faberblù


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dal Lities, sentiero in ordine e totale assenza di neve.
Dopo i festeggiamenti di capodanno, avevo proprio bisogno di farmi quattro passi per smaltire la cena della sera precedente.
E allora cosa c'è di meglio di una veloce capatina alla Bellavarda?
Panorama molto bello, aiutato anche dai giochi di foschia nelle valli.

Valli di Lanzo immerse nella foschia

Ometto... napoleonico?

Tracce di animali in alpeggio

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Rispetto all'anello proposto, ne ho fatto uno un po' più piccolo, cioè vale a dire: partito da Vonzo, ho preso il sentiero segnato che sale ai Chiappili; al bivio Chiappili-Ciavanis, ho imboccato la strada per i Chiappili ma dopo dieci metri circa ho abbandonato la strada e mi sono infilato nel bosco e seguito la dorsale che sale verso Ciaulera (tracce di sentiero non segnato, comunque non ci si sbaglia, molto intuitivo). Sono arrivato alla roccia delle "Madonnine" e da lì continuato a salire per facili pratoni con direzione prima il decollo dei parapendio e poi la stazione meteo. Da qui tirato dritto, tenendo leggermente la destra per evitare un po' di rocce sparse e poi sempre su, portandosi man mano verso la dorsale che ci si trova sulla sinistra. Sempre salendo, con ormai la meta in vista, si arriva ad un punto un po' delicato dove si trova una bastionata rocciosa-erbosa da superare passando leggermente a destra e prestando comunque attenzione all'erba secca un po' insidiosa nelle parti un po' più in pendenza (evitare passaggi esposti!). Oltrepassato questo, che è l'ostacolo un po' più "ostico" dell'intero percorso, si arriva ad una selletta erbosa molto ampia, oltre la quale inizia la ripida/rapida salita finale alla punta, che in alcuni tratti, per quelli che patiscono un po' di vertigini come me, può dare qualche "pensiero".
Dalla cima, panorama magnifico.
Venuto il momento di scendere non me la sono sentita di rifare lo stesso percorso dell'andata per i motivi indicati sopra, per cui ho seguito inizialmente la dorsale che scende verso il passo del Boiret puntando verso il grosso ometto, poi, poco prima di raggiungerlo, ho svoltato a destra (avevo un po' fretta di scendere!) e sono sceso verso il vallone in totale libertà di percorso fino ad incontrare ad un certo punto una traccia di sentiero e raggiungere quindi l'Alpe Salvire e le Corbette. Da qui, in breve ho raggiunto la chiesa del Ciavanis e poi ho imboccato il sentiero che porta a Vonzo, chiudendo l'anello.
Totale assenza di neve lungo il percorso.
Un'altra giornata spaziale dal punto di vista meteo di questo autunno infinito...
Un grazie ai miei due compagni di gita (uno sceso in parapendio decollando da poco sotto la punta).

Salendo, la Ciamarella sullo sfondo

Vallone di Missirola e Monte Bessun (forse)

Alpeggio Pian di Lee in basso e Cima Giardonera (forse) sullo sfondo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ho deciso di allungare un po' il giro lasciando l'auto lungo la statale per Ceresole e mi sono incamminato lungo il sentiero verso Balmarossa.
Totale assenza di neve lungo il percorso, si può approfittare per salire un po' di quota!
Percorso ben segnato.
Alcune impressioni: parte terminale del sentiero sulla vecchia strada di caccia davvero infinita, si sale molto dolcemente con numerosi tornanti; osservati alcuni camosci, che sembrano essere meno spaventati del solito dalla presenza umana; pianoro della casa di caccia davvero incantevole; merita una visita la borgata di Varda, davvero graziosa, con bel panorama sulla valle dalla modesta altura alle sue spalle.

Borgata di Varda

Salto d'acqua parzialmente ghiacciato

Casina di caccia

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dalla frazione Porliod percorrendo il sentiero 11C. Leggera spruzzata di neve non fastidiosa, ma, appena superato Sarrioles, con il sentiero che si trova ad avere un'esposizione nord, sono arrivate le prime difficoltà a causa del considerevole spessore della neve vecchia in certi tratti, che causa numerosi sprofondamenti.
Dopo aver ravanato un po' (ed avere i piedi ormai bagnati) sono arrivato al pianoro a quota 2400 m, ma, complice un cielo un po' nuvoloso, il fatto che non ci fosse anima viva e non sapendo bene quanto mancava all'oratorio, ho deciso di tornare indietro.
Molto ma molto bello il lariceto che si attraversa poco dopo aver iniziato il percorso, con piante (penso) secolari.

Uno sguardo verso sud-est salendo ai Sarrioles

Tsa de Pierrey e Vayoux dall'altra parte della valle

Sarrioles

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Nulla da segnalare se non alcuni tratti di sentiero con un po' di ghiaccio, che meritano un po' di attenzione.
Per il resto tutto ok, molto belli i laghi dei Luset e relativi corsi d'acqua ghiacciati.
Un po' di vento freddo in quota fastidioso.
Un grazie ai miei compagni d'avventura per il bel giro.

Sua maestà il Monviso visto dalla cima della Garitta Nuova

Vista sulla Garitta Nuova dalla Testa di Cervetto

Uno sguardo verso la pianura dalla Testa di Cervetto

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Ultimi chilometri di strada sterrata al colle fattibili con auto, ma con le dovute attenzioni in caso di mezzo un po' ba
Partito da una curva della strada sterrata poco sotto il colle, con assenza di neve lungo l'ampia dorsale erbosa. Unica lieve difficoltà rappresentata da una delle porzioni più ripide del sentiero che si inerpicano verso la cima, esposta verso NE, dove il connubio pietre e neve ghiacciata non aiuta la salita nè tanto meno la discesa. Caldamente consigliato di passare fuori sentiero in mezzo ai cespugli e sulle pietraie.
Giornata lievemente più fresca in quota, con ampie velature che hanno un po' affievolito i colori, però panorami ugualmente grandiosi. Monviso che si fa ben notare a sud.

Malgrado le temperature, anche questa pianta ci dice che siamo in autunno!

Ampi pendii erbosi lungo la dorsale di salita, con foschia fitta verso la pianura.

Contrasti tra cime e foschie più basse.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito in compagnia di un amico da Alboni verso il Gran Lago, nulla da segnalare lungo l'itinerario; la prima vera neve la si pesta a tratti intorno al lago.
Proseguiti ancora in cima al colle che separa il Gran Lago dal Lago d'Unghiasse per avere una migliore visuale sul circondario. Neve poco fastidiosa.
Come sempre i paesaggi in questa zono sonno superbi, con i laghi e le rocce levigate dagli antichi ghiacciai semplicemente straordinari e suggestivi.
Altra giornata calda in quota, leggermente ventosa più in alto.

Pian delle Riane visto dall'alto.

Cascatella e salto di rocce.

Tracce evidenti sulle rocce di un antico ghiacciaio.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dai Rivotti in una giornata dal caldo surreale, tanto è vero che tutto l'itinerario è stato possibile percorrerlo in tenuta estiva (maglietta e pantaloncini).
Itinerario semplice con assenza di neve fino al lago della Vercellina, dove se ne calpesta un po' lungo il sentiero, ma senza difficoltà alcuna. Strappo fino al colle delle della Crocetta, con assenza totale di neve causa esposizione pendio.
Proseguimento verso il colle della Terra Fertà, con alcuni tratti su neve ed altri facilmente aggirabili. Arrivo in cima senza grosse difficoltà, ripagati da un panorama stupendo sui laghi di Unghiasse e sulle cime attorno.
L'intenzione era quella di scendere al lago della Fertà, ma i versanti a nord erano coperti di neve e non ne valeva la pena di rischiare qualche caduta.
Tornato indietro lungo lo stesso sentiero (tranne che per il "taglio" dal colle dell Terra al lago della Vercellina).
Itinerario da 10 e lode, bellissimi panorami e altrettanto suggestivi i contrasti neve/roccia. Caldo quasi estivo lungo l'intero itinerario, davvero giornata stupenda!
Discreto numero di gente per il periodo ed i posti, parcheggi ai Rivotti praticamente al completo!

Uno sguardo verso la valle principale, con i boschi dai colori autunnali.

Colle della Crocetta con il colle della Terra Fertà sullo sfondo.

Uno sguardo sul Gran Paradiso.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nulla da segnalare... anche se in alcuni tratti i sentieri non sono immediatamente visibili, il percorso è sempre molto intuitivo.
Giornata semplicemente strepitosa dal punto di vista meteo, il chè ha reso la gita magnifica (panorama dalla vetta eccezionale).

Dorsale di salita nei pressi di Gias Ciom. Levanna Orientale sulla sinistra.

Panoramica sui ghiacciai (quel che ne resta) della Val Grande.

Croce di vetta e Levanna Orientale sullo sfondo.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sentiero più che ben segnalato fino al lago e discretamente frequentato. Dopo pranzo una sgranchita di gambe verso il Colle della Piccola, fermandomi però circa 300 m sotto per questioni di tempo: qui l'ambiente si presenta molto selvaggio e le formazioni rocciose sono molto suggestive (si va dalle placche di roccia modellate dai ghiacciai fino ad accumuli di massi dovuti alla facilità di sfaldatura della roccia stessa).
Un grazie ai due amici che mi hanno accompagnato lungo il percorso.

Bosco di larici molto suggestivo

Una torbiera lungo il sentiero

Lago di Dres

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Tutte le sue gite

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