sanet


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK con auto alta fino al sentiero per Remondino
Un misto fra alpinismo classico ed escursionismo impegnativo per salire questa cima poco frequentata.
Saliti per il sentiero del Remondino fino a quota 2250 circa e poi per pietraia sino ad incontrare il sentiero che unisce il Rif. Bozano al Rif. Remondino. Abbiamo poi risalito il ripido canale di destra fino all’intaglio (poco prima si incontra sulla parete un cordino con foto da dove parte la normale). Dal colletto ci si porta sul lato sinistro dove inizia la cengia esposta e dove sono presenti 4-5 cordini per eventuale sicura fino a raggiungere un intaglio. Da questo intaglio si perde un po’ di quota e poi si risale facilmente fino al colletto che separa le due cime. Qui secondo me viene la parte più esposta ed impegnativa perché senza possibilità di proteggersi. Si scende un esposto canale traversando sempre verso destra fino a incontrare e risalire un evidente canale con un passaggio (presente chiodo e cordino) e da lì si arriva facilmente in vetta.
Dalla panoramica vetta noi siamo scesi direttamente dal lato “pian della casa” disarrampicando per alcuni tratti e poi sempre faccia a valle su pendii erbosi ripidi fino ad incontrare il sentiero Rif.Bozzano-Remondino e ripercorrendo il sentiero in direzione Remondino e poi per pietraie fino a ricongiungerci al sentiero che scende dal Remondino.
Noi per precauzione ci siamo legati solo nel primo traverso e quindi avevamo 30 mt di corda e 4 rinvii. Come ho già detto non ci sono difficoltà arrampicatorie ma bisogna avere abitudine a muoversi su terreni infidi e dove è vietato cadere. La discesa fatta da noi è consigliabile anche se dalla vetta sembra impossibile. In compagnia di Pino, Bruno e Luigi. Ho segnato un tracciato della discesa tanto per dare un'idea di dove siamo scesi. Sembra impossibile ma si scende quasi sempre faccia a valle.



Traccia approssimativa della discesa

Canale prima della vetta

La vetta

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Con auto alta fino alla sbarra OK
Bella escursione effettuata in giornata da Genova per salutare gli amici dello scialpinismo prima di partire per le vacanze e trascorrere una bella giornata in una valle particolarmente amata da me. Gita che avevo fatto nel 2014 con gli sci e che mi era piaciuta molto. A piedi è più faticosa! Con la mia vecchia Duster nessun problema ad arrivare alla partenza del sentiero poi una breve sosta al Remondino e seguendo gli ometti fino al colle della Culatta e poi con facile arrampicata fino in vetta. Giornata spaziale e panorama a 360 gradi. Si attraversano un paio di nevai ma oggi senza problemi. Io sono salito con le Salomon leggere. Fare attenzione a seguire gli ometti per non complicarsi la vita. In compagnia di Alberto, Gil, Pino e Bruno.

Laghetto e nevaio

Cresta

Tratto finale
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK-Biglietto andata P. Indren ritorno Bettaforca-Staffal 40 euro
E dire che le cose erano iniziate male. Al mattino partiti dal Mantova sotto la pioggia e attraversando vere e proprie pozzanghere di ghiaccio fuso confortati solo dal meteo che dava miglioramento. Fortunatamente arrivati al Colle del Lys cielo sereno e temperature adeguate alla quota. Raggiunti da altre 2 cordate abbiamo attaccato la prima cresta verso le 6:20 . Secondo me è il tratto più delicato dell’intera traversata per l’inconsistenza della neve e l’impossibilità di proteggersi. Poi si va tranquilli su ottima traccia fino alla fine. Personalmente ho trovato impegnativi alcuni tratti di roccia come per esempio il passo per arrivare alla vetta Orientale ma penso sia dovuto alla mancanza di confidenza ad arrampicare con i ramponi su roccia. Siamo arrivati alla vetta Orientale alle 7:45 e all’Occidentale alle 9:30. Poi un’interminabile lunga cavalcata fino al Rif. Q. Sella e poi fino al colle di Bettaforca. Ripido pendio in discesa dall’Occidentale affrontato faccia a monte senza problemi se poi hai 2 attrezzi ancora meglio. Per quanto riguarda le condizioni attuali direi ottime controllando però lo zero termico. Trovarsi su questa cresta con neve inconsistente è il peggiore degli incubi. In compagnia dell’amico Giovanni. Senza di lui probabilmente non avrei realizzato questa splendida traversata.
Da quando ho iniziato a frequentare il gruppo del M. Rosa quindi da almeno 30 anni l’occhio cadeva sempre su questa magnifica cresta considerata tra le più belle e panoramiche delle Alpi almeno per gli alpinisti “normali”. Per la sua esposizione continua , la quota sempre fra i 4400 e 4500, lo sviluppo solo della cresta di 4 km, e per la discesa infinita al Colle della Bettaforca hanno rappresentato per me un gran bel mazzo ma anche tanta soddisfazione per un “vecchietto” di 66 anni.

Prima parte di cresta vista dalla vetta Orientale


Lyskamm Occidentale- si incrociano i primi alpinisti nel senso inverso

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Bella e panoramica cresta che al momento non presenta difficoltà tecniche. Giornata spaziale con cielo blu cobalto e fredda quanto basta. Dal Rif. Nacamuli con le frontali siamo saliti al col Collon e poi su sfasciumi fino a quota 3200 circa dove abbiamo calzato i ramponi seguendo i nevai esistenti dove sono presenti enormi rigole che rendono la salita più faticosa e poi con brevi tratti ancora su sfasciumi fino alla prima vetta della Punta Kurz. Per precauzione ci siamo legati per proseguire alla vetta del M. Brulè ma con le condizioni attuali senza ghiaccio si poteva anche andare slegati. Quasi tutta in neve salvo pochi metri su sfasciumi. Vetta panoramica sulle maestose vette della Grande Murailles. Alle 9 eravamo in vetta e alle 9:30 abbiamo iniziato la discesa infinita (6 ore) fino alla diga di Place Moulin passando dal Rifugio. Bella giornata in compagnia della figlia Sara , Andrea, Alessio e Martina.

Cresta verso P. Kurz

Cresta verso M. Brulè

Dent d'Herens e Cervino

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: OK
Gita tranquilla e lontano dalle grandi folle scelta per festeggiare con mia figlia Sara e Andrea il ritorno dal viaggio di nozze. In salita raggiunto il Benevolo seguendo la strada e al ritorno il classico sentiero escursionistico con un passaggio delicato su una grande slavina. Forse conviene ancora il percorso sulla strada. Ottimo come sempre il trattamento al rifugio. Al mattino siamo partiti presto con le frontali temendo il grande caldo e alle 9 eravamo in vetta. La neve è continua e dura a partire da quota 2650 circa. Noi siamo saliti e scesi con i ramponi e vista la neve dura slegati. Iniziata la discesa alle 10 sempre su neve dura che non ha mai mollato. Peccato per i buchi e le rivole presenti su tutto il percorso che rendono la salita meno agevole. Solo noi 3 sul percorso. In vetta 4 francesi dalla val D’Isere. Salita fatta 30 anni fa con gli sci in giornata partendo da Genova, altri tempi!. In compagnia di Sara e Andrea.

Pta Galisia

Rigole

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Giornata di meteo Super con cielo blu cobalto, panorami grandiosi e cresta in gran condizioni. Prima parte salita con i ramponi , poi prima del tiro chiave ce li siamo tolti per rimetterli in vetta. Il tiro chiave è impegnativo ma usando un friend medio ben protetto. Alcuni spit presenti sulla via nei punti chiave e per eventuali calate. Arrivati sulla cresta nevosa fare attenzione alla crepaccia terminale non proprio agevole. Faticosa come sempre la salita al Col Flambeaux. Alle 12:30 siamo al Rif. Torino. In compagnia dell’amico Giova .

Cresta

Verso la vetta

Gran panorama

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti giovedì mattina da Genova con previsioni meteo discrete per questa 2 giorni , quando siamo arrivati a Rif.Torino siamo stati avvolti dalle nuvole che per fortuna si sono dissolte lasciandoci giusto il tempo per questa splendida traversata effettuata da Nord a Sud. Cresta in ottime condizioni effettuata tutta con i ramponi. Discesa sul ghiacciaio con doppia su sosta a spit ma a consuntivo si poteva scendere con picca e ramponi. Ritornati al Rif. Torino inizia a nevicare. In compagnia dell’amico Giova. Allego traccia GPS

Inizio parte di roccia da Nord

Vetta con panorama!

Cresta Sud

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella salita fatta in traversata dormendo la sera prima all’ottimo Rif. Pagarì. Saliti al passo Pagarì dal sentiero a sinistra del rifugio ben segnalato fino al passo. Poi per tracce lungo la Serra Pagarì fino all’attacco della via segnalato da cordone bianco ben visibile dal basso. Questo è il passo più impegnativo della via (IV) poi superata una placca di III volendo si può procedere di conserva fino in vetta. Noi siamo saliti in 3 cordate sempre facendo tiri di corda e solo qualche breve tratto di conserva. Usato corde da 30 mt visto e considerato che le soste le puoi allestire dove vuoi. Utili un friend medio ed uno medio-piccolo , indispensabili fettucce lunghe. Un gelido vento ci ha accompagnato lungo tutta la salita. Cresta al momento pulita. La discesa dalla parete Nord-Ovest va affrontata con cautela visto il terreno infido e la presenza di una spruzzata di neve. Poi un’interminabile lunga discesa per il vallone di Pantacreus. Salita fatta in compagnia degli amici dello scialpinismo Ettore , Armando, Nino, Alberto e Pino del CAI Ule Ge-Sestri. Una bella giornata.

cresta sud-est

passo di IV visibile cordone bianco

placca

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Saliti per la cresta S-E e scesi per il pendio glaciale N-O. Con le frontali si arriva al Zwischbergenpass agevolmente in quanto ottimamente segnalato. Noi per scelta abbiamo salito integralmente la cresta di roccia, ma in alternativa è sicuramente più veloce salire i pendii nevosi a Est. Cresta molto facile anche se sporca di neve. Finale su cresta nevosa per arrivare in vetta. La discesa per il frequentato pendio N-O è molto panoramica ed il ghiacciaio tormentato. Bisogna fare molta attenzione ai numerosi crepacci che si attraversano su alcuni ponti molto esili. Se continua questo caldo sicuramente qualche ponte salta. Ottima traccia almeno fino alla parte finale della discesa dove su ghiaccio verde le tracce si perdono ed in caso di nebbia bisogna tenersi sulla destra. Allego traccia GPS. Un saluto alla simpatica coppia di Milano con cui abbiamo condiviso la parca cena (60 CHS per soci CAI) e parte di salita. Scesi con i comodi ovetti (26CHS) da quota 3100 m a Saas Grund e poi con postale a Saas Almagell per rientrare poi a Genova. In compagnia del fidato compagno di cordata Pino del CAI Ule Ge-Sestri.

Cresta S-E di salita

sulla cresta in salita

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal Rifugio alle 5:30 con discreto rigelo. Saliti senza problemi prima sulla Balmenhorn , abbiamo proseguito fino alla crepaccia terminale del Corno Nero. Pendio sui 50° ma talmente gradinato che si scende faccia a valle! Per raggiungere la Madonnina a metà c’è uno spit per assicurarsi. Siamo poi saliti velocemente sulla Ludwigshohe e scendendo sull’itinerario di salita siamo poi saliti anche sulla Piramide Vincent e poi passando per il Rifugio siamo scesi a P. Indren. La prima funivia dopo la pausa pranzo parte alle 14:15. Due belle giornate trascorse vagando fra le cime del M. Rosa facendo attenzione ai numerosi crepacci con ponti sempre più sottili. Folla su tutte le cime. In compagnia di Pino e Bruno.