barrosismo


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Strada della val Malga stretta ma ottimo fondo
Condizioni ottime. Qualche nevaio da circa 150 m sotto la cima ma non crea problemi. Sulla Terzulli solo qualche macchia di neve, non ho usato i ramponi. Le catene sono fondamentali. Consigliato il set da ferrata data l'esposizione continua. Da non sottovalutare. Sul ghiacciaio invece ramponi indispensabili, dato il ghiaccio vivo. In queste condizioni meglio evitare il traverso che da sinistra a destra porta in cresta. Si è proprio sopra la terminale, occorre attenzione perché nonostante la pendenza non eccessiva una caduta avrebbe gravi conseguenze. La traccia è stata fatta nei giorni scorsi quando ancora c'era neve. Meglio tirare dritti sul ghiacciaio e puntare verso l'alto seguendo i rari ometti. Ambiente stupendo, dai boschi al pantano e poi la morena e il ghiacciaio. Sentiero sempre ben segnato, a parte qualche punto franoso sulla morena. Mi aspettavo molta più neve in cresta (ero certo sarebbe stata di misto), ma anche che fosse più semplice la cresta sotto la cima. Non ci sono grosse difficoltà (max 2-) ma ci sono molti sfasciumi e gli ometti non così frequenti. Giornata tersa, panorami bellissimi. Vento gelido sulla cresta e in cima a ricordarmi che l'estate è finita da un po'. In giornata non è lunga, è eterna: ho camminato in tutto 12 ore e mezza, scendendo con molta calma dato che ero bollito. Splendida solitudine, ho solo condiviso la cima con una coppia di tedeschi attempati ma rapidissimi. Tenera conto che il telefono non prende mai, nemmeno al parcheggio e neanche le chiamate d'emergenza.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Divieto d'accesso a Ca' di Janzo
Nei mesi di luglio, agosto e settembre l'auto va lasciata a Ca' di Janzo per divieto d'accesso. Partito presto non ho fatto in tempo ad anticipare le nuvole che puntuali hanno avvolto le cime della Valsesia dalle 9.30 in poi. Dal parcheggio si segue la strada asfaltata fino a S.Antonio e poi la sterrata fino all'inizio del sentiero. Calcolare circa 25 minuti per arrivare al sentiero vero e proprio. Gli ambienti attraversati sono splendidi e sempre molto ben segnati ed indicati. Meravigliosa la zona del lago Bianco. Più in alto la roccia domina ma rimane sempre non eccessivamente sfasciumoso. Stupende le vedute sul lago Nero dal 'passo' Artemisia. Che in realtà non è un passo ma un passaggio. Catene fondamentali, soprattutto in discesa. Il passaggio attrezzato è lungo e spesso verticale; consigliato il casco e obbligatoria molta molta attenzione data l'esposizione. Dopo il tratto con catene ci sono difficoltà inferiori e i passaggi, rimanendo in traccia, non vanno oltre il primo grado. A volte ho preferito uscire dalla traccia per evitare sassi e sfasciumi. Peccato per il panorama nullo, non si vedeva un tubo, manco s'intuiva dove fosse il Rosa. Discesa senza grossi problemi fino alle catene e poi con la dovuta premura disarrampicato faccia a monte a tenendomi alle catene - sempre controllando gli spit. Salita in 5 ore, discesa in 4.15. Occhio a salire dopo le nevicate, la parte alta è ripidissima e la zona delle catene non è banale, il grado alpinistico non sarebbe più un F. Nessuna copertura telefonica dalla macchina e per tutta la gita.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Pochi posti nel parcheggio gratuito dei Bagni del Masino
Gita lunga che permette di attraversare numerosi ambienti montani. Son salito nel pomeriggio di sabato 22 al Gianetti. Notte tranquilla data la quota inferiore ai 3000m, ma rifugio pieno. Cena sufficiente, colazione scarsa. In ogni caso rifugisti molto gentili e disponibili. Colazione dalle 6, ma non abbiamo fretta date le nebbie. Finalmente partiamo alle 7.15 con buona visibilità. Occorre prendere il sentiero a destra per il rif Allevi e dopo circa 50 m salire a sinistra e seguire gli ometti. A vista si deve passare a destra della panciuta placca di marmo proprio lì in alto. Nel canalone di sfasciumi occorre salire stando a sinistra e puntare all'intaglio di sinistra che porta al Colle del Cengalo. Delle corde fisse aiutano a passare una placca appoggiata esposta ma soprattutto liscia. Dal colle si sale per sfasciumi stando attenti ad un paio di cenge esposte. Si arriva alle catene ovvero un tratto da non sottovalutare data l'esposizione. Più avanti c'è un passaggio su lama stretta in cui occorre piede fermo, e poi qualche passo fino al 2°. Seguendo gli ometti non si dovrebbero avere grossi problemi, a parte il fatto che si muove tutto. Ultimi 100 m di dislivello faticosi ma facili. Condizioni di asciutto totale, solo qualche nevaio fuori traccia. Panorama strabiliante verso il Badile e la Bondasca. Gradevole sosta in cima dato che il vento che ci accompagnava in cresta s'era calmato e il cielo è sgombro da nubi. Discesa con attenzione quasi sempre faccia a valle. Noi abbiamo per errore preso il canalino di sinistra scendendo dal colle: errore. Scendere sempre nel canale di salita (tutto a destra in discesa), quello con 4-5 corde insieme: è più facile e meno pericoloso. Discesa eterna ma ambiente davvero grandioso a mitigare le fatiche.
Un saluto e un ringraziamento ai simpatici Luca e Giovanni conosciuti a cena, coi quali ho condiviso salita e discesa Gianetti-Cengalo.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Salita facile anche se lunga fino al Deffeyes. Ambiente bellissimo. Dal rifugio son sceso verso il ponticello in legno, ho preso il sentiero verso destra e dopo 50 metri lineari si trovano dei grossi ometti sulla sinistra a indicare la traccia. Ripidamente si sale verso una cascata che è la presa d'acqua del rifugio. Ometti piazzati perfettamente guidano la salita. Al piano superiore l'ambiente è bellissimo e ameno con rivoli d'acqua, rocce montonate, laghetti, eriofori... Nei pressi dei laghi d'Usellettes gli ometti scompaiono (ci sono se si arriva dall'alta via 2 -passo Alto), ma senza difficoltà si arriva al ghiacciaio. Quest'inverno è crollato di tutto dalla cresta e l'itinerario è cambiato. Non trovando alcun ometto sulla sinistra salendo, ovvero dal ghiacciaio alla cresta, sono salito fino al colle tra Becca Bianca e Paramont. Presente qualche crepaccio sotto al colle, neanche piccolo a dire il vero. Dal colle ho provato a salire verso il Paramont ma la pessima qualità della roccia e qualche dubbio sulla fattibilità mi hanno fatto indietreggiare. Son sceso giù dritto verso il ghiacciaio, tirando giù di tutto, per fortuna ero solo dato è impossibile non muovere gli sfasciumi. Tornato al lago glaciale ho cercato il punto meno ripido per accedere alla cresta e nonostante l'assenza di ometti sono arrivato al colletto. Pendio pericoloso, pieno di sfasciumi in bilico e terriccio instabile. Si vedono gli effetti delle frane recenti. La cresta è facile anche se occorre attenzione in un paio di punti esposti. Arrampicata facile ma su terreno di m... Ultimi 80 m sotto la cima su facile pendio largo. Panorama stupendo sul ghiacciaio del Ruitor e verso il gruppo del Bianco. Tornato sui miei passi ripercorro il ripido pendio fino al ghiacciaio, poi facilmente al rifugio. Classica gita da una volta nella vita. Una decina di persone incontrate nei pressi del rifugio, nessuna anima viva più in alto.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal Guide d'Ayas dopo una spettacolare notte stellata. Rigelo ottimo sul ghiacciaio e un po' aria a ricordarci la quota. Giunti sotto la vetta optiamo per la parete ovest, dato che chi ci precedeva saliva facilmente. Superiamo la terminale salendo a destra e traversando verso sinistra. Pendio con un po' di ghiaccio nei primi 50 metri. Non abbiamo usato materiale e siamo saliti bene con due picche a testa. Più si sale e più si possono sfruttare un po' le peste di chi ci aveva preceduto. Qualche tratto in neve croccante e un po' di neve granitosa. A fine parete c'è un traverso verso destra che non va seguito, meglio salire su dritti su pendio durissimo. Da fine parete s'arriva in cima in pochi minuti su pendio facile. Discesa dalle roccette con due doppie lungo le catene e poi facilmente sugli sfasciumi. Canalino della normale sceso faccia a valle. Risalita fino al colle verso Plateau veramente infame. Attenzione ai buchi!!! Che giornata e che panorami! Con Davide
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Saliti in giornata da Plateau Rosa con la prima funivia e poi scesi al rifugio Guide d'Ayas. Pendio della Roccia Nera in neve con qualche tratto duro e alcuni sprofondamenti. Proseguito fino al Gemello per cresta facile. Canalino ripido in neve dura che si sale e scende bene. Su entrambe le vette grandiosa solitudine. Scesi verso il Rossi-Volante e poi seguendo una traccia evidente siamo scesi sul ghiacciaio di Verra in mezzo ai seracchi e con paurosi buchi semi-aperti. Sconsigliatissimo. Conviene risalire verso il Polluce e scendere tutto a sinistra. Rifugio Guide d'Ayas comodo, gestori gentilissimi ed eccentrici. Con Davide
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Parcheggio basso gratuito a Courmayeur
Ghiacciaio chiuso, nessun crepaccio evidente. In compenso terminale aperta che per ora si passa tutto a sinistra salendo. Non so quanto possa durare. Pendio per accedere alla gengiva in neve, con tratti in ghiaccio tra gli sfasciumi ma sempre camminabile. Qualche passo esposto, occorre tenere sempre i ramponi. Alba sul Bianco da lacrime agli occhi. Dalla gengiva la cresta si presenta molto più larga dell'anno scorso e in generale molto più facile. In alcuni punti è davvero affilata ma la neve ha dato sempre sicurezza. Nel canalino 'spesso ghiacciato' abbiamo trovato neve dura e siamo scesi faccia a monte senza problemi - Matteo assicurato e io con due picche. Purtroppo troviamo traffico sulle rocce sotto la cima e ci mettiamo quasi 2 ore dall'attacco alla cima!!! Salta così la traversata fino al Dome, peccato. Panorama e ambiente sono clamorosi. Discesa in doppia con ancora del gran traffico, occhio al recupero corde che si incastrano su spuntoni vari. Si arriva giusti con due calate se con corda da 50 m doppiata. Discesa tranquilla sulla cresta, pendio tra sfasciumi e ghiaccio ma ok. Delicato invece il canalino sopra la terminale per neve smollata e scivolosa, tanto che ci regaliamo un bel volo per una mia distrazione. Grazie a Matteo che mi trattiene e alla mia picca che mi auto-arresta. Vero che la pendenza non era estrema ma la terminale era proprio lì sotto...che spavento. Dato che il rifugio era strapieno abbiamo dormito in tenda sul ghiacciaio con altri temerari, bellissimo, comodo e soprattutto silenzioso.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Pochi posti nel parcheggio a Cresta
Parto da Cresta che è ancora notte, mi godo una bellissima stellata e la Luna piccola ma luminosa. Il sentiero è spesso invaso dall'acqua e dal fango, davvero una noia. Arrivato al bivio di quota 2500 m si prende a destra in direzione Bandseen. Arrivo fino al lago e non trovando nessuna traccia salgo sui ripidi prati a monte verso N. Dal pianoro soprastante trovo gli ometti che mi guidano su per il canalino in direzione del colle Barggaflurgga. La traccia è ripida e ben indicata dagli ometti ma purtroppo le condizioni del pendio peggiorano tantissimo man mano che si sale. Gli ultimi 50 m circa sono un disastro: la traccia è pericolosa, si muove tutto. Preferisco arrampicare sul facile piuttosto che salire sul pietrisco e rischiare di lapidarmi. In qualche modo arrivo al colletto. Da qui si seguono gli ometti sulla cresta che da quota 3000 m circa è innevata per lunghi tratti. Arrivo faticosamente all'ultimo strappo diagonale e qui metto i ramponi visto che la neve sulla cresta è poca ma durissima e l'esposizione c'è. Gli ometti ben piazzati indicano il percorso, e senza grosse difficoltà, salendo anche dei canalini ripidi, arrivo in cima. Ci metto poco più di 4 ore col fiato molto corto e un panorama grandioso. Discesa in 3 ore e 20. Stare molto attenti a non perdere gli ometti, si rischia di finire in mezzi a sfasciumi davvero infami. Canalino del colle davvero osceno, peggio che in salita! Trovati due escursionisti sulla cresta che salivano senza ramponi, non imitateli! in solitaria
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Ghiaccio scuro da dietro al rifugio per circa 500 m lineari. Poi migliora un po'. Avvistati almeno 5 buchi con ponti che sembravano solidi, questo in tarda mattinata. Traccia autostradale fino al ripido pendio sotto alla crestina del colle Felik. Crestina facile con traccia larga, nessun problema. Dopo il pianoro, presenza di ghiaccio sul primo tratto moderatamente ripido che porta alle crestine affilate, ma si passa bene anche in discesa per le peste e per la pendenza modesta. La traccia passa a poche decine di centimetri dal baratro ed è ghiacciata, insomma ci vuole piede fermo. Più in alto c'è più neve (pallottolare dai temporali della mattina del sabato) e l'esposizione diminuisce. Pendio ripido tracciato con dei tratti a zig-zag incomprensibili. Dall'anticima alla cima nessun problema. Discesa super-safe e attenta ma tutta faccia a valle. Parte ghiacciata addirittura più semplice scendendo, dato che il fiato non era più corto... Dal colle Felik rapidamente al Sella. Discesa verso il Bettaforca interminabile. Ricordarsi della pausa pranzo (!) degli impianti. Ottimo trattamento al rifugio. Traversata giudicata in ottime condizioni da dei ragazzi che l'avevano appena percorsa.
Un grazie a Silvia che al Felik sceglie di non proseguire per la cima per evitare il rischio a me e Matteo di rinunciare ancora al Lyskamm dopo il dietro-front di due anni fa.
La mia peggior notte in un rifugio di sempre. Mal di testa insopportabile, nausea e ovviamente dormito pochissimo, un'ora se va bene. Dopo aver fatto colazione mi sale l'effetto del Moment e riesco a ragionare e si parte, menomale.
Con Matteo e Silvia
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Il forte vento chi ci ha accompagnati da Hannig alla Mischabelhutte sabato 15 non s'è calmato neanche durante la notte. Le nuvole avvolgevano il rifugio e tutte le vette circostanti fino alle 21 ma alla sveglia grande stellata e tutto sereno. Cena alle 17.30, colazione alle 2.30, partenza alle 3.10 vetta alle 7.05. Dovevamo fare anche lo Stecknadelhorn e l'Hohbarghorn ma il forte vento che ci ha fatto compagnia per tutta la salita e soprattutto la visibilità azzerata negli ultimi 200 m della cresta sotto al Nadelhorn ci hanno fatto saggiamente desistere. Almeno abbiamo portato a casa la vetta. Condizioni ottime: nessun nevaio prima del rifugio e crestone ripido di sfasciumi ben segnato e tracciato. Sul ghiacciaio traccia evidente e facile, visti solo tre piccoli crepi. Dal Windjoch inizia a farsi interessante, facili i tratti in neve meno ovvi i tratti di roccette con alcuni punti molto esposti. Ghiaccio solo a macchie ma non crea alcun problema. Vetta piccolissima, già in due si fa fatica a stare. Panorama nullo. Discesa attenta ma rapida causa vento superfreddo che ci aveva già abbondantemente sfiancato. Rifugio pieno e molto rumoroso, avrò dormito mezz'ora in tutta la notte/sera. Cena alla svizzera e colazione scarsina. Rifugiste gentili. Fare attenzione al sentiero ferrata sotto al rifugio, non è da sottovalutare, in linea generale più si sale più diventa facile. Discesa eterna.
Ennesima previsione svizzera errata (gggrrrr), ma a sto giro almeno una cima l'abbiamo fatta. Con Matteo bravo, veloce e affidabile come sempre.
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  • Adamello (Monte) Via Terzulli dalla Val Miller (05/10/18)
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    Paramont (Monte) Via Normale da la Joux (15/09/18)
    Polluce Versante Ovest (08/07/18)
    Roccia Nera e Gemello del Breithorn da Plateau Rosa (07/07/18)
    Rochefort (Aiguille de) Cresta di Rochefort (01/07/18)
    Piz Platta (15/10/17)
    Lyskamm Occidentale Via Normale dal Rifugio Quintino Sella (27/08/17)
    Nadelhorn Via Normale della Cresta NE (16/07/17)
    Rochefort (Aiguille de) Cresta di Rochefort (08/07/17)
    Lagginhorn Via Normale della Cresta Ovest (04/07/17)
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    Mengol (Cima) Mengol Surprise (07/01/17)
    Blumone (Cornone di) da Bazena per il Passo di Val fredda e il versante Nord (29/12/16)
    Madonnino (Monte) Canali Nord (23/12/16)
    Foppa (Monte) Canale Teobaldo (18/12/16)
    Blanc Giuir dal Lago di Teleccio (29/09/16)
    Grand Assaly Via Normale da La Joux (11/09/16)
    Parrot (Punta) Via Normale, traversata Ovest-Est (28/08/16)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (28/08/16)
    Gnifetti (Punta) - Capanna Regina Margherita Via Normale dal Rifugio Gnifetti (28/08/16)
    Breithorn Occidentale e Centrale Traversata da Plateau Rosa (24/07/16)
    Granta Parei via Normale da Thumel (09/07/16)
    Bishorn e Pointe Burnaby Via Normale da Zinal (03/07/16)
    Giordani (Punta) Via Normale da Indren (26/06/16)
    Grigna Meridionale o Grignetta Canale Pagani (12/03/16)
    Zuccone dei Campelli Canalone dei Camosci (24/01/16)
    Redorta (Pizzo) per il Canalone NO (via del Canalone) (30/12/15)
    Arbola (Punta d') da Alpe Devero (27/12/15)
    Gran Zebru' Via Normale dal Rifugio Pizzini (22/12/15)
    Ferrè (Pizzo) Via Normale da Montespluga (13/12/15)
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    Poris (Pizzo) Canale Nord (22/11/15)
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