Gulliver outdoor - arrampicata, escursionismo, scialpinismo, sci alpinismo, alpinismo, canyoning, trekking, MTB, Cicloturismo

gianni.savoia


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Cinque stelle per una gita in ambiente superbo con meteo spaziale. All'inizio ti chiedi perchè ti diano colazione alle tre del mattino, ma lo capisci dopo quando ti rendi conto dello spostamento cospicuo e dell'impegno complessivo in termini di ore di marcia...
Condizioni buone, ma ciò non toglie che il ghiacciaio, nonostante l'aspetto bonario, sia sufficientemente infido, soprattutto nella parte bassa, dove numerosissimi crepi sono ricoperti da neve marcia e richiedono attenzione costante, anche sulla traccia.
Panorama impagabile e commovente sul Rosa e satelliti.
Al Rifugio vi tratteranno bene, ma è meglio pagare in Franchi Svizzeri (la cresta al cambio, per una mezza pensione, è di 6 Euro).
L'acqua corrente non c'è e costa 10 Franchi la bottiglia da un litro e mezzo. Ragion per cui tutti bevono birra, che, alla fine, costa meno...

Verso la vetta

Ultimi passi

Rosa, parete Est

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Al mattino la situazione meteo con nuvole a coprire tutte le cime ci ha indotti a salire la normale rimandando il programma della cresta. Giunti in vetta, le nuvole si sono diradate e abbiamo quindi deciso di scendere la Hohlaubgrat, il che si è dimostrata un'ottima scelta. La cresta è panoramica e non difficile. Il salto della parte alta si passa facilmente, con attenzione alla roccia friabile e con l'ausilio, eventuale, di doppia di 15 metri su spit con maillon.
La discesa dalla cresta è senz'altro la scelta migliore rispetto al rientro al Felskinn soprattutto se, come noi, si intende raggiungere la Capanna Britannia.

Hohlaubgrat dal ghiacciao
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
In giornata dal Pian della Mussa, abbiamo avuto la sorpresa di trovare neve continua sino alla Sella d'Albaron sin dal Pian Gias, poco oltre il bivio del rifugio.
Questo evita tanto in salita che in discesa faticoso arrancare su pietre, permette di essere veloci e fa anche fare qualche pensierino circa il fatto che magari si sarebbero anche potuti portare gli assi...
La cresta finale è onesta e pulita : conviene stare il più possibile sul filo.
Vetta solitaria solo per noi nonostante la bella giornata (in alto sopra il Pian della Mussa) il sabato di metà luglio e ben tre rifugi che la servono : misteri della montagna.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Divieto di accesso dal 1.11.2009 a primavera
Bella salita caratterizzata da piacevoli ambienti naturali e vasti panorami. Dal bivacco in poi, neve abbondante, a tratti fonda, ma a tratti durissima. Picca e ramponi indispensabili.
La troppa neve ci ha consigliato di evitare la preventivata traversata al Vaccarone. Anche la traversata in cresta verso la Ferrand presentava il primo salto verglassato e innevato; sarebbe servita una corda che non avevamo. Siamo quindi scesi per la cresta SE, non difficile ma nemmeno banale, causa la roccia non troppo affidabile. E' comunque un itinerario di discesa veloce e remunerativo.
Con Lorenzo-Feis, ci siam fatti venire molte idee per l'inverno...

Bivacco Blais

cresta SE seguita in discesa

Verso il Galambra

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella e chiodata intelligentemente. Nessun altro sulla via e una cordata sulla Venezia.
Ambiente piacevole, salita consigliabile.
Rispetto alla descrizione occorre aggiungere che tutte le soste sono attrezzate a spit, anche se da collegare.
I tiri non sono 9 bensì 12, anche se 2/3 sono banali e quindi forse sono stati esclusi dal conto. Comunque richiedono il loro tempo.
Fatta con Carlo in giornata dalla calurosa pianura.
Confermo orario, tre ore per la via.
Nessun problema nella discesa dal Porco, attrezzata a gogò (ma con mezzo metro di farina è più divertente :-) )

Il bel decimo tiro...

Carlo e il Giacoletti
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita al Lyskamm in buone condizioni. Poco ghiaccio affiorante per pochi metri sul pendio ripido sotto la cima. Nessun buco aperto, prudenza però al ritorno, nei pressi del Rifugio, dove la neve recente copre qualche buchetto che inizia a intravedersi.
Al tientro abbiamo fatto una doverosa visita di cortesia al Castore, anche grazie alla giornata spaziale con calma di vento e temperature fredde al mattino e gradevolissime di giorno.
Letteralmente impressionante la colonna ininterotta di persone che saliva al Breithorn, e comunque frequentatissime tutte le salite in zona.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ottime condizioni per l'itinerario.
La corda fissa sotto il colle Tuckett agevola la risalita vista la notevole frequentazione e nel tiro successivo sono presenti due rinvii integrabili a piacere. Qui si formano prevedibili 'tappi' sia in salita che, soprattutto in discesa. Tenere conto che dalla sosta dopo il tiro che segue il Tuckett, con una doppia di 45/50 metri si scende sino al nevaio. In discesa è meglio che non ripassare dal colletto con un doppia in traverso e un'altra in canale sporco...
La parte successiva è facile ma esposta e non evidente quanto a percorso : da non sottovalutare quanto a dimestichezza con certo tipo di terreno e percorso in conserva.
Panorama senza paragoni.
In salita neve quasi continua da 2900 metri circa, salvo breve tratto sui due lati del colle di Monetier. Pulita tutta la parte alta dopo il colle Tuckett.

Dpo il colle Tuckett

Primo tratto di discesa

Crestina esposta

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: * / ***** stelle
Poco dopo il Col du Lup ci siamo fermati in quanto la neve presente era maggiore del previsto e impiastricciava la cresta in modo da renderla parecchio pericolosa. La presenza di vetrato un po' dovunque non aiutava nel salire così come la temperatura decisamente polare per la stagione (zero gradi al lago del Moncenisio alla partenza e galaverna a gogò sull'erba!).
La parte successiva della cresta, verso la Roncia, appariva abbastanza carica.
Sino al Colle buon sentiero e nessun problema.
Fatta visita alla Sommet de la Nunda.
Alla prossima !
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Di solito con esagero con le cinque stelle, ma questo itinerario mi è molto piaciuto, per i panorami, per come il sentiero si crea la strada nella montagna, per l'esposizione e l'esteticità.
Peccato non poter salire, come si faceva un tempo, direttamente dai paravalanghe, dopo che i lavori hanno di fatto reso impossibile l'accesso al sentiero originario. Quello che parte da Claviere è comunque una buona alternativa. Clima molto fresco e giornata insosspettabilmente piacevole.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Situazione ideale per la cresta Est che si presenta del tutto asciutta, così come la normale al rientro. Nessuna necessità di picca e ramponi.
Moltissima gente su questo itinerario, forse più che sulla normale. Tutti comunque in gamba e svegli, e così nessun problema di intasamenti o cadute di pietre. Occorre comunque continua attenzione e la discesa è mediamente impegnativa fin quasi al rifugio, discesa dal colle delle sagnette compresa.

Facile ma un po' esposto...