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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
note su accesso stradale :: OK fino a Upega (e anche oltre con termiche)
In realtà abbiamo tentato la via scialpinistica (costa del Ganglio). Oggi si poteva attraversare il ponte di Upega e salire per la strada estiva in auto con termiche, noi abbiamo posteggiato subito dopo la Cappella della Neve. Si sale in diagonale puntando alla costa suddetta, occhio che quasi subito si presenta una tracciona di ciaspole farlocca, che attraversa il torrente in leggera discesa, risale... e poi scende ad un ponte sul torrente Negrone! Occorre invece seguire tracce su mulattiera a sinistra che vanno ad attraversare ben più in alto su 2 piccole passarelle. Da lì in poi basta seguire la mulattiera (all'inizio larga come una stradina) che risale sempre tenendosi a destra del lungo costone, ignorando le deviazioni laterali. Trovata buona traccia di sci, un po' da ribattere soprattutto nella parte superiore, ma contenti così!
Arrivati al colletto abbiamo messo i ramponi ma il pendio diretto, ben ripido, alternava neve dura a neve infida per i ramponi, e abbiamo desistito dopo poco. Allora, tenendo i ramponi, siamo scesi dal colletto (tratto molto ripido ma breve) e abbiamo traversato fino a poco sopra la colla rossa, almeno per arrivare sullo spartiacque con la val Roya (non siamo mai stati da queste parti) e vedere il mare... Discesa strepitosa seguendo tracce di 2 skialp su neve farinosa in vallette boscose fino alle case dei cacciatori, da cui ci siamo ricongiunti con itinerario di salita.
Posto stupendo, meteo bello e soprattutto senza vento (motivo principale della trasferta da Torino...), neve abbondante e buona tranne che alla fine... insomma, è mancata solo la cima! Conveniva puntare subito al Missun.

Con Angelo, in attesa che metta tra le priorità la regolazione dei nuovi ramponi...
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: stamattina meglio con termiche!
Alle 8:30 neve ancora intonsa, tutta per me... da battere! In realtà ne è venuta circa una spanna (in alto non ce n'è di più) inconsistente, quindi la fatica non è stata tanto per la neve, ma per le pietre invisibili in cui era facile incespicare, raschiare, etc.
Per fortuna un po' prima dell'arrivo dell'ex seggiovia è arrivato un altro veloce ciaspolatore che mi ha dato il cambio, e poi un altro ancora mi ha sorpassato. Partito con il cielo quasi sgombro, dopo un'ora ha cominciato a chiudersi… nebbione sull'ultimo tratto. Discesa meglio del previsto, nei tratti più pietrosi conviene stare sulla traccia per non piallarsi completamente le punte, ma sovente si può uscire dalla traccia, ma senza correre troppo!
Insomma… 3 stelle vista la situazione generale e la fame di neve fresca… ma ho visto Aquile migliori!
Direi SCONSIGLIATA CON GLI SCI, per ora!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: ok, qualche tratto bianco...
Sulla Riba ci sono già stato in traversata dalla Testa di Cervetto o dalla Garitta Nuova, ma salirci dalle meire Tartarea è come fare un'altra gita! L'idea iniziale erano i fortini di Crosa, ma l'inconsistenza della poca neve e l'assenza di traccia ci hanno fatto optare per continuare a seguire la strada fino alle Meire Tartarea. Da lì abbiamo provato a risalire il valloncello/canale dietro alle Meire per sbucare nella conca del Lago omonimo, ma a metà siamo tornati indietro: impraticabile! Allora abbiamo proseguito verso il colle di Cervetto, piegando poi a sinistra dopo il bel pianoro che lo precede, seguendo un gruppo di 5 scialpinisti, fino alla cima Riba del Gias. Discesa lato testa di Cervetto su pendii expo sud-ovest ben innevati e al sole! Ravanage finale nella boschina per tenere le racchette fino all'auto...
Neve di vario tipo... farina, farina pressata dal vento, crosta... comunque almeno c'era!
Una stella in meno per il ventaccio che dal pianoro in poi ci ha tormentato, con raffiche forti e prolungate (no sosta in cima) e un'altra stella in meno per la neve, senz'altro non delle migliori.
Però... racchette dall'auto e sole (tranne in salita fino alle Meire) con cielo in rasseneramento...


Salito con fra'Angelo. Un cordiale saluto al gruppo di 5 skialper (HHEB) che ci ha battuto un bel pezzo della salita dopo le Meire!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
35'-40' di portage, a seconda di dove si imbocca il "Cumbal". Io ho seguito il sentiero estivo sulla destra salendo, fino ad un ripiano dove cominciava ad esserci neve nel canale, verso metà.
Neve spesso portante e dura, qualche breve tratto sfondoso nella parte mediana della salita (via solita che piega a destra dopo essere uscti dal Cumbal). Per variare invece, sono sceso passando sotto il colle della Gianna.
Scendendo pensavo di dare solo 3 stelle, perché la neve non era molto scorrevole (anche qualche tratto di crostone carnivoro) ma la discesa nel Cumbal su neve direi primaverile ma rinvenuta per il caldo è stata divertente, si "sciava" anche con le ciaspole!

Un saluto ai 2 simpatici ciaspolatori "locals" (beati loro) con cui ho scambiato foto e imprese in vetta.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: brevi tratti con ghiaccio a Mont Blanc
Saliti lungo la strada fino quasi a Dondena, poco prima si stacca una buona traccia (ripida solo all'inizio) che immette nel vallone del Giasset e porta fino in cima. Alcuni tratti sono di neve dura, ma buon grip con le racchette.
In discesa si trovano tratti duri alternati a farina compressa e a zone di farina molto belle.
Noi siamo scesi passando dal lago di Raty e dal sentiero che con varie serpentine permette di superare il dirupo e raggiungere la strada circa a metà: brevo tratti senza neve ma non abbiamo tolto le racchette.
Meteo super, freddo ma vento solo nell'ultimo tratto… insomma per le ciaspole son 5 stelle!
Con Angelo, sempre in forma grazie alle banane.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: provocato fratture al manto
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: Strada per Indiritti un po' sporca soprattutto al mattino, meglio termiche.
quota neve m :: 1400
Neve e traccia da Indiritti, un po' da ribattere soprattutto fuori dal bosco, ma non faticosa.
Una spanna almeno di fresca farina su fondo duro (molto) per una discesa divertente e veloce, sia nel bosco che sopra.
Occhio solo ad evitare i pochi tratti senza la neve fresca, soprattutto in discesa.
Meteo stellare. Panorami super.
Tratto prima della cima intonso, il giusto pepe.
Insomma per le ciaspole 5 stelle ci stanno, non so per gli sci.
Con Angelo, finalmente una gita ed un meteo degno.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: OK
quota neve m :: 1300
Prima parte del percorso (non per la strada o per le borgate, ma pista da fondo + sentiero nel bosco) una traccia non tanto portante credo di uno o al max 2 cacciatori. Detta traccia termina poco dopo aver raggiunto la strada… gran mazzo di battitura (ero da solo). Prima volta che trovo la strada intonsa! 30-40 cm di neve.
Abbandonate velleità di Fournier, alla Capanna Mautino faccio pausa di 20' e poi riparto per il col Busson. In vista del poggio, taglio a sinistra e raggiungo direttamente i ruderi e quindi la cima. Spessore della neve invariato.



Diciamo che la bellezza della gita è stata quella di vedere questa zona innevata e illibata!
La meta iniziale era cima delle Liste da Ghigo… ma le previsioni meteo hanno di nuovo ciccato: stamattina in Val Chisone cielo coperto fino al Sestriere! Dopo… sprazzi di sole, sereno in Val Argentera e in Francia, io il sole l'ho preso solo dal Lago Nero in poi...
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
note su accesso stradale :: ok, colle Iseran aperto da vari giorni
Neve dall'auto e meteo buono, ma... nevai bucherellati e rigolati senza pietà, abbastanza faticosi (utili le racchette per non dover saltellare!) anche perché la neve ha mollato poco. Raggiunta prima la p.te de la met (fino al colle neve continua, ma dorsale senza neve) poi la Bezin sud (su corridoio erboso-detritico a sinistra della cresta) poi per traccia appena sopra i nevai al col du Bezin. Tentata anche la Bezin nord ma desistito e sceso dal col du Bezin nel vallone dell'andata sono risalito alla Tretetes, di cui ho salito 2 delle 3 teste (quella al centro e quella a sinistra, che è veramente aerea!). Gita più faticosa del previsto a causa della "butteratura".
Volevo fare la pte des Buffettes ma non c'era anima viva in giro, e non mi sono fidato.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a lastroni
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok fino al parcheggio prima del ponte per l'Ecot
Il sentiero attraversa vari nevai, arrivato sotto la cascata (poco prima) ho percorso il nevaio ripido con i ramponi uscendo a destra della cascata, e poi traversando in leggera salita con le racchette mi sono ricongiunto con l'itinerario del sentiero. Sceso al plan des evettes constato l'assenza di ponti di neve sul torrente-fiume e seguo altri racchettari che si spostano a sinistra e mi fanno scoprire… un ponte in pietra! Costeggiato tenendomi leggermente alto il pianoro ed imboccato il vallone oltre il Mont Seti che prima con lievi pendenze, poi con pendii sostenuti ma ideali per le racchette conducono sotto la cresta che unisce la meta con la pte de Bonneval. Ancora un lungo tratto su neve un po' pesante, ma non sfondosa (20 cm fresca su fondo duro) e, in vista del passo delle disgrazie, ho piegato a destra per un ultimo pendio sostenuto ma fattibile con le racchette, uscendo su un colletto dovre si apre la vista sul vallone di Sea. In breve a sinistra per la punta più alta delle 3, per una piccola "pala" ripida, ma molto breve. Dalle 7:15 alle 12:15 circa: 5 ore di salita! Nonostante l'orario pomeridiano di discesa, neve nel vallone scorrevole e mai sfondosa, e anche nel pianoro nessun problema. Dopo il ponte ho puntato il rifugio ed a metà salita ho tagliato a sinistra per riportarmi al col des evettes. Ridisceso dal canalone "diretto" con i ramponi su neve che non aveva mollato minimamente, dire ormai estiva. Rientro eterno dal sentiero-torrente... Molto caldo e portage non trascurabile, ma non me la sento di togliere stelle ad una gita così bella, interessante e selvaggia, con neve portante tutto il giorno anche se un po' da battere.
Un saluto ai 3 racchettari, tra cui Patrik77, con cui ho condiviso parte della salita e con cui mi sono alternato nella battitura finale… Se non li avessi incontrati, non so se mi sarei avventurato da solo fino in cima, non conoscendo lo stato dei ghiacciai attraversati.
Un grazie anche al mitico Andrea81 per l'imbeccata!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito 6:45, neve portante tranne nel tratto intermedio (a partire dal canale che porta alla p.ta Valfredda) dove ho trovato crosta non portante, anche se si sfondava poco (una spanna). Nell'ultimo tratto ripido sotto la cima occorre tenersi a SINISTRA salendo, puntando verso un piccolo torrione roccioso, nei pressi del quale si trova la vera cima (un tratto di sfasciumi spesso senza neve). Se invece si sale al centro- destra si arriva ad un colletto (da sotto sembra il punto più alto) da cui tocca traversare per cresta (un saltino un po' esposto).
Relaziono soprattutto per salutare Nordend incontrato in cima.
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Tutte le sue gite

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    Thabor (Monte) dalla Valle Stretta (04/04/04)
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