roby4061


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Condizioni buone ma in rapido deterioramento per il caldo atroce. Alle 8.35 già diversi torrentelli di fusione all'attacco del "ghiacciaio". Rigelo debole, un po' di neve fresca dai 3500 in su. In basso la traccia non è visibile ma si sale a vista, più si prende quota e più la traccia si fa evidente. Attenzione a diversi piccoli crepacci che si stanno aprendo sulla traccia e non solo. Abbiamo visto parecchia gente salire slegata ed alcuni anche senza ramponi... questo ghiacciaio non è del tutto innocuo, specie con questo gran caldo. Salita veloce con sofferenza soltanto per le alte temperature. Facili e divertenti, come sempre, le roccette finali. Discesa abbastanza veloce, con neve marcia e, soprattutto sotto i 3350 m, dovendo fare attenzione a non mettere i piedi a mollo. Meteo ottimo, con classico sviluppo di cumuli sul lato valsesiano. Come detto, caldo esagerato, non ricordo di aver mai salito un quattromila grondando sudore a tal punto da riempirmi gli occhiali.
Un ritorno ai 4000 dopo 8 anni di assenza, con questa facile gita in giornata da Pinerolo e dal Canavese. Un caro saluto ai tre compagni di gita e di tante avventure montane negli anni passati.

condizioini attuali

sul ghiacciaio

pendio più ripido

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: strada aperta fino al 31.10
splendido anello. Già anni fa ho salito l'Orsiera dal canale ovest ma mi era rimasto il desiderio di compiere l'anello descritto in questa relazione. Partito dal Forte delle Valli, seguendo la strada fino a Pra Catinat. Poi ho preso il solito, bel sentiero per il colle dell'Orsiera. Da qui mi sono diretto per il canale, quando comincia la pietraia gli ometti si perdono un po' ma il percorso è sempre evidente. Così come è evidente e faticoso il canale, specie nel tratto mediano, dove per la natura del terreno si fa un passo avanti e due indietro. Al colletto ho lasciato i bastoncini, oltre danno solo fastidio. Appena sopra c'è il passaggio più ostico, elementare e con tutto quello che serve per tenersi (appoggi ed appigli) ma esposto. Dopo di che seguendo gli ometti (possibilmente quelli di sinistra, salendo) si giunge in vetta su terreno più semplice (sempre EE). Panorama sconfinato. Dalla vetta sono sceso con attenzione al colletto (sul passaggio esposto ricordavo un vecchio chiodo ma non l'ho più visto, non ci ho fatto caso). Il canalino est mi è sembrato più ripido di quello di salita. Contrariamente a quanto descritto mi è sembrato meglio scendere tenendo la sinistra, anche se per via del terreno molto secco e duro, la traccia risulta assai scivolosa. Dopo la metàla traccia si fa sentiero e rapidamente si scende al lago Ciardonet. Lunga sosta, poi in breve alle bergerie. Quindi ho preso il sentiero 336 che traversa con uno splendido mezzacosta la conca del Selleries e poi tutto il versante di pascoli bruciati dal secco fino alla conca sotto il lago dello Jouglard. Da qui a Saret del Campo e poi per sentiero sulla strada del Selleries, per la quale sono rientrato all'auto. Bellissimo anello, colori autunnali in "esplosione", molto, molto secco ovunque. Ciò nonostante, lungo il sentiero più o meno sopra la verticale delle bergerie dello Jouglard la sorgente è ancora attiva, ed è l'unica acqua sull'intero percorso al momento. Salita in solitudine tra cerve e camosci. Incontrato 4 persone al lago e visto un altro solitario che ha fatto lo stesso mio itinerario. Sempre consigliabile, con le dovute attenzioni nei canali e nel tratto finale per la vetta. Grande gita autunnale.

colle orsiera

canale ovest

vetta

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
note su accesso stradale :: strada chiusa ai sanatori
per via della nevicata di metà ottobre la strada è stata chiusa in anticipo anche se, ovviamente, non c'è più alcuna traccia di neve sulla strada. tempo in continua evoluzione, dal quasi sereno al coperto alla pioggia al vento, al di nuovo sereno, alla nebbia. colori autunnali e luci a tratti splendide specie nel pomeriggio. bramiti di cervi e gruppi di cerbiatte nel bosco. salita veloce fino al colle orsiera, un po' di neve nella parte finale. ho rinunciato a salire all'orsiera perchè il canale si presenta innevato, con neve marcia e scivolosa, visto il mancato rigelo. non ce n'è molta, ma sarebbe preferibile salire il canale piuttosto con neve dura e ramponi. discesa per il colletto e lago jouglard, quindi deviazione fino alla bergeria ciardonnet con salita al lago soprastante. tornato indietro e sceso al saret del campo da cui velocemente ai sanatori. bella gita autunnale, non ho incontrato umani se non alla partenza. anche il canale est dell'orsiera è innevato. da solo.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Prima volta per me al Viso. Un viaggio dal fondovalle della Val Varaita, lungo il sentiero Nicoli fino alle Forciolline. Partenza al buio alle 5,15, ore 8,30 in cima. Condizioni eccellenti sul percorso, saliti slegati. Molta gente per essere in settimana, una quarantina di persone c'erano tutte. Salita non banale, non difficile ma da non sottovautare soprattuto per la natura del terreno. Panorama spettacolare e grande emozione per me. Discesa lunga e non banale nel tratto roccioso, poi interminabili sfasciumi. Abbiamo traversato al bivacco berardo, ottima mossa. Da lì sentiero ripido ma meglio della gola delle Forciolline. Gran caldo, clima decisamente estivo. Due giorni di bella montagna per il ritorno all'alpinismo dopo 5 anni di digiuno. Dopo averla sognata per quasi vent'anni, finalmente sul Viso. Un grazie al socio Pastore.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
dopo diversi anni che la puntavo, finalmente l'orsiera. salito da pra catinat (strada chiusa al park dopo i sanatori dal 1° novembre) per ottimo sentiero fino al colle orsiera. da qui per traccia alla immensa pietraia sotto il canale. quest'ultimo da lontano è poco invitante, e quando ci sei in mezzo lo è ancora di meno. il classico canalino schifoso di terra e detriti, si muove tutto. pericolo di caduta pietre con gente sopra o, nel mio caso, con camosci dispettosi... il passaggio più impegnativo della cresta è appena sopra il colletto. è esposto ma non esageratamente, comunque è ben appigliato e la roccia è buona. per ogni evenienza sono presenti due chiodi, anche se prima di affidarmici controllerei bene, sembrano lì da un bel po'. il resto della cresta non è difficile ma richiede attenzione per la natura del terreno (roccette e traccia di pietrisco, a tratti esposta). in vetta sono rimasto poco, il tempo è mutato velocemente e c'era freddo. rinunciato alla discesa sul lago chardonnet, il canale est è parzialmente innevato. discesa con le giuste attenzioni per cresta e canalino, poi nessun problema. fatto la variante del colletto juglard e lago omonimo, con discesa nella solitudine più totale finita nelle nebbie di saret del campo fino all'auto.
bellissima gita in solitaria, non molta gente in giro. può essere utile un caschetto per il canale detritico e uno spezzone di corda per i meno esperti per la parte finale della gita.

autunno

salendo all'orsiera, uno sguardo indietro al colle

in vetta

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
fino al colle delle pariate non ci sono problemi, poi qualche ometto indica la strada in un'enorme distesa di pietre. sinceramente la cresta dal passo casset verso la lucellina non ci è parso fosse così semplice come descritta anche dalla guida CAI-TCI. I passaggi sono effettivamente facili ma il terreno è sempre molto esposto, la roccia non sempre solida, e la cresta affilata ed aerea. Noi ne abbiamo percorso un pezzo, poi non avendo la corda (peccato d'ottimismo...) abbiamo preferito rinunciare. Anche i pochi aggiramenti della cresta sono su tracce su pendii erbosi ripidissimi e sospesi su balze rocciose sul lato di viù. Abbiamo quindi ripiegato sulla Cima Autour.
Giornata spaziale, ovviamente nessuno in giro quassù. Sentiti spari nella zona dell'alpe Belvedere. In ogni caso questa zona non mi ritengo di consigliarla a piedi, dal colle delle pariate in poi è un deserto di pietre senza tracce. Sconsiglabilissima con scarsa visibilità. In ogni caso gitona autunnale. Un saluto al socio.

tutta la cresta dalla cima autour alla lucellina, vista dall'autour
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
sognavo di salire questa cresta da una quindicina di anni, oggi è arrivato quel giorno. condizioni non ottimali dovute ad una violetna grandinata ieri sera nelle alte valli di lanzo, che ha reso più faticosa del previsto la salita e delicata la discesa per la normale.

saliti sabato al bivacco soardi-fassero. domenica mattina partenza alle 3.45. un po' di ravanamenti nel reperire il sentiero sotto il bivacco alla luce delle frontali. il primo nevaio (2400) superato senza problemi, il secondo evitato sulla dx per terriccio faticosissimo. giunti sulla ex-fronte del ghiacciaio, la luce dell'aurora era sufficiente a vedere il resto del percorso. buone condizioni di innevamento, anche se siamo al limite. se non ci fosse la neve, tutto questo valloncello sarebbe una pietraia immonda. salita sul nevaio resa faticosa dallo strato di grandine che ha impedito un buon rigelo della neve sottostante. ambiente tuttavia grandioso, specie arrivando sulla parte superiore del ghiacciaio dell'albaron. la clessidra è ridotta ai minimi termini e non è percorribile, per cui, dopo la rampa nevosa un po' rognosa(sfondosa e con strato intermedio di grandine), abbiamo traversato sugli sfasciumi a destra abbastanza agevolmente. il pendio del pan di zucchero è stato di nuovo faticoso, con qualche affioramento di ghiaccio, ma una volta arrivati in cresta finalmente una neve portante decente. percorso fantastico sul filo, sinuoso ed elegante. il tratto di roccette visto da lontano impressiona, poi in realtà si supera abbastanza agevolmente, ci sono buone fessure per le mani. l'ultimo tratto di cresta nevosa è bellissimo, attualmente senza cornici, vietato scivolare. siamo arrivati in vetta poco prima delle immancabili nebbie. solo noi in cima. siamo scesi con qualche difficoltà per la nebbia e l'assenza di tracce. la grandinata di ieri sera, seguita da nevicata, ha reso piuttosto delicata la via normale. per via della nebbia e dell'assenza di tracce, noi abbiamo sbagliato scendendo un canale nevoso assai ripido su questa brutta neve per almeno un 150 m, poi neve più sfondosa ma sempre un po' "delicata". puntando agli sfasciumi percorso più agevole. la totalità delle persone che salivano per la normale sono tornate indietro per le condizioni della montagna e per la nebbia. discesa su neve fino al termine del ghiacciaio, qualche buco nascosto c'è. poi nessun problema, a parte la stanchezza (ed un po' di pioggia) fino al piano della mussa.
un saluto al socio beppe, ed un augurio di buona guarigione al signore che è ruzzolato giù per gli sfasciumi sporchi di ghiaccio e grandine della normale, recuperato dall'elicottero del soccorso alpino. un ringraziamento a chi ci ha dato un passaggio fino a ceres ed ai soci del cai saluzzo con cui abbiamo condiviso l'attesa dell'elicottero e parte della discesa.

quota 2800, salendo nel valloncello

la dorsale che porta al ghiacciaio dell'albaron

ghiacciaio dell'albaron

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Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
gran gitone in ambiente selvaggio. saliti il sabato per sentiero ben segnato ed evidente fino al Daviso. La domenica mattina partenza alle 5.25. Il sentiero fino al col di Fea è comodo e ben segnato. Poi segue una ripida traccia su morena, faticoso, fino a 2830 m dove attualmente inizia la neve. Ottimo rigelo notturno. Seguito la relazione, con ampio giro verso il passo dell'Arc per poi andare a prendere il crestone ceh porta al glacio-nevato superiore. Qualche palo in legno sul ghiacciaio indica la direzione, ma in ogni caso è abbastanza intuitivo individuare il gradino roccioso, molto evidente, con la targa di Murialdo. Passaggio obligato assai esposto sul ghiacciaio sottostante, poi estetica crestina fin sotto i pendii terminali. Evitare di portarsi sotto l'anticima, pena dover traversare su terreno infido di sassi e blocchi instabili (assai pericoloso). Conviene traversare i nevai sotto l'anticima, decisamente ripidi, per prendere un altra caratteristica cresta nevosa, che porta ad un canale tra la cima tradizionale e la vera vetta. Con tratti su sfasciumi instabili (cautela) ed un ultimo ripido pendio nevoso si esce sulla cresta, con le condizioni attuali nevosa ed esteticamente stupenda. Panorama grandioso. Abbiamo posato la targhetta del 25°ennale della sezione CAI di Rivarolo (con "qualche anno" di ritardo.. solo 23!). Discesa a tratti impegnativa e delicata, prediligendo i nevai, ed evitando più possibile gli orribili sfasciumi, verso le 11 cotti dal sole (esposizione est/sud-est). Ora dovrebbe esserci una bella traccia evidente, da percorrere comunque con le dovute attenzioni. Comincia ad intravedersi qualche piccolo crepaccio, ma i ghiacciai attualmente sono ben coperti. Dopo il "mauvais pas" della targa a Murialdo, discesa senza alcun problema fino al termine dei nevai. Velocemente al rifugio, sosta per raggrupparci, e poi la lunga discesa fino a Forno.
Gran gitone d'ambiente, tempo spettacolare, sconsigliabile con scarsa visibilità. In ogni caso, ometti e tracce varie, sui tratti detritici, indicano le vie migliori. Ritengo consigliabile effettuare questa salita ad inizio stagione, quando la superficie ricoperta dalla neve è maggiore e facilita notevolmente la progressione. L'ambiente è di alta montagna, terreno in alto spesso instabile e delicato. Gita sociale CAI-Rivarolo, 21 partecipanti, 18 in vetta, + 2 extraterrestri che sono saliti in giornata. Per quanto mi riguarda, è la classica montagna che si fa una volta nella vita e mai più..

inizio ghiacciaio

percorso per il passaggio chiave

percorso seguito in discesa

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ultimo week-end di apertura della strada
riprendendo una "tradizione" diq uando c'era ancora papà, prima della chiusura della strada del nivolet ne ho approfittato per salire alla Basei. Ovviamente quasi nessuno in giro, solo due davanti a noi che però si sono fermati al colle. Neve continua dai 2900 circa, tutto da tracciare. Al colle ci siamo messi attrezati con ramponi e picca e ci siamo legati. Evitato sulla sx un crepaccio poco sotto il filo di cresta, poi per non fare il traverso ripido (neve a debole coesione) siamo saliti su dritti fino a riportarci poco sotto il filo di cresta, dove passa il sentiero estivo. Primo tratto di sfasciumi abbstanza pulito, poi il "canalino" era un po' delicato, sporco di neve e ghiaccio. Il canapone è ben ancorato e utile per salire, aiutandosi con la piccozza, la neve teneva bene anche per i piedi. Ho usato due rinvii per sicurezza, gli ancoraggi del canapone sono solidi e utili per proteggersi ulteriormente. Ultima parte di cersta con neve, da percorrere con attenzione. In discesa, con queste condizioni, è possibile fare una doppia, sfruttando gli ancoraggi della corda fissa. Discesa con cautela sul nevaio/ghiacciaio per via della neve più molle, poi luuuungo rientro al piano del nivolet. bella salita in condizioni autunnali/alpinistiche, ramponi e piccozza (e corda) attualmente indispensabili, a mio avviso. tempo buono al mattino, come da previsioni le nubi si fermavano a quota 2200, nel pomeriggio sono arrivate altre nubi in quota dalla francia.
complimenti alla brava socia. la strada per il colle del nivolet, dal 15 ottobre, come sempre, sarà chiusa alla sbarra dei chiappili di sopra.

la basei in veste autunnale

il tratto finale, di misto

in discesa, uno sguardo indietro
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
bella gita, prima volta sull'Uja e dentino tolto. saliti sabato al Molino. Domenica partenza dopo stupenda alba sul mare di nubi. Gli "orribili bolli rossi" sono stati cancellati talmente bene che non ve n'è più alcuna traccia. L'itinerario è in alcuni tratti abbastanza logico, però per chi non la conosce è anche facile cacciarsi nella rogna, specie con scarsa visibilità. Pochi ometti (strano, visto il nome della cresta) e qualche vecchio bollo al minio mezzo sbiadito qua e là indicano la via migliore. Salita tecnicamente facile e divertente, con arrampicata gradevole soprattutto nella seconda metà, dopo il traverso, dove diventa più "continua". Roccia magnifica nei tratti verticali, anche se qualche appiglio si muove. Saliti in 2 orette dal colle, quasi tutta in conserva più o meno protetta, con 3 tiri nei tratti più "impegnativi" (il traverso e i due salti verticali). Via classica e facile di grande soddisfazione, oggi il mare di nubi dava il tocco in più. La discesa per la normale non è da sottovalutare, è bene tenere le orecchie dritte e non abbassare la guardia fino a 2450 m. Ci sono segni rossi e ometti ovunque, in caso di scarsa visibilità potrebbero creare confusione. Noi abbiamo seguito quelli più "recenti". Non c'è praticamente acqua, tranne un poco invitante acquitrino all'alpe Le Piane, in tutto il percorso. Ultima acqua sicura a Molera.
Grazie ai miei soci "capigita" per questa bella e poco difficile salita "sognata" da un bel po'.

primo sole sulla parete nord

alba dal bivacco molino

prima parte di cresta, di rocce rotte

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