attila89


Le mie gite su gulliver

sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: molto bagnata
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
quota neve m. :: 2100
10 minuti a piedi, poi si sale sci ai piedi. Caldazza nel canale, rigole da San Martino del Carso e marcione, ultimo tratto affrontato su roccette a destra (max II grado).
Discesa divertente, si sfonda molto solo negli ultimi metri di discesa.
Oggi gita dei pensionati-rottamati pinerolesi, con Snowdrops e il Re della Val di Thures ammazzabambi. Ma oggi grandi discese altrove... tra val d'Aosta e sudisti, complimenti!!!

san Martino del Carso

Il RE

quanto mi sei mancato

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Tetti Gaina
Partito da Tetti Gaina alle 4.40, prendo il ponte della Vagliotta e seguo i cartelli per Bivacco Gandolfo. Il sentiero nella parte "asciutta" è ottimamente segnalato, se non mi sono perso io con una torcia in bocca, ce la possono fare tutti. Dopo un'ora si mettono gli sci ai piedi, neve portante. Ieri sera quando ho visto la gita già fatta ho bestemmiato abbastanza, in realtà non conoscendo il luogo la traccia presente mi ha aiutato a non incasinarmi. In pratica si sale abbastanza diritti per poi spostarsi abbastanza a sinistra in zone cascatose, per poi all'altezza del Gandolfo e della boschina riportarsi a destra.
Comunque in tre ore sono al conoide, ramponi e su. Altre due ore e sono al colletto. Le tracce presenti aiutano per la direzione, non per diminuire la fatica, in quanto dove le tracce di Robi a causa del vento sono sollevate dalla superficie nevosa, io sprofondo fino al ginocchio ed oltre nella farina compressa toccando il fondo.
Per fare gli ultimi 70 metri impiego mezz'ora; vado alla puntina a sinistra del colletto e appare il canale E, molto simile alla Breche Cordier, bellissimo ed estetico.
Allora già sognando un colpaccio scendo rapido fino all'ultima biforcazione e risalgo il ramo destro, intonso con neve inconsistente su roccette per nulla banali, fino ad un altro colletto con meringhetta; il canale E rimane ben più spostato ed è ravanoso raggiungerlo.
Quindi retrofront e scendo questa variante, ripida e cattivella (credo di avere fatto al massimo 10 curve in circa 90 metri di dislivello), poi il canale si allarga e la sciata diviene "relax". Passo una strettoia in cui passo al pelo con gli sci da 171 cm, poi scendo ancora fino ad incontrare un tavolaro solitario di cui avevo già visto la firma sulla Forcella dell'Argentera.
Ancora un tratto "relax". Poi il traverso, in salita abbastanza psicologico, in discesa tranquillo ma molto esposto. Poi l'ultima rampa, saranno 30 metri ma molto ripidi, impegnativa psicologicamente da scalettare in quanto c'è in ordine parete rocciosa, mezzo metro di neve buona, ed il resto in neve dura ghiacciata. La gamba a monte si stanca presto, comunque anche questo passaggio "chiave" è superato.
Il conoide è super, farina compressa. poi tratto di crosta ventata nella boschina, quindi trasformata ottima fino al punto dove si mettono gli sci. Poi rapida discesa

Secondo me è alla frutta, 3 passaggi si sentono e soprattutto nel tratto finale, aspetterei la prossima nevicata.
Da solo.
Grazie a Robi per la conoscenza del percorso migliore per salire e per aver messo il naso, anche se mi ha tolto un bel po' d'"ingaggio", complimenti per la decisione di scendere il pezzo chiave sci ai piedi, ci avrei riflettuto abbastanza. Però contento, la picca è rimasta nello zaino,
Ho capito perchè nessuno mi ha accompagnato oggi... tutte le piole della valle chiuse!

in salita

expo

matto quasi in cundi

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sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
Partenza nel pomeriggio di sabato a Tetti Gaina. Dormito al Bivacco Bozano, comodo e vicino;
8 posti letto, sgabelli assassini e spaccaschiena, ma locale invernale grande e non freddo (7 gradi).
Partenza alle 6, si traversa all'attacco salendo rapidamente il conoide. Sci a spalle, la cascata è circa 5 metri, non difficile ma servono due picche. Aggiunto un chiodo alla sosta appena all'uscita sulle rocce a sx (per calate 15 m circa), poco più in alto ce n'è un'altra buona (doppia 25 m circa).
Salita buona alternandoci in battitura, rapidamente al colletto, io e Endrius saliamo ancora alla cima Nord con gli sci a spalle per tentare il colpaccio ma poi li calzeremo al colletto.
Le nubi accorrenti ci fanno scendere rapidi, neve molto buona e grippante con alcune zone dure. Gli sci si tolgono per una strettoia e poi naturalmente per la cascata.
Nel canale la neve era buona: era, perchè nella strettoie si sono creati gradini alti fino a 50 cm, quindi fossi un ripetitore che cerca la neve perfetta aspetterei la prossima nevicata.
Dopo la cascata si riesce a traversare e scendere di nuovo al Bozano senza risalire troppo.
Breve pausa per ricaricarci alla discesa, passiamo tra le balze rocciose in un passaggio togliendo gli sci per 5 metri, poi riusciamo a scendere fino al bivio Bozano-Remondino con gli sci ai piedi. Da lì con circa 6 brevi gava e buta si arriva alle Terme, poi sci a spalle fino alla sbarra ed alla macchina.
Grande compagnia inedita,
i Locals CriBot "fromagerie" e Dario "Tofu" Taricco che ripete per la seconda volta l'itinerario;
Feis "pantaloncinicorti"
e Endrius "enervit", che mi illumina la via per il Bozano (torcia lasciata a Monaco).
Ottima idea spezzare la gita, contare 7-9 ore di sola salita se si parte in giornata!

No foto, la macchina è morta (riposi in pace)
sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
bella bella bella gita.
Sci ai piedi dal parcheggio, si sale in direzione della magnifica Tour Termier, si aggira a destra per un ripido canalino (comodo sci a spalle), alla sua fine si rimettono gli sci e si tende a sinistra verso la punta Grand Galibier (croce più ripetitore visibile solo all'ultimo). Il canale inizia al colle, noi dalla punta abbiam visto ghiaccio nel canale verso l'uscita e quindi siamo passati per un sistema di cenge verso la punta per rientrare nel canale, bello lungo, inizio più sostenuto e poi molla, Farina! conoide davvero da Godo. poi si scende ancora taanto, si tralascia il primo vallone a sinistra, quando intravedete le piste sottostanti si può decidere o di tagliare o se vi fate prendere dalla farina (ehm.. il nostro caso) si arriva ad un fiumiciattolo, lì conviene ripellare. Si sale dunque il luungo vallone (700-800 m) fino all'ultima punta.
Da lì sono 900 metri di neve primaverile, miracolosamente non stracotta, anche se talvolta irregolare.
Discesa del canale completamente vergine... peccato per qualche decina di metri (su 1000 e passa) con fondo irregolare, se proprio si vuole trovare il pelo nell'uovo.
Gran panorama sugli Ecrins, davvero spettacolare in una giornata come oggi. Venticello fresco.
Questa gita ha il sapore dei gitoni di fine maggio.. ma senza portage! e con ancora tanta farina a Nord.
Oggi la crew di locals in trasferta:
Luca G il laureando oggi ha avuto l'intuizione dell'anno, condizioni spettacolari, fa piacere fare dislivello così quando ne vale la pena.
Andrea, che non mente, ma non dice tutto (il dislivello prima di partire, ad esempio, o il prezzo dell'ultima bottiglia di acqua nel suo zaino frigo bar nel bel mezzo dell'ultima salita, o il perchè si parte così presto).
Snowdrops, rigorosamente in tinta nera, che quando si risale sotto al sole è un piacere..
e un bravo a me medesimo che non conoscendo la gita ("Galibier, sarà vicino al colle, chemmerda") e andando a dormire piuttosto tardi non sento la sveglia, si alza di soprassalto venti minuti dopo il ritrovo, telefona per dire che rinuncia, poi però si ricorica e la carogna lo fa partire con mezz'ora di svantaggio; credo di avere fatto il record di velocità Pine-Briancon in Panda 4x4, e di record di velocità mentre si ricerca l'itinerario su internet con cellulare mentre si guida. Inoltre per la prima volta prendo la scorciatoia Briancon-strada per il Lautaret, perchè alla rotonda finisco lungo. Incredibile. Meno male che mi hanno aspettato (grazie a dio..), sennò finivo per partire con gli sci in direzione Grenoble. Inoltre il ritardo di un'ora è stato decisivo per mantenere le ottime condizioni su tutto l'itinerario.
No batterie in casa= no foto

Per me primo itinerario in zona Cerces, anche lì l'ambiente non è per niente male.
L'Oisans non delude mai.
sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: osservato fratture nel manto
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
Non credevamo alla notizia dei 70 cm in val Po. Invece ci sono davvero.
Oggi siamo saliti da pian della regina, seguito vecchie tracce non ottimali (probabilmente quelle dei Campanili dei giorni scorsi), quindi ci siamo diretti verso questo canale, pendenze non eccessive (percorso 2/3 sci ai piedi), ambiente discreto.
Quindi saliti ancora per andare in punta. Il canale ha due corti passaggi di misto non banali, piccozza e ramponi non indispensabili. Quindi si esce dal canale, bel pendio sospeso, invece di uscire sul pendio principale a destra siam saliti dritti con una bellissima vista sul bellissimo versante NE del Monviso (niente di formato purtroppo).
Quindi negli ultimi 200 metri abbiamo passato una zona abbastanza pericolosa con accumuli dovuti ad un vento ivi localizzato. Usciti dal pendio verso destra e con più tranquillità in vetta.
Discesa dalla normale, direi 65% farina (troppa se si hanno sci stretti o c'è poca pendenza, ma alcuni tratti davvero belli), 20% si tocca pietre (notevole la tecnica di Snowdrops su lastre-lose innevate), 15% crosta in formazione e/o da vento.
Sconsigliato il nostro giro!!! Il canale da solo è in buone condizioni, a occhio anche i campanili di dx e sx, concatenabili in giornata. Perotti è per metà in ghiaccio neroverde. Normale del Viso Mozzo tracciato solo in discesa. Tracce su Sea Bianca e aratura massiccia al Briccas. Gastaldi credo magra e pietrosa. Comunque ci siamo divertiti, gita completa, e gran dopogita. Ci sono ancora le cascate di Pian della Regina, ma belle belle blu...

con Andrea in formato trattore, Snowdrops anche bello in forma, il Re della Val di Thures che si mette e toglie i ramponi nel bel mezzo del Misto.

sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
Canale tipico dell'ambiente Ecrins, fosse 500 m più lungo, sarebbe davvero una discesa mitica. Molto intenso, personalmente l'avevo sottovalutato, invece il grado ci sta tutto. Avvicinamento rapido, poi conviene tenere gli sci ai piedi proprio fino al conoide vero e proprio; siamo saliti per una variante di destra (salendo), immettendoci con un breve traverso nel canale. "solo" circa 300 m di canale, andiamo a fare piazzole regali a contatto con le rocce di cresta.
Il meteo non ci ha aiutato, il vento freddo e la nuvolaglia non ha fatto assolutamente rinvenire il manto... quindi tutta la discesa in "béton", non regala nulla; le strettoie non saranno davvero 60°, ma la picca in mano si tiene volentieri e la gamba destra "pompa", ci sono tratti ripidi. Dopo l'ultima strettoia la pendenza diminuisce, ci si rilassa su neve da Godo.
Attenzione, appena esce il sole possono cadere pietre!!! Valutare bene i pro ed i contro di discesa facilitata- pericoli oggettivi.

grazie a Feis che ripete volentieri il canale, il placchegiallaro Endrius ed il "vecchio" Snowdrops. Buone sensazioni!

PS: se qualcuno trovasse qualche brandello del mitico Wilson (casco blu semiintegrale dell'addolorato Feis), probabilmente in fondo al vallone dopo un volo di circa 200 metri, fateglielo sapere! Condoglianze.

un GRAZIE al Farlocco, un vero buongustaio!

si vede il Diagonal, non il più evidente, l'altro (tenete ancora gli sci ai piedi)

uscita dalla variante di destra su crestino e traversino

la cumpa nel canale

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: provocato fratture al manto
neve (parte superiore gita) :: crosta portante
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
Tutto descritto ottimamente da Sien.
Preso il ramo di destra, all'uscita abbiamo visto che non eravamo su una punta, quindi abbiamo deciso di raggiungerla: bei passaggini di misto divertenti, forse così la gita è resa un po' più varia.
Si può scendere direttamente dalla vetta e rientrare nel canale nella spalla.
Occhio alle placche da vento, ci sono anche dove affiorano le rocce!

Con i due ragazzini Endrius e Luca G, Snowdrops con gli sci da battaglia, i "mitici" Farlocco e Sien, e il propositore Feis, che è venuto perfino a fare il canale qualche giorno fa per essere sicuro che trovassimo condizioni buone e sicure. Un grazie anche a Jerome e cumpa per averci messo il naso un po' di giorni fa. Altri 3 dietro di noi.
Tornare a casa e ritrovare tutti motivati e in forma... una bella soddisfazione, e buone sensazioni, alla mia prima vera gita stagionale (finalmente si scia su neve e non sull'erba).

NO FOTO, ho preferito mettere le ultime pile nell'Arva!
sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
quota neve m. :: 2100
Si chiude la "trilogia" della N del Viso con gli sci... Con una grande compagnia, un Andrea che probabilmente è il più giovane mai sceso da quel posto!
Ricordando un mitico Nino Viale con i basettoni nel 1975, e un pensiero per Gigi, con cui salii per la prima mia volta questa montagna, e con cui imparai le basi per questa passione.

Partiamo da pian della regina nella notte, e vediamo due lucine davanti a noi..
Oltre mille metri di canale in neve ottima, le tracce precedenti non danno fastidio, peccato che si debbano togliere gli sci due volte. Il tratto ghiacciato all'altezza della corda molla si passa bene, larghezza 3-4 metri... FANTASTICA la contropendenza sotto al ghiaccio.

Expo alta sulla rampa più alta, dove si volteggia sul versante NE, ma si passa bene.

Anche noi in punta sulle tracce dei cuneesi, mentre la premiata ditta franco-casellese preferisce farsi tutti e tre i canali della Nord in giornata e da Pian della Regina!

La seconda picca e la corda sono per noi rimaste nello zaino, ma conviene portarsele (giusto per allenamento), anche perchè a pochi metri dalla punta c'è un bel tratto in ghiaccio ricoperto da poca neve, sulla cresta. De gustibus...

Grazie a Jerome e Feis per la simpatia e la traccia, Mario e Robi per l'organizzazione,
Matt79 e Luca Pandolfi per le info!
aggiungo qualche (chilo di) foto

salendo, sotto il Claude bello ciccione

ingresso Coolidge superiore

verso la corda molla, nevaccia....

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sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
Visto che Andrea non c'era stato l'altra volta, scesi dal Centrale traversiamo (sconsigliabile, ravanoso) e raggiungiamo il Perotti, su una traccia preesistente rapidamente siamo al punto vicino al ghiaccio, la nevicata non ha cambiato nulla, ma ha cancellato le tracce precedenti (ce n'erano solo due).
Discesa su neve più irregolare che al Centrale, la strettoia è però più transitabile rispetto alla scorsa settimana, ci lanciamo nel Coolidge inferiore (noi disarrampichiamo tra i tre tratti di misto, possibile fare doppie; ci sono tracce di sci, incredibile!).
Coolidge inferiore varia tra farina, e fondo duro, solo il pezzo inferiore ha accumuli di neve farinosa, invisibili a causa della nebbia.
Andiamo a lasciare un vivere al bivacco, ci sono interessanti notizie nel libro:
-una sciatrice professionista e il suo socio martedì o mercoledì sono andati in punta, discesa con gli sci dal Coolidge (affioravano pietre... io l'ho visto verde, comunque se scendono il tratto di misto sci ai piedi, non hanno di questi problemi...);
-tre alpinisti hanno provato per la seconda volta il Couloir Claude, fatto il primo tiro della via originale, poi ritirati causa caldo e scariche; commento loro "a smiava bun".

Torniamo giù al conoide, gran firn fino a pochi metri dopo l'arrivo del primo skilift, poi sci a spalle fino alla macchina.

Con Luca e Andrea, che ufficialmente doveva essere al Due Dita

sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: pian della regina
quota neve m. :: 1800
Da Pian della Regina, sci a spalle fino alla fine del lungo traverso sulla ex pista, poi sci ai piedi fino al bivacco Villata-Falchi.
Da lì nuovamente sci a spalle e ramponi, solita strada, si va sempre a sinistra, c'è un'ottima traccia di salita fino al bivio con la variante Datta-Bessone; poi i tratti di misto, pensile, e siamo avvolti nella nebbia.
Imbocchiamo il canale, primo passo di misto direi banale, poi passaggio in opposizione neve-tettuccio di roccia, per entrare nel canale.
La nebbia svanisce poco prima della curva , ambiente STUPENDO, creste rocciose rosse ovunque.
Si sale, si sprofonda per metà scarpone, ma la neve è dura. Rapidamente arriviamo a 50 m dall'uscita, dove c'è ghiaccio vivo, ci appostiamo sulle roccette a sx e ci prepariamo alla discesa.

Discesa: parte sostenuto, poi si impenna un po' alla curva, poi molla di nuovo un po'. Neve dura, non lasciamo quasi tracce, ma buon grip.
Togliamo gli sci, li mettiamo a spalle, non facciamo doppie ma disarrampichiamo velocemente il passo di misto in alto, traversiamo per entrare nel Perotti e risalire...

Con condizioni attuali, basta 1 picca, avevamo 90 m di corda e chiodi assortiti che sono rimasti negli zaini (al massimo bastano doppie da 30 m).

Continua sul Perotti...

Nota storica: prima discesa in sci Tristano Gallo, 3 luglio 1983

in salita, Andrea e Luca già appollaiati

Andrea parte alta

Luca in ambiente MONVISO

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