fabio.ciorny


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a pera
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
attrezzatura :: scialpinistica
partito da casa con sci ai piedi...problemi a schiacciare correttamente la frizione della macchina.
A Oneglie non tanta neve, ma da metà in poi, una volta incominciato il ghiacciaio, traccia bella.
Sceso con le pelli montate causa distrazione in stile chilometro lanciato...buon primo aprile
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
attrezzatura :: scialpinistica
Pernottamento al rif. Chabod e partenza alle 7.00 noi 4 e 2 francesi. Giornata senza una nuvola e senza vento. Il ghiacciaio è ben chiuso e la traccia di risalia evidente e sicura. Grazie al ritmo sereno di risalita siamo giunti in vetta piuttosto facilmente nonostante la quota in 4 ore circa; poi dal colle alla vetta e ritorno una ulteriore ora, complice l'affollamento di gente proveniente dal Vittorio Emanuele II. Discesa verso il Vittorio Emanuele II con tutti i tipi di neve; primaverile in alto, crostaccia a 3000 metri e fango bianco sotto i 2500.
Mio primo 4000 con gli sci, e primo anche per il compagno di cordata Enrico (complimenti), l'altra cordata era mia madre (prima al Granpa) e mio padre (il veterano).

Colle affollato

Ciarforon dalla vetta

Passaggio delicato in cresta

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: umida
quota neve m :: 1100
attrezzatura :: scialpinistica
Caldo, caldo, caldissimo. Partito dalla macchina in maniche corte. Bevuto 1,5 litri acqua solo in salita. L'idea era di fare il periplo al contrario ma a stento sono arrivato al Camino stremato. Visto che dal basso arrivava la perturbazione mi sono fermato in punta a dormire e godere il panorama con un sole eccezzionale. Sceso dal canale della Ceva su neve pesantina ma divertente. Da metà pista Camino a metà Busancano nebbione con visibilità 3 metri.
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ottimo
quota neve m :: 1800
Bella gita, peccato le condizioni meteo che non hanno permesso al sole di trasformare la neve. Partiti dal'ospizio su buon rigelo notturno, abbiamo quasi subito sbagliato ititnerario proseguendo verso il Monte Leone anzichè tenere la destra vesro la meta prescelta allungando la gita di un'oretta e 200 m di dislivello circa. Giunti al colle stremati dalla fatica causa la variante in mezzo ai canaloni ripidi e con neve inconsistente, un fortissimo vento si è levato impedendoci di fare gli ultimi 50 metri di dislivello, quindi scesi su neve non trasformata. I canaloni sono comunque talmente battuti da renderli simili ad una pista di discesa libera. Dai 2500 m in giù la neve ha mollato un po' grazie anche al sole uscito dopo il vento, rendendo divertente e piacevole la discesa. Indispensabili i coltelli.
Oggi con Walter, Manuela (papà e mamma) ed Enrico.
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
note su accesso stradale :: nessun problema
quota neve m :: 1400
Bella bella gita. Tutta al sole. Partiti con temperature gradevoli, siamo saliti su pochi cm di fresca, ma da quota 2400 la neve fresca era molto più abbondante, circa 20 cm. Si esce in vetta a piedi facilmente da dove si osserva un 360° mozzafiato, ma quando la neve trasformerà serviranno i ramponi per fare gli ultimi 20 metri di dislivello. Utili i coltelli, siccome la traccia è molto gelata e nei traversi si scivola molto. Scesi fino a quota 2200 su farina bellissima con sotto crosta portante, si può fare anche il canalone tutto a destra scendendo in tutta tranquillità. Da quota 2200 fino in fondo la neve incomincia a trasformarsi in primaverile con sotto crosta cedevole. Domani e giovedì sarà ancora con farina eccezzionale, poi il caldo lavorerà la neve e ciao ciao farina, visto che è tutta al sole. L'unica nota negativa che ha tolto una stella alla gita è la presenza della strada estiva con tanto di cartelli e guard rail, che rovina un po' il fascino della montagna.
Consigliatissima.

Vetta in vista

Uscita in vetta

Vetta con Monte Bianco

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: umida
note su accesso stradale :: necessarie gomme termiche
quota neve m :: 1500
Gita molto panoramica e potenzialmente bellissima, ma molto stancante e lunga; 3 ore per fare 950 m di dislivello. La salita è ricca di "drizzoni" e altrettanti spostamenti. Se volete raggiungere la vetta portate ramponi, piccozza e magari 30 metri di corda, altrimenti ci si ferma a quota 2935 m. Il caldo di ieri ha ucciso la neve, rendendola crostosa (ma tanto) nei versanti al sole e gessosa e pesantissima in ombra, quindi se non cambiano le condizioni meteo, la discesa non è divertente e appagante. Anche oggi, nonostante le velature, le temperature erano molto alte, e nella parte finale (quota 2000 m) la neve sembra quella di fine aprile. Attenzione che in discesa bisogna ripellare e fare 100 m di dislivello positivo per risalire al colle.
Ottima compagnia con Enrico e in vetta 4 pensionati più arzilli e freschi di noi 30enni.

Ultimo tratto

Vetta non raggiungibile con sci ai piedi

Enrico...parte prima

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Gita molto bella, guastata solo in parte dal tempo non dei più belli. L'ascesa al colle della Mologna piccola è molto veloce grazie al sentiero pendente ma non impegnativo. Dal colle merita andare a sinistra per 150 metri per osservare il panorama con vista sul lago Riazzale. I bolli blu dell'"alta via" sono ormai sbiaditi, ma si intuisce benissimo il percorso. I tratti scoscesi e scivolosi mi hanno spinto ad assicurare a me il cane, e io a mia volta alle catene e corde fisse con fettuccia e moschettone. Gita counque abbastanza semplice ma con l'ebrezza dei tratti attrezzati ed esposti. Gita comunque lunghetta, con 15 km di percorrenza, 1600 metri di dislivello tra sali-scendi e 6 ore di marcia.

Oggi compagno di camminata Webby e Aceto.

Webby quasi in vetta

Cresta esposta
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima e lunga ferrata, assolutamente da non sottovalutare e NON PER PRINCIPIANTI, nè il primo tronco e nel modo più assoluto il secondo. Se non si è allenati nella presa ferrea e prolungata dei pioli, meglio fare solo il primo troncone. Il primo ponte tibetano è suggestivo, lungo ma semplice, il secondo è molto più corto ma oscilla di più, quindi se non avete mai provato qualcosa di simile, lasciate perdere.
Il secondo tronco è sempre a strapiompo, sia quello che sale direttamente dal primo ponte (il più facile)ma soprattutto quello che sale dal secondo ponte (più difficile). Io nel secondo troncone più difficile sono caduto dalla stanchezza delle braccia con volo di 3/4 metri e sono tornato indietro dai ponti tibetani (e non sono di primo pelo), quindi siate sicuri delle vostre forze...
Molto aerea, e con panorama incredibilmente bello sul gruppo del Rosa. Consigliata fettuccia di prolunga per il primo ponte tibetano che tira molto negli ancoraggi e per soste lungo il percorso.
Affrontata con babbo Walter
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo itinerario :: molto faticoso
tipo clima :: corretto
Una delle corse più belle ma al contempo la più faticosa che abbia mai fatto. Salita impegnativa ma suddivisa in tre rampe, i due km prima dell'ascesa al Monte Cucco sono veramente bellissimi per il panorama mozzafiato. La discesa è devastante, non si riesce mai a spingere anzi, bisogna frenare, quindi i quadricipiti si mettono ad urlare. Comunque molto molto bella...complimenti agli organizzatori.
Per me tempo di percorrenza 2 ore e 2 minuti
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ottimo
quota neve m :: 2100
Bellissima gita. Pernottato al rif. Pizzini, al quale si arriva tramite percorso noiosissimo sotto una leggera nevicata. Il mattino partenza alle 7.00 con bel sole ma con perurbazioni che giravano nel cielo. Si può considerare una gita di sci alpinismo fino al "collo di bottiglia", poi sci in spalla, picozza e ramponi fino alla vetta su costante pendio di 40° circa. La salita è parecchio faticosa, ed esposta in pendio infinito. Usciti in vetta in canalino con pendenze ancora più accentuate ma senza rischi grazie alle condizioni di neve recente non ghiacciata. Discesa alle 10.30 direttamente con sci ai piedi dalla vetta su pendenze mozzafiato (solo per buoni sciatori, altrimenti discesa a piedi) su neve che teneva benissimo. Collo di bottiglia con curve da farsi saltando e invertendo in fave di volo. Dalla base del collo in poi bellissima discesa su bei pendii fino al Pizzini. Dal rifugio ai Forni tremenda discesa in mezza costa senza una curva e con le gambe che urlano di acido lattico. La scala di difficoltà OSA è più per la discesa che non per la salita.
La vetta è stata studiata, agognata, affrontata e conquistata con papà Walter. Bellissima davvero per il carattere alpinistico.

Rifugio Pizzini

L'albero degli scarponi

Partenza con Gran Zebrù sullo sfondo

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