powderdavide


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita non difficile, da gustare con calma in una giornata meravigliosa come oggi con un compagno ideale come Beppe!
Noi, alternandoci nei tiri, abbiamo utilizzato gli spit (non sempre di facile individuazione, qualcuno l' abbiamo anche saltato), ma volendo salire proteggendo la via per darle un po' più di sapore "alpinistico" basta seguire fedelmente il filo di cresta. Molto bello il decimo tiro, in cui si scende alla "breche" tra le due torri e poi si sale una bella placca per raggiungere la cima della seconda torre.
Dall' ultima sosta in pochi minuti al bivacco e poi in cima.

NB Oggi la strada era ancora aperta fino al Pian del Re, ma in seguito alle precipitazioni previste nei prossimi giorni credo che verrà chiusa a breve.

La magica luce dell' autunno

Verso l' attacco

Punta Udine e Monviso

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Non molto da aggiungere alle relazioni precedenti. Noi abbiamo fatto tre tiri e un tratto in conserva, ma giusto perché avevamo la corda e per fare un po' di manovre.....in realtà avremmo potuto farla tutta slegati. Sicuramente bisogna provare bene tutti gli appigli prima di tirarsi su, e fare molta attenzione ai detriti!
Giornata veramente limpidissima e calda, la neve presente quattro giorni fa è sparita completamente, solo qualche chiazza scendendo fino al colle dello Chaberton.
Con Beppe, sempre in gran forma.
Un grazie a Enzo per i consigli che mi ha dato per affrontare questa divertente salita.

Ghiaioni immensi

Verso l' attacco

Legati

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Cresta bellissima, a parere mio e dei miei compagni. E' esattamente il tipo di scalata su cui mi diverto, e quindi ringrazio molto Beppe, che ha proposto la gita. Anche lui si è divertito molto. Ovviamente ringraziamo il nostro capocordata Giacomino il quale, pur essendo avvezzo a ben altre difficoltà, ha apprezzato molto questa "alpinata"!
Come già riportato, un po' ostico il camino del quarto tiro, forse è meglio aggirarlo all' esterno, anche se più esposto.
Siamo stati piuttosto rallentati da un gruppo di otto ragazzi di Genova che sono partiti dal rifugio (noi dal Pian del Re) e hanno attaccato circa mezz' ora prima di noi.
In seguito siamo stati raggiunti da due simpatici alpinisti "old style", con i quali abbiamo scambiato divertenti battute e opinioni, nei lunghi momenti trascorsi ad aspettare che sopra di noi si progredisse.....
Il tempo, inizialmente bellissimo, si è via via guastato facendoci preoccupare un po', ma alla fine ha tenuto.
Discesa tranquilla, forse nel canale c' è un po' troppa ferraglia!

Alba

La fantastica parete Nord del Monviso

I tre canali superiori...sogni di future discese!

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Premesso che a me e a Beppe la gita è piaciuta molto, faccio solo alcune considerazioni.
Il Labirinto Verticale è in effetti una sequenza di cengioni erbosi inframmezzati da qualche passaggetto su roccia terrosa, e in presenza, come oggi, di erba bagnata dalla pioggia di ieri, è meglio fare molta attenzione a non scivolare. Per il resto presenta un colpo d' occhio spettacolare sul versante opposto della valle.
Al lago bisogna dirigersi subito verso la prima pietraia sulla destra, dove guardando con attenzione si individua il primo segno rosso; noi ovviamente non l' abbiamo visto e ci siamo diretti verso la pietraia al fondo della conca "perché ci sembrava più logico"! Così non è, e il risultato è stato che ci siamo trovati in un ripido canalino (dal quale probabilmente saremmo sbucati ugualmente sulla retta via nel ripiano superiore) che non ci ispirava molto, per cui abbiamo fatto dietro-front. Tornati al lago, quando stavamo ormai per abbandonare ho visto il bollo su un pietrone! Erano le 11 e sono apparse la prime nubi, ma decidiamo di riprendere la salita, non senza un certo disappunto per la nostra disattenzione che ci ha fatto perdere un' ora!
La salita è divertente, anche se bisogna effettivamente porre molta attenzione perché i bolli sono molto distanziati. Segnalo che all' inizio della parte alpinistica è presente una targa in memoria di Bruno Molino. Su molte relazioni la via è valutata PD, e mi sembra più corretto. Noi non avevamo la corda, ma uno spezzone potrebbe essere utile per assicurare chi non si trovasse a proprio agio in quei punti in cui c' è una certa esposizione. Utile il casco, non tanto per la presenza di altre persone (non c' è pericolo!) ma per gli stambecchi eventualmente scorrazzanti in alto!
Arrivati in vetta ovviamente con la nebbia, abbiamo quasi subito iniziato la discesa sulla normale di Molera. Questa (ma è la mia modestissima opinione) sembra sia stata ritracciata andando a cercare le difficoltà, infatti ora è valutata F, mentre la precedente (con i bolli rossi, che feci tanti anni fa) era EE. Ma tant' è!
Arrivato a Molera mi sono precipitato a recuperare l' auto a Balme e sono poi risalito a riprendere Beppe, il quale è dovuto scendere molto lentamente a causa di un problema ad un ginocchio.
Secondo me questa Sud Ovest da Balme è molto più attraente della solita normale, per chi abbia un minimo di dimestichezza su passaggi di 2° grado, e per chi non disdegni ambienti solitari e un po' cupi. Presenta solo lo svantaggio di dover andare a recuperare l' auto, a meno di scendere dalla via di salita. In realtà anni fa avevo percorso da Molera un itinerario fino al lago Mercurin che potrebbe essere l' uovo di Colombo, in quanto si ritornerebbe poi al punto di partenza: quando si è sbucati sul ciglione erboso con l' enorme masso a sx, invece di svoltare a dx sul sentiero per dirigersi verso l' attacco della normale, proseguire verso ovest (presenza di ometti e segni sbiaditi) in direzione di un canale, percorso il quale si arriva a scavalcare la cresta sud dell' Uja, e da qui seguendo una traccia in falsopiano si arriva a sbucare nella conca del lago.
Oggi però volevo percorrere il Labirinto, che non avevo mai fatto.....e che non credo farò mai più!

Beppe in azione

Manca poco!

Ovviamente nella nebbia

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Se fosse possibile dare 6 stelle........penso che una giornata migliore non sia auspicabile! Temperatura ideale, assenza di vento, vista sconfinata dalla cima, cosa volere di più?
Partito alle 3,00 da Pian del Re sotto una stellata indimenticabile (ho visto pure qualche stella cadente...), ho raggiunto le Sagnette che iniziava ad albeggiare.
La salita è in condizioni pressoché perfette, con il nevaio sopra l' Andreotti e un paio di altri nevai da percorrere con attenzione perché con queste temperature la neve al mattino presto è molto dura. Utili i ramponi, ma non indispensabili. Io sono salito con le scarpe da corsa.
Anch' io sono dell' idea che la parte più ostica di questa salita sia.....la discesa: spesso bisogna disarrampicare ed è indispensabile stare sempre molto concentrati!
La risalita alle Sagnette è una vera rottura, e la successiva discesa fino al Pian del Re abbastanza lunga!
Secondo me.....da fare almeno una volta nella vita!

Un saluto ai tre simpatici ragazzi di Roccaforte Mondoví (mi pare) con cui ho condiviso la discesa.

Alba alle Sagnette

Prime luci sul Re di Pietra

Quasi in vetta

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Oggi ero da solo, e per questo motivo e per un leggero capogiro che mi è venuto proprio al termine della cengia (!) e per la nebbia che ha improvvisamente avvolto la cima alle 9,40 mi sono fermato a un centinaio di metri dalla vetta, e sono tornato indietro! Peccato, perché ero salito abbastanza velocemente dal Pian della Casa.
Il canale si sale molto agevolmente con i ramponi su neve dura, tranne gli ultimi 50 m. dal passo dei Detriti, dove la neve ormai manca, e si capisce che schifo dev' essere farsi tutta la salita su quel terreno così franoso.
Ovviamente la cengia è da percorrere sempre con molta attenzione!

Oggi terzo week end consecutivo in Valle Gesso, e devo dire che mi piace sempre di più! Sono venuto nuovamente in queste zone soprattutto perché non volevo perdermi l' ultima serata del Filmfestival di Valloriate, dove è stato ricordato Mario Monaco e dove era ospite il grande Stefano De Benedetti, con il quale ho avuto una piacevolissima conversazione. Tra l' altro, siamo coetanei.....
E' stata una giornata lunga e faticosa (partito da Rivarolo alle 3,30 e ritornato alle 0,30...del giorno dopo!) ma ne è valsa la pena! Peccato solo per la cima mancata, con Beppe l' avrei sicuramente raggiunta, ma purtroppo oggi lui non poteva.....e poi, in cima c' ero già stato 20 anni fa!
Un saluto ad Anna, ho letto che oggi ha scorrazzato su e giù per il sentiero del Remondino, chissà.....magari ci siamo incrociati.....


A dx il colletto Freshfield

Al passo dei Detriti

Il canale di salita

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Aggiungo solo alcune fotografie e una considerazione personale: dato l' innevamento eccezionale per la stagione (neve praticamente continua dal rifugio) volendosi sobbarcare il "portage" fino a quest' ultimo la gita potrebbe ancora essere fattibilissima con gli sci, trasformando in divertimento la discesa, che così invece è una rottura non indifferente!
Un ringraziamento alle guide e ai compagni di gita. E un saluto particolare ad Enrico Verra, mio compagno di viaggio e di chiacchierate, rivisto ora dopo averlo conosciuto 17 (!) anni or sono durante il 1° bellissimo derby di telemark ad Artesina, in occasione del quale si doveva svolgere la proiezione del suo splendido film "No man's Land", documentario sulla spedizione tra le montagne innevate del Libano di un gruppetto di irriducibili telemarkers di fama internazionale, tra cui il grandissimo John Falkiner, con cui ho avuto il piacere di sciare anche nella "sua" Verbier! La proiezione poi non avvenne per motivi tecnici, ma questo è un altro discorso. Fortunatamente il film l' avevo già visto in anteprima al Piccolo Regio di Torino!


Presenze 1

Presenze 2

Presenze 3

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Oggi ho portato mio figlio Diego a fare la sua prima salita ad una cima alpina, e direi che non potevamo scegliere una meta e una giornata migliori. E lui si è comportato più che egregiamente: infatti nelle condizioni attuali la salita dal Rif. Tazzetti è tutt' altro che banale. Tutto il pendio nord e gran parte della cresta nord-ovest sono ricoperti di neve dura, che non ha mollato (fortunatamente) in discesa. Abbiamo messo i ramponi e Diego, che li usava per la prima volta, non ha avuto nessun problema, ed è salito e sceso benissimo, senza bisogno di usare la corda che avevo comunque nello zaino per precauzione. Insomma, è stata una enorme soddisfazione per lui e per me!
Tecnicamente, direi che se si segue la traccia esistente i ramponi non sono indispensabili (ci ha superato uno "skyrunner" in scarpette!), ma è anche vero che, avendoli, con queste condizioni ci si può sbizzarrire sul pendio finale, anche tirando su diritto verticalmente alla vetta.
Giornata spettacolare, con le nebbie che sono rimaste nel fondovalle e con un po' di vento a tratti che non ha disturbato assolutamente. Temperatura ideale.
Come al solito parecchie persone in cima, quasi tutte salite dalla Val di Susa.

Un saluto al gruppo di due ragazze e due ragazzi che sono saliti e scesi praticamente insieme a noi.
L' unico rammarico della giornata è stato il fatto che Edoardo, l' amico di Diego, e il papà (con cui avevamo programmato la gita) non ce l' hanno fatta a salire con noi e si sono fermati all' inizio della rampa che conduce al colle della Resta.
Ottimi come al solito l' accoglienza e il trattamento al Rifugio Tazzetti.

Pausa aspettando gli amici

Prima volta su un ghiacciaio, ora c' è molta più determinazione

Ce l' abbiamo fatta!

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Prima uscita del corso di alpinismo classico organizzato dalla guida Claudio Bernardi.
Sabato salita al rifugio interamente sotto la pioggia. Durante la notte si è alzato un forte vento, che ha spazzato le nubi, ma è continuato per tutta la mattina e ci ha reso scettici fin da subito sul raggiungimento di una cima. In effetti la meta originale era la punta Kurz, ma arrivati al Col Collon abbiamo avuto una parziale sorpresa: in alto c' era un bel po' di neve fresca e sul pendio sommitale erano cadute alcune slavine di discrete dimensioni. Saliamo per un po', ma Claudio decide che è pericoloso, e quindi si cambia obiettivo, torniamo al colle e ci dirigiamo verso la Becca d' Oren, seguendo la traccia di altre cordate che ci hanno preceduti. Purtroppo ben presto ci accorgiamo che procedere è piuttosto faticoso, perché si sprofonda in 30-40 cm di neve fresca, e quindi, data anche l' ora tarda, ci fermiamo sul pianoro alla base della cresta sommitale. Da qui vediamo anche una cordata che sta scendendo dalla vetta molto lentamente, a conferma del fatto che le condizioni in alto forse sono ancora peggiori, e quindi decidiamo che è meglio scendere.
La discesa dal rifugio alla diga è abbastanza eterna!
Nonostante il mancato raggiungimento della vetta è stata un' esperienza molto positiva, per me e credo per i miei quattro compagni, tra cui il mio amico Pier Paolo, al suo primo contatto con l' alpinismo "vero". Io ho visitato una zona per me completamente nuova e che presenta panorami grandiosi, e per di più ho finalmente capito come si usa il cordino da ghiacciaio e come si fa un paranco di recupero!
Un grazie a Claudio per gli insegnamenti e a tutti i miei compagni per la compagnia.

Ci si lega

Bufera verso la P. Kurz

In vista della Becca d' Oren

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