attila89


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: ventata
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: accessibile fino a divieto.
attrezzatura :: scialpinistica
Si arriva in auto solo fino al divieto di transito, quindi si può partire con gli sci sulla stradina; alcuni brevi tratti (20 metri) sono scoperti, ma niente di troppo faticoso. Dopo i tornanti, noi non siamo saliti nel torrente Fenils, ma dai pendii precedenti. Poi il vallone si apre, è enorme e neve con ottimo grip. In punta vento freddo.
In discesa prima parte nel vallone con neve polverosa vecchia, con qualche tratto in crosta leggera, molto bella da sciare. Seconda parte del vallone in neve primaverile rinvenuta da sballo. Poi abbiamo seguito il letto del torrente molto divertente perché più all'ombra! Ultimi 40 metri di dislivello delicati per poca neve (seguire la buona esposizione!), niente di scandaloso.
Poi su stradina alcuni brevissimi gava e buta, a seconda di quanto amate il vostro materiale.
Consigliata.
Partenza a ore 7, in punta verso 10:30?, condizioni della discesa ottime. Solo noi nel vallone e nei paraggi.
Con Trilly che torna finalmente in montagna

Vallone alto al mattino

Neve dura un po' ventata sotto la punta, molto sciabile

Curvoni in alto in neve vecchia

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: sentito assestamenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: polverosa
note su accesso stradale :: Strada chiusa a Thures (divieto d'accesso in periodo invernale)
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza da Thures con sci ai piedi su stradina innevata ed un po' ghiacciata fino a Rhuilles. Poi la strada era battuta fino a Thuras 1951 m da un gruppo di ciaspolari. Abbiamo continuato lungo il sentiero verso il colle di Thures, sentito assestamenti sul pianoro dove non batte il sole. A quota 2250 circa abbiamo attraversato il torrente (completamente coperto dalla neve) e risalito su neve primaverile dura ma con ottimo grip, tenendoci leggermente a sinistra del pendio, inizialmente un canalino, come indicato sulla carta IGC 1:25 000. In realtà, credo sia più agevole passare leggermente a destra su pendii più comodi.
Poi saliti nel vallone molto largo, fino ai pressi del colle; quindi puntato alla punta, tolti gli sci negli ultimi 20 metri prima di arrivare in vetta. Panorama stratosferico.
Discesa su neve primaverile e rinvenuta, un po' meno trasformata nel tratto intermedio del pendio (meno ripido) ma poi bella molla, si trovano comunque canalini dove il fondo rimane bello duro; discesa molto divertente.
Giunti al fondovalle, si scende abbastanza bene senza spingere troppo (a parte nel rientro tra Rhuilles e Thures!)
Con Nic che si fa un bell'allenamento, grazie per avermi aspettato e controllato dal basso.
Oggi una discreta folla al Terra Nera, tre che sono saliti ripidissimamente al Roc del Boucher (che appare in ottime condizioni).
Ottima pausa ristoratrice da Alba e Carlo alla Crota di Rhuilles, tappa obbligatoria.
Siamo partiti verso le 8:00, in cima alle 14:00. Viste le temperature (previsioni 3bmeteo -4/5 a Sestriere), forse conviene partire un'ora prima (o essere più rapidi!).
Un pensiero per Tanguy Vulliet, giovane atleta, rapido a correre in salita e purtroppo troppo rapido ad andarsene da questo mondo, deceduto sfondando una cornice di neve negli Aravis.

Colle a destra, cima a sinistra, ottima neve

belle curve su neve primaverile rinvenuta

Il tratto mediano, meno ripido e quindi meno lavorata dal sole

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: ok
attrezzatura :: scialpinistica
Neve continua e sci ai piedi dalla macchina. Seguito la stradina, poi abbiamo raggiunto il colletto ad ovest della punta e raggiunto la cima per cresta. Discesa verso la costa Zalet nei primi 250 metri, inizio ventata poi in contropendenza al sole bella primaverile. Poi dritti nel bosco con neve polverosa molto divertente. Poi breve risalita a scaletta sulla stradina, e discesa con aualche divertente curvetta su neve primaverile rinvenuta (attenzione alla crosta sotto gli alberi).
Nel complesso, condizioni discrete ed un bel giro per una bella mezza giornata.
Direi che si sale bene da Villardamond, partendo dalla statale lo spessore è al limite.
Partiti verso le 8, rientro alla macchina verso le 11.15.
Con Benny e Nic, gran fiuto per la scelta della gita!
Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto cadere valanghe a pera
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: ottimo
quota neve m :: 1300
attrezzatura :: scialpinistica
Dal ponte di Giordano 400 m poi si calzano gli sci sotto una nevicata magica, inizialmente poca neve, poi cresce; saliamo rapidamente anche se c'è da battere, la parte boscosa ottima, poi la visibilità scarsa ci ha fatto sbagliare in 2 punti, ma siamo celermente tornati sulla retta via. Fuori dall'itinerario situazione abbastanza critica dei pendii, molti assestamenti. Saliti fino in punta sfruttando la mediocre visibilità del momento, completamente infradiciati.
Discesa: cresta finale molto pietrosa, poi polveVe leggera, 30-50 cm nuova + 20 di mercoledì su fondo duro, un vero spettacolo. Ottimo fino a 1900 m, poi nel bosco si appesantisce. Dal ponte a quota 1729 si segue il sentiero, poi io e andre abbiam tagliato nei prati, spettacolari curve su 4 cm di fresca su fondo erboso-fangoso. Si arriva a Giordano toccando talvolta sotto, ma con gli sci da battaglia si arriva alla macchina sci ai piedi.
In salita gran zoccolo, sciolinare le pelli.
Il Giulian si conferma la gita da neve fresca per eccellenza, e ogni volta che ci sono venuto, ho sempre trovato da battere...
Gran compagnia con Andre "Colin McRae", Matt79 "re della val di Thures", Luca "Snowdrops". Oggi il titolo di Scavolini Re del Mobile se lo merita LucaG.
Ultima gita insieme per quest'anno. Si ritorna in Baviera, lasciando un gruppo di locals, grandi amici caldi, molto allenati e preparati per un grande finale di stagione.
I più sinceri in bocca al lupo per i vostri obiettivi, e pensatemi ogni tanto tra le pieghe del Monviso, gli infiniti canali degli Ecrins, i magici pendii delle Marittime, festeggerò le vostre grandi e piccole discese davanti ad un boccale di buona Augustiner...
Au revoir a luglio!

cresta finale

dal colletto si apre il gas

PolveVe (strizzando l'occhiolino)

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: normale: 600 m dopo ponte Pautas. 4x4 serio: ponte per Comba della Gia
quota neve m :: 1000
attrezzatura :: scialpinistica
Oggi in Panda 4x4 e/o Jimmy si arriva fino al ponte della Gianna, altrimenti ci si ferma 600 m dopo il ponte Pautas (e diviene lunga!). Poi sci ai piedi, evidente fino alle grange della Gianna. Si continua sul fondovalle nella stessa direzione, contornare un roccione a sx ed entrare nel fondo del vallone che si risale in direzione Colle della Gianna, tagliando verso la punta.
Neve: 30-40 cm sono caduti, in basso e nel bosco sono ok, fuori c'è una leggera crosticina da vento quasi sempre sciabile. Negli ultimi 150 m si scia su firn, la neve è stata spazzata via dal vento.
Scesi fino a 2100 m circa noi pinerolesi abbiamo ripellato per salire sul costone tra Vallone della Gianna e valle del Gran Chiot per magari salire su una Piatta, a quota 2400 circa abbiamo raggiunto un colletto tra i due ma abbiam lasciato perdere, si può passare nell'altro vallone ma è ravanoso, conviene scendere fino alle Gr. della Gianna.
Partito da solo, incrociato gli amici pinerolesi Walter e Flavio e gli esperti Orfeo ed Ermes, abbiamo formato un bel gruppetto per tracciare questo bell'itinerario ("incomparabilmente più bello rispetto a salire da Pian della Regina").
Altro gruppone di torinesi sulla punta di Fionira e alcuni al Bric Piatta Soglia, loro non si sono divertiti.

trattore

sinistra orografica

in vista dei pendii finali

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: molto utile 4x4 e macchina alta
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
In Panda 4x4 da comba dei Carbonieri- Ponte Pautas, sterrato impegnativo, consigliato 4x4 serio.
Parcheggiato un quarto d'ora circa da alpe Ciabraressa a causa di un tratto di strada innevata, 5 minuti sopra le bergerie si calzano gli sci. Oggi poca visibilità, ma ormai ci siamo abituati, con non pochi dubbi e ripetuti sguardi alla bussola siamo giunti (sicuramente con imponenti varianti) a 300 metri sotto la punta, dove miracolosamente le nuvole si sono aperte e ci han fatto capire che eravamo esattamente a N della punta. Quindi di nuovo nella nebbia siamo entrati nel valloncello che porta verso il Colle Frioland, quindi siamo saliti per il pendio ovest fino in vetta.
Panorama spettacolare su mare di nubi e gran parte della catena alpina visibile, Monviso; a S la neve era marcetta, a E non abbiamo nemmeno guardato.
Neve perfetta su tutto il percorso; scendiamo nel canalone del versante O, quindi teniamo come riferimento le imponenti valanghe per non perderci nella nebbia; ci infiliamo in un canale con torrente a quota 2400 circa e fortunatamente usciamo togliendo gli sci solo una volta per 2 metri. Poi raggiungiamo le grange superiori (in salita non le avevamo incrociate e/o viste), quindi bel pianoretto fino a poco sopra Ciabraressa.
Peccato per la visibilità, neve perfetta, itinerario tra i più belli della Val Pellice

Con Andrea (con sci da battaglia) ed un Luca inizialmente demotivato.
Dopo questa settimana, tentazione di comprare un GPS!

partenza

ravanage nella parte mediana

visibilità!!!

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
attrezzatura :: scialpinistica
in giornata, partenza ore 7, alle 4 alla macchina.
Lasciata la pista da fondo conviene salire dal sentiero e mettere gli sci a spalle per un po', noi ci siamo ingaggiati subito nel canale alla sua sinistra, molto ravanoso, i passaggi in discesa danno molto fastidio.
Poi si sale bene su ottima traccia fatta da "tutine" fino alla crepaccia terminale, poi soliti passaggetti per la punta.
In discesa: parte alta mediocre-buona, poi crosta indicibile mista a parti di farina pesante, poi da 300 in giù marcetta su primaverile molto bella. Sotto il rifugio qualche gava-buta, ppoi sci alla macchina.

Con Endrius Snowdrops caldissimo e il Re della Val di Thures in trasferta
Sciabilità :: *** / ***** stelle
attrezzatura :: scialpinistica
tracciato in discesa, non in salita. Note tecniche qui
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: nulla di rilevante
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: fresca (24-48 h) umida
note su accesso stradale :: termiche
quota neve m :: 700
attrezzatura :: scialpinistica
Tanta neve! Si parte sci ai piedi da circa mille metri per la stradina, seguendo scorciatoie belle ripide dei "locals" nel boschetto. Rapidamente si arriva al rifugio, da cui si vede immediatamente l'itinerario: solo 4 tracce sull'ampio pendio, e poche persone davanti a me... wow! La traccia sale bene, salendo mi fermo un attimo ad ammirare il creato e a mangiare, e mi passano due gemelle Kessler sulla cinquantina. Non riuscirò più a riprenderle fino in punta!
In punta (panoramicissima) un vento freddo da NO spinge a scendere in fretta, primo tratto con qualche pietrolina, poi stando a destra delle tracce precedenti Farina! Dopo circa 600 metri di discesa goduriosa, c'è ancora gente che sale. Visto quanto ho pagato in biglietti del treno e l'ora a cui mi sono svegliato e grazie alla carogna, mi accodo ad una simpatica solitaria tirolese, che me le cala anche lei, e di nuovo vetta, ridiscesa... il vento nei primi 50 metri ha già cancellato le vecchie tracce, formando una crosticina. poi scelgo di passare a sinistra dove ci passa la traccia di salita, più a sud pieno, la crosticina si è sciolta... spettacolo!
Fino al rifugio perfetta. Gente che beve una birra, il rifugista che scarica metri cubi di neve dal tetto. Poi ci si riporta a valle, traverso e slalom tra i larici, tra angoli perfetti ed altri dove il sole inizia a lavorare.
In compagnia di una decina tra tirolesi e bavaresi. È vero che oggi la neve era "che si gira con le orecchie" e che è il loro sport nazionale, però la media di tecnica sciistica in discesa è nettamente più alta della nostra.
Io ho optato per il treno+bici per venire qui, con sci e scarponi-scarpe a spalle. Da Monaco si può prendere un treno alle 6.30 che arriva alle 8.30 a Scharmitz, costo 21/30 circa € (Bayern ticket single-gruppo fino a 5 persone) per viaggi illimitati in tutta la Baviera per un giorno (ma in settimana dalle 9 am), più 2,10 € per il tratto Mittenwald-Scharmitz (stesso treno, linea austriaca). La bici costa 5 euro fahrhad bayern ticket daily + 2,60 austriaco. Altrimenti biglietto Monaco-Scharmitz costa circa 27 euro.
Dopo la ricognizione a novembre, una giornata spaziale..!
Se qualcuno in astinenza vuole venire a trovarmi...

Pleisenhutte ed itinerario alto

sul costone finale

tirolo

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
Premetto che non sono andato proprio al Pignerol, ma alla quota 2602 di fronte al passo della Pennazza.
2 orette abbondanti per arrivare alla bergeria del Mey, poi prendo il primo costone subito dopo, pensando di tagliare poi più a destra; si potrebbe fare... ma trovo dell'ottimo ed inaspettato e solido Firn, che non vedevo da tanto tempo, quindi continuo seguendo le sensazioni e non la cartina.
A quota 2500 gira un po' l'esposizione, e mi appare la Farina, molto goduriosa. A destra l'itinerario per il Pignerol, una distesa bianca e soffice, con però alcune crestine dovute al vento, sembrano grosse dune.
Dalla quota 2602 si può proseguire su una cresta verso il colle, ma il gran caldo, l'ora tarda, e la bella discesa che mi aspetta mi fan tornare indietro. Primi metri in farina, poi si passa al firn, brevissimi tratti di crosta.
Poi si spinge fino a Pattemouche...


Ho visto che il Pelato è completamente intonso, Lungin e Pignerol sono isole in mezzo ad un mare di farina.

Vallone selvaggio (belle foto di cascate) e solitario, nessuna traccia (in questo aiuta il "terrorismo psicologico" dei guardiaparco rispetto al pericolo valanghe).
In fondo alla Val Troncea, oltre a bei canaloni lunghi e ripidi, ci sono anche dolci pendenze, percorribili anche con condizioni di neve simili alle attuali.
Partire Presto

Firn in salita, aiuta

spettacolo sull'altro versante

farina farina

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Tutte le sue gite

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