mariomonaco


Chi sono

Gulliveriano dagli inizi Mario è partito per la sua ultima discesa il 5 maggio del 2014 sulla parte Ovest del Monte Charbonel.
Dopo centinaia di giornate vissute in montagna quella ha concluso la sua salita e la sua ricerca, che con la sua umiltà e la sua perveranza rimarrà nei ricordi delle persone che hanno avuto la fortuna di vivere queste emozioni con lui al fianco.

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Cresta in buone condizioni con roccia asciutta, divertente anche il tratto di neve scavalcando la Zumstein. Dopo notte alla capanna Margherita, discesa in sci al mattino seguente su fantastica neve firn sino all'altezza del rifugio Gnifetti e ancora un tratto nel canale di fianco al rifugio e ghiacciao di Indren. Con Marilù e lo "Sdarda".

arrivo in vetta

dalla Zumstein alla Dufour

primi raggi sul colle del Lys, sullo sfondo la Dufour

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Patrick Gabarrou, alpinista e filosofo, ben sceglieva le sue vie, tutte affascinanti e di grande valore estetico, che fossero sul Weisshorn, sul Bianco o sull’Argentera in Alpi Marittime. Bella salita oggi con Beppe Fly, ghiaccio secco e piacevole, il tiro-strettoia da percorrere “a gomiti stretti” ma senza particolari difficoltà. Siamo usciti sulla dorsale del Mont Blanc du Tacul, abbiamo salito tutta la via completa ed è, ovviamente, grande soddisfazione, cosi' è la via come l'avevano ideata e salita Gabarrou e Albinoni. La discesa dalla normale, che sarebbe più agevole e rapida, non è percorribile a causa vento fortissimo che ha tirato in questi giorni e l’ha resa pericolosa, quindi discesa in doppia per la stessa goulotte, calzata sci alla base (Beppe in splitboard) e sciata serale sulla Mer de Glace con la frontale sino a Chamonix.

Beppe sui primi risalti

tratto tecnico

il conoide basale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Visto dal basso, il couloir appare un po’ magro, saliamo a vedere e proseguiamo bene, la linea di ghiaccio è continua e le strettoie percorribili. Superato il primo risalto, proseguiamo nel secondo più lungo con tre tiri di corda, con l’ultimo che si sviluppa in una divertente strettoia e continuiamo nel couloir che si inerpica sempre più su, verso la Rocca Barbis, leggermente sinuoso e con ulteriori tre facili risalti di ghiaccio che si passano senza difficoltà. Anche la neve appare ben assestata e facilita la salita.
Ritorno dal vallone del Chiapous e la diga del Chiotas. Bella salita in compagnia di Michele Perotti e Alberto, ottimi compagni di viaggio. Dal lago della Rovina alla vetta sono 1200 metri di dislivello, di cui 800 metri nel solo couloir: quindi una salita che non è solo cascata di ghiaccio di per sé, ma un vero percorso alpinistico con il suo fascino romantico, annoverato giustamente tra tra i più belli nel suo genere in Alpi Marittime.

Michele in viaggio

Alberto in viaggio

giù in basso, il lago della Rovina

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella salita in una giornata di ottobre ancora calda e gradevole, con Costanzo. Approfitto di Gulliver per segnalare che nella pausa dopo l'uscita dallo spigolo, ho dimenticato una scarpetta da arrampicata nei pressi della punta, nel tratto di cresta tra la punta del Corno e la croce di vetta situata qualche metro più in basso..se qualcuno la trovasse e gentilmente vuole contattarmi.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Beppe ha già ben descritto la bellezza dell'itinerario e la magia dell'arrivo sulla Verte, sgombra di nuvole, nel tardo pomeriggio. Aggiungo alcune foto.

Mario verso l'Aiguille du Jardin

Beppe sulla Grande Rocheuse, prima della Verte

Beppe e la cresta dell'Aiguille Verte, che percorreremo fra poco

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Lunga cresta dal rifugio, da solo si scorre veloce senza usare cordame o ferramenta, giunto in vetta poco dopo le 7 ai primi raggi del sole (panorama spaziale), buone condizioni della parte nevosa oltre i 4000 metri, poco ghiaccio affiorante morbido sotto la vetta (passaggi comunque evitabili di fianco sulla roccia) e ritorno al rifugio, altra discesa e dopo 3000 metri di dislivello in totale e che in discesa sono tanti, arrivo a Randa per un bagno nel torrente.

parte alta e primi raggi del sole

il passaggio al gendarme

dalla vetta, tutta la cresta
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Partiti con Costanzo Squarotti in un giorno di fine maggio e stagione inoltrata, la goulotte alla base è già smagrita senza ghiaccio, passati sulle roccette di fianco per accedere al I° nevaio. Bella la colata tra I° e II° nevaio tutta in ghiaccio buono, impegnativa la goulottina tra II° nevaio ed il ghiacciaio del Triangolo con strettoie in ghiaccio effimero e misto su rocce ricoperte di vetrato. Triangolo con neve stupenda e gran panorama su monte Bianco, Charbonnel e Grande Casse . In sintesi: buona neve assestata sui nevai, collegamenti smagriti e ridotti all’osso, ma nell’insieme bella salita. Ritorno dal lato sud su Castello e neve marcetta.

la parete ovest ribaltata nel lago

Costanzo nel primo nevaio

Costanzo sul secondo nevaio

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella salita dopo una nevicata recente, effettuata quasi tutta con i ramponi ai piedi. Con Diego, lungo avvicinamento al rifugio al pomeriggio, ripartiti alle 4 di mattina ed arrivati in vetta in circa 4 ore, stesso tempo per il ritorno al rifugio causa alcuni piccoli tratti in corda doppia che fanno un po' imprecare, come sempre le doppie su cresta frastagliata. Canaletto di fianco al gendarme in ottime condizioni nevose, poi tratto di roccia per gli altri gendarmi e facile cresta nevosa finale. Vetta aerea con stupendo panorama sul Cervino e sui giganti del Vallese.

vetta, Mario e la Dent d'Herens

Diego

sviluppo della cresta
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gran viaggio sia per arrivare al Quintino Sella, che poi nella notte verso il Monte Bianco, mentre salendo arriva l'alba. E' davvero un'emozione trovarsi al Quintino Sella per il grande valore storico della capanna, dove i passaggi, dal libro del rifugio, si contano sulle dita di una mano o due... Diego "Flowered" ed io vi siamo arrivati dal couloir a "y" lato Gonella, visto che l'attacco del percorso tradizionale è problematico: un primo tratto di roccia levigata, sporca di detriti e non proteggibile. Ricordo che attualmente l'itinerario al Gonella è ancora chiuso per lavori. Partiti dal Quintino Sella alle 2 di notte, un errore nella parte bassa dello Sperone ci porta via un po' di tempo: ricordo che non bisogna farsi tentare dal prendere lo sperone troppo in basso perchè un primo torrione sarebbe problematico da superare, conviene passare la rimaye, salire su neve oltre quota 3900 ed individuare a sinistra un piccolo canalino che porta ad una forcella sullo sperone, da lì il percorso è chiaro e divertente, solo da prestare attenzione alle pietre instabili. A quota 4000 metri arriva la luce ed il lungo viaggio continua alternando tratti di roccia a tratti di neve e ghiaccio (tenere sempre una piccozza a portata...), usciamo alle 10.30 sulla parte finale della cresta delle Bosses in prossimità della vetta, in tempo per arrivare sul Bianco a farci "lisciare" il pelo dagli elicotteri che lo tengono d'assalto in luglio e agosto...purtroppo. Scesi dal lato Maudit-Tacul verso il col du Midi.

IN VIAGGIO NELLA NOTTE

LA TERMINALE DELLA OVEST BIANCO

L'ALBA

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Con la discesa e relativo traverso dal col Eccles, pervenuti nel fantastico ambiente del col de Peuterey, grandioso nella luce pomeridiana al cospetto della Blanche e dei piloni del Freney; bivacco a "cielo aperto" (non sopporto le trune, quel senso di umido.....), risveglio ricoperti da alcuni centimetri di neve non prevista dal meteo, attesa di miglioramento e partenza ad ora tarda, dopo le 8.30 affinchè le rocce del Pilier d'Angle si scrollassero il nevischio (ora, a fine agosto il couloir Eccles non è percorribile); lenta risalita del Pilier su misto, raggiunta la cresta alla confluenza del couloir Eccles e proseguimento su neve regolare ma faticosa a causa dello zoccolo: le nuvole avevano "maffizzato" la neve almeno sino a quota 4500, poi graduale miglioramento, alcuni decine di metri di ghiaccio a quota 4600 e rasserenamento del tempo, cielo blu con stupendo panorama che si apre verso il basso; diego parte da primo con grinta e forza la cornice uscendo sul Mont blanc de Courmayeur, niente vento e dolcezza dell'aria pomeridiana, trasferimento al Bianco e discesa al tramonto verso il refuge de Gouter; Un itinerario di gioia e bellezza; amenità: vedere la foto di Lyn, la mitica cagnetta del Monzino che ha raggiunto il Pic Eccles, insieme ad una guida spagnola ed il suo cliente, in cordata "a tres"; vedere inoltre foto del pennuto che sfruttando una termica pomeridiana, è salito al col de Peuterey per la merenda sinoira.

Lyn è la cagnetta del Monzino, in cordata "a tre" con guida spagnola e cliente, ha raggiunto il Pic Eccles!

foto Diego, l'itinerario visto dal Dente del Gigante

la Blanche

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