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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
La via è stata "rivisitata" dagli autori e da Ciano Orsi.
Non avendola mai percorsa prima, non ci è stato possibile fare paragoni, tra il prima e il dopo|
Attualmente la via è comunque bella, in particolare il secondo tiro e il nuovo tiro di 6C sono dei tiri in cui fa piacere arrampicare.
Una serie di friend sino al n.4 sono molto utili.
Scesi in doppia sulla via.
Via consigliabile sicuramente.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Bhe… nulla da dire, una via che è un "gran mazzo" dall'inizio alla fine.
Partiti dal bivacco alle 4 ci siamo trovati un Lorussa sotto il limite di guardia, con la sabbia al posto della neve e solo dopo 3 ore alla base della via (saliti con ramponi e bastoncini).
La base della via conserva ancora un dado di legno con cordino e anche un bastone a fare segnale.
Primi tiri fattibili ma con roccia non del tutto sicura e con le relazioni che vanno interpretate (a volte si va destra e non a sinistra come relazionato); Nei primi 4/5 tiri pochissimi chiodi sulla via e qualcosa alle soste ma meglio ribattere tutto e posizionare un friend per integrare al meglio.
Per la seconda parte….vai di libera con le "mutande piene" (per dirla come il nonno!) e in artificiale come e dove puoi. Il terzultimo tiro e quello prima ancora, più difficili del tiro del tetto famoso con i tamponi a vite (uno è caduto ma sostituito da una vite senza fine, in ferro che lavora sullo stesso principio del tampone). Molto utili i friend n.6 (noi ne avevamo due...mai tanto contento!!) e n.5 più una bella, quasi doppia, serie sino allo 0,2....certo un peso enorme da portare su…. ma è il prezzo da pagare se vuoi stare nel buono.
Nel tiro del tetto (penultimo) qualche buona anima ha allungato i cordoni, così che sia più facile prenderli (un poco come la giostra a catena e devi prendere il codino….sfugge sempre!!), ciò nonostante per recuperare tutta la ferraglia ...devi fare pratica da contorsionista.
Anche l'ultimo tiro, dichiarato di 5+.... va sudato ( forse hanno rubato qualche appiglio ??….) ma la vista della spianata del Corno serve più di qualsiasi altro incentivo.
Negli ultimi 5 tiri adottata la pratica del recupero del bimbo (un vecchio e robusto zaino)…che così il primo arrampica senza questo ingombro e peso, va bene ma solo dopo averci preso la mano e modificato, in corso d'opera, il baricentro (e si il baricentro è tutto anche nel recupero del saccone e non solo su placca!)… Consiglio di sperimentare prima questa tecnica, non fosse altro che non siamo " arrampicatori yankee" e magari ci manca un pochino la mano.
Comunque una bella avventura, cominciata alle 4 di mattina dal Bivacco Varrone (tenuto magnificamente bene; pulito, in ordine e con coperte e materassi a posto, acqua 10 minuti prima di arrivare, sul sentiero) e terminata alle 23,30 alle terme di Valdieri.
Grazie a Flavio per il sms del "tutto a posto?", al passaggio di Pippo ad ora tarda e, soprattutto al socio di cordata Claudio Battezzati…che ha raccolto la proposta di fare questa via e ha risolto parecchi problemi con calma e sicurezza di chi "ne ha",
Da consigliare? bhe dipende !! se si vuole arrampicare su magnifica roccia, con movimenti plastici e in armonia con il mondo, forse esiste di meglio, diversamente se si vuole vivere una bella storia a due passi da casa, arrampicare con il massimo della concentrazione e pensare a come hanno fatto a passare in libera in inverno gli ultimi francesi (oltre a una venerazione per gli altri francesi apritori!!!)...allora questa via può essere una bella proposta.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Non troppo gonfia ma con ghiaccio buono, ultimo tiro un poco vetroso.
Avvicinamento quasi senza neve.
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Via che presenta la sua difficoltà nel trovare dove passa!!
Roccia buona e ben ammanigliata.
Pochi chiodi e soste non collegate (quelle non ancora a spit e catena che risultano essere le prime tre).
Breve integrazione alle cose già scritte:
1° tiro: ometto di partenza, si sale su placca di ds e poi si supera piccola strozzatura sino alla prima sosta a spit e cordone.
2° tiro: si sale sulla ds in fessura, dopo 15 m si trova, dentro una nicchia comoda, sino a trovare, sul lato sn, la seconda sosta a spit e catena
Questi due tiri sono collegabili.
3° tiro: si parte dalla sosta salendo nella fessura (chiodo) e dopo alcuni metri in verticale, si taglia a sn, in piena parete, con scalata in ascesa diagonale sempre verso sn sino ad incontrare la sosta (un paio di chiodi, utili cordini, nut e friend). Sosta a chiodi che va rafforzata, con friends e cordini su spuntoni.
4° tiro: si sale per 7/8 metri , chiodo sulla verticale, poi friend, e cordone nero su grosso spuntone/placca. Da quest’ultimo, deviare a ds, per qualche metro, aggirare piccola cresta e puntare a una cengia discendente, sempre verso ds, che porta sul lato ds (salendo) della grande fessura. Sosta a spit e chiodo da collegare.
Questi due ultimi tiri, si discostano, in parte, dalle relazioni precedenti….ma siamo riusciti a passare!
5° tiro: si sale verticalmente dalla sosta (un chiodo) e si supera un tettino che riporta su una piccola cengia. Dalla cengia si sale in verticale sin sotto la fascia di roccia gialla strapiombante, deviare (di poco) a sn e arrivare su un terrazzo, sotto il tetto giallo, dove attrezzare la sosta (chiodo vecchio con anello presente, aggiunto un chiodo a lama – poi tolto - e un friend.
6° tiro: si punta a sn, in scalata ascendente ma sempre in diagonale (friend e cordini su spuntoni). Dopo 7/8 metri un primo chiodo sulla verticale, subito dopo altro chiodo e poi ancora un altro chiodo con fettuccia (malconcia!!|) che portano ad arrampicare verso ds e alla sosta che si intravede nella nicchia sotto il tetto. Sosta “poco rassicurante” , (presente anche un cuneo di legno da museo!!!) che occorre rinforzarla con nut. Friend e cordini.
7° tiro : partire in diagonale verso ds (un chiodo ) e poi salire in verticale sino ad intravedere sulla propria ds, una cengia rocciosa che cammina sotto il tetto giallo. Raggiungerla e con alcuni cordini su spuntoni, percorrerla con andamento decisamente verso ds, sino al limite del tetto stesso. Sosta su chiodo rosso e su un nut. Possibile rinforzarla con friend.
8° tiro: continuare per un paio di metri sulla cengia (possibile mettere cordino su clessidra)sempre verso ds e raggiungere il diedro. Partire nel diedro con ascensione verticale (subito un chiodo) e poi sempre verticalmente con spostamenti laterali ma sempre di poco conto, sino alla vetta. Sosta in vetta su un grosso masso con cordone.
Sono uno o due tiri in più delle relazioni precedenti, ma fatta in questa sequenza le corde non tirano.


Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
ghiaccio durissimo, soste coperte dalla nevicata del mattino. Traccia ok, non servono ciaspole o sci.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Bellissima via. Da fare assolutamente.
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bellissima....a parte la discesa..per chi non è capace a sciare!
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La goulotte non è formata.
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Via bella con ritorno eterno(passando dal bivacco Berardo).
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Via molto particolare e bella