faberblù


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Sentiero in condizioni eccellenti fino al lago della Balma (qualche anima pia ha pulito totalmente il sentiero fino al lago della Balma molto recentemente, vale la pena cogliere l'occasione per fare un giro!), oltre bisogna fare un po' attenzione a non perdere i bollini rossi, soprattutto lungo la dorsale ed il canalone che salgono ripidi alla diga di Valsoera. Comunque difficile perdersi.
Arrivati nei pressi del lago della Balma, attenzione a non lasciarsi guidare dal sentiero pulito che devia verso gli edifici sull'altra sponda del lago, ma tirare diritto lungo quello che forse, ad un primo colpo d'occhio, non sembra ancora un sentiero.
Ambiente molto solitario, non incontrati altri escursionisti, solo alcuni margari che avevano accompagnato le mucche in alpeggio... d'altronde le condizioni del sentiero, in alcuni punti poco visibile, lasciano presagire che l'ambiente non sia molto frequentato.
Zona ricchissima di rocce montonate, patria di antichi imponenti ghiacciai.
Edifici della diga di Valsoera "abitati" da un simpatico gregge di capre, mentre i loro cugini stambecchi preferiscono le ripide pareti della diga... de gustibus!
Ci sono un po' di cavi elettrici e di edifici annessi ai laghi lungo il percorso, in alcuni momenti non appagano molto la vista (quattro stelle anzichè cinque).
Giornata meteo super!

Paesaggio appena dopo essere usciti dal bosco

Lago della Balma. Eh sì, per salire al lago di Valsoera bisogna superare quella paretona là in fondo!

Lago della Balma

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: umida
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
quota neve m :: 1600
Non essendo mai stato in zona, non avevo molto ben chiaro dove iniziasse il percorso, ma basta chiedere in giro ed il problema è risolto (per i più timidi: si lascia la macchina al grosso parcheggio dove finisce la strada e si imbocca la pista innevata che parte proprio vicino all'ufficio turistico di Nevache).
Salita al colle senza difficoltà, molto ben battuta ed intuitiva.
Paesaggi maestosi tra il rifugio ed il colle, gita indicata a chi ama i grandi spazi aperti.
Caldo consistente al ritorno.

Verso il colle (sulla destra), oltrepassato il rifugio de la Buffere

Tra il colle ed il rifugio, uno sguardo verso la valle centrale di Nevache

Cartelli indicatori al colle de la Buffere... un bel po' di strada per tornare a Nevache!

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Inizialmente l'idea era di fare andata e ritorno per il Passo della Croce, ma si sa, l'appetito vien mangiando e così mi sono trovato casualmente a fare questo itinerario.
Lasciata l'auto nel centro paese per fare qualche metro in più di dislivello, ho proseguito fino al monte Turu, poi, incuriosito dall'eventuale possibilità di fare un anello, mi sono lasciato convincere dal sentiero che, poco sotto la cima, scendeva dalla direzione opposta a quella del passo. Seguendo le numerose tacche e facendo attenzione a dove mettevo i piedi (un po' di neve su terreno in alcuni tratti ripido o su semplici roccette), ho continuato a scendere fino ad arrivare sulla nuova strada sterrata e poi continuando su di questa per vedere fino dove arrivava (dopo poco più di 1 km si interrompe) e quindi sono ritornato sui miei passi fino al punto in cui la strada interseca la dorsale del monte Corno. Qui, poco sotto il profilo della strada, ho visto un cartello indicatore di un trail, l'ho preso e quindi ho continuato a scendere lungo la dorsale su traccia sempre più evidente e ben segnalata da ometti (ma attenzione a non scivolare sull'insidiosa erba secca!) fino ad intersecare il bel sentiero lastricato che a destra porta alla Ca' Bianca e a sinistra permette il ritorno a Vallo.

Devo ammettere che è stato un giro molto divertente, panoramico e vario, da provare!

Passo della Croce

Panorama verso la pianura dal passo della Croce

La croce al passo della... Croce!

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
quota neve m :: 1100
Indeciso se calzare le ciaspole oppure no un po' lungo tutto il percorso, alla fine me le sono portate in spalla fino in cima. Volendo si può calzarle fin da subito, considerando però che in alcuni tratti la neve è un po' al limite e si tocca il terreno.
Nell'ultima parte della salita deciso di percorrere il sentiero anzichè la strada (indicata come "Cotolivier invernale" su una palina).
Per la discesa, per essere più comodo, ho messo le ciaspole e tenute fino all'arrivo ad Oulx, anche se in più punti si toccano alcune pietre sotto dato il modesto spessore e la scarsa compattezza del manto nevoso.

Panorama molto bello dalla cima, meteo ottima.

Uno sguardo su Sauze d'Oulx e la valle principale dalla cima

Chiesetta del Cotolivier e monte Fraiteve a destra, sullo sfondo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Salita tranquilla, con pochi strappi moderati, si pedala bene senza stancarsi troppo. Qualche difficoltà in più nell'ultima parte di salita su sentiero (foglie bagnate su pietre), risolto il tutto con discesa dalla sella dove necessario. Dopo aver svalicato, preso il sentiero in discesa e giù fino alla bella chiesetta di Camporossetto, con sosta foto e cibo.
Tornato a Condove su strada asfaltata.
Assenza di neve (se non per pochi metri, non fastidiosi).
Grandioso panorama dalla chiesetta su un mare di nebbia che sovrastava la pianura e la valle.

La Sacra di San Michele sopra ad un mare di nebbia

La bella chiesetta di Camporossetto

La bella chiesetta con la valle sullo sfondo (e la nebbia...)

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dal Lities, sentiero in ordine e totale assenza di neve.
Dopo i festeggiamenti di capodanno, avevo proprio bisogno di farmi quattro passi per smaltire la cena della sera precedente.
E allora cosa c'è di meglio di una veloce capatina alla Bellavarda?
Panorama molto bello, aiutato anche dai giochi di foschia nelle valli.

Valli di Lanzo immerse nella foschia

Ometto... napoleonico?

Tracce di animali in alpeggio

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Rispetto all'anello proposto, ne ho fatto uno un po' più piccolo, cioè vale a dire: partito da Vonzo, ho preso il sentiero segnato che sale ai Chiappili; al bivio Chiappili-Ciavanis, ho imboccato la strada per i Chiappili ma dopo dieci metri circa ho abbandonato la strada e mi sono infilato nel bosco e seguito la dorsale che sale verso Ciaulera (tracce di sentiero non segnato, comunque non ci si sbaglia, molto intuitivo). Sono arrivato alla roccia delle "Madonnine" e da lì continuato a salire per facili pratoni con direzione prima il decollo dei parapendio e poi la stazione meteo. Da qui tirato dritto, tenendo leggermente la destra per evitare un po' di rocce sparse e poi sempre su, portandosi man mano verso la dorsale che ci si trova sulla sinistra. Sempre salendo, con ormai la meta in vista, si arriva ad un punto un po' delicato dove si trova una bastionata rocciosa-erbosa da superare passando leggermente a destra e prestando comunque attenzione all'erba secca un po' insidiosa nelle parti un po' più in pendenza (evitare passaggi esposti!). Oltrepassato questo, che è l'ostacolo un po' più "ostico" dell'intero percorso, si arriva ad una selletta erbosa molto ampia, oltre la quale inizia la ripida/rapida salita finale alla punta, che in alcuni tratti, per quelli che patiscono un po' di vertigini come me, può dare qualche "pensiero".
Dalla cima, panorama magnifico.
Venuto il momento di scendere non me la sono sentita di rifare lo stesso percorso dell'andata per i motivi indicati sopra, per cui ho seguito inizialmente la dorsale che scende verso il passo del Boiret puntando verso il grosso ometto, poi, poco prima di raggiungerlo, ho svoltato a destra (avevo un po' fretta di scendere!) e sono sceso verso il vallone in totale libertà di percorso fino ad incontrare ad un certo punto una traccia di sentiero e raggiungere quindi l'Alpe Salvire e le Corbette. Da qui, in breve ho raggiunto la chiesa del Ciavanis e poi ho imboccato il sentiero che porta a Vonzo, chiudendo l'anello.
Totale assenza di neve lungo il percorso.
Un'altra giornata spaziale dal punto di vista meteo di questo autunno infinito...
Un grazie ai miei due compagni di gita (uno sceso in parapendio decollando da poco sotto la punta).

Salendo, la Ciamarella sullo sfondo

Vallone di Missirola e Monte Bessun (forse)

Alpeggio Pian di Lee in basso e Cima Giardonera (forse) sullo sfondo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ho deciso di allungare un po' il giro lasciando l'auto lungo la statale per Ceresole e mi sono incamminato lungo il sentiero verso Balmarossa.
Totale assenza di neve lungo il percorso, si può approfittare per salire un po' di quota!
Percorso ben segnato.
Alcune impressioni: parte terminale del sentiero sulla vecchia strada di caccia davvero infinita, si sale molto dolcemente con numerosi tornanti; osservati alcuni camosci, che sembrano essere meno spaventati del solito dalla presenza umana; pianoro della casa di caccia davvero incantevole; merita una visita la borgata di Varda, davvero graziosa, con bel panorama sulla valle dalla modesta altura alle sue spalle.

Borgata di Varda

Salto d'acqua parzialmente ghiacciato

Casina di caccia

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dalla frazione Porliod percorrendo il sentiero 11C. Leggera spruzzata di neve non fastidiosa, ma, appena superato Sarrioles, con il sentiero che si trova ad avere un'esposizione nord, sono arrivate le prime difficoltà a causa del considerevole spessore della neve vecchia in certi tratti, che causa numerosi sprofondamenti.
Dopo aver ravanato un po' (ed avere i piedi ormai bagnati) sono arrivato al pianoro a quota 2400 m, ma, complice un cielo un po' nuvoloso, il fatto che non ci fosse anima viva e non sapendo bene quanto mancava all'oratorio, ho deciso di tornare indietro.
Molto ma molto bello il lariceto che si attraversa poco dopo aver iniziato il percorso, con piante (penso) secolari.

Uno sguardo verso sud-est salendo ai Sarrioles

Tsa de Pierrey e Vayoux dall'altra parte della valle

Sarrioles

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nulla da segnalare se non alcuni tratti di sentiero con un po' di ghiaccio, che meritano un po' di attenzione.
Per il resto tutto ok, molto belli i laghi dei Luset e relativi corsi d'acqua ghiacciati.
Un po' di vento freddo in quota fastidioso.
Un grazie ai miei compagni d'avventura per il bel giro.

Sua maestà il Monviso visto dalla cima della Garitta Nuova

Vista sulla Garitta Nuova dalla Testa di Cervetto

Uno sguardo verso la pianura dalla Testa di Cervetto

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Tutte le sue gite

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