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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Itinerario sempre ben segnalato da indicazioni di sentiero, frecce gialle ed ometti.
Ancora un paio di nevai da atraversare lungo il percorso, per nulla problematici.
Arrivato in vetta e vista la possibilità di proseguire lungo la cresta verso nord, non mi sono lasciato sfuggire l'occasione. Non avendo trovato una traccia di sentiero, sono salito un po' a caso tra gli sfasciumi mantenendomi sempre nei pressi del filo di cresta, fino ad arrivare a toccare la punta quotata 3348 m. Assolutamente consigliata!
Al ritorno ho deciso di fare l'anello seguendo dapprima il sentiero 6a (con annesso ottimo pranzo al rifugio Hutte e visita al lago Blu) e poi il meno battuto, ma più diretto, 7b fino a Staffal.
Totale 18,8 km!

Giornata veramente stupenda dal punto di vista meteo, con tutta la cornice dei ghiacciai quasi sempre sgombra da nuvole. Viste numerose file di alpinisti sui ghiacciai, nonchè alcuni parapendisti che volavano, penso, tra i 3500 ed i 4000 m.


Percorrendo il vallone di Salza, con l'omonimo colle sullo sfondo a destra e l'imponente massa dell'Hochlicht sulla sinistra

I facili sfasciumi poco prima di arrivare in vetta

Foto di vetta! Sullo sfondo, seguendo la cresta, si vede la cima a 3348 m e dietro, imponente, la Piramide Vincent

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Presenti ancora un discreto numero di nevai lungo il percorso dal Pian del Re fino al Colle di Viso, anche se non costituiscono un problema vista la moltitudine di gente che ci è già passata sopra.
Sentiero per raggiungere la punta del Viso Mozzo in più che buone condizioni, ometti e tacche rosse/bianche un po' dappertutto, difficile sbagliarsi. Quest'ultimo sentiero sale bello ripido, ma non presenta mai tratti esposti, quindi assolutamente fattibile anche per chi ha qualche problema di vertigini (anche se a vederlo dal Colle di Viso potrebbe insorgere qualche dubbio a riguardo...).
In realtà ho allungato un po' il giro andando fino al rifugio Sella per un bella polenta e poi ho continuato un po' verso sud fino poco oltre il lago delle Sagnette.
Nel complesso meteo favorevole fino all'ora di pranzo (vista dalla cima del Viso Mozzo eccezionale), poi si è chiuso sempre di più e quindi il ritorno è stato un po' più monotono.
Tantissime persone lungo il sentiero, parcheggio di Pian del Re stracolmo di auto.

Lago Fiorenza

La conca che precede l'arrivo al Colle di Viso

Il Re in tutta la sua magnificenza dalla cima del Viso Mozzo

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Nulla da segnalare lungo il percorso, se non la presenza di un ultimo nevaio rimasto lungo il sentiero di salita verso il rifugio Gastaldi (poco sopra il Pian dei Morti), di facile attraversamento grazie alle numerose impronte lasciate sulla neve.

Meteo super in salita, un po' di vento fresco dopo la pausa pranzo.

Vista sull'Uja di Ciamarella dalla vetta

Vista verso il rifugio Gastaldi (in basso a destra) dalla vetta

Panorama sul Pian della Mussa in prossimità della cima (croce sulla destra)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salito dal sentiero 227, mentre al ritorno ho voluto fare un piccolo anello facendo una deviazione all'Alpe Ciamarella (sentieri 226A+226+strada Rifugio Città di Ciriè-macchina).
Nulla da segnalare se non ancora un piccolo nevaio sul sentiero poco prima di arrivare al lago, facilmente aggirabile. Sentiero segnalato egregiamente, impossibile perdersi con visibilità buona.
Tante marmotte nella parte bassa del percorso e incrociati tre escursionisti in cammino verso la Punta Rossa (completamente sgombra da neve).
Meteo super, con pochissime nubi e temperatura gradevole.

Alpe della Roussa

Passo Paschiet sullo sfondo

Lago del Ru ancora per buona parte ghiacciato

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Preso il sentiero con indicazione Laghi di Unghiasse che inizia a salire appena dopo aver passato una fontana nei pressi del parcheggio degli Alboni.
ATTENZIONE: Intorno ai 1550 m (indicativamente, non avevo l'altimetro), ho trovato il sentiero interrotto bruscamente dalla nuova pista forestale, e, non trovandolo più dall'altro lato, sono arrivato alla conclusione che il vecchio sentiero è stato inglobato dalla nuova strada, infatti se la si segue in direzione est si arriva comunque all'alpe Vaccheria, dove si riprende il sentiero tradizionale appena dietro gli alpeggi.
Al Pian delle Riane ho trovato la passerella normalmente utilizzata per guadare il rio Unghiasse semi-sommersa dall'acqua, complici la pioggia della notte e l'abbondante acqua di scioglimento delle nevi in questi giorni caldi; le opzioni sono due: o si attraversa il rio a piedi nudi (cosa che ho fatto) oppure si utilizza un ponticello poco più a nord (non subito visibile).
Ancora trovato un nevaio striminzito e di facile passaggio intorno a quota 2000 m.
L'acqua nuovamente abbondante del rio mi ha costretto ad abbandonare il sentiero ufficiale intorno a quota 2250 m (indicativamente sotto l'alpe Mese d'Agosto), per cui ho svoltato a destra e sono salito più o meno a caso sù per il facile pendio erboso/pietroso, dove comunque qua e là ci sono alcuni ometti che aiutano il percorso. Dopo alcuni minuti ho ritrovato il sentiero e quindi proseguito tranquillamente fino al Gran Lago.
L'ultima parte di sentiero è caratterizzata da numerosi ometti ed è impossibile perdersi, ammesso che la visibilità sia buona. Gran Lago ancora parzialmente coperto da ghiaccio.
Gita che ambivo da molto tempo, ed infatti le aspettative sono state ampiamente soddisfatte.
Che panorami e che ambiente selvaggio! Caldo anche in quota oggi, malgrado il sole non fosse sempre presente.

Veduta del Pian delle Riane arrivando dagli Alboni

Ometto a forma d'arco

Gran Lago

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Viste le ultime recensioni di questo percorso e il tempo non proprio dei migliori, opto per questo itinerario.
Inizialmente cielo parzialmente velato, poi via via si fanno strada nuvole sempre più minacciose e in graduale abbassamento, così accelero un po' il passo e arrivo in cima con le prime nubi che di tanto in tanto tentano di toccare la vetta, faccio alcune foto velocissimamente e poi inizio subito a scendere. Tempo pochi minuti e mi giro indietro per vedere la vetta che ormai è sempre più avvolta dalle nubi.
Arrivato al lago Veilet prendo un attimo in considerazione l'idea di fare una deviazione al lago di Viana, ma non mi fido molto del tempo meteo e decido quindi di fare ritorno alla macchina.
Visti in tutto cinque escursionisti lungo il percorso.
Immagino che con tempo migliore questa sia una gran bella gita, ma tantè... Sarà per la prossima!

Lago Veilet

Ometto di vetta

Lago Lungo

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Come al solito panorami mozzafiato che fanno da sfondo ad una salita che tiene costantemente impegnati.
Tracce residue della recente nevicata sul pianoro intorno alla chiesetta e strada un po' umida nell'ultima parte del percorso di salita.
Incrociati altri bikers che scendevano.

Tratto di strada poco sopra Vonzo

Recente nevicata intorno al santuario

Spazio antistante la chiesetta e monte Bellavarda sullo sfondo circondato dalle nuvole

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: front-suspended
Scelta di questo percorso per la stagione un po' azzardato per eventuali cumuli di neve ancora presenti lungo la parte alta del percorso, ed infatti così è stato: appena superato Gias Sagnasse, dove la strada si dirige verso sud, sono stato fermato da un considerevole nevaio che occupava l'intera strada (forse una vecchia slavina)... magari con un po' più di motivazione era superabile, ma la stanchezza, unita al fatto di aver intravisto poco oltre probabili condizioni analoghe, ho deciso di tornare indietro.
Comunque meteo super e clima assai gradevole! Visti alcuni caprioli lungo la parte bassa del percorso.

In salita, nei pressi del bivio per i laghi di Sagnasse: uno sguardo sulle Levanne e sull'ultimo tratto di strada ancora parzialmente ricoperto di neve

Salendo, uno sguardo sulle Levanne: ultima parte del percorso e strada che scende a Gias Crest

Gias Crest, con l'imbocco del Vallone di Sea sullo sfondo

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Mi sembrava un po' poco percorrere la "direttissima" Vonzo-Ciavanis, così ho deciso di iniziare l'itinerario da Chialamberto (sempre sentiero 326), cosa che mi ha molto soddisfatto.
Assenza totale di neve lungo l'intero percorso; peccato un po' per il sole presente a fasi alterne, causa velature e cumuli.
Stranamente incontrata una sola persona mentre salivo (primo pomeriggio).
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: crosta portante
note su accesso stradale :: Ok
quota neve m :: 1400
Stranemente incontrate poche persone fino a Capanna Mautino, poi più nessuno fino alla cima, tranne... la moltitudine di sciatori che uno vede, appena arrivato in vetta, sui sottostanti impianti di col Saurel.
Nell'ultimo tratto di salita seguita esile traccia di sci, che mi sembrava la più recente, passando per la caserma, mentre scendendo dalla cima sono andato un po' a caso passando dal lato del col Saurel e divertendomi a pestare un po' di neve immacolata nel tratto tra cima e Capanna Mautino.
Peccato un po' per le velature che si sono via via inspessite durante il corso della giornata.
Appagante pranzo alla Capanna.

Salendo, cornici nei pressi di Roc la Luna

Salendo, tratto finale: cima vista dalla caserma

Dalla cima, verso est: pennellate di neve sui pendii

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