faberblù


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Neve praticamente assente su tutto il percorso, se non al Gran Piano intorno alla casina da caccia (neve portante).
Prestare attenzione a dove si mettono i piedi nella seconda parte del percorso in questo periodo, una "simpatica" vipera ha pensato bene di incrociare il mio cammino a neanche un paio di metri di fronte a me.
Per il resto non ci sono segnalazioni da fare.
Seconda volta che ritorno in questi magnifici ambienti con un tempo superlativo e temperatura gradevole.
Peccato solo per il seccume generale.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sentiero in ordine, rapporto bellezza del paesaggio / difficoltà del percorso molto alto, gita che consiglio assolutamente.
Ciò che più mi ha colpito sono le malghe dislocate qua e là nei prati degli alpeggi, capaci di offrire colpi d'occhio niente male che rimandano a certi paesaggi delle Alpi orientali. Comunque panorama dalla cima (e non solo) molto appagante.
Peccato solo per le nuvole che hanno parzialmente impedito la visuale su tutte le cime circostanti.
Un po' di gente in giro.

Rocca Senghi da Pian Ceiol

Appena sopra le Barricate

Alcune delle tante malghe che si incontrano lungo il percorso

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
In realtà non ho fatto esattamente il percorso proposto, ma ho fatto un anello sfruttando il sentiero 219 che dall'Alpe Pian Gioè si porta verso il Colletto del Tovo.
Partito dai Cornetti ho imboccato con un po' di fatica (segnaletica scarsa) il sentiero 217 verso l'alpe Comba, notando come questo ormai si stia leggermente perdendo in mezzo alla vegetazione visto che più volte viene tagliato da una carrozzabile di recente costruzione. Lo stato del sentiero nella prima parte del percorso avrebbe già dovuto allertarmi per il "dopo", ma ho proseguito fiducioso fino all'alpe Comba. Qui ho scambiato due parole con un anziano margaro che mi ha avvisato sullo stato un po' disastrato del sentiero oltre l'alpeggio, cosa che si è rivelata vera, ma comunque la traccia si mantiene quasi sempre visibile. Giunto all'Alpe Pian Gioè, ho svoltato sulla destra, percorrendo la facile cresta che sale ad una selletta quotata 2129 m.
Da qui è iniziato il calvario fino al Colletto del Tovo: vegetazione più che invasiva lungo il sentiero, pianticelle e erbe alte che coprono quasi incessantemente il cammino, meno male che i bolli bianchi/rossi sono in discreto numero e permettono almeno di sapere di essere lungo il sentiero. La traccia è quasi sempre intuibile (dico intuibile, certamente non evidente!), tranne in alcuni punti dove ci si perde proprio in mezzo alla giungla vegetativa. Ultima salita verso il Colletto bella ripida con le erbe a foglie larghe che arrivano fino al petto, non proprio un gran bel piacere.
Finalmente, arrivato al Colletto del Tovo, sono salito sulla Rocca per riposarmi dalle fatiche di Indiana Jones ed ammirare un gran bel panorama.
Infine, ho preso il sentiero verso il Pian della Mussa, ritornare indietro era proprio l'ultimo dei miei desideri in quel momento, e poi sono tornato a Balme attraverso il classico sentiero.
Speravo sinceramente di trovare sentieri un po' più puliti, ma evidentemente bisogna prendere atto di come ormai quei tratti di sentiero brutti non siano più percorsi come un tempo.
Trovato solo un gruppo di persone che andava al pilone di San Pancrazio ed un altro sulla Rocca del Tovo, per il resto deserto.

Il bel Pian Gioè, dove inizia il sentiero 219

Il Pian Gioè visto dall'alto

Ecco come si presenta il sentiero 219 con la giungla che lo invade

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito da Forno direttamente al bivacco Ferreri-Rivero e da qui proseguito verso le rovine dell'ex bivacco Rivero.
Ritornato giù al Ferreri e da qui, onde evitare di scendere dal tratto di sentiero fatto in salita causa terreno un po' bagnato e pendenza sostenuta in alcuni punti, ho preferito allargare fino al rifugio Daviso per poi chiudere l'anello.
La classificazione "E" data a questo percorso mi sembra un po' semplicistica, un EE ci sta tutto dato il tratto di sentiero un po' più impegnativo tra la passerella sul Gura ed il bivacco Ferreri (alcuni tratti un po' esposti/scoscesi e presenza di catene in un punto iniziale), che deve essere effettuato in discesa con tutte le attenzioni del caso, soprattutto se ha piovuto da poco.
Per quanto riguarda i panorami, anche in questo percorso le valli di Lanzo mostrano ancora una volta la loro selvaticità e la zona attorno all'ex bivacco è semplicemente superba, con quel che resta dei ghiacciai del Mulinet poco più in alto.
Un po' di vento da ovest lungo il percorso, che ha tenuto lontano le nubi e ha concesso una bella giornata di sole pieno.
Pranzo al rifugio Daviso.

Il rifugio Daviso sul versante opposto visto dal bivacco Ferreri-Rivero

Risalendo la morena verso l'ex bivacco Rivero

Ghiacciaio Mulinet settentrionale

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sentiero in condizioni eccellenti fino al lago della Balma (qualche anima pia ha pulito totalmente il sentiero fino al lago della Balma molto recentemente, vale la pena cogliere l'occasione per fare un giro!), oltre bisogna fare un po' attenzione a non perdere i bollini rossi, soprattutto lungo la dorsale ed il canalone che salgono ripidi alla diga di Valsoera. Comunque difficile perdersi.
Arrivati nei pressi del lago della Balma, attenzione a non lasciarsi guidare dal sentiero pulito che devia verso gli edifici sull'altra sponda del lago, ma tirare diritto lungo quello che forse, ad un primo colpo d'occhio, non sembra ancora un sentiero.
Ambiente molto solitario, non incontrati altri escursionisti, solo alcuni margari che avevano accompagnato le mucche in alpeggio... d'altronde le condizioni del sentiero, in alcuni punti poco visibile, lasciano presagire che l'ambiente non sia molto frequentato.
Zona ricchissima di rocce montonate, patria di antichi imponenti ghiacciai.
Edifici della diga di Valsoera "abitati" da un simpatico gregge di capre, mentre i loro cugini stambecchi preferiscono le ripide pareti della diga... de gustibus!
Ci sono un po' di cavi elettrici e di edifici annessi ai laghi lungo il percorso, in alcuni momenti non appagano molto la vista (quattro stelle anzichè cinque).
Giornata meteo super!

Paesaggio appena dopo essere usciti dal bosco

Lago della Balma. Eh sì, per salire al lago di Valsoera bisogna superare quella paretona là in fondo!

Lago della Balma

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Inizialmente l'idea era di fare andata e ritorno per il Passo della Croce, ma si sa, l'appetito vien mangiando e così mi sono trovato casualmente a fare questo itinerario.
Lasciata l'auto nel centro paese per fare qualche metro in più di dislivello, ho proseguito fino al monte Turu, poi, incuriosito dall'eventuale possibilità di fare un anello, mi sono lasciato convincere dal sentiero che, poco sotto la cima, scendeva dalla direzione opposta a quella del passo. Seguendo le numerose tacche e facendo attenzione a dove mettevo i piedi (un po' di neve su terreno in alcuni tratti ripido o su semplici roccette), ho continuato a scendere fino ad arrivare sulla nuova strada sterrata e poi continuando su di questa per vedere fino dove arrivava (dopo poco più di 1 km si interrompe) e quindi sono ritornato sui miei passi fino al punto in cui la strada interseca la dorsale del monte Corno. Qui, poco sotto il profilo della strada, ho visto un cartello indicatore di un trail, l'ho preso e quindi ho continuato a scendere lungo la dorsale su traccia sempre più evidente e ben segnalata da ometti (ma attenzione a non scivolare sull'insidiosa erba secca!) fino ad intersecare il bel sentiero lastricato che a destra porta alla Ca' Bianca e a sinistra permette il ritorno a Vallo.

Devo ammettere che è stato un giro molto divertente, panoramico e vario, da provare!

Passo della Croce

Panorama verso la pianura dal passo della Croce

La croce al passo della... Croce!

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dal Lities, sentiero in ordine e totale assenza di neve.
Dopo i festeggiamenti di capodanno, avevo proprio bisogno di farmi quattro passi per smaltire la cena della sera precedente.
E allora cosa c'è di meglio di una veloce capatina alla Bellavarda?
Panorama molto bello, aiutato anche dai giochi di foschia nelle valli.

Valli di Lanzo immerse nella foschia

Ometto... napoleonico?

Tracce di animali in alpeggio

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Rispetto all'anello proposto, ne ho fatto uno un po' più piccolo, cioè vale a dire: partito da Vonzo, ho preso il sentiero segnato che sale ai Chiappili; al bivio Chiappili-Ciavanis, ho imboccato la strada per i Chiappili ma dopo dieci metri circa ho abbandonato la strada e mi sono infilato nel bosco e seguito la dorsale che sale verso Ciaulera (tracce di sentiero non segnato, comunque non ci si sbaglia, molto intuitivo). Sono arrivato alla roccia delle "Madonnine" e da lì continuato a salire per facili pratoni con direzione prima il decollo dei parapendio e poi la stazione meteo. Da qui tirato dritto, tenendo leggermente la destra per evitare un po' di rocce sparse e poi sempre su, portandosi man mano verso la dorsale che ci si trova sulla sinistra. Sempre salendo, con ormai la meta in vista, si arriva ad un punto un po' delicato dove si trova una bastionata rocciosa-erbosa da superare passando leggermente a destra e prestando comunque attenzione all'erba secca un po' insidiosa nelle parti un po' più in pendenza (evitare passaggi esposti!). Oltrepassato questo, che è l'ostacolo un po' più "ostico" dell'intero percorso, si arriva ad una selletta erbosa molto ampia, oltre la quale inizia la ripida/rapida salita finale alla punta, che in alcuni tratti, per quelli che patiscono un po' di vertigini come me, può dare qualche "pensiero".
Dalla cima, panorama magnifico.
Venuto il momento di scendere non me la sono sentita di rifare lo stesso percorso dell'andata per i motivi indicati sopra, per cui ho seguito inizialmente la dorsale che scende verso il passo del Boiret puntando verso il grosso ometto, poi, poco prima di raggiungerlo, ho svoltato a destra (avevo un po' fretta di scendere!) e sono sceso verso il vallone in totale libertà di percorso fino ad incontrare ad un certo punto una traccia di sentiero e raggiungere quindi l'Alpe Salvire e le Corbette. Da qui, in breve ho raggiunto la chiesa del Ciavanis e poi ho imboccato il sentiero che porta a Vonzo, chiudendo l'anello.
Totale assenza di neve lungo il percorso.
Un'altra giornata spaziale dal punto di vista meteo di questo autunno infinito...
Un grazie ai miei due compagni di gita (uno sceso in parapendio decollando da poco sotto la punta).

Salendo, la Ciamarella sullo sfondo

Vallone di Missirola e Monte Bessun (forse)

Alpeggio Pian di Lee in basso e Cima Giardonera (forse) sullo sfondo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ho deciso di allungare un po' il giro lasciando l'auto lungo la statale per Ceresole e mi sono incamminato lungo il sentiero verso Balmarossa.
Totale assenza di neve lungo il percorso, si può approfittare per salire un po' di quota!
Percorso ben segnato.
Alcune impressioni: parte terminale del sentiero sulla vecchia strada di caccia davvero infinita, si sale molto dolcemente con numerosi tornanti; osservati alcuni camosci, che sembrano essere meno spaventati del solito dalla presenza umana; pianoro della casa di caccia davvero incantevole; merita una visita la borgata di Varda, davvero graziosa, con bel panorama sulla valle dalla modesta altura alle sue spalle.

Borgata di Varda

Salto d'acqua parzialmente ghiacciato

Casina di caccia

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dalla frazione Porliod percorrendo il sentiero 11C. Leggera spruzzata di neve non fastidiosa, ma, appena superato Sarrioles, con il sentiero che si trova ad avere un'esposizione nord, sono arrivate le prime difficoltà a causa del considerevole spessore della neve vecchia in certi tratti, che causa numerosi sprofondamenti.
Dopo aver ravanato un po' (ed avere i piedi ormai bagnati) sono arrivato al pianoro a quota 2400 m, ma, complice un cielo un po' nuvoloso, il fatto che non ci fosse anima viva e non sapendo bene quanto mancava all'oratorio, ho deciso di tornare indietro.
Molto ma molto bello il lariceto che si attraversa poco dopo aver iniziato il percorso, con piante (penso) secolari.

Uno sguardo verso sud-est salendo ai Sarrioles

Tsa de Pierrey e Vayoux dall'altra parte della valle

Sarrioles

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