cuccimaira


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
bellissimo anello di alta quota in questo autunno pazzerello, molto nuvoloso sul confine francese ma abbastanza bello qui.
La recensione precedente mi pare eccessivamente pessimista, certo la salita è quasi puro portage tranne che da Vernante a fine sterrata nel vallone di Almellina (quota 1250 c) e qualche tratto sull'ampio crestone, ma la discesa è per me il massimo che si possa incontrare, sentiero scavato, massi, saltini, tornanti stretti si alternano a traversi un pò più rilassanti anche se sempre esposti su ripidi pendii erbosi, insomma quello che si dice "tecnico spinto" da gran soddisfazione, sono sceso dalla bici in due/tre brevi punti dalla cima all'auto, altro che bici a spalla!! Certo il giudizio è molto personale, la difficoltà segnalata comunque è corretta, consigliata una bici da enduro spinto e gomme larghe.
Arrivato sotto Tetto Cantapernice a quota 1200 dove si incontra la sterrata, per non sprecare dislivello ho girato a sin (tacche rosa ) poi ancora a sin (indicazione Tetto Gaspard) da qui con lungo traverso nel bosco in leggera salita e poi in discesa si raggiunge il sentiero Vernante -Limone che si segue verso destra (di nuovo tacche rosa) e che riporta verso Vernante passando dai Tetti Cesa e Tabussa sbucando poi in paese nei pressi del ponte sulla ferrovia.Una spruzzata di neve presente solo nel tratto di sentiero all'ombra sul versante Valle Colla prima del Ceresole ma che non dava fastidio. Un saluto ai due simpatici marocchini incontrati in punta partiti anch'essi da Vernante!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Veramente bello questo anello a due passi da casa, ancor di più credo se impreziosito delle opportune varianti per evitare l'asfalto del ritorno che rovinerebbe troppo gli splendidi e solitari ambienti attraversati.
Partito da San Damiano come da relazione, arrivato poco prima del colle Rastcias in corrispondenza del costolone che scende al Colle Agneliera scorgo la traccia di salita al Monte Rastcias 2404 m e decido di andare fino in punta, la traccia è per buona parte ben evidente con ometti in pietra, l'ultimo tratto si perde un pò ma sono facili prati. Arietta freddina in cima ma al riparo si sta bene. Considerare un 20 /30 min di portage /spintage. Discesa dallo stesso sentiero non male, niente di che ma consigliata per chi ama fare le cime.
Percorso poi la Comba Cassin su alcune tracce in diagonale visibili già dalla strada, raggiunta la grangia 1750 puntare alla costruzione vicina da dove poco prima parte l'evidente sentiero. Raggiunto Caricatori sono risalito al sentiero dei ciclamini (si poteva prendere tale sentiero già prima dai pressi della fornace di calce ma non ho visto il bivio), Camoglieres, poi percorsi occitani fin quasi a Rubbio (considerare una risalita di circa 320 m in spintage), poco prima (cartello, segni blu) ho girato a destra per Lottulo su un magnifico sentiero ideale per la bici, purtroppo invaso da qualche tronco caduto di troppo (ne ho tolti 5 dal sentiero)che deposita proprio dentro le case. Tornare alla macchina sulla Provinciale? Mai!
Scendo sul Maira direzione Pragelato Sup e Inf, poi nuovamente salita fino a un traliccio (un pò sui pedali un pò a spinta, sentiero gta, considerare altri 200 m disl) poi bellissimo lungo traverso tutto in sella fino alla diga di Combamala, da qui nuovo lungo traverso a tratti scavato nella roccia perfettamente in piano riporta lungo la valle principale nei pressi della condotta forzata, seguire sempre le tacche bianco rosse del gta non sempre ben evidenti che porteranno su un tratto in forte discesa con bei tornantini e molte foglie, ancora qualche breve saliscendi e si arriva sulla sterrata che scende da Poca che in breve arriva all'invaso e poi con risalita finalmente in paese. Giro molto lungo (circa 8 ore con le soste, almeno 2400 m dislivello) ma di grande soddisfazione. Un grazie a Kika che ha inserito la gita. Consigliata la doppia cartina di Bruno Rosano Chaminar en Bassa e Auta val Maira dove sono segnati in maniera impeccabile tutti i sentieri.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Di nuovo qui per completare questa volta in bici la seconda parte dell'itinerario giù dal Vallone di San Giovanni. Cielo nuvoloso ma temperature miti fin verso i 2000, poi arietta piuttosto fredda che mi ha fatto desistere dall'idea della Cima della Fascia. Questa volta in salita ho provato la via diretta degli impianti (Limone- Maire Valletta-Lago Secco-LagoTerrasole-Capanna Niculin-Baita 2000) con le indicazioni "via del sale" trovandola molto veloce e bella nonostante gli impianti, con pedalabilità direi al 90%.
Al colletto Campanin ho preso il sentiero verso destra che porta sulla "via alta", poi soliti bei tornantini sotto la Cima Pepino e, senza raggiungerla, ho tagliato a sinistra sempre su bella mulattiera in direzione Colle della Perla. Al colletto poco prima parte una stradina militare ben visibile e pedalabile che con 3/4 tornanti conduce a pochi metri dalla Cima del Becco 2300 m, ottimo punto panoramico da fare magari in alternativa alla Pepino. Dalla cima si scende giù sulla dorsale sud su pratoni prima e facili roccette poi per collegarsi alla sottostante mulattiera gta.
Dalla Boaria discesa nel vallone sottostante sempre bella e sostenuta (OC+) con passaggi sul tecnico da soddisfazione, risalita tutto sommato veloce alle Maire Savoia poi splendido single trek nella faggeta fino ai Tetti Astegiani. Se poi, come me, amate arrivare all'auto senza fare metri su asfalto e ne avete ancora, sotto i tetti Astegiani prendete il sentiero (segni verdi gialli) che vi conduce nel vallone Almellina, risalite la ripida stradina del Monte Murin fino a quota 1360 dopodichè potete scegliere il sentiero a sinistra (Tetti Galin) più diretto con numerosi tornantini oppure quello a destra (Tetto Veuva)più lungo con traversi, entrambi molto belli che vi condurranno a pochi metri dall'auto. Un saluto ai quattro bikers di Torino incontrati alla Boaria.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Gran bell'anello in una giornata molto mite, con alcune importanti varianti sia in salita ma soprattutto in discesa.
Per evitare l'asfalto (almeno in parte) della salita ho percorso integralmente la via romana fino poco sopra Limonetto (quota 1400 circa) dopodichè, per cambiare un pò, ho deviato verso sinistra su piccolo sentierino (tacche sulle piante, no paline) che con bel percorso a mezzacosta porta nella faggeta denominata Serra Conche, in prossimità di un pilone e struttura in cemento fare attenzione alle tacche (dopo ci sono i cartelli) che verso destra in leggera salita portano ad un altro bivio (Punta del Morel) dove si tralascia questa meta e si continua invece sempre nel bosco con lungo mezzacosta che per lo più in discesa porta alla frazione Panice (Limone quota 1400). Da qui asfalto fino al bivio dove finisce il bitume, oggi poco trafficato, poi classica via del sale come da relazione prima al forte Taburda, poi al forte Pepino, poi con poco portage sulla Cima Pepino 2344 m. Panorama spaziale dalla Corsica al gruppo del Rosa, temperature da maglietta e pantaloncini, non un filo di vento. Questo tratto di salita è veramente spettacolare. Dalla cima sceso e risalito sull'anticima poi giù per cresta verso destra a prendere il gta direzione Colle della Perla, da qui, siccome lo scopo del giorno era scoprire la discesa lungo il Vallone di san Giovanni, sono risalito sul gta fino a quota 2200 (coletto sotto la Cima del Cuni) e poi giù in picchiata al Colle della Boaria. Dalla palina indicatrice giù quindi nel vallone fino alle Maire Valletta, discesa stratosferica, sentiero molto bello per metà veloce e per metà tecnico, alcuni tratti anche molto pietrosi ma tutto in sella con qualche acrobazia, non dei più difficili, segnalato con tacche gialle.
Dalle Maire Valletta volendo si può rientrare su Limone per sterrata prima e asfaltata poi, ma se ne avete ancora girate a destra (indicazioni Cros, Capanna Chiara), scendete al nuovo ponticello di legno, risalite brevemente sul versante opposto e percorrete il lungo traverso dapprima in leggera discesa (nel punto più basso se non volete più risalire potete prendere la deviazione a sin per Maire Rocca Rossa) poi con un quarto d'ora circa di portage (alcuni tratti in discesa sono pedalabili, ma sono brevi ) si affronta una prima salita di 40 m disl. poi alcuni saliscendi fino al bivio ben segnalato con scritto FONTANA e Tetti Asteggiani. In effetti c'è una fontana... Penserete: finalmente ora si scende, e invece ancora una brevissima risalita vi attende, questa volta però pedalabile, che vi porta nei pressi dei ruderi delle Maire Savoia. Qui (attenzione alle tacche gialle-verdi perchè il sentiero si perde un pò) vi attende ora un "campa giù" deciso nella faggeta tra milioni di foglie su bellissimo sentiero e molti tornantini per lo più facile e veloce ma con sparse quà e là anche alcune insidie nascoste dal fogliame...
Giunti ai Tetti Asteggiani, raggiungete la carrareccia per abbandonarla subito sul sentiero che parte verso destra in discesa (tacche sempre verdi e gialle), quando queste deviano verso destra attraversando il rigagnolo continuate dritto e arriverete sullo stradone asfaltato posto poco più in basso dove sorgono alcune nuove e finalmente belle costruzioni in pietra e legno. Si può ancora tagliare il tornantone su prato..Dislivello totale circa 1600 m.
Altro gran gitone e gran giornata, funestata purtroppo da alcuni problemi alla bici che mi hanno fatto arrivare a piedi all'auto!!
Si raccomanda l'utilizzo di una buona carta per non perdersi (Fraternali n° 16, oppure cartina prodotta in loco in scala 1:18000 che trovate in edicola tabaccheria del ponte a Limone o bar a Limonetto, 3,50 euro, perfetta per i giri nel comune di Limone).
Oggi parecchia gente in giro a piedi, dalla Cima Pepino in poi solo un camoscio...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Ancora una giornata simil-estiva ben spesa sull'amata mtb e nella sempre sorprendente Valle Pesio. Salito come da descrizione prima al Passo del Duca poi giù lungo il bellissimo e impegnativo traverso nel vallone del Marguareis. Vista la giornata spaziale decido di salire fino al Garelli passando dal caratteristico laghetto del Marguareis sotto il Canale dei genovesi. Al rifugio parecchia gente e caldo anomalo anche in pantaloncini e maniche corte. Siccome avevo notizie poco confortanti sulla discesa diretta al Pian delle Gorre (che proverò sicuramente un'altra volta) decido di tornare a valle lungo l'itinerario percorso, percorrendo quindi il traverso verso il laghetto e poi tutto il vallone del Marguareis. Io ho trovato la discesa bellissima, molto dura e tecnica soprattutto nella parte alta, ma di gran soddisfazione! Dopo il laghetto vi è il tratto più ostico molto ripido e con terreno friabile (alcuni tratti a piedi), poi brevi tratti scorrevoli si alternano a passaggi molto tecnici tra blocchi e pietroni dove occorre osare per superarli, e soprattutto non occorre avere pietà per la bici che di botte ogni tanto ne prende!! Alcuni brevi passaggi un pò troppo osé si superano comunque velocemente con qualche piede a terra. Dal bivio del colle del Pas in giù pura goduria, difficoltà sempre sostenute ma tutte superabili in sella. Nel complesso la classica discesa che si può definire difficile e impegnativa ma che regala grosse soddisfazioni, di certo non alla portata di tutti. Finale come sempre sul sentiero del marguareis bike e, come ultima chicca, la ripidissima scalinata del monumento ai caduti facilmente raggiungibile dal sentiero sul retro...... occhio!!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Altro gran bell'anello sulle Liguri in una giornata dal meteo ideale per la bici. Per allungare un pò ho deciso di andare alla scoperta della Cima di Cars 2217 sperando di trovarla ciclabile e così è stato! Salito dalla Certosa e poi come da relazione fino sotto il colletto Pellerina, a 2050 m circa sono risalito verso sinistra verso la dorsale e poi alla croce più alta (ricordo che la cima di Cars è cosparsa di croci ma nessuna sulla vera punta, di una cinquantina di metri più alta!), da qui per cresta alla vetta. Questo versante è impraticabile in discesa con la bici perchè è un tappeto di rododendri senza sentiero. Dalla cima, però, pressochè da subito, si scende comodamente in sella dapprima su traccia in direzione nord (verso la Pellerina) e poi giù per prati mai troppo ripidi stile free raid senza percorso obbligato fino a collegarsi nei pressi del colletto 1980 col sentiero H6B proveniente dalla Pellerina.
Fatto anche il sentiero che passa in mezzo alle case, attenzione a scorgere il bivio non segnalato che si stacca dalla comoda traccia che traversa verso destra (sentiero largo), a circa quota 1250 occorre lasciare tale sentiero per scendere a sinistra su traccia più ripida in mezzo al bosco (ci sono subito alcuni tornanti con tracce di bici).
Giro molto bello, panorama spaziale, incontrato un pò di gente a piedi, discesa per lo più molto veloce e scorrevole con radi passaggini tecnici, molto fogliame. Bello anche il sentiero basso del percorso naturalistico prima e del Marguareis bike poi che riporta su sentiero alla Certosa.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
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Gitone stratosferico, molto lungo,sicuramente tra i più belli della zona, sia per l'ambiente che per i panorami , ma non per ultimo per le lunghe salite pedalabili e le discese grandiose sia tecniche che scorrevoli. Per evitare il lungo portage del Vallone San Giovanni ma anche l'odioso asfalto della salita classica al colle di Tenda ho percorso integralmente l'antica strada romana da Limone fino al Colle di Tenda passando per Limonetto. E' una salita quasi totalmente ciclabile anche se con fatica, l'unico tratto dove occorre spingere è compreso tra i 1650 e i 1750 m dove il fondo molto pietroso o sagnoso obbliga a procedere a piedi. Si sbuca esattamente al colle.
Tutto il resto come da descrizione è in perfette condizioni, anche la discesa dal colletto Mirauda in giù l'ho trovata libidinosa, tecnica ma mai estrema, così come il primo tratto dopo il colletto Jurin, che si può effettuare tutta in sella osando un pò. Nella parte bassa ho fatto il sentiero che aggira le pendici del Monte Murin ma non a Nord, bensì a sud, passando da Tetto Galino e, a parte un traverso con qualche leggera risalita, è un sentiero fantastico da non perdere! Neve zero, persone pochissime nella zona del tenda. Un vero gitone!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Ottimo anello con buona pace dell'asfalto iniziale, sono sceso però non passando nuovamente dall'Arpiola come descritto, ma bensì scendendo sul versante opposto (dorsale nord) seguendo fedelmente il sentiero L31 (tacche bianche ) che porta dentro Vernante percorrendo solo sentieri. Molto consigliata la cartina 1:18000 Carta dei sentieri di Limone Piemonte e colle di tenda che io ho trovato nell'unico bar ristorante aperto di Limonetto, ma ancor più la sempre dettagliata Carta n 16 della Fraternali editore al 25000 che prende tutto il giro.
Riguardo la salita, rispetto la relazione, consiglio dopo la prima rampa ripida dopo Limonetto, di prendere a sinistra e continuare su tale stradina comodamente fino ai tetti Cortassa, qui non lasciarsi tentare da continuare diritto sulla nuova stradina ma deviare decisamente a sin su traccia inizialmente decisamente ripida (catena sopra le case) ma che poi diventa ben pedalabile fino all'imbocco del sentiero.
La discesa dal M.Vecchio sul versante opposto è altamente consigliabile, prima segue la cresta con qualche breve sali-scendi poi si butta giù su bel sentiero mai troppo difficile sul colletto Cagera. Qui si entra nel bosco fitto di faggio e castagni e con splendido single trek si effettua un lungo traverso sotto la Roccia del Pino e poi giù fino al Tetto Fustin dove consiglio di prendere a destra in mezzo alle case (seguire sempre le tacche bianche- El Senté-) e si toccano così i Tetti Giona e Bunet. Il sentiero continua poi attraversando in alto la pista da sci sopra il Troll e, costeggiando sul lato dx idrografico la strada di fondovalle, raggiunge le prime case di Vernante nei pressi della chiesetta della Madonna.
Oggi tempo nuvoloso ma ampi sprazzi di sole in salita, un pò di nebbia durante la discesa ma senza dare problemi. No neve.
Un ringraziamento a Bobo per l'imbeccata..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Inserisco qui anche se è uguale solo la salita, in discesa ho provato a fare l'anello segnalato sui pannelli informativi del Parco passando dal colle del Baban. Salita senza problemi su buon fondo, ultimi due traversi tra i colli di Prel inf e sup purtroppo non puliti dalla vegetazione comunque ben pedalabili. Salito e sceso anche sulla testa del Duca, niente di chè ma così si fa una cima molto panoramica e si tocca quota 2000. Incontrato un simpatico gruppo di escursionisti che saluto. Neve ormai assente, si vede solo sulle cime più alte. Un saluto anche a Igor incontrato al Colle del Duca, purtroppo avevo un pò di fretta e non ho potuto fare il giro lungo che aveva intenzione di fare. Discesa sul Gias dell Ortica molto bella anche se presenta una breve risalita verso metà, qui la palina indica verso dx la deviazione per il Colle Baban ( Tira fora l'baban, e pei giuè, tira fora l'baban e n'cumincia a n'rutulé...). Dal colle al Gias Vaccarile percorso molto discontinuo, sovente si scende dalla sella per superare brevi tratti con pietre in posto un pò ostici, comunque per nulla esposto, direi a occhio e croce un 50/60% di ciclabilità. Dal Gias in giù pura goduria, nonostante umido e fogliame si tratta di un percorso nel bosco abbastanza veloce ma mai banale, con qualche tratto molto tecnico da superare in scioltezza. Dopo il Gias Fontana un cordino sbarra il passaggio ad un bivio per scendere direttamente verso il Pian delle Gorre, io per questo motivo ho preso a sin e si passa così dal recinto dei cervi, fate un pò voi, se andate a destra basta passare sotto il cordino... in ogni caso si arriva sulla sterrata che si percorre verso destra e con una breve ma dura rampa in salita riporta al Rifugio delle Gorre. Se si ha parcheggiato più in basso è possibile sfruttare il sentiero natura in alcuni tratti, consultate il pannello informativo vicino al Rifugio.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Magnifica cima ottima per cominciare a conoscere la Apuane. Effettuata la traversata su Capanne di Careggine sfruttando la bicicletta lasciata sul luogo di arrivo ( o di partenza).Panorama grandioso sia sul mare che sui monti, bellissima la sagoma dell'Omo Morto verso le Panie vista da qui. Salita molto varia e in un ambiente molto inusuale rispetto le altre Alpi, tant'é che si parte su terreno molto aperto e aereo per ritrovarsi in alto in una fitta faggeta, bello l'arrivo al colle Fiocca, ferrata finale, nelle condizioni trovate di sole e asciutto e solo in salita, praticamente inutilizzata. La discesa su Capanne è altamente consigliata sia perchè si effettua così la traversata, sia per l'ambiente qui presente (la vista sulla strapiombante parete sud ovest del Sumbra, invisibile dall'alto, e il passaggio nell'incredibile feritoia naturale sopra Capanne valgono ampiamente il disagio del trasbordo).
Gita effettuata di ritorno dalle vacanze al mare, ma ritorneremo presto a visitare anche il resto considerando che da anni ormai hanno deciso di spostare queste montagne altrove su grossi camion......sigh!
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    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (26/12/14)
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    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (08/11/14)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (08/11/14)
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    Cobre, cima Sud canale N (11/01/14)
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    Nebin (Monte) da Morinesio (01/12/13)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (24/11/13)
    Bellino (Monte) da Acceglio, giro per il Vallone Maurin (09/11/13)
    Rui (Colle di) da Acceglio, giro (09/11/13)
    Tesina (Passo) da Vinadio, giro per Sant'Anna e Bagni di Vinadio (03/11/13)
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    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (25/04/13)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (23/03/13)
    Viraysse (Monte), Cima delle Manse, Monte Soubeyran da Saretto, anello per il Colle Sautron (10/03/13)
    Boscasso (Bric) da Chialvetta (02/03/13)
    Freid (Monte) Canale E (16/02/13)
    Ciarbonet (Cima) Canale Sud - la Scala a Chiocciola (10/02/13)
    Arpet (Monte) canale N (06/01/13)
    Cairi (Rocca di) da Preit (30/12/12)
    San Bernardo (Monte) da Roccabruna, giro (24/11/12)
    San Bernardo (Monte) da Roccabruna, giro (24/11/12)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (17/11/12)
    Grammondo o Gramondo (Monte) da Calvo, giro Val Roya - Val Bevera (02/11/12)
    Esischie, Fauniera, Bandia, Margherina (Colli) da Canosio, giro di Rocca la Meja (15/08/12)
    Soubeyran (Monte) da Saretto, giro per i Passi della Cavalla e Munie e Lago Visaisa (12/08/12)
    Agnel (Cima dell') Canale N (02/06/12)
    Scaletta (Monte) Canale N (28/04/12)
    Peroni (Rocca) da Chialvetta per il Canale Nord (25/04/12)
    Vallone (Testa del) da Pontebernardo (01/04/12)
    Feuillas (Monte, cima SE) e Col d'Enclausette de l'Oronaye O Canali Nord (11/03/12)
    Cassin (Bric) Canale NO+variante canalino N (10/03/12)
    Barsin (Aiguille de) Canale N (03/03/12)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (04/02/12)
    Cobre cima Sud canale SE (21/01/12)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (17/12/11)
    Marchisa (Rocca la) da Lausetto (04/12/11)
    Oserot (Monte) da Chialvetta (27/11/11)
    Buch (Monte) da Stroppo, giro (01/11/11)
    San Bernardo (Monte) da Villar San Costanzo, diretta (30/10/11)
    Corsica (Punta) da Castello per il versante Sud (26/03/11)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (19/03/11)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (06/03/11)
    Croce Orientale (Passo la) q. 2646 m Anello da Chialvetta (27/02/11)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Preit (12/02/11)
    Camoscere (Monte) da Chiosso Superiore (24/01/11)
    Cassorso (Monte), cima Ovest da Chialvetta (23/01/11)
    Nebin (Monte) da Cucchiales (15/01/11)
    Sarsassi (Punta) da Campiglione (09/01/11)
    Piovosa (Punta la) da Tolosano, per il canalone Nord-Ovest (17/12/99)