erba olina


Chi sono

Salire. Con diuturna fatica, nell'avvicendarsi di gelo e di calura, delle infinite, mutevoli gradazioni della luce e dell'oscurità. Salire. Per vetusti cammini o nuove vie, seguendo il calpestio degli animali o il tortuoso disporsi delle pietre. Salire ancora. Fra i sospiri fruscianti del bosco, le squillanti risate dell'acqua e il silenzio abbacinante della neve. Salire nel sole, nel vento, nella nebbia, circondati dall'incessante comporsi e scomporsi dei profumi. Salire con tutto il corpo, la mente e il cuore. Fino alla fragorosa gioia della vetta. E quando la realtà frapporrà ostacoli insormontabili ai ripetuti incontri tra corpo e vetta, il sogno farà sì che mente e cuore continuino a raggiungere la meta. Perché lo sconfinato amore per la montagna non può finire. MAI. (M.F.)

Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Per il commento tecnico rimando a quanto già detto da ste70 ed ezio-cai. Effettuato il percorso completo con rientro sul sentiero lungo, i ponti tibetani sono comunque aggirabili a monte. Aggiungo qualche foto.
Per me prima vera esperienza di ferrata, escludendo dal novero il facile sentiero attrezzato di Punta Valletta e lo sperone di Vofrede. Qualche immancabile defaillance ma tutto sommato è andata bene.
Ringrazio Stefania ed Ezio, i miei angeli custodi di oggi, i capigita Sergio e Gianluigi e tutto il gruppo del CAI Viù per la simpatia, l'incoraggiamento e i consigli che mi sono stati dati.
Bella giornata, non solo per il meteo!

Inizio verticale senza mezzi termini


Sul primo ponte tibetano

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