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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito in compagnia di un amico da Alboni verso il Gran Lago, nulla da segnalare lungo l'itinerario; la prima vera neve la si pesta a tratti intorno al lago.
Proseguiti ancora in cima al colle che separa il Gran Lago dal Lago d'Unghiasse per avere una migliore visuale sul circondario. Neve poco fastidiosa.
Come sempre i paesaggi in questa zono sonno superbi, con i laghi e le rocce levigate dagli antichi ghiacciai semplicemente straordinari e suggestivi.
Altra giornata calda in quota, leggermente ventosa più in alto.

Pian delle Riane visto dall'alto.

Cascatella e salto di rocce.

Tracce evidenti sulle rocce di un antico ghiacciaio.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dai Rivotti in una giornata dal caldo surreale, tanto è vero che tutto l'itinerario è stato possibile percorrerlo in tenuta estiva (maglietta e pantaloncini).
Itinerario semplice con assenza di neve fino al lago della Vercellina, dove se ne calpesta un po' lungo il sentiero, ma senza difficoltà alcuna. Strappo fino al colle delle della Crocetta, con assenza totale di neve causa esposizione pendio.
Proseguimento verso il colle della Terra Fertà, con alcuni tratti su neve ed altri facilmente aggirabili. Arrivo in cima senza grosse difficoltà, ripagati da un panorama stupendo sui laghi di Unghiasse e sulle cime attorno.
L'intenzione era quella di scendere al lago della Fertà, ma i versanti a nord erano coperti di neve e non ne valeva la pena di rischiare qualche caduta.
Tornato indietro lungo lo stesso sentiero (tranne che per il "taglio" dal colle dell Terra al lago della Vercellina).
Itinerario da 10 e lode, bellissimi panorami e altrettanto suggestivi i contrasti neve/roccia. Caldo quasi estivo lungo l'intero itinerario, davvero giornata stupenda!
Discreto numero di gente per il periodo ed i posti, parcheggi ai Rivotti praticamente al completo!

Uno sguardo verso la valle principale, con i boschi dai colori autunnali.

Colle della Crocetta con il colle della Terra Fertà sullo sfondo.

Uno sguardo sul Gran Paradiso.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nulla da segnalare... anche se in alcuni tratti i sentieri non sono immediatamente visibili, il percorso è sempre molto intuitivo.
Giornata semplicemente strepitosa dal punto di vista meteo, il chè ha reso la gita magnifica (panorama dalla vetta eccezionale).

Dorsale di salita nei pressi di Gias Ciom. Levanna Orientale sulla sinistra.

Panoramica sui ghiacciai (quel che ne resta) della Val Grande.

Croce di vetta e Levanna Orientale sullo sfondo.

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sentiero più che ben segnalato fino al lago e discretamente frequentato. Dopo pranzo una sgranchita di gambe verso il Colle della Piccola, fermandomi però circa 300 m sotto per questioni di tempo: qui l'ambiente si presenta molto selvaggio e le formazioni rocciose sono molto suggestive (si va dalle placche di roccia modellate dai ghiacciai fino ad accumuli di massi dovuti alla facilità di sfaldatura della roccia stessa).
Un grazie ai due amici che mi hanno accompagnato lungo il percorso.

Bosco di larici molto suggestivo

Una torbiera lungo il sentiero

Lago di Dres

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
L'idea era quella di raggiungere la cima nord della Roisetta, ma, una volta giunto al colle della Croce, dove si "prende" visione della vetta per la prima volta lungo il percorso, mi sono reso conto che la distanza da percorrere per la Roisetta era ancora notevole. Mi autoconvinco e continuo lungo il sentiero, ma il fatto di essere partito un po' tardi da Saint Jaques e di non aver praticamente trovato anima viva dopo il rifugio Grand Tournalin (solo una persona al colle), sono due tarli che ormai ho in testa e non mi lasciano molto tranquillo. Continuo verso la Roisetta, sempre dubbioso, il sentiero è su terreno un po' instabile e pietroso fino a quando praticamente scompare oggettivamente e non rimane che seguire le tacche gialle che ti fanno da navigatore su un immenso lago di pietre di varie dimensioni in un ambiente molto selvaggio. La progressione è lenta, mi fermo un attimo, avrò percorso si e no neanche un chilometro dal colle, ma mi sembra di averne fatti molti di più. Guardo la Roisetta, mi pare lontanissima, mi volto indietro al colle, non più così vicino. Devo prendere una decisione, non mi sento molto a mio agio... ci fosse almeno qualcuno mi farei sicuramente molti meno problemi a continuare, eppure.... eppure decido di tornare indietro, basta. Raggiungo nuovamente il colle e salgo sul Monte Croce e mi godo il bel panorama che c'è da lì, per fortuna con poche bellissime candide nubi sulle cime più alte del Rosa ed il Cervino invece con la cima che gioca a nascondino.
Assenza totale di neve lungo il percorso.

Gruppo del Rosa vista attraverso il Colletto di Nana

Lago Croce e Palon de Nana visti dal sentiero che sale al Colle Croce

Gobba di Rollin e Lago Verde visti dal sentiero poco oltre il Colle Croce

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Itinerario sempre ben segnalato da indicazioni di sentiero, frecce gialle ed ometti.
Ancora un paio di nevai da atraversare lungo il percorso, per nulla problematici.
Arrivato in vetta e vista la possibilità di proseguire lungo la cresta verso nord, non mi sono lasciato sfuggire l'occasione. Non avendo trovato una traccia di sentiero, sono salito un po' a caso tra gli sfasciumi mantenendomi sempre nei pressi del filo di cresta, fino ad arrivare a toccare la punta quotata 3348 m. Assolutamente consigliata!
Al ritorno ho deciso di fare l'anello seguendo dapprima il sentiero 6a (con annesso ottimo pranzo al rifugio Hutte e visita al lago Blu) e poi il meno battuto, ma più diretto, 7b fino a Staffal.
Totale 18,8 km!

Giornata veramente stupenda dal punto di vista meteo, con tutta la cornice dei ghiacciai quasi sempre sgombra da nuvole. Viste numerose file di alpinisti sui ghiacciai, nonchè alcuni parapendisti che volavano, penso, tra i 3500 ed i 4000 m.


Percorrendo il vallone di Salza, con l'omonimo colle sullo sfondo a destra e l'imponente massa dell'Hochlicht sulla sinistra

I facili sfasciumi poco prima di arrivare in vetta

Foto di vetta! Sullo sfondo, seguendo la cresta, si vede la cima a 3348 m e dietro, imponente, la Piramide Vincent

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Presenti ancora un discreto numero di nevai lungo il percorso dal Pian del Re fino al Colle di Viso, anche se non costituiscono un problema vista la moltitudine di gente che ci è già passata sopra.
Sentiero per raggiungere la punta del Viso Mozzo in più che buone condizioni, ometti e tacche rosse/bianche un po' dappertutto, difficile sbagliarsi. Quest'ultimo sentiero sale bello ripido, ma non presenta mai tratti esposti, quindi assolutamente fattibile anche per chi ha qualche problema di vertigini (anche se a vederlo dal Colle di Viso potrebbe insorgere qualche dubbio a riguardo...).
In realtà ho allungato un po' il giro andando fino al rifugio Sella per un bella polenta e poi ho continuato un po' verso sud fino poco oltre il lago delle Sagnette.
Nel complesso meteo favorevole fino all'ora di pranzo (vista dalla cima del Viso Mozzo eccezionale), poi si è chiuso sempre di più e quindi il ritorno è stato un po' più monotono.
Tantissime persone lungo il sentiero, parcheggio di Pian del Re stracolmo di auto.

Lago Fiorenza

La conca che precede l'arrivo al Colle di Viso

Il Re in tutta la sua magnificenza dalla cima del Viso Mozzo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nulla da segnalare lungo il percorso, se non la presenza di un ultimo nevaio rimasto lungo il sentiero di salita verso il rifugio Gastaldi (poco sopra il Pian dei Morti), di facile attraversamento grazie alle numerose impronte lasciate sulla neve.

Meteo super in salita, un po' di vento fresco dopo la pausa pranzo.

Vista sull'Uja di Ciamarella dalla vetta

Vista verso il rifugio Gastaldi (in basso a destra) dalla vetta

Panorama sul Pian della Mussa in prossimità della cima (croce sulla destra)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito dal sentiero 227, mentre al ritorno ho voluto fare un piccolo anello facendo una deviazione all'Alpe Ciamarella (sentieri 226A+226+strada Rifugio Città di Ciriè-macchina).
Nulla da segnalare se non ancora un piccolo nevaio sul sentiero poco prima di arrivare al lago, facilmente aggirabile. Sentiero segnalato egregiamente, impossibile perdersi con visibilità buona.
Tante marmotte nella parte bassa del percorso e incrociati tre escursionisti in cammino verso la Punta Rossa (completamente sgombra da neve).
Meteo super, con pochissime nubi e temperatura gradevole.

Alpe della Roussa

Passo Paschiet sullo sfondo

Lago del Ru ancora per buona parte ghiacciato

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Preso il sentiero con indicazione Laghi di Unghiasse che inizia a salire appena dopo aver passato una fontana nei pressi del parcheggio degli Alboni.
ATTENZIONE: Intorno ai 1550 m (indicativamente, non avevo l'altimetro), ho trovato il sentiero interrotto bruscamente dalla nuova pista forestale, e, non trovandolo più dall'altro lato, sono arrivato alla conclusione che il vecchio sentiero è stato inglobato dalla nuova strada, infatti se la si segue in direzione est si arriva comunque all'alpe Vaccheria, dove si riprende il sentiero tradizionale appena dietro gli alpeggi.
Al Pian delle Riane ho trovato la passerella normalmente utilizzata per guadare il rio Unghiasse semi-sommersa dall'acqua, complici la pioggia della notte e l'abbondante acqua di scioglimento delle nevi in questi giorni caldi; le opzioni sono due: o si attraversa il rio a piedi nudi (cosa che ho fatto) oppure si utilizza un ponticello poco più a nord (non subito visibile).
Ancora trovato un nevaio striminzito e di facile passaggio intorno a quota 2000 m.
L'acqua nuovamente abbondante del rio mi ha costretto ad abbandonare il sentiero ufficiale intorno a quota 2250 m (indicativamente sotto l'alpe Mese d'Agosto), per cui ho svoltato a destra e sono salito più o meno a caso sù per il facile pendio erboso/pietroso, dove comunque qua e là ci sono alcuni ometti che aiutano il percorso. Dopo alcuni minuti ho ritrovato il sentiero e quindi proseguito tranquillamente fino al Gran Lago.
L'ultima parte di sentiero è caratterizzata da numerosi ometti ed è impossibile perdersi, ammesso che la visibilità sia buona. Gran Lago ancora parzialmente coperto da ghiaccio.
Gita che ambivo da molto tempo, ed infatti le aspettative sono state ampiamente soddisfatte.
Che panorami e che ambiente selvaggio! Caldo anche in quota oggi, malgrado il sole non fosse sempre presente.

Veduta del Pian delle Riane arrivando dagli Alboni

Ometto a forma d'arco

Gran Lago

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