albertber


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Abbiamo fatto in tutto 8 tiri, con un t-bloc comodissima la conserva lunga nel facile. Su L1 anziché traversare orizzontalmente fino al pino, abbiamo deviato prima in verticale, seguendo un vago colatoio-camino di 15 metri (circa III+/IV) con sosta su ottimo spuntone: quindi in 35 metri a S3.
Materiale usato: 2 nuts, friends dai micro al 4 BD (assolutamente non indispensabile), 8 rinvii (meglio una decina), una corda singola da 60 m.

Dalla cima dell'Armusso al Marguereis contare 30-40 minuti di smaronamento...

D'OBBLIGO!

Con lo Jak


Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissima! Consigliata nei pomeriggi estivi… Mare di nuvole sulla Maladecia…
Roccia buona ma non troppo
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Cos'è l'alpinismo? L'eco del drago.
Per idealizzare e aprire una linea come questa è necessario saper sognare.

Anzichè percorrere i primi tiri in comune con la "Diretta Salesi", siamo saliti per circa 180 metri percorrendo un grande canale-colatoio 50 metri a sx dell'attacco originale, quindi dopo un traverso esposto su cenge erbose e roccette abbiamo raggiunto la sosta del quinto tiro. A nostro parere è una soluzione abbastanza logica, dato che la via di Manna e Tealdi prende vita propria dall'ottava lunghezza.
L9, L10 e L16 sono impegnativi, più che per il grado in sé per la scarsa qualità della roccia.
Il tratto di cresta che conduce in vetta è commovente.

Siamo risaliti al Punto Nodale per andare a dormire (e a mangiare!!!) al rifugio Morelli.

E' una salita totalizzante, con carattere marittimo.

Grazie al grande Ilario che si è sbattuto per darci ogni preziosa informazione.

La felicità è tale se condivisa… Con Michi e Ga




Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
La firma di Ghigo non delude mai! Ambiente, roccia e V gradi molto "Senghi".

I chiodi necessari sono in posto: ottimi quelli presenti su L2 e L3 (cuneo di legno ancora buono), abbiamo lasciato solo un chiodo su L4.

Come materiale è sufficiente una serie di friends dai micro al 2 bd e qualche chiodo scaramantico.

Esaltante la rampa di L4 (IV grado???), che evita a sfregio un mare di strapiombi! Molto bella anche L2!

Con Manuel


Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Bella via storica, ambiente dolomitico bucolico-verticale.
Noi sbagliando abbiamo attaccato in corrispondenza di "Corvo Nero" - "Trou de Memoire", per ricongiungerci con la via originale qualche lunghezza dopo.

Peccato che sia calpestata dagli spit di "Squadrone Avvoltoi". Vuoi per la nostra "sicurezza", vuoi per l'arroganza di trapanatori da strapazzo, queste perle sono destinate ad estinguersi dalle nostre montagne...

Gran bel viaggio!
Con i savonesi Ga e Michi... Davvero ottimi soci!

P.S. Per come è ben fatta la guida di Vivalda, tanto vale non considerarla.
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Un bel parco giochi il Pian della Regina!
In inverni con neve e temperature fuffe è un ottimo ripiego.

Linea abbastanza logica, ma discontinua.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni scozzesi, in veste invernale è una salita di puro gusto alpinistico.
Tribulare sul IV grado è il nostro input per la decrescita felice.

Tracciato l'avvicinamento, o meglio: in coda, dietro a quell'inesauribile di Pietro, siamo arrivati al colle Greguri sulle sue orme.

Oggi in quattro sulla via. Quattro di età tra i 21 e i 22 anni. Benché ne dica Messner, a Cuneo (nel nostro piccolo) l'alpinismo è ancora ben vivo.

Un saluto ad Andrea e Jacopo!

Con Pietro
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Neppure la Crusca avrebbe l'aggettivo per spiegare la bellezza della luce che ci ha inondati dopo 8 ore di ravanamento, quando spiaggiati sul Colle dei Pancioni ci siamo stretti la mano: indescrivibile.
L'ambiente non è repulsivo. Salendo per i budelli incassatissimi della Nord ci si infila letteralmente dentro la parete, tanto da entrare in confidenza con il Marguareis, che una volta usciti sembra di conoscere bene come un vecchio amico.

Al momento sci/ciastre sono inutili, si inizia a pestare qualche fiocco (in zone non esposte al sole) dai 1700-1800 metri. I conoidi della Nord sono in neve morbida ma ben portante.
Temperature accettabili, ma non pericolose.

Il Canale dei Pancioni è molto innevato, 30-40 cm di neve vecchia ricoprono quasi tutti i tratti di roccia: solitamente porta, ma in alcuni tratti sfonda creando non pochi problemi. Pochissimo ghiaccio affiorante.
La cornice di uscita si passa abbastanza bene sulla sx: neve molto ripida e poco portante secondo la tradizione patagonica.
Soste. Trovate: S0, S1, S3, S5, S6, S8.
Materiale. Una serie di friends (micro-2 BD), nuts, chiodi e 3 viti da ghiaccio. Forse un po' troppo, ma se non si trovano le soste a spit, con questo innevamento è un problema attrezzarle "hand-made".

Anyway, in queste condizioni c'è roba più facile al mondo. Dove si raddrizza e la neve non porta, per dirla alla Savio: " è un casino" (chapeau a Francesco).

Discesa dai Genovesi: doppia iniziale per superare un ciclopico accumulo senza conseguenze. Quindi su neve prima farinosa e progressivamente sempre più dura, si raggiunge il Laghetto del Marguareis, da cui la gravità riporta bene o male alla macchina.

Con Liviell e Francesco, che spartendosi 8 tiri su 9 hanno sopperito alle mie carenze psico-fisiche odierne, lasciandomi gentilmente il piacere di vedere il Sole per primo!
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Linea stupenda!

Riattrezzate da poco le soste (dove non c'è la catena abbiamo trovato cordini in kevlar nuovi di trinca).

Il secondo tiro è su ghiaccio sincero ma poco chiodabile, Nico l'ha risolto salendo i primi 10 metri a sx su roccia, per raggiungere la parte superiore del ghiaccio con un pendolo alla Andi Hinterstoisser (con profonda esaltazione del sottoscritto!).
I tiri che seguono non sono entusiasmanti, ma l'ambiente rimane psichedelico... l'avessimo anche visto sarebbe stato meglio: dalle 11 circa chiusura totale con vento patagonico, freddo rtico, spindrift (!!!) e profondo disagio.

Ci siamo calati dopo il quarto tiro (tutti da 50-55 m) chiedendo pietà al meteo, tra l'altro non concessa.

Molto utili 2-3 viti corte e qualche friends.

Mitici i gestori del Torino! Meriterebbe già il viaggio la grappa ai frutti di bosco home made, provare per credere.

Con Nicola (nicodh). La cordata più sfigata delle Alpi... ma il giorno che ci entra una salita, spacchiamo! ahahah
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Di nuovo sulla montagna di casa a riesumare dal dimenticatoio "alpinistico" l'ennesima perla che ci hanno lasciato quei due matti di Ughetto e Ruggieri.
Egoisticamente mi piace che queste chicche vedano le dita di un uomo una volta ogni orogenesi. Ripeterle senza praticamente saperne nulla permette ancora di stuzzicare il famoso drago, su una montagna che hanno democraticamente crivellato di spit... ma solo per la nostra sicurezza!
Speriamo che almeno sulla nord, come ha esplicitamente desiderato Berhault, abbiano il buon gusto di non trapanare più. Occhio perchè da Savona (e Cuneo) arrivano incazzati.

Noi abbiamo unito i primi due tiri emmezzo, per sostare su due chiodi "a bomba" sulla rampa descritta in L3. Ne esce un tirone di 55 metri, ma almeno si evita la bruttissima sosta del secondo tiro, attualmente presenta un chiodo messo tra una scaglia e un blocco movente, a cui penzola ciò che rimane della sosta originale. Quindi con un altro tiro da 55 metri siamo sbucati fuori dalle difficoltà.
Come materiale avevamo quasi due serie di friends fino al 3 BD (anche un 4) inclusi i micro, nuts e chiodi vari. A posteriori è sufficiente doppiare due o tre misure medio-piccole, la roccia nei tiri duri è molto (troppo!!) compatta e i chiodi possono tornare ben più utili dei friends.
Non fidarsi dei gradi, la via per la difficile proteggibilità e le protezioni in loco talvolta aleatorie si è conservata ben ingaggiosa.
La roccia è veramente figa.

E' stato un piacere ripetere una delle vie simbolo del Corno Stella con Michele, con cui proprio lì tutto è iniziato.
Come è stato, e sarà sempre, ogni volta che si dice "andiamo al Corno!", riparte la solita febbrile attesa per riposarci le mani sopra... E quando si scende rattrista pensare di aver perso un pretesto per tornarci. Alè!
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