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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada percorribile sino ad Inversigni
Gita terminata all'Alpe d'Ovarda. A causa dell' elevata temperatura e della conseguente neve "sfondosa", utili le ciaspole se si segue il percorso della strada sterrata San Bartolomeo-Alpe d'Ovarda.
Si parte in dieci con il proposito di raggiungere l'Alpe d'Ovarda come obbiettivo intermedio e decidere in seguito la meta finale. ( Truc d'Ovarda o Col Paschiet). La pessima qualità della neve ha però promosso l' alpe in questione a traguardo finale. Va comunque dato atto a Roby di aver accennato ad una direttissima al Truc...
Complessivamente ne è risultata una gita di modesto impegno, ma questo non ci ha impedito di premiarci adeguatamente alla trattoria Luciana di Traves.

il Truc d'Ovarda
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Dopo le Grange Lavassè utili i ramponi per attraversare i resti della poderosa valanga scesa dal versante sud della Bellavarda.
Dato il consistente strato di neve presente oltre San Domenico, è consigliabile mantenersi sempre il più possibile sui crinali, in particolare sulla sella che divide la Marsè dalla Bellavarda. L' impennata finale richiede cautela. Se si sono utilizzati i bastoncini, in discesa è conveniente sostituirli con la Piccozza.
Con la solita compagnia, l'ennesima gita per impegnarsi un pò di più in una salita resa più "seria" dalle condizioni attuali.

I resti della valanga di Lities

A fil di cielo

L' arrivo su Punta Marsè. Sullo sfondo la Bellavarda
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada a tratti ghiacciata
In questo periodo indispensabil i ramponi, utile la piccozza.
Oggi la Patanua ha accolto dieci veterani della montagna. La vetta si è però concessa solo agli ardimentosi sposi Lorella e Roberto. Bravi !



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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
:: sentito assestamenti
:: Crosta da rigelo portante
:: Crosta da rigelo portante
note su accesso stradale :: Senza problemi sino aCampiglia Soana
:: 1100
In questi giorni molto utili i ramponi. Sconsigliabili le ciaspole in quanto il percorso presente tratti molto ripidi e accidentati.



Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Lunga camminata da affrontare con le dovute motivazioni ed allenamento in quanto, se effettuata in inverno, le ore di luce disponibili serviranno tutte.
Con Grazia decidiamo di chiudere l'anno nel modo a noi più consono: 41,3 km e quasi 1000 m. D+ per far capire alle gambe che comanda siamo ancora noi...
Se se ne ha voglia la sera stessa o il giorno dopo, consigliamo assolutamente una sosta al ristorante Lo Sfizio di Porto S. stefano.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: In auto sino a San Bernardo di Corio
Alla data della gita, sono presenti alcuni tratti ghiacciati, pertanto potrebbero essere utili i ramponcini. Alcuni tratti del percorso a volte non sono immediatamente individuabili, porre attenzione agli ometti ed ai segnavia.
Dopo aver percorso le creste Tesso-Tessuolo e Tessuolo-Malone, decidiamo di percorrere anche lo sparti-acque che divide la Valle del Malone da quella di Forno Canavese. Quasi sette ore per circa sedici chilometri ed un migliaio di metri D+. In compagnia dell'inesauribile fonte di informazioni di Ivo Reano e di Grazia.

Cresta Rocca Bianca-Rocca Lunga 1

Cresta Rocca Bianca-Rocca Lunga 2

Ricche indicazioni sul percorso
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Senza problemi sino a Piamparato
L'obbiettivo era il Lago Santanel. I notevoli accumuli di neve sfondosa sul percorso e l'eccessiva temperatura causata dal favonio, ci hanno fatto desistere dopo due ore di marcia all' Alpe omonima. Ambiente comunque interessante nonostante il SuperPhenix.
Parecchi alberi abbattuti dal vento sul percorso. Alcuni piccoli ma insidiosi resti di slavine ghiacciati da superare. Utili ghette e ramponcini e bastoncini.

Alpe Santanel

Versante NO del Monte Marzo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Senza problemi sino alla borgata Verger
Alla data della nostra gita, utili i ramponcini da trekking.
Salita effettuata nella nebbia sino al Pertus di Colombano, dopodichè il cielo azzurro ha fatto sì che i Denti di Chiomonte ci sorprendessero, mostrandosi a noi senza alcun preavviso. La notevole scenografia del luogo, unitamente al maestoso panorama, dal Rocciamelone al Niblè, hanno regalato un gran finale, ricco di suggestione, in grado di entusiasmarci come bambini...
Avvistato un branco di stambecchi ed uno di cacciatori.
Con la solita iper-collaudata compagnia.

Un larice nella nebbia


Ultimi passi per la meta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
:: poco faticoso
:: al limite del freddo
note su accesso stradale :: Al momento senza problemi
Condizioni quasi invernali. Consigliabili i ramponi. Da 20 a 30 cm. di neve fresca oltre i 2600 mt.
Ripercorro integralmente l'anello effettuato in stile trail running a fine luglio con Roberto. Questa volta però con amici che non corrono e quindi in assetto escursionistico. La recente nevicata ha però trasformato i luoghi, la nebbia, il freddo ed il vento hanno contribuito a dare un tocco di severità alla gita. In montagna non dare mai nulla per scontato...

Colle della Terra

Dalla vetta verso il colle

Ometto della vetta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Si percorre tutta la Val di Viù sino alla diga di Malciaussia
L'isolamento di questa massiccia montagna rende la gita piuttosto faticosa. Tenere presente che dal Colle Coupe in avanti, non esistono praticamente indicazioni. Obbligatoria una giornata senza nebbia e consigliabile un buon allenamento per affrontare un paio di importanti perdite di quota e successive risalite.
Molto utile la guida FRA LE UJE DI LANZO Edizioni L'Arciere, di Sergio Marchisio.
A distanza di qualche settimana ritentiamo, e concludiamo, la salita alla Grand' Uja. Dopo aver pernottato alla Capanna Sociale Aurelio Ravetto, percorriamo, tenendo costantemente le direzione Est, il panoramico sentiero 531, raggiungendo in sequenza il Colle Costa Fenera, il Colle Coupe ed il Colle Coupe Trape. Raggiunta la cresta della Grand' Uja, la seguiamo lungamente cercando i passaggi migliori sino in cima. Veniamo raggiunti in discesa da laura, Filippo, Carlo e Beppe con i quali risaliremo al Colle Costa Fenera per scendere a Malciaussia percorrendo il suggestivo valloncello dei laghi del Turlo. (Vedi traccia)
Nel complesso una gran bella gita, appagante, faticosa e d'ambiente. Con la sempre piacevole compagnia di Massimo in ottima forma.

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