Viglio (Monte) per il valico dell'Arsiccia

L'itinerario

tipo itinerario: pendii ampi
difficoltà: MS   [scala difficoltà]
esposizione preval. in discesa: Sud-Est
quota partenza (m): 1050
quota vetta/quota massima (m): 2156
dislivello totale (m): 1100

copertura rete mobile
tim : 100% di copertura

contributors: annibale
ultima revisione: 14/02/09

località partenza: Meta (Civitella Roveto , AQ )

cartografia: IGM F.152 III NO Civitella Roveto;Carta 1:25000 Monti Ernici

bibliografia: Mazzoleni:

accesso:
Dall ‘Autostrada A25 Roma-Pescara si esce al casello di Avezzano e si prosegue sulla superstrada della Val Roveto in direzione Sora. Si esce dalla superstrada in corrispondenza di Civitella Roveto e, raggiunto il centro di quest’ultima località, si seguono le indicazioni per la frazione di Meta.
Qui tenendosi sulla destra verso monte, si imbocca la strada bianca per l’Arsiccia e si parcheggia appena si incontra la neve ( in condizioni di buon innevamento intorno ai 1050 m. di quota )

note tecniche:
itinerario descritto nel libro di Scialpinismo
"La montagna incantata" di Mazzoleni (it.146)

descrizione itinerario:
Calzati gli sci si segue verso Sud la sterrata che, con modesta pendenza, risale a tornanti il versante orientale del Viglio, dirigendosi verso il Colle dell’Arsiccia con ampi panorami verso il Pizzo Deta e monti circostanti.
Superato il primo tornante a q.1100m., quando la strada
(diretta ora verso Nord-Ovest ) incrocia a q.1150m. i segni dell’antica mulattiera che da Meta risale all’Arsiccia, occorre valutare, in relazione alle condizioni della neve e ai gusti personali, se conviene seguire la più ripida mulattiera nel bosco o la più dolce e panoramica carreggiabile : il risparmio in termini di tempo del percorso più diretto ( che è comunque il percorso di discesa ) si può valutare intorno ai 20 min.
I due percorsi si incrociano quattro volte ( oltre ovviamente all’incrocio iniziale ) e si riuniscono definitivamente a q.1500m. in corrispondenza di un rifugio con fontanile.
A questo punto occorre abbandonare la strada che si avvia , aggirando il Colle dell’Arsiccia , verso il Vallone di Femmina Morta.
Un largo pendio di media pendenza, caratterizzato da vegetazione non di alto fusto ( come in tutto il precedente percorso ) ma piuttosto da cespugli che affiorano dalla neve, si presenta ora sulla destra per chi proviene dalla strada, o di fronte per chi ha percorso la mulattiera.
Bisogna dunque risalire questo pendio, preferibilmente a sinistra lungo il limite del bosco, puntando ad una larga insellatura sommitale nota come Valico dell’Arsiccia a q.1630m.: qui si incontra una croce e il panorama si apre verso il Vallone di Femmina Morta e più oltre verso i monti del comprensorio di Campo Catino.
Rivolgendosi ora verso destra in direzione Nord-Ovest, si delinea con evidenza il largo e spoglio crestone Sud-Est del Viglio, spesso scoperto di neve per effetto dei venti e dell’esposizione .
Occorre dunque risalire il crestone , tenendo presente che spostandosi a sinistra , sul lato del Vallone di Femmina Morta; la neve prima o poi certamente si incontra.
Intorno a q. 1800m. il crestone piega verso Nord costeggiando un valloncello secondario, dove il percorso di salita e la successiva discesa sono più comodi.
Seguendo il valloncello si perviene al vasto pianoro sommitale del Viglio, da cui verso destra appare la croce della vetta che si raggiunge rapidamente dopo un ultima brevissima salita.
In discesa raggiunto il fontanile, conviene certamente scendere nel bosco lungo la mulattiera segnata, in quanto lungo quest’ultima gli alberi sono sufficientemente radi.
Si incrocerà la strada quattro volte ; alla quinta conviene proseguire sulla sterrata, in quanto la mulattiera più in basso diventa praticamente un sentiero tra roccette, difficilmente sciabile.
Quest’itinerario rappresenta un’alternativa alle tradizionali salite al Viglio dal versante laziale. Rispetto a queste ultime presenta la positiva caratteristica di non dover attraversare fasce intricate di bosco come le salite da Filettino o dalla Val Granara, né di dover affrontare difficoltà alpinistiche come il Gendarme nella salita da Serra S.Antonio. Inoltre chi vuole affrontare dislivelli più ridotti può aspettare che il limite della neve si alzi di quota per ridurre l’impegno di salita, poichè la strada bianca è percorribile in auto.
Il percorso fuori dal bosco non presenta significativi pericoli oggettivi sia per le moderate pendenze sia perché l’esposizione a Sud garantisce una rapida trasformazione della neve.
La discesa nel bosco presenta qualche tratto ripido per cui, in condizioni di neve ghiacciata, deve ritenersi adatta a buoni sciatori.