fabio.ciorny


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: buonissimo
Percorso divertente, non molto impegnativo ma avventuroso; il sentiero quasi non esiste e i bollini bisogna sempre cercarli attentamente. Il terreno ed il panorama sono molto differenti dalle altre valli biellesi, quindi ne vale la pena. Attenzione a non perdere il sentiero dopo l'alpeggio Lace Superiore (tenere la destra appena prima del ruscello). Dal colle della Lace alle due punte il percorso e in parte con le corde fisse ma quasi non servono, quindi si può andare senza paura. Purtroppo il solito clima biellese ha portato il nebbione che ha accompagnato tutta la gita; il versante valdostano invece era bellissimo. Appena giunti alla macchina ovviamente il cielo si è aperto totalmente...
Gita lunga e poco frequentata perchè con così tante ore di marcia si possono raggiungere mete più ambite, ma ne vale proprio la pena.
Oggi con me un brillantissimo Webby!!!

Webby in corda fissa

Monte Roux 2318 m

Monte Bechit 2320 m

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima gita, in compagnia del solito Aceto...giornata non bellissima ma molto calda. Si incomincia a pestare neve prima del lago, e poi verso il colle è più il tempo passato su nevai che su roccia. L'ultimo nevaio che porta al colle è abbastanza inclinato, ma la giornata calda ha rammollito la neve facendo in modo che non fosse necessario calzare i ramponi. Purtroppo dal versante canavese arrivavano molte nubi e nebbia, quindi trovare lastrada giusta per giungere alla vetta non è stato molto agevole...2 ore per arrivare al colle e un ora per arrivare sotto la croce. Purtroppo l'ultimo strappo in mezza arrampicata ho dovuto evitarlo perchè il povero Aceto non riusciva a venire sù...
Bellissimo panorama dal colle e dal lago, solo è proprio un peccato avere sopra la testa qui tralicci dell'alta tensione.

Lago Miserin con vista Rosa dei Banchi

Monte Rosa in mezzo allu nubi

Lago Miserin dal Colle della Rosa

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Partiti venerdì pomeriggio verso il rifugio Vittorio Emanuele con cielo coperto...appena arrivati si è scatenato l'inferno di vento e pioggia.Alle 4:30 di sabato il vento era ancora fortissimo ma come da previsioni meteo, è cessato all'improvviso.Partiti con destinazione Ovest del Ciarforon, il forte vento e la temperature gelida che abbiamo trovato al colle, ci ha fatto optare per l'ascesa alla Becca di Monciair, che rimane tutta al sole. Condizione del ghiacciaio ottimali, e tutta la cresta che dal colle sale in vetta non è innevata, quindi si sale agevolmente facendo attenzione a tutti i roccioni e detriti che si muovono sotto i piedi.
Gita emozionante e divertente per chi come me non è molto "navigato"; cordata divertente composta la Walter, Emanuela (papà e mamma) e Massimo.

Ciarforon e Becca di Monciair


Ciarforon e Gran Paradiso dalla vetta

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito alle 6.00 pieno di entusiasmo...si affrontano i primi 80 km in pianura totale ai 30-32 km di media oraria senza difficoltà alcuna, ma dopo inizia subito la collina, appena dopo Crescentino. Il paesaggio è veramente favoloso, anche se (per fortuna) il cielo coperto incupiva un po' i campi di grano ed i vigneti. Si attraversa Montechiaro d' Asti e si giunge ad Asti velocemente grazie a molti sali-scendi. Al 120 km prima sosta obbligata: pioggia battente, che mi ha accompagnato dopo una salita impegnativa di 5 km fino a Cortemilia al km 170 circa. Poi per fortuna ha smesso ma è rimasto nuvoloso agevolando la salita delle alpi liguri che termina alla fine della valle dell'Uzzone. Dallo scollinamento c'è una lunga e divertente discesa che si interrompe per 3 km ad Altare, ma poi fino a Savona si toccano anche i 65-70 Km/h! Gli ultimi 45 km sarebbero anche sull'Aurelia e quindi sul lungo mare...però a Noli l'Aurelia è interrottaper frana, quindi l'unico passaggio obbligato è nell'entroterra che da Noli conduce a Vezze e poi scende a Finale Ligure! Salita che al 220 km mi ha fatto scendere dalla bici e camminare (non ne avevo più); sono 3 km devastanti sul percorso della Milano-Sanremo. Poi a Voze si affronta nuovamente la discesa fino a Finale Ligure e poi gli ultimi 25 km in riva al mare fino ad Alassio.
Bellissimo, indimenticabile, ma fatelo in compagnia perchè è veramente lungo: 12 h e 20 min con 10 h e 50 min di pedalata effettiva a 25 km/h di media. Se non fosse stato per il tempo nuvoloso che ha agevolato la fatica non credo che sarei arrivato in fondo.
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 1700
Partiti alle 7 del mattino da Rhemes su un ottimo rigelo notturno che ha consentito di avvicinarsi velocemente a Thumel, abbiamo risalito il canalino slavinato che porta agli alpeggi Gran Vaudala. Un panorama mozza-fiato ci ha accompagnato fino in vetta. Discesi per circa 200 metri sull'itinerario di risalita abbiamo tenuto poi il versante Nord-Ovest verso la Grata Parei dove un firn da "coito" conduce al rifugio Benevolo. Dal rifugio in poi è un disastro: neve-pappa che impedisca agli sci di scorrere, quindi lo spostameno in piano da Thumel a Rhemes diventa un incubo. Consiglio di partire 5.30 massimo 6.oo da Rhemes.
Oggi non c'era proprio nessuno,solo babbo Walter, io ed Aceto travestito da marmotta sovrappeso, visto che si è in pieno parco.

Canalino di risalita slavinato

in punta con Aceto "marmotta" e dietro Granta Parei

Firn coitale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Forse la prima vera giornata primaverile ha esaltato ulteriormente questa breve ma intensa gita. Percorso corto ma "tosto", quasi sempre affrontato col rapporto più agile: 22 davanti e 30-28-26 dietro, mai più "duro". La parte asfaltata è panoramica ma noiosetta, mentre la strada sterrata rende più montana la gita. Dal Colletto di Bossola all' Alpe Moriondo si cambia versante (Nord-Ovest) e la strada sterrata diventa durissima, e anche a causa dei residui di neve, si scende spesso dalla bici. Giunti all' alpeggio ci si deve fermare obbligatoriamente per l'abbondante neve.
Come prima escursione in montagna direi che non potevo chiedere di meglio.Consigliata a chi ha già un po' di allenamento nelle gambe, non c'è un trato di piano!

Colletto di Bossola
Sciabilità :: **** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 1100
Bellissima gita; gli sci si portano a spalle per circa 20 minuti, poi si sale tranquillamente fino al colle con i coltelli su quasi tutto il percorso causa crosta da vento. Dal colle alla punta è meglio usare i ramponi, e poi finalmente giunti in vetta si un panorama mozzafiato. La discesa presenta un po' tutti i tipi di neve: dura in alto, bella primaverile a metà e marcia in fondo, ma ogni caso la gita è proprio bella, peccato che tutta la salita è stata accompagnata da un vento fastidioso svanito magicamente non appena arrivati al colle.
Gita in compagnia del babbo Walter, mamma Manu e Renato...Aceto lavorava di nuovo

Cresta finale

Battute finali

Vetta col vecio

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 1000
Salita da pista di sci, quindi anche se si sale non troppo presto la neve battuta tiene bene.Dal lago alla bocchetta bella neve compatta e morbida che rimane tale anche in discesa; dalla bocchetta all'anticima si cambia versante e le condizioni della neve cambiano in maniera repentina, ho anche messo i coltelli. Dall'anticima ho provato a calzare i ramponi e a salire in punta...ma non è il caso, dopo 100 metri sono tornato indietro. Discesa senza nulla da dire, tranne il tratto bello bello dalla bocchetta al lago.
La gita ha solo tre stelle: una in meno per la temperatura elevata ed una in meno perchè mancava Aceto, oggi lavorava.
Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: osservato fratture nel manto
neve (parte superiore gita) :: primaverile/firn
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: ottimo
quota neve m :: 1000
Partiti alle 7.00 di mattina da Oropa, si inizia il percorso del sentiero estivo in mezzo alla "boschina", dove si ravana non poco, ma usciti dalla zona impervia si inizia a salire velocemente verso il Giass Cmun, e grazie al rigelo notturno si sale facilmente il pendio molto scosceso che porta alla cresta (consigliabili i coltelli). Finita la cresta molto suggestiva e panoramica, si affronta l'ultima rampa molto ripida, dove consiglio l'utilizzo dei ramponi, se dovesse abbassarsi la temperatura. Se arrivate presto, godetevi il panorama dalla vetta, e aspettate che il sole lavori un po' la neve sul versante ovest (verso la Pissa); da quel versante la discesa è più breve ma veramente fantastica.
Gita molto bella e con brevi tratti a carattere alpinistico che rendono più emozionante la salita. Gita con Renato e ...Aceto

Renato in azione

Aceto che si gode la gita

Giass Cmun sepolto dalla neve

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta da vento dura
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
Bella gita su vallone selvaggio; la primavera ormai si fà sentire, quindi è meglio partire presto.Salendo il versante sinistro, si possono osservare tutti i canaloni che hanno scaricato recentemente, per attraversarli si consigliano i coltelli; dopo un primo spostamento abbastanza lungo che conduce allo splendido alpeggio Fortin, si inizia il primo ripido pendio che, dopo un secondo spostamento su pianoro molto panoramico, conduce all'ultimo strappo che porta velocemente in punta. Dalla vetta siamo scesi dal vesante opposto...fate attenzione alla scelta dell'itinerario di discesa perchè è facilissimo infognarsi in canaloni ripidissimi con molti salti di roccia (noi ovviamente ci siamo finiti dentro);la guida consiglia di stringere verso il versante di risalita. Purtroppo oggi c'è stato molto vento e specialmente in cresta sembrava una spedizione Artica
Gita effettuata col babbo Walter e il fido Aceto.

Salendo su alveo del torrente

Gita molto panoramica

Cresta finale

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