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Chi sono

Niente è peggio dello specchio e della copula.....

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Libidine! Somma Libidine! Oggi ho raggiunto il vertice del marcio. E mi sa che mi sono pure spinto oltre. Il senso del mio andare in montagna non mi è mai stato molto chiaro. Ma oggi brancolavo nel buio. La regola del gioco era solo una: tornare a casa intero. Su questa montagna non si fa un passo senza che qualcosa si muova. Per fortuna le difficoltà sono basse , ma le mani si usano sempre e l'esposizione non manca .La scelta di raggiungere il colle Charbonniere dalla Valsavaranche ha ulteriormente complicato le cose ( vedi mio post sul sito). Le relazioni di chi mi ha preceduto sono giuste e qualche raro ometto conforta durante la salita (nel senso che conforta sapere di non essere l'unico disperato che passa di qui). Posso solo aggiungere che guardando la via dall'alto si intuisce che il percorso migliore è quello che si tiene sempre a ridosso della cresta, eccetto che nel canale di terra rossa, per traversare solo all'ultimo. Pensavo di essermi camallato la corda per nulla, ma circa a metà, tenendomi in cresta, ho attrezzato una doppia su un salto un po' più ostico.
Non me ne voglia il buon Enzo per averla fatta in giornata, ma purtroppo a me la pensione proprio non la vogliono dare,
e così mi arrangio come posso. I miei tempi comunque biblici: partito con le prime luci tornato con la frontale.

Colle Charbonniere e Gran Nomenon dalla Valsavarenche

La Grivola dalla vetta

La cresta Nord dall'alto
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Per le persone normali una sfacchinata senza senso. Ma noi non siamo persone normali. E siamo disposti a partire da Gressoney e sorbirci la penosa risalita del vallone di Spissen, per arrivare in cima a questa puntina insignificante, solo perché ha un nome strano.
Note positive: ambiente selvaggio, si scopre qualche bel laghetto, la crestina finale è di roccia buona, l'ometto di vetta è sontuoso.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Dopo aver salito Lupin III siamo saliti in vetta lungo la bella cresta NNE. Sono esattamente 150 m di sviluppo, che, se ci si tiene rigorosamente sul filo, permettono una piacevole arrampicata mai superiore al 2°.
Per la discesa abbiamo optato per il versante SO come consigliato sul sito del rifugio. Mal ce ne incolse. Sulla foto presente sul sito si vede la discesa di due canali di sfasciumi ( già di loro belli fetenti), il problema è che, dalla vetta, dopo aver disceso un centinaio di metri di cresta rocciosa, per raggiunger il punto dove inizia il primo canale visibile sulla foto, bisogna scendere un altro canale e fare un traverso: il tutto molto marcio, molto esposto, molto pericoloso. Sconsiglio quindi la traversata, meglio ridiscendere per la cresta NNE.

Discesa a SO - tratto pericoloso per raggiungere la sella in alto a sin.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Mai approccio alla montagna fu più incerto. A guardar le foto e a leggere i vari commenti contrastanti, son partito con le idee molto confuse e pensando di ingaggiarmi in chissaché. Invece.....
-Ho scoperto che la salita per la NE, se si fa la variante con partenza da quota 2100, è abbastanza diretta, discretamente segnalata con numerosi ometti e rari bolli gialli, per lungo tratto su buona traccia, le difficoltà alpinistiche sono assenti (due corde fisse risolvono gli unici 20 m in cui si devono usare le mani), e gli sfaciumi su cui si passa sono relativamente pochi (contrariamente a quello che sembra dalle foto).
-Un po' più ingaggiosa la discesa per la O. Nessun bollo ma ometti abbondanti che guidano sempre verso i punti più facili. su cui bisogna però usare le mani. Facilmente individuabile anche la scorciatoia bassa ( che permette di evitare il giro eterno verso il colle Raye Chevrere) grazie a due ometti giganti posti nel punto in cui iniziano i salti di roccia. Poi tanti ometti posizionati astutamente evitano le difficoltà.
Nessuno in giro per la valle.


Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Condizioni ottime su tutto il percorso. Messi i ramponi solo due volte : per l'uscita in vetta e per i due tratti di cresta nevosa in discesa. Al di là delle descrizioni, il percorso è sempre evidente: canaponi, numerosi spit, anelli di calata e le onnipresenti tracce dei ramponi indicano la via.
Partito un po' prevenuto, devo ammettere che è una splendida cavalcata di cresta di discreto impegno e anche la roccia è buona.
Certo, il circo di Grindelwald con annesso trenino, Un rifugio di proprietà e gestito dalle guide di Grindelwald che ti fanno sentire come un ospite tollerato e l'idea di tirare canaponi per qualche centinaio di metri, tolgono un po' di poesia. Ovvio che col verglass la canapa è una manna.
Con Emanuele Foglia che come al solito ha reso tutto facile.

Mittelegi oggi

Cresta discesa oggi
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salito e sceso per la cresta SSE. Beh! credevo peggio. Di sfasciumi se ne pestano pochi. La prima parte è su prati ripidissimi ma gradinati, poi pietraia abbastanza erbosa. Poi la cresta: peccato per i 10-15 metri di II nel canale diedro iniziale ( che non ho trovato modo di evitare) perché per il resto è camminabile, stando sul filo poi il terreno è stabile. I pendii terrosi che si vedono sulla sinistra salendo sono comodi per la discesa.
Un consiglio a chi dovesse percorrere l'itinerario con nebbie che vanno e vengono, come è capitato a me: fate un bel po' di ometti nel punto in cui si passa dalla comba al pendio erboso. Io un po' li ho fatti ma nella nebbia li ho persi e son finito troppo a sinistra su salti rocciosi. Ovviamente un brutto quarto d'ora, ma in qualche modo me la sono cavata.
La relazione sul sito è giusta, ma non sperate di trovare tracce.
Solo.


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bel giro escursionistico fino al col Pejroun, molto "Pellice style". Dal colle cominciano le grane sulla cresta SE del Monte Castagnie: roccette e ripidi pendii di erba olina sporchi di neve mi hanno reso la vita dificile. Giunto a quota 2430, vista l'incertezza dei luoghi, l'incedere della notte e l'ostilità del clima ho deciso di desistere. Di tornare sui miei passi non me la sentivo, quindi discesa per i ripidi pendii erbosi esposti a sud e poi avventuroso rientro nella notte lunare.
Volendo salire una cima, dal colle si raggiunge facilmente il Monte Costigliole, molto più consigliabile.
Per dirla tutta, ero partito per una tranquilla escursione pomeridiana al Monte Vergia, ovviamente senza documentarmi, e ho sbagliato tutto il possibile, finendo in questo posto senza neanche sapere dove ero. Una volta a casa laboriosa ricerca bibliografica per ricostruire il mio itinerario.
Solo soletto come al solito.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni ottime. La crepaccia si supera bene col rigelo, al ritorno doppia attrezzata da 30 m.
Poi tutto su roccia pulita e ottima, prima sullo sperone a sin.del canale, ora asciutto, poi sulla cresta.
Dalla crepaccia alla vetta sono 600m di dislivello, su cui si arrampica quasi sempre sul terzo continuo, i tiri di quarto mi son sembrati 2. Nessuna protezione sulla via eccetto le soste e uno spit. Utilissima (indispensabile) una serie di friends.
In discesa fatte 18 (dico diciotto) doppie
I commenti di chi mi ha preceduto sono abbastanza esaustivi. Posso solo aggiungere che è una salita molto bella, sicuramente il 4000 svizzero tecnicamente più difficile, visto che che con questi li ho saliti tutti.
Ci abbiamo messo 8 ore a salire, altrettante a scendere. Io sarò un vecchio zombie, ma Umberto Bado è un'ottima guida.
Fate un po' voi la media.

il monte oggi

la cepaccia

La partenza dal rifugio
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Bel giro, anche se una gita di ripiego, viste le condizioni e il tempo a disposizione. Le notizie utili le ho messe in relazione.
Molta neve in quota, nonostante il rigelo ottimo, appena arriva il sole molla. Viste due cordate sull'Innominata che andavano molto piano( troppo). Oggi 4 cordate ai bivacchi con meta per domani l'Innominata.
Viste tracce in uscita dalla nord del Pilier D'Angle verso il Bianco. Aiguille Blanche non tracciata. Nessuna traccia sulla cresta del Bruillard. Qualche cordata sulla Punta Innominata che sembra in ottime condizioni.
Con Emanuele Foglia che come sempre ha risolto i problemi con leggerezza. .
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Il viaggiator curioso ( questa volta nella persona del Pier Mattiel) si chiedeva come mai la cresta SW della Tour Ronde , carina a vedersi, non se la filasse nessuno. Il viaggiator bietolone (cioè io) ovviamente ha subito abboccato alla proposta.
Poi ci siamo detti: già che ci siamo perché non partiamo dal col du Trident ed esploriamo quella bella cresta dentellata?
Detto fatto. Quella che doveva essere una gita tranquilla, in un giorno dal meteo incerto, si è trasformata nel solito mazzo.
Per finire, in discesa, il pendio del colle Freshfield è secco, per cui ci siamo fatti tutta la cresta est.
11,20 ore da rif. a rif. Sempre a viaggiare su difficoltà mai elementari, su roccia discretamente schifosa e con tanta bella neve marcia da pestare.
Discordi i pareri. Al Pier l'avventura è piaciuta. Io, onestamente, non mi sento di consigliarla.
Nota positiva: la vera cresta SW dal colle Or. (vedi relazione) secondo me merita, e potrebbe rappresentare una valida alternativa all'affollata via normale, con più o meno le stesse difficoltà.

La cresta dal seracco della Calotte e il Trident de la Brenva
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