Lorenz


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Grazie alle notizie di Gulliver non ci siamo lasciati scappare questa classica in ottime condizioni.
Noi abbiamo fatto l'avvicinamento abbastanza agevolmente senza ciaspole e sci.
La terminale si supera bene con un passo un po' lungo e da li in poi progressione veloce prima su breve pendio ghiacciato poi su ottima traccia su neve pressata.
Materiale usato, ma non indispensabile,: tre viti per la parte di ghiaccio e due friends medi e qualche fettuccia per allestire brevi soste, in corrispondenza del colletto, per prendere fiato.

Ambiente meraviglioso e grandissima soddisfazione di aver fatto questa salita con Lorena.




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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Finalmente!
Era da troppo tempo che avevo in mente questa classicissima e le aspettative non sono andate di certo disattese.
L'avvicinamento allo spigolo è già una via di per sé, con alcuni tiri sopra la vena di quarzo interessanti ... il muro nero, il traverso in discesa e il diedro lichenoso.
Poi dalla forcella del Gelas di Lourusa parte lui ... una lama affilata che si risolve con 4 tiri davvero belli e a tratti esposti come la seconda lunghezza, su cui abbiamo lasciato un nut oltre il primo chiodo e utilizzato il cordone lasciato nel chiodo oltre il passo 'duro'.
Via in genere abbastanza chiodata.
Peccato solo che le nebbie salite dopo mezzogiorno non ci hanno fatto gustare appieno il panorama, o forse ci hanno risparmiato un po' l'esposizione.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella salita in ottime condizioni e grande ambiente!
Ben segnata dalle cordate che nei giorni scorsi ci hanno preceduto: noi abbiamo attrezzato con chiodi la sosta del tiro dopo il traverso, dopo la salita si fa più evidente sempre sulla verticale.
Come già detto indispensabile una scelta di chiodi, e qualche friends ... a dire il vero al posto di questi ultimi sarebbe stata più utile una mazzetta di nut, ma in fondo non è che si riesca ad integrare più di tanto.
Una bella giornata di alpinismo nelle Alpi Liguri, che in questa stagione danno il meglio di sè!


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Finalmente!
Era da un po' di anni che avevo il desiderio di salire la classica dello zoccolo e devo dire che l'attesa non ha deluso le aspettative.
Via per me bellissima ... ma io sono un po' di parte perché adoro questo genere di vie dove la ricerca dell'itinerario e la posa di protezioni mobili (poche in questo caso) costituiscono un valore aggiunto alla salita.
Poi la firma dell'apritore e la prima ripetizione (e in invernale) del grande Patrik danno maggiore valore a questa via che a quanto pare non sembra sia molto ripetuta.
Il primo tiro, che tecnicamente sulla carta sembrava il più facile ci ha dato subito la sveglia e ci ha fatto capire il carattere della via, poche protezioni (una sola su questo tiro) e poco proteggibile.
Poi sugli altri tiri le protezioni e la possibilità di mettere qualcosa aumentano leggermente ma crescono anche le difficoltà senza diventare mai proibitive.
Roccia ottima ... in alcune sezioni sembra di scalare su una via moderna del Corno ... ma con protezioni classiche distanziate.
Nel complesso, anche se la difficoltà tecnica è al massimo di V+, la via risulta mentalmente impegnativa, ma la soddisfazione alla fine della via è stata doppia se non di più.
Per la discesa se non si sale sulla cengia mediana consiglio di non seguire le calate su soste Raumer di Hymalocmite, in quanto il rischio di incastro specialmente sotto l'enorme tetto è abbastanza forte; meglio seguire quelle di Sinfonia d'autunno.


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ritorno dopo parecchi anni su questa bella classica ben chiodata, in un angolo poco frequentato.
Non fidarsi troppo della fettuccia rossa sul finale di L3 in quanto è fissata alla sosta con cordoni usurati (probabilmente utile solo se la placca della sosta S4 è bagnata); ci sono buone possibilità di protezione con nut nella fessura prima dell'uscita.
Siamo scesi in doppia sulla via a spit a sinistra: prima doppia corta facendo attenzione a possibili incastri, poi altra di 30 mt e infine l'ultima da 60 mt: consigliata questa soluzione e in questo caso si può lasciare comodamente lo zaino alla base.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Bello più l'ambiente che la via in sé... interessante il corto tiro della fessura a Y, mentre le placche superiori sono facilotte con il solo rischio di perdersi e di non trovare la sosta successiva.
Consiglio di rinforzare ove possibile le soste perché il materiale in posto è ormai vecchio (specialmente l'anello dello spit artigianale ben ossidato su cui a volte bisogna sostare...)
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
:: buone
:: morbido
note su accesso stradale :: c'è il divieto al lago della Piastra
Gita impegnativa per lo sviluppo del couloir e per la discesa.
Valutare bene l'orario di partenza perché il sole con queste temperature poco invernali scalda il ghiaccio della prima parte del couloir.
Il primo risalto di ghiaccio l'abbiamo salito velocemente senza accorgercene, poi due tiri da 60 mt, S1 su viti e S2 in uscita su vecchio chiodo da integrare con nut o friend.
Poi la parte di canale con brevi risalti di ghiaccio veramente lunga, all'inizio su neve portante poi salendo si sfondava un po'.

Grande ambiente!


Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Piacevole salita per una bella vista sulla sud della Torre.

Sud della Torre e cresta della Figari
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita in occasione del bivacco sulla Torre; cambiato il cordone di sosta.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Sempre una bella via panoramica e divertente su roccia buona.
Se si sceglie di scendere dalla diagonale Est consiglio di fare delle doppie corte da 30 mt (soste recentemente riattrezzate) per ridurre il rischio di incastro e scariche di pietre.