

cartografia: IGC Parco Nazionale del Gran Paradiso

bibliografia: Guida dei monti d’ Italia vol. Emilius-Rosa dei Banchi

accesso:
Da Hone si risale la valle di Champorcher fino alla frazione Chateau, quindi si imbocca la strada, inizialmente asfaltata e poi sterrata, che sale dapprima alla frazione Mont Blanc e poi a Dondenaz.

note tecniche:
Itinerario alternativo al classico Mont Glacier. I primi cento metri di discesa sotto la cima sono ripidi (ramponi utili, ma non indispensabili) e disturbati da fasce rocciose più o meno estese. In condizioni di buon innevamento deve essere possibile scendere direttamente dalla cima sci ai piedi. In alternativa si può prendere in considerazione la discesa dal versante settentrionale il quale però non, essendo stato percorso in salita, non appare di univoca interpretazione.

descrizione itinerario:
Da Dondena si segue il classico itinerario per il Mont Glacier fino all’ ampio pianoro dove una palina indica per i colli Fussi e Fenis. Si scende brevemente a traversare il torrente Ayasse su di una passerella in legno di recente costruzione e si procede verso sinistra (ovest) lungo il pianoro abbandonando l’ itinerario classico per il Mont Glacier che, attraversato il pianoro verso nord, si dirige verso il ripido e uniforme pendio erboso al cui sommo è posta la rocciosa parete sud-est del Mont Delà. Al fondo del pianoro si devia verso nord cominciando a salire per uniformi pendii che divengono via via più ripidi fino a raggiungere la cresta occidentale del Mont Delà quando questa cambia decisamente inclinazione divenendo interamente rocciosa sul suo versante settentrionale. Ci si porta allora circa nel centro del versante sud-sud-ovest che in estate è costituito da infidi sfasciumi. Si sale fin contro una serie di sottili fasce rocciose, più o meno estese a seconda dell’ innevamento, poste un centinaio di metri sotto la vetta. Qui si possono lasciare gli sci. In breve poggiando verso destra (est) si raggiunge a piedi la cima. In discesa si ripercorre l’ itinerario di salita oppure, se si sono portati gli sci in cima, si può prendere in considerazione la discesa per il versante settentrionale, in genere ben innevato anche a stagione inoltrata, ma decisamente ripido e di difficile interpretazione poiché, trattandosi di un pendio convesso, non consente di vederne l’ origine. L’ itinerario migliore potrebbe tenersi inizialmente verso ovest per scavalcare quindi un dosso verso destra (est) e rientrare nel valloncello che scende dal col Fussi. In breve, quindi, si risale a quest’ ultimo. Questo versante è stato, per altro, risalito, provenendo dal col Fussi, per un itinerario diretto, nel giugno 1986 da Andrea Bastrentaz e Paolo Zappa, che poi verosimilmente lo hanno ripercorso in discesa con gli sci, incontrando pendenze fino a 55° (vedi Guida dei monti d’ Italia, Emilius-Rosa dei Banchi, itinerario 110c). E’ tuttavia possibile che sia la pendenza che la difficoltà siano funzione della quantità dell’ innevamento presente.