gianni.savoia


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Relaziono più che altro per segnalare che all'Alpe Veilet, la scorsa settimana, è stato posizionato uno dei due nuovi bivacchi della Valli Di Lanzo. Appare bello e confortevole ma al momento non è ancora dotato di materassi e coperte. Sicuramente sarà di grande utilità per poter fruire delle bellissime traversate che questa zona remota offre.

In ogni caso bellissima salita. Partiti da Vonzo e ber sentieri ben segnati passati prima ai Chapili, poi raggiunta l'alpe Vassola e da qui ci siamo inoltrati nel lungo e pittoresco vallone. Dopo l'Alpe Seone, abbandonato il sentiero, siamo saliti prima per roccioni montonati, poi per tratto di pietraia a grossi blocchi poi, alla estrema sinistra, su zone di erba ripida ma per noi preferibile alla pietraia. Nella parte superiore ci siamo spostati a destra a rintracciare il 'canale nascosto' e qui abbiamo preferito risalire una rampetta pochi metri a destra che pareva un po' meno infida. Raggiunta l'ultima spalla, in breve in vetta per roccette facili ma molto smosse.
In discesa siamo scesi direttamente per i pratoni ripidi sino a ricongiungerci con il sentiero all'Alpe Seone.
Consigliabile.

Con il fido Pier.

Nuovo bivacco all'Alpe Veilet

Dopo l'Alpe Seone

Scendendo...
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito dai Vietti, per il buon sentiero che porta al Pilone del Merlo e da qui alla dorsale che si segue sino all'Angiolino, incontrando il sentiero che arriva da Saccona. Dall'Angiolino passato alla Vaccarezza. Poca neve dura sulla cresta facilmente evitabile. Dalla Vaccarezza sceso sull'altra dorsale verso alpe Soglia, Letisetto, per poi riprendere strada verso Vietti e rientrare.
Gran giro, circa 1700 d+ e 20 Km., di gran soddisfazione panoramica. Consigliabile, anche per il buono stato dei sentieri.
Non molti anni fa qui si veniva con gli sci, e a volte si valutava anche se non ci fosse troppa neve... Ora scarpe da trail, gilè, e via andare... E siamo a metà gennaio...
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Divieto a San Bartolomeo
La strada sarebbe vietata da San Bartolomeo in poi, ma pochi se ne fanno una ragione. In ogni caso, per inveterata abitudine contratta da ragazzino quando la strada ancora non c'era, sono partito da case Fontana con la fedele Gina, che dopo la Chiavesso voleva salire anche la Golai.
Con tempo incerto venire da questa parti è volersela cercare, e infatti... Sino in vetta alternanza di schiarite e nuvole, poi, in discesa, una fitta grandinata "a pallini" che in poco tempo hanno imbiancato la parte alta rendendo viscido il terreno perlopiù pietroso. Sotto, pioggia sin verso San Bartolomeo.
Il primo tratto dopo il colle Paschiet presenta qualche passaggino in cui fare attenzione, soprattutto con tempo umido.
Diversi gruppetti sul percorso, per un totale di una dozzina di persone. Il che, per questa vetta, equivale a gran folla.
Da case Fontana sono oltre 1700 metri: brava la Gina!

La Gina
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti da Chialamberto per un giretto dichiaratamente 'esplorativo'.
La mulattiera che sale a Vonzo è bella e pittoresca, purtroppo in alcuni punti si sprofonda nelle foglie sino al ginocchio, occorre fare attenzione, soprattutto in discesa, ai pietroni sottostanti...
Da Vonzo fatto giro largo (ma panoramico) per il Roc 'd le Masche, poi dal Ciavanis preso per poco il sentiero del colle della Paglia abbandonandolo senza rimpianti per risalire a sinistra pendii quanto meno assolati, viste le temperature abbastanza basse e il vento teso. Tracce appena visibili risalgono i pendii permettendo di aggirare alcuni risalti e pervenire ai pratoni superiori, da cui in vetta pestando pochissima neve. Dalla vetta preso una traccia appena visibile che taglia in direzione Bojret e giunti sulla direttrice del colle scesi al meglio, interpretando vecchie tracce quasi scomparse, sino al Ciavanis. Da qui scesi con sentiero più diretto, completando l'8'. Bel giro e Maunero panoramica anzicheno' ! La rifarò mai con gli sci ?

Partendo 'dal basso' il dislivello diventa oltre 1.600 e i km circa 14.
Con Brù.

Roc 'd le Masche

Verso Ciavanìs

Dalla cima verso la Pianura

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti da Planaval e fatto il il giro in senso orario.
La salita al colle di Planaval è difficoltosa nell'ultimo tratto (2-300 metri di dislivello) in quanto con gli anni sono scomparse sia le segnalazioni che tracce di passaggio e occorre arrangiarsi. Un posto vale l'altro ma meglio stare discosti dalla parete di destra che pare scaricare di tanto in tanto. La discesa dal colle è invece in condizioni migliori. Si ritrovano da subito sia tracce che segnalazioni e si arriva a ritrovare due passaggi attrezzati con catene che consentono di superare in sicurezza la morena dx. orografica. Avevamo i ramponcini ma non sono stati necessari sebbene permangano due o tre nevaietti da superare.
Senza problemi invece il rientro dal Deffeyes attraverso Passo Alto e Crosatie in quanto basta seguire le evidenti segnalazioni dell'AV2.
La parte alta del col Crosatie, sebbene attrezzata con corde in alcuni punti, è più sfiancante che difficile.
Gita molto lunga ma molto remunerativa, soprattutto nella discesa verso il Deffeyes che offre scorci bellissimi.
Calcolare almeno 10-11 ore di percorso, a passo 'svelto' e correndo nelle discese. Il dislivello (calcolato con Ambit2) supera i 2.600 metri; lo sviluppo si aggira sui 30 km.

Verso il colle di Planaval

Parte alta salita al colle di Planaval

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Percorso piacevole, sempre ben segnato e con numerosi punti d'appoggio. Particolarmente suggestivo il tratto da col Terray all'Oratorio di Cuney seguendo il sentiero 'alto' sempre vertiginoso e panoramico. Dal 2016 il 'Tor des Geants' ha abbandonato questo tratto per passare dal nuovo rifugio Magià sottostante il colle per risalire poi a Cuney con percorso meno appagante.
Da Cuney bella la variante 'del Passet' che si imbocca poco dopo la partenza dall'Oratorio a destra e conduce a col Chaleby perdendo meno quota con un percorso leggermente esposto ma non difficile e dotato di catene di sicurezza in alcuni punti.
Ci siamo limitati al tratto Valtournenche-Oyace che comunque prevede uno sviluppo di 35 km. e 2600 metri di dislivello. Il tempo ragionevole per la traversata, se fatta in giornata, si aggira sulle 10-11 ore.

Colpo d'occhio dopo la Fenetre d'Ersaz

La discesa dalla Fenetre du Tsan

Al centro il bivacco Reboulaz e a destra la Fenetre du Tsan

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nato dall'idea di voler traversare il col di Livournea chiudendo poi un anello, si è rivelato un itinerario molto simpatico, anche nella prima parte bassa che ritenevo, a torto, meno interessante. Scorci panoramici molto piacevoli, salite a volte intense, ambiente poco frequentato, salvo intorno al bivacco Reboulaz e all'oratorio di Cuney. La circumnavigazione del lago di Place Moulin è uno scotto da pagare, ma si risolve rapidamente...
Consigliabile, ovviamente, solo agli amanti delle lunghe sgambate e dei concatenamenti 'stile trail'.

Parte alta della salita al colle di Livournea

Scendendo al Reboulaz : in alto a destra il col Terray

Il versante Sud del colle di Livournea

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Essere in Valpelline, avere poco tempo a disposizione e in più una meteo molto incerta.
Cosa di meglio di una veloce sgambata mattutina in assetto corsaiolo sino a questo splendido bivacco?
Il sentiero è molto piacevole, l'ambiente selvaggio, il bivacco uno spettacolo.
Sole e pioggerellina si alternano, ma ci graziano rispetto alla bassa valle e ad altre zone.
Ovviamente, torneremo d'inverno...

Bru sale

Arrivo al bivacco

Discesa umidina
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partito da Balme, salito per Labirinto Verticale, quindi per il costone che divide i valloni del Mercurin e del Ru, e poi per cresta a Punta Rossa di Sea. Discesa per il costone sino al bivio di Labirinto Verticale e quindi per il percorso consueto del vallone del Ru.
Labirinto Verticale offre una salita che è più di una variante suggestiva, e, pur non essendo molto più difficile del sentiero classico, l'esposizione e il tracciato che si addentra nella parete, sono veramente particolari e meritevoli.
Poco dopo avere raggiunto, in alto, il sentiero del Mercurin, si trova un bivio con segnavia 'BTT'. Seguendolo, invece del percorso più disagevole del Mercurin, si supera il costone che divide i due valloni e si raggiunge la bocchetta che mette in comunicazione i due laghi.
Di qui si raggiunge facilmente la cresta spartiacque e, seguendola sul filo o poco sotto, la vetta di Punta Rossa.
In discesa meglio seguire il sentiero classico, che comunque non è banale neppure lui...
Il dislivello indicato nella relazione mi pare non corretto e dovrebbe sfiorare i 1500 metri.
Sono presenti corde fisse in alcuni punti che però in condizioni normali non risultano mai indispensabili.
Percorso abbondantemente segnalato, forse fin troppo; un plauso comunque a chi ha riscoperto e tracciato il tutto.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella e remunerativa cavalcata, soprattutto in caso di tempo terso, per la bellezza dei panorami. Il lago di Afframont non e' molto conosciuto ma molto bello, e gli scorci della parte alta sono notevoli. Ugualmente notevole l'esposizione una volta giunti in cresta e in vetta.
Dal Vallonetto sono ancora salito a fare una doverosa visita di cortesia alla Chiavesso.