gianni.savoia


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bella e chiodata intelligentemente. Nessun altro sulla via e una cordata sulla Venezia.
Ambiente piacevole, salita consigliabile.
Rispetto alla descrizione occorre aggiungere che tutte le soste sono attrezzate a spit, anche se da collegare.
I tiri non sono 9 bensì 12, anche se 2/3 sono banali e quindi forse sono stati esclusi dal conto. Comunque richiedono il loro tempo.
Fatta con Carlo in giornata dalla calurosa pianura.
Confermo orario, tre ore per la via.
Nessun problema nella discesa dal Porco, attrezzata a gogò (ma con mezzo metro di farina è più divertente :-) )

Il bel decimo tiro...

Carlo e il Giacoletti
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita al Lyskamm in buone condizioni. Poco ghiaccio affiorante per pochi metri sul pendio ripido sotto la cima. Nessun buco aperto, prudenza però al ritorno, nei pressi del Rifugio, dove la neve recente copre qualche buchetto che inizia a intravedersi.
Al tientro abbiamo fatto una doverosa visita di cortesia al Castore, anche grazie alla giornata spaziale con calma di vento e temperature fredde al mattino e gradevolissime di giorno.
Letteralmente impressionante la colonna ininterotta di persone che saliva al Breithorn, e comunque frequentatissime tutte le salite in zona.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ottime condizioni per l'itinerario.
La corda fissa sotto il colle Tuckett agevola la risalita vista la notevole frequentazione e nel tiro successivo sono presenti due rinvii integrabili a piacere. Qui si formano prevedibili 'tappi' sia in salita che, soprattutto in discesa. Tenere conto che dalla sosta dopo il tiro che segue il Tuckett, con una doppia di 45/50 metri si scende sino al nevaio. In discesa è meglio che non ripassare dal colletto con un doppia in traverso e un'altra in canale sporco...
La parte successiva è facile ma esposta e non evidente quanto a percorso : da non sottovalutare quanto a dimestichezza con certo tipo di terreno e percorso in conserva.
Panorama senza paragoni.
In salita neve quasi continua da 2900 metri circa, salvo breve tratto sui due lati del colle di Monetier. Pulita tutta la parte alta dopo il colle Tuckett.

Dpo il colle Tuckett

Primo tratto di discesa

Crestina esposta

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Giudizio Complessivo :: * / ***** stelle
Poco dopo il Col du Lup ci siamo fermati in quanto la neve presente era maggiore del previsto e impiastricciava la cresta in modo da renderla parecchio pericolosa. La presenza di vetrato un po' dovunque non aiutava nel salire così come la temperatura decisamente polare per la stagione (zero gradi al lago del Moncenisio alla partenza e galaverna a gogò sull'erba!).
La parte successiva della cresta, verso la Roncia, appariva abbastanza carica.
Sino al Colle buon sentiero e nessun problema.
Fatta visita alla Sommet de la Nunda.
Alla prossima !
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Di solito con esagero con le cinque stelle, ma questo itinerario mi è molto piaciuto, per i panorami, per come il sentiero si crea la strada nella montagna, per l'esposizione e l'esteticità.
Peccato non poter salire, come si faceva un tempo, direttamente dai paravalanghe, dopo che i lavori hanno di fatto reso impossibile l'accesso al sentiero originario. Quello che parte da Claviere è comunque una buona alternativa. Clima molto fresco e giornata insosspettabilmente piacevole.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Situazione ideale per la cresta Est che si presenta del tutto asciutta, così come la normale al rientro. Nessuna necessità di picca e ramponi.
Moltissima gente su questo itinerario, forse più che sulla normale. Tutti comunque in gamba e svegli, e così nessun problema di intasamenti o cadute di pietre. Occorre comunque continua attenzione e la discesa è mediamente impegnativa fin quasi al rifugio, discesa dal colle delle sagnette compresa.

Facile ma un po' esposto...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Per curiosità ho voluto provare a salire dalla cresta che da sopra Pian Lunella conduce alla Rocca del Forno. Da questa ho poi percorso tutta la cresta sino lla Lunella e sono sceso per la cresta nord solita. Bella e lunga variante che permette di fare l'anello di tutto il vallone. Ho raggiunto la cresta dall'evidente colletto sopra pian Lunella ma non e' una scelta molto consigliabile (drose e roccette schifide). Meglio fare come diceva Berruto nella guida della Valli di Lanzo e salire il Vallone prendendo la cresta piu' in alto. Piu' in basso una draga sbancava la vetta (!) del Tumlet... Che vorranno (ancora) mai fare ?

Traversando le creste verso la Lunella
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
La giornata, partita con molte nuvole, e' terminata in gloria con cielo terso. Il ghiacciaio e' molto tormentato rispetto a un tempo ma la traccia e' buona, cosi' come i ponti di neve, almeno per ora. Un po' piu' complesso del solito arrivare alla vetta tradizionale, per via del verglas sulle roccette, ma, con un po' di caldo, il tutto dovrebbe ripulirsi in fretta.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Finalmente una bella giornata in questo agosto da tregenda! La salita e' bella, se ci dimentichiamo di quanto ghiaccio e' sparito negli ultimi anni. Utili i ramponi per il ghiacciaio intermedio, poi si possono lasciare. La picca puo' essere utile nell'ultimo tratto sotto la vetta. Ottimi il trattamento e l'accoglienza al Rifugio Gastaldi.
Giudizio Complessivo :: ** / ***** stelle
Ci siamo fermati a quota 3100, all'inizio dell'ultima parte, a causa della fitta nebbia e dell'altrettanto fitta nevicata. Tempo da lupi e condizioni da tardo autunno. Il ghiacciaio e' abbastanza crepacciato e occorre un po' di attenzione anche se i ramponi, vista l'ultima neve, non servono. Ottimo come sempre il trattamento al Rifugio Daviso.