Peigrò (Monte) da Villanova Pellice, versante SSO

tipo itinerario: attraversa pendii ripidi
difficoltà: BRA / F+   [scala difficoltà]
esposizione: Sud-Ovest
quota partenza (m): 1320
quota vetta/quota massima (m): 2712
dislivello totale (m): 1400

copertura rete mobile
dato non disponibile

contributors: marcog72
ultima revisione: 16/03/10

località partenza: Villanova (Bobbio Pellice , TO )

note tecniche:
E' l'evidente montagna fra il Col Giulian e il Col Rousset, sullo spartiacque Pellice-Germanasca.
Bei panorami sulle due valli.
Sul lato val pellice presente due versanti e tre creste.
La via più accessibile è il versante SSO, che innevato diventa però uno scivolo abbastanza ripido (550/600 di dislivello m per 30 gradi) poco adatto ad essere salito con le racchette.
Il versante è però solcato da tre canali poco marcati e paralleli, più evidenti alla base, meno verso la cima. Questi canalini possono facilmente essere saliti e discesi con i ramponi.
Alternativamente, in caso di scarso innevamento, si può salire direttamente il mononoto versante di erba magra e pietrame, che non presenta difficoltà di sorta se si esclude l'assenza di sentiero (EE).
Gita lunga e fisicamente impegnativa (18 km A/R), da effettuarsi con innevamento adeguato e sicuro (neve assestata e trasformata) e giusta preparazione.

descrizione itinerario:
Da Villanova si prosegue con l'auto lungo la pista per il Pra. Si parcheggia dopo circa 1,3 km in prossimità della partenza sulla destra della pista per gli alpeggi Bancet e Giulian (cartello indicatore).
Si segue questa pista per circa 5,5 km (numerose scociatoie possibili). A quota 1950 m circa si prende la deviazione sulla destra che dopo breve piega ad entrare nel vallone del Giulian.
Con un traverso in falso piano di 2,5 km si raggiunge l'omonimo alpeggio.
Ci si avvicina ora al versante dei Peigrò e, raggiunta la base del canalino prescelto, lasciate le racchette, si sale verso la cima.
I tre canalini hanno pendenze simili (max 35 gradi), ma mentre il più orientale e il centrale puntano direttamente alla cima, quello occidentale, più corto, conduce alla cresta ONO nei pressi di una casermetta diroccata.