mummo90


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Beh che dire un viaggio spettacolare! Cima desiderata da tempo.. domenica arriva finalmente l'occasione giusta, nonostante dei problemi logistici ci abbiano fatto partire da S. Giacomo ad ora tarda. In 2 ore e mezza saliamo al Pagari, fetta di torta facendo la conoscenza del mitico Aladar (domenica scendeva) poi su per il canalino della Maledia già tutto in ombra, all'uscita ci aspetta nuovamente un bel sole caldo. Ultimo tratto senza difficoltà, come già detto più volte tuttavia, bisogna fare particolare attenzione alle pietre instabili. In vetta dopo un'ora circa dal Rifugio, panorama eccezionale, dalla Corsica al Monte Rosa, passando per Re di Pietra e un mare di nuvole sulla Pianura. Per il ritorno decidiamo di non scendere direttamente nel Vallone di Pantacreus ma di traversare per il Passaggio dei Ghiacciai del Gelas, passando per la Pera de Fener. Discesa in direzione Pian del Praiét e Rif. Soria con una serie infinita di tornanti e rientro infine a S. Giacomo a chiudere l'anello (dalla cima abbiamo impiegato poco meno di 3 ore). Alla fine del giro l'orologio segnava 27 Km con D+2.000 mt giusti giusti. Con Andre
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partiti con poche speranze di trovare un meteo clemente, arriviamo alla Sella D'Asti con un bel sole e temperatura freschetta. Ci siamo legati all'inizio della placca, dopo forse siamo passati un pò più a destra del filo non trovando i bolli verdi, in cima purtroppo la solita nebbia è arrivata a guastare il panorama, discesa dal secondo cavo con corda da 60m (giusta). Anche oggi la pioggia è arrivata.. ma eravamo già a Pontechianale!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gran bella gita di soddisfazione, assolutamente da non sottovalutare, tratti esposti che necessitano di attenzione sia in salita che in discesa. I bolli rossi sono molto sbiaditi, specialmente nella prima parte dove invece è importante non fare deviazioni fuori via (finiti su qualche passaggio non proprio banale prima di ritrovare la strada). In discesa abbiamo seguito una comoda cengia discendente che ci ha evitato l'ultimo tratto e depositato a breve distanza dal sentiero che scende dal colle Greguri. Con Drico e Sandrozzi

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito alle 7.45 da Terme, veloce salita fino alla Bassa della Lausa, da lì la traccia da seguire non è sempre evidentissima ma puntando la Bassa del Claus è difficile sbagliare, seguendo i vari ometti. Canalino divertente purché sia in condizioni asciutte, tutt'altro discorso sarebbe la discesa con il bagnato, neve o ghiaccio. In cima in 3 ore, poi discesa sosta pranzo al Valasco, dove ho raggiunto i Drichi. Bella giornata assolata e calda. Fonte di acqua immediatamente sopra il Lago Superiore a fianco alla Caserma. Gran bella cima.. selvaggia! Sviluppo a/r 25Km.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Saliti in giornata da Valnontey, con partenza alle 6.30, sul ghiacciaio del Lauson davvero poca neve, si arriva alla base dei canalini senza ramponi, questi sono entrambi scoperti, noi siamo saliti dal 2*, davvero uno sfasciume mobile, il problema più grosso è non far cadere niente in presenza di altre persone. Giunti al colletto ramponi necessari  per attraversare il ghiacciaio di Grand Val su neve ancora buona, arrivati in cresta tolti i ramponi e seguita la facile sequenza di risalti fin sotto la vetta, da qui salire a sx della picca commemorativa (i segni gialli a dx portano a delle calate da quanto ho letto in altre relazioni). In vetta alle 10.30 con giornata stupenda e tersa con panorami eccezionali. In discesa abbiamo abbandonato la traccia prima del Rif. Sella scendendo direttamente ai laghi del Lauson, proseguendo per la traversata fino ai casolari dell'Herbetet (bellissimo). Sosta per ricaricare le sacche (fontana) e via giù in picchiata per tornare a Valnontey. Facendo questa sorta di anello sono 28 Km. Gita super consigliata! Con Andre.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Si sale velocemente fino al Colle di Vens su buon sentiero (qui ancora un po' di neve in uscita, ma si può evitare passando sia a sx sul tetto della casermetta o a dx seguendo le rocce) . Da qui si prosegue fuori sentiero alzandosi in diagonale fino ad una conca ancora parzialmente innevata, si punta allora il canale sfasciumoso a sx del gendarme giallastro. Giunti in cresta si prosegue sulla dx per cengette instabili, ma molto facili (ometti).
Il meteo oggi non prometteva bene ma alla fine siamo stati premiati con un tempo più che accettabile (partendo tardi ci siamo anche schivati il temporale della mattina), un bel venticello a tratti teso ci ha riaccompagnato alle macchine .
Sviluppo: A/R 15 km, con Andre.

Dalla cima.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Il Canale è un po' magro (l'innevamento è continuo circa 50 metri sopra al salto roccioso, prima bisogna risalire faticosamente il Rio) , ma le condizioni della neve davvero perfette. Sfruttando l'abbassamento delle temperature (-5° alla partenza), siamo saliti agevolmente per il canale centrale (tra i gendarmi), il traverso in queste condizioni non crea problemi. Cima molto panoramica, meteo fantastico! non una nuvola in cielo. Al ritorno sempre su neve portante fino a Pian dell'olio, sotto tutto pulito, prima di una meritata tappa al rifugio (aperto fino a Domenica). Insieme ad un grande Drico.

Vista mare.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sentiero U21 ottimo fino al Col Longet, da lì un evidente traccia e molti ometti conducono fino al Col Blanchatre. Il tratto alpinistico è molto breve, il passaggio esposto è semplice in condizioni di asciutto (spit con cordino), tutto cambia in presenza di roccia bagnata o con neve-ghiaccio. Spit con moschettone per le calate. Ambienti e panorami super dalla cima, solita nebbia a coprire il RE. Al ritorno passati a vedere il nuovo bivacco Olivero, davvero bello! Un grazie a tutti quelli che hanno contribuito alla sua realizzazione. Altra cima da un pò nel mirino, incontrate solo alcune persone salite dalla Francia. Sviluppo circa 16Km. Con Drico
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito da Terme alle 6.00, con ancora buio e discreto fresco. Tornanti infiniti a salire per la Valmiana! Le uniche due deviazioni che ci sono si deve tenere sempre la destra, prima del Colle di Cabrera deve esserci stata qualche scarica che ha nascosto i quadrati bianco/rossi ma si sale a vista senza problemi. Dal colle seguire gli ottimi bolli blu che portano fino alla cima est raggiunta alle 9.30. Dalla Est sono poi sceso prima alla forcella, da lì scendere ancora qualche metro (ometto) a prendere l’evidente cengia che sale in obliquo, al suo termine si ci alza a sinistra dove inizia il canalino (eventualmente chiodo), con un passo un pochino esposto di III-, poi tutto II-I fino in vetta (solita roccia che va tastata). Io sono salito e sceso senza nulla, ma per chi è insicuro su terreni di questo tipo è meglio portarsi uno spezzone corda. Sempre presente il cordino incastrato per eventuale doppia. Discesa per la Valle della Meris, con pausa per un buon piatto al Rifugio alle 12.30 ed infine arrivo a Sant’Anna a concludere la traversata. Gran bella gita in ambienti selvaggi e solitari ( ho incrociato solo cinque persone che salivano dal rifugio mentre scendevo). Per chi vuole fare la cima centrale è meglio salire prima quella e dopo tornati alla forcella salire alla cima Est, in modo tale da scendere agevolmente per la traccia di sentiero, evitando così di fare il traverso su pietraie mobili non proprio comode.

Inizio della cengia (ometto).

Il canalino.

Cima centrale, in secondo piano la Cima Est.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Macchine basse fino al Gias della casa poi rischioso.
Seconda Cima di giornata, dopo il Baus. Dal Colle della Culatta sono sceso in obliquo tra rocce e pietraie puntando alla parte più interna della parete, attraversando il canale che discende dal Colle della Forchetta. A lato delle placche lisce (ometto con bastone) mi sono ritrovato con Drico con il quale siamo saliti seguendo il percorso più evidente, alcuni ometti aiutano l’orientamento. Usciti direttamente sulla Cima Est, anche qui splendidi panorami in particolare sulla Cima sud dell’Argentera. Scesi poi per la normale, con tappa al Remondino.

Il canalone.
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