Gulliver outdoor - arrampicata, escursionismo, scialpinismo, sci alpinismo, alpinismo, canyoning, trekking, MTB, Cicloturismo

giulia_marangoni


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita con una giornata perfetta, niente vento e percorso ben segnato, da bolli prima e ometti dal colle di Nel in poi. Una bella pietraia come piace a me, da fare sempre attenzione a dove si mettono i piedi ma senza esposizione, se non negli ultimissimi metri prima dell'ometto di vetta. Inaspettatamente in cima ho incontrato 3 signori, fa sempre piacere fare due chiacchiere sulla punta delle montagne.

la lunga pietraia dal col di nel

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: attenzione a parcheggiare lungo la strada ma solo dove la linea della carreggiata è tratteggiata, altrimenti si rischia
Gita spettacolare, tranquilla, percorso balcone ottimamente segnalato e sentiero sempre in buono stato, impossibile sbagliarsi. Escursione imperdibile secondo me in questa stagione, senza il caldo estivo e le tante macchine parcheggiate.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: parcheggio nuovo di fronte al Rifugio Savoia
Sentiero splendido, ambiente lunare, gita non troppo impegnativa, panorami grandiosi anche sulla Val di Rhemes e sul Monte Bianco. Bisogna solo fare attenzione, arrivati al lago Rosset, a girare sul sentiero a sinistra che si porta sopra il lago, e non proseguire dritto verso i laghi Trebecchi.

vista sul versante Val di Rhemes e, in fondo a destra, il Mont Blanc
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
In accordo con le ultime recensioni (non aggiungo foto perchè la situazione è invariata), neve praticamente assente se non nella parte alta, ben dopo gli impianti di risalita. Siamo saliti benissimo con i ramponcini (a mio avviso indispensabili con queste condizioni). Nel risalire le piste ci sono molte parti che sono scivoli di ghiaccio ,aggirabili con pazienza. Panorama pazzesco !
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Giornata dal meteo spettacolare, ma davvero un caldo eccessivo per questo periodo. Salite prima su cima mares non pensando neanche di raggiungere il Monte soglio. Ma poi la vetta era invitante, siamo andate a vedere come fosse la neve, e alla fine siamo salite fin su. Si calpesta neve dalla base vera e propria del Soglio in su, in cima ce n'è ancora molta. Appare tutta stabile e non ci sono cornici da segnalare, ma l'attenzione non deve mai mancare! Oggi affondavamo abbastanza (non pensavamo che saremmo salite e non avevamo le ciaspole che abbiamo decisamente rimpianto) ma tutto sommato la neve ha retto più di quel che immaginavamo (siamo scese oltre il pezzo innevato alle 12 e qualcosa). Ciaspole comunque ancora consigliate, ghette obbligatorie!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: strada stretta a tratti sterrata. Consiglio di evitare di arrivare fino alla fine della strada se non si ha un 4x4, ma f
Le 4 stelline sono decisamente per la bellezza del vallone in veste autunnale e per la vista dalla vetta. Il sentiero però, è quasi tutto da immaginare, o comunque da cercare. Lasciata la macchina, quando la sterrata spiana si vede una croce di legno e sulla sinistra un cartello in legno con indicazioni per il lago di luca. Proseguire un po' su tracce di ampio sentiero e, arrivati ad una bassa baita, prendere una traccia che sale a sinistra, dopo un po' diventa un sentiero un po' più visibile. Da qui al lago di luca gli ometti sono quasi sempre visibili e c'è qualche sbiadita traccia di vernice. Si sorpassano i resti di due laghi quasi asciutti. Arrivati al lago "vero", conviene stare sulla sponda destra, risalire la collinetta, e lì seguire per tracce e ometti (la vetta già si vede, l'unica con la croce metallica). Io ho percorso il valloncino un po' sfasciumoso che porta al colletto, e da lì sulla destra continua una traccia, o l'intuito, fino alla vetta. Nessuna difficoltà particolare, data la quasi totale assenza di segnaletica, la sconsiglierei con la nebbia. In cima, oggi, nessuno a parte me.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Che altro dire su questa classica e facilissima escursione? Che resta meraviglioso arrivare lassù e godere di una vista a 360 gradi con un cielo così limpido come oggi. Sentiero segnatissimo e intuitivo, un po' più pesante nel tratto dalla seggiovia al colle dello Chaberton, ultima parte lineare e non faticosa. In cima centinaia di persone, di ogni tipo, dai runners ai ciclisti ai bambini al loro primo 3000. Ovviamente la folla in vetta non fa mai così piacere, ma se avete la fortuna di non incontrare qualcuno che mette la musica per pranzo, di spazio in vetta credetemi che ce n'è in abbondanza. Con la dovuta attenzione per il ghiaccio sempre presente, andate a sbirciare il forte sotto, mantenendovi nel corridoio principale,e provate ad immaginare cosa doveva essere, la guerra a più di 3000 metri d'altezza.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Gita sognata per una vita e finalmente fatta!
L'avvicinamento dal Colle del Preit è piuttosto lungo ma mai eccessivamente pendente,un riscaldamento prima della sfida vera e propria. La Meja in sè è sostanzialmente una scala detritica, e di passaggi veramente esposti e pericolosi non ne abbiamo riscontrati. Però le mani si usano quasi dall'inizio alla fine, quello sì, specialmente nei due stretti canali e nei due punti di cavi fissi.
Mi aspettavo una folla incredibile, e in effetti mentre salivamo qualche decina di persone stava scendendo (il che nei canalini può creare code fastidiose) e in vetta eravamo comunque ancora una decina.

Un lungo viaggio da Torino in giornata, ma ne è valsa assolutamente la pena!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Meravigliosa escursione che dà la possibilità di immergersi nel piccolo angolo dolomitico della val di Susa. All'andata abbiamo seguito il sentiero che, dal laghetto appena sopra il Rifugio Guido Rey (di cui vi consiglio caldamente di approfittare per una birra e una fetta di torta sulla via del ritorno!) parte sulla destra nel bosco, e segue poi un sentiero, di nuovo sulla destra, molto ripido e pendente che arriva fino al gabbiotto dello skilift del Rocher de la Garde. Al ritorno abbiamo presto invece il ritorno che, scendendo, va a sinistra percorrendo tutto il ghiaione e scende poi per le vecchie piste di nuovo fino al rifugio.
L'itinerario non è difficile, ma ci sono 2 punti in cui occorre molta attenzione, il sentiero si fa sottile al bordo dei pendenti scivoli di pietre e il terreno di ghiaia fine è insidioso (meglio non soffrire troppo di vertigini !!). Ma con una punta di coraggio e magari la mano di un amico si oltrepassa in un secondo.
Bivacco Ugo Blanchetti un vero gioiellino.
Vale la pena, arrivati sulla grand'hoche, proseguire sulla facilissima cresta fino alla guglia d'arbour, per conquistare la seconda cima della giornata con pochissima fatica in più.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: pista fino al selleries in buone condizioni
Gita meravigliosa, fatta in solitaria parcheggiando la macchina al Selleries (anche se detesto salire in macchina, ma la lunghezza della gita e la minaccia di temporali lo esigeva questa volta).
La descrizione è veritiera, è una gita lunga, piena di sali scendi, ma anche di paesaggi pazzeschi. Io sono salita (per paura di temporali imminenti) solo sul Robinet senza allungare al Rocciavrè.
Il sentiero è tracciato e bollato in modo impeccabile, il bivacco e la chiesetta semplici, ma fondamentali in caso di temporale in un terreno così spoglio.

Non ho incontrato nessuno nè in salita nè in discesa, se non 2 ragazzi che scalavano sulla Cristalliera.
In una giornata tersa e non minacciata costantemente da grandi nuvoloni e nebbie improvvise, me la sarei goduta di più, in ogni caso è una gita consigliatissima, se avete l'intera giornata a disposizione.
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