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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Accorciato un poco il percorso a piedi, arrivando da Pragelato anzichè posteggiare nel parcheggio, preso la sterrata a sinistra e lasciata l' auto alla stazione d' arrivo del Baby, direttamente sulla strada della diga del Chisonetto.
Da qui risalito il sentiero 613 fino al bivio per il S. Giacomo, ma poi svoltato a sinistra in direzione Banchetta, dopo cento metri si trova l' attacco diretto al monte Sotto Rognosa evitando il lungo traverso andata/ritorno dal S. Giacomo. Sentiero abbastanza ripido e franato in più punti, da percorrere con attenzione e solo con bel tempo, sconsigliato in discesa. Risalita questa cresta, percorso facile e senza problemi fino alla vetta.
Ritorno invece dal sentiero non segnalato ma evidenziato da un grosso ometto che, partendo dal colletto Sotto Rognosa a quota 3009, porta velocemente al sentiero Banchetta e da qui al bivio per S. Giacomo. Discesa su pietraia non difficile ma da percorrere con attenzione, ben distanziati per sicurezza, la traccia è a volte incerta ma i molti ometti fanno ottimo lavoro. Vedere traccia allegata.
Tempo un poco incerto che ci ha graziato fino al pranzo al colletto, poi una leggera pioggia intermittente ma ormai la gita era salva.
Truppa ridottissima, con me solo Danolo e Vittolo che ringrazio della compagnia. Meglio pochi ma buoni, motto sempre attuale.

Dalla Valle Argentera al Col Sestriere

Bivio Banchetta- S. Giacomo

Diretta al Sotto Rognosa

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bella gita programmata da tempo, con partenza dal rifugio Scarfiotti.
Un po' di tagli ai tornanti per guadagnar tempo ed evitare la strada, peraltro non trafficata di giovedì per ordinanza comunale.
Meriterebbe un ripristino l' unica, ma fondamentale, palina di segnalazione per il sentiero del col Fourneax al Pian dei Frati. Per il resto, sentiero agibile e chiaro per il discreto utilizzo fino alla vetta, la bollinatura non più tanto visibile meriterebbe anch' essa una manutenzione.
Al ritorno anzichè il percorso stradale abbiamo seguito il sentiero di dx oltretorrente, che si imbocca al Pian dei Frati, scendendo sulla destra dopo la palina di Fourneaux e prima del ponticello in legno. E' una traccia labile tra l' erba, ma senza problemi in belle giornate; seguendo fedelmente i paletti di legno bianco/rossi si arriva in sicurezza ad un ponte di attraversamento appena a monte della prima scala di tornati di fronte al rifugio. Vedere la traccia.
Bella giornata dal tempo un po' variabile, ma con una bellissima visuale in quota. Fa un po' tristezza rivedere dopo alcuni anni lo stato misero dell' imponente ghiacciaio di un tempo.
Altro bel giovedì di escursione in compagnia di Edolo, Vittolo, Danolo e la sua intrepiad nipotina Nadia, una vera capretta di montagna. Un saluto agli amici che non hanno potuto partecipare.

Da Pian dei Frati a Fourneaux

Il ghiacciaio moribondo dalla vetta

Palina per Fourneaux

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Facile gita dalla primavera all' autunno, a due passi da Torino.
Bei panorami in giornate belle, ottimo ripiego per giornate così così, quando non si vuol rischiare lontano da casa.
Bella passeggiata in una giornata a costante rischio pioggia, con gli amici Danolo, Edolo, Micolo, Vittolo e la partecipazione straordinaria della giovanissima Nadia, tenace nipotina di D.

variante arrivo

percorso gps

vetta Pietraborga

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Partiti per ripetere l' anello originale di scristal2, ma abbiamo poi ripiegato su un percorso diverso, più corto ma egualmente soddisfacente.
Due piccole incertezze in andata, dovute a segnaletica scarsa o abbattuta. Alla bella chiesetta fuori Mouchecuite tenere la sinistra, poi attraversato l' incrocio con la strada Decauville seguire la palina e successivamente imboccare la deviazione a destra all' altezza di una grande baita/alpeggio (riconoscibile dal cartello strada senza uscita). Da qui nessun problema.
Percorso analogo dunque fino al Col Basset, da qui risalita al Col Vin Vert e successivamente alla omonima vetta.
Quindi salita al Jafferau ripassando da Col Basset, percorrendo la strada militare e tagliando gli ultimi tornanti.
Ritorno ripercorrendo il taglio dei tornanti fino alla grande caserma sotto Jafferau, da qui parte un evidente sentiero (segnalato su palina posta sulla soprastante strada miiltare) che porta a fondovalle nei pressi delle Grange Valfredda. Il sentiero si perde in un ampio pratone in basso, ma lo si ritrova facilmente tenendosi sul bordo destro scendendo.
Da qui ritorno alla frazione Mouchecuite per la comoda strada dell' andata.
Percorso allegato in due distinte tracce, salita e discesa, per motivi tecnici (scarsità di batteria su telefonino)

Prima gita in assoluto in Valfredda, una bellissima scoperta, varrà la pena di andarci d' inverno. Un possibile percorso di riserva per le gite verso Cima del Vallonetto e Seguret, penalizzate dalla chiusura della Galleria oltre Pramand.
Nota negativa il traffico veicolare sulla strada militare, moto e auto, a volte in carovana, sia al mattino che al pomeriggio, tutti tedeschi, a cui varrebbe la pena di far pagare un salato ticket di transito.
Superbi panorami dalla vetta Jafferau.
In gita con Edolo, Vittolo e Micolo, gli altri spersi per il mondo in altre faccende affaccendati.

Al bivio chiesetta, sentiero a sx

Palina su Decauville

Bivio strada senza uscita

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sentiero facile e bellissimo, una vera e propria autostrada per escursionisti alpini di tutti i livelli.
Ritorno in vetta da questo lato comodo, dopo aver salito l' anno scorso dal lato Promiod, decisamente più impegnativo.
Giornata buona, con meteo variabile, in compagnia di Danolo, Edolo e Vittolo.
Per una volta grande partecipazione straordinaria dell' anziano Renè e di suo figlio Andrea, e della giovanissima ma promettente Nadia, nipotina di Danolo.

Compagnia in vetta

Antagnod sotto il Monte Rosa

Inizio sentiero, al centro Col Portola, a sinistra lo Zerbion.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
In assenza di tracce di alcun tipo oltre il Colle Trois Freres, abbiamo preferito la via diretta di cresta (quella descritta su altox.it/ValsusaAlpinismo/rochercharnieres che sembra più accidentata, ma offre un percorso più saldo e meno infido dei ripidi ghiaioni seguiti da Tini.
Effettivamente così è stato, ma la salita lenta e lunga, perchè sconosciuta e senza riferimenti, ci ha fatto desistere in vista di un ripido ghiaione a quota 2880, che sembrava necessario traversare verso destra per aggirare una formazione rocciosa circa 80m sotto l' anticima, vedere la traccia.
Col senno di poi conveniva cercare una variante verso sinistra, mantenendo costantemente la cresta, era l' ultimo scoglio non difficile.
Percorso che richiede molta attenzione, sia in salita che in discesa, ma complessivamente alla portata di chiunque abbia un minimo di esperienza di escursionismo e buoni scarponi.
La pioggerella prima di Cesana si è man mano trasformata in una bella giornata soleggiata e fresca.
Bella gita, nonostante la piccola delusione del percorso incompleto, in compagnia di Danolo, Vittolo, Edolo e Micolo, i nani presenti all' appello questo giovedì. Uno stimolo per ripeterla in futuro.

tratto finale traccia

zona fine traccia
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Saliti e discesi dalla direttissima itinerario A.
Sentiero ben tenuto ed evidente, ottima l' idea di segnalarlo con paletti evidenti nell' erba nella parte alta.
Bellissima giornata, soleggiata e ventilata, prima volta di questo percorso in compagnia dei compagni Edolo, Luciolo e Vittolo. Ad maiora.

Caserma principale

casermetta ricovero

Rognosa di Sestriere
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Percorso lungo ma non difficile, sentieri ben tenuti e segnalati salvo che nel breve tratto tra Colletto Balma e Lago Rouen. Diversi piccoli smottamenti hanno rovinato il sentiero e disperso le bollinature, non creano problemi col bel tempo, ma allarmanti in caso di nebbia fitta o maltempo.
Bell' anello ripetuto dopo molti anni, stavolta in compagnia con Vittolo, Edolo, Luciolo e Micolo.
Tempo non bellissimo, con alternanza di sole e nuvole, ma temperatura gradevole.
Sosta di cortesia all' Alpe Sellery Superiore (rifugio Fontana Mura) per vedere che l' isolamento invernale patito dopo l' alluvione di Dicembre 2016 non ha fiaccato la volontà di continuare dei due giovani gestori.

Poco prima del Colletto, il bivio per Colle Roussa variante di cresta da Punta del Lago

Lago Rouen

Lago Soprano nel Vallone Balma

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema
Sentieri in buono stato e ben segnalati.
Piccola variante al percorso descritto, non passati in cresta fino al Muretto, ma risaliti al solo Col del Vento da Rocca del Montone.
Gita lunghetta ma molto bella, in questo periodo la cresta tra Bè Mulè e Col del Vento è uno spettacolare giardino botanico, come pure la dorsale centro valle intorno all' Alpe di Giaveno.
In compagnia di Danolo, Edolo e Vittolo.

Pian dell' Orso

Giglio di S. Pietro

Giglio di S. Bruno

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nessun problema anche nei tratti sterrati fino aLe Combe
Percorso chiaro dall' Alpe Druge fino all' Alpe Balmafol. Superata l' alpe il sentiero ufficiale 531A si perde nell' erba alta e conviene prendere come riferimento il muretto di petre da costeggiare fino al fondo. Ai resti di una vecchia costruzione addossata ad una parete, continuare sulla sinistra risalendo di cresta il più possibile, si reincrocerà il sentiero bollinato biancorosso presso un' evidente grande ometto di sassi. Da qui non ci sono più incertezze fino al colle Croce di Ferro, ma bisogna comunque prestare attenzione, i segni sono estremamente sbiaditi ed il sentiero è franato in molti punti. Una manutenzione della bollinatura faciliterebbe molto la fruibilità di questo bellissimo percorso poco praticato.
Nessun problema la salita dal colle al Palon.
Panorama straordinario sulla Valsusa fino al colle, mozzafiato da lì fino alla vetta su una buona fetta di Piemonte.
Una faticaccia in compagnia di Edolo e Danolo, gli altri nani in altro affaccendati.

Alpe Balmafol

Curioso ciciu d' pera nei pressi di Balmafol

L' agevole ultimo tratto sotto la vetta

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