Steu94


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Discreto
tipo ghiaccio :: Plastico a tratti leggermente spaccoso e qualche crosta di neve
note su accesso stradale :: Libero
Salto d'accesso magro ma salibile, prima parte di canale tutta nevosa con qualche tratto ghiacciato. Primo vero salto sembra a una groviera, facile da salire ma non tanto da proteggere. Ultimo muro ben formato, uscita leggermente magra.
Tratto finale per raggiungere la discesa nuovamente nevoso (ha tirato parecchio vento con conseguente spindrift fastidioso e placca da vento sopra la cascata ma che non è pericolosa).
Soste ok.
Salito dopo Valeria
Le condizioni delle altre cascate sono abbastanza penose: Martinet unico con qualche linea salibile, Berrò magrissima, nell'anfiteatro di Pineta a prima vista salibile solo l'originale, anfiteatro di Castello molto magro, Bonvin in formazione ma intorno è parecchio secco così come Gastok. Nel vallone di Bellino non penso che la musica cambi, forse l'unica e Ciucchinel.

Con Eli
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
condizioni ghiaccio :: Discreto
tipo ghiaccio :: Plastico a tratti leggermente spaccoso
note su accesso stradale :: Libero
Salto d'accesso magro ma salibile, prima parte di canale tutta nevosa, piccolo salto di ghiaccio e poi muro finale ben formato.
Tratto finale per raggiungere la discesa nuovamente nevoso (ha tirato parecchio vento con conseguente spindrift fastidioso e placca da vento sopra la cascata ma che non è pericolosa).
Soste ok.
Dopo salito anche Pachidermi.
Le condizioni delle altre cascate sono abbastanza penose: Martinet unico con qualche linea salibile, Berrò magrissima, nell'anfiteatro di Pineta a prima vista salibile solo l'originale, anfiteatro di Castello molto magro, Bonvin in formazione ma intorno è parecchio secco così come Gastok. Nel vallone di Bellino non penso che la musica cambi, forse l'unica e Ciucchinel.

Con Eli
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Attenzione all'avvicinamento! Noi non abbiamo beccato subito l'ultimo bivio e abbiamo girovagato per un'ora. Il bivio è in corrispondenza di una curva a 90 gradi che va verso destra (B verde scolorita su una pietra e nastro grigio su ramo lasciato da noi). Da qui prendere il sentierino che scende a sinistra e seguire le B più evidenti superando alcune fasce rocciose fino all'evidente strapiombo.
Peccato per la chiodatura; i fix sono ancora discretti ma quasi tutte le soste sono orribili. Non sarà la falesia più gettonata del finalese ma secondo me merita una sistemata!!!
La roccia e leggermente saponata e liscia sui tiri centrali ma niente di che.
La differenza di grado è data solo dalla diversa inclinazione e lunghezza (in alcuni punti si superano decisamente i 45 gradi).
Noi abbiamo salito "primo incontro", "amore rubato", "antro della luna", "ponti di Bactapur" e il primo tiro nuovo a sx, secondo noi 6b+/c (occhio alla roccia friabile del primo tratto). Torneremo sicuramente per fare gli altri.
Per divertirsi bisogna avere una discreta forza nelle braccia e dimestichezza con i movimenti in strapiombo anche se i gradi non sono alti.
Merita soprattuto il posto molto isolato e tranquillo.
Con le due Elise, Daniele e John!!
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Fatto 4-5 tiri nel tardo pomeriggio caldissimo!
Su alcuni tiri la chiodatura è davvero pessima, alcuni spit sono li da 25 anni. Penso non ci salirò più fino a nuova chiodatura.
Su Olandese Volante è stato piazzato un nuovo fix che però fa leva e muove già. Complimenti -.-".
Ho lasciato due moschettoni di rinvio su due soste per non dover fare manovra. Non portateveli a casa grazie.

Con Edo!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita grandiosa, sia per la roccia che per l'ambiente!!

Saliti da Laret per bivaccare causa rifugio Sasc Fura pieno (comunque gentilissimi). Dal rifugio in su non c'è praticamente acqua (ad inizio stagione sicuramente si) e posti comodi si trovano a 5 minuti dall'attacco. Abbiamo quindi dormito nelle piazzole davanti al rifugio.

L'avvicinamento dal rifugio è ben segnalato ed evidente nella prima parte, un pò meno nella seconda ma basta puntare allo spigolo. Zero neve.

Fatto tutta la salita con scarpe da avvicinamento. Un pò più impegnativi i tratti di placca ma si sale bene.
Progredito in conserva fino a un centinaio di metri sopra la placca Risch. Da qui tiri per poter prendere un pò di fiato. Lungo l'ultimo tratto di spigolo più affilato ma facile avremmo potuto procedere nuovamente in conserva ma visto il traffico assurdo non ci è sembrato molto sicuro.

Lungo la via, oltre alle soste (quasi 40 penso) ci sono molti chiodi e fix, soprattutto nella prima metà.
Come materiale direi che una serie di friends da 03 a 2 BD e 8 rinvii di cui qualche allungabile sono più che sufficienti. Nuts, chiodi e martello lasciateli pure a casa.
L'ideale sarebbe fare la salita in 4 con un'intera per ogni cordata in modo da unirle per le calate dalla normale, altrimenti portare due mezze oppure un'intera e cordino.

Per quanto riguarda la discesa sconsiglio vivamente le doppie lungo lo spigolo perchè sono tante e anche se si è appena saliti non sarebbe facile trovare le soste. In più ci si va ad aggiungere al casino di cordate che salgono ancora e a quelle che arrivano dalle altre vie.
Noi siamo scesi a piedi sul versante italiano nel canalone per 50 metri circa. Sulla dx faccia a valle si trova il primo resinato. Fatto una doppia da 30 e poi disarrampicato (con una calata da 50 circa si arriverebbe subito all'ancoraggio seguente). La seconda doppia l'abbiamo fatta da una sosta nuova a fix e catena che si trova appena dietro un angolo a monte di un ripido canale dove dovrebbe esserci la nuova linea di calate. Non vedendo nessuno calarsi da qui abbiamo deciso di proseguire per la linea di calate classica. Dalla suddetta sosta a fix doppia da 45 m sempre nel canalone principale fino a un resinato. Altra doppia da 50 circa fino a una cengia che si percorre verso dx faccia a valle per reperire un altro resinato. 60 m giusti fino a un masso con cordoni e maillon poi 40 m fino a una cengia. Seguire la cengia (bollini e ometti) che va verso dx faccia a valle fino a una croce con cordoni e maillon. Calata da 45 circa lungo un camino strapiombante fino a un resinato e poi ultima doppia alla base.

Abbiamo pernottato al rifugio Gianetti (anche loro molto ospitali) e tornati il giorno dopo al Sasc Fura per riprendere quello che avevamo lasciato.
Questo rientro per il colle del Porcellizzo prima e per quello della Trubinasca poi è molto lungo e faticoso anche se molto ben segnalato e attrezzato con catene nei tratti più impegnativi. Si trova acqua dopo entrambi i colli. Bisogna superare una lingua di neve di 10 metri alla base del Porcelizzo lato ovest ma niente di che.

Con Eli, Geniu e Luca Pieropan!!





Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Conoide d'accesso quasi completamente pulito, si passa anche in scarpe da ginnastica gradinando con il cavanut.

La sosta di L0 è ben visibile da sotto e seguendo il facile la si raggiunge subito.
Fatta la variante di L2 protetta da 3 fix molto meglio della camminata sulle varie cenge.
L5 è di 55 m non di 30 (non rinviare la sosta intermedia altrimenti le corde tirano un sacco).
Il secondo trasferimento è in un canale veramente schifoso.

Come materiale secondo me bastano 8 rinvii (meglio qualche allungabile) e una serie di friends da 03 a 2 BD, ma possono tornare utili qualche doppio e nuts. Chiodi e martello inutili. Qualche fix, chiodo, cordone e roba varia incastrata lungo i tiri. Soste su due fix da collegare ottime.

Nel complesso la via è carina ma da come me l'avevano descritta la immaginavo migliore, soprattutto per quanto riguarda la roccia (ma siamo sempre sul Viso...). Belli comunque alcuni tiri, specialmente i camini finali.

Primo tratto di discesa per prendere la normale facile ed evidente (abbiamo costruito qualche ometto). Prestare comunque attenzione al terreno molto sfasciumoso.

Con Geniu, Raviol e Carletto

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Buone condizioni lungo tutto l'itinerario!

Dato che avevamo parecchio tempo ce la siamo presi con calma. Pomeriggio di venerdì al Monzino (super gestione di Mauro, mangiato un sacco!), sabato salita agli Eccles, domenica la via e visto che non siamo usciti tanto presto siamo scesi al Gouter (mezza pensione 110€!!!). Oggi siamo quindi tornati a Courmayeur con tutta calma (50€ a testa tra trenino, funivia e pullman vari). Se si esce dalla via abbastanza presto si può scendere al Gonella (lunghetto), alla Midì o ancora meglio al Torino.
Il cell prende un po' ovunque, al Crippa c'è una radio del soccorso.

La salita agli Eccles presenta solo qualche buco facile da passare. Il Crippa è più grande ma più sporco, il Lampugnani più piccolo ma abbastanza pulito. Utile spezzare l'avvicinamento se non si è super allenati e per non salire sotto la caldazza il tratto crepacciato.

Per quanto riguarda la via:
Rigelo non ottimo.
Scesi sul pendio che porta al colle Eccles con la doppia da 30 posta 5 metri sopra il Lampugnani, non si riesce però a passare la terminale che si disarrampica facilmente. Se si parte dal Crippa si può entrare direttamente nel pendio con qualche passo di misto.
A metà pendio bisogna ripassare la terminale poco aperta.
Prima parte di cresta parecchio esposta.
Primo risalto molto asciutto fino al traverso sotto le due torri rosse. L'uscita del camino è parecchio faticosa ma si protegge bene (negli ultimi due metri se ci si tiene a dx è più facile). Non abbiamo visto nessuna cengia e nessuna fessura come dice la relazione ma solo il buco come è scritto su onice mi sembra. Dopo il buco bellissima arrampicata per diedri, fessure e lame. Anche la parte nell'anfiteatro è divertente (cercare di passarlo assolutamente prima delle 9 perché altrimenti diventa una roulette russa).
Dopo aver percorso il pendio ascendente verso sx per uscire sulla cresta di misto dobbiamo ancora capire se ci siamo tenuti troppo bassi (facendo ancora un paio di tiri su roccia fantastica con un ch e un friend incastrato) rispetto alla via originale che potrebbe passare leggermente più in alto, ma non prendetelo alla lettera. Tratto per sbucare sulla cresta del Bruillard con passi di misto facili, crestine affilate e pendio finale su granita portante.
Quando si sbuca sul Brouillard non è ancora finita. Un paio di gendarmi facili e traverso tra i due monte bianchi a tratti ghiacciato.
Arrivo in punta commovente per la prima volta per me e seconda per Eli.
La discesa l'ho già raccontata.

Come materiale abbiamo usato solo friends da 03 a 2 BD, qualche rinvio normale e qualche allungabile e quattro viti. Utile una secondo picca.

Con Eli!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Che viaggione!

Lunghissimo avvicinamento al Resegotti, neve negli ultimi 400 metri che precedono le catene.
Bivacco con stufa, gas e bombola (non abbiamo controllato quanto fosse piena) e parecchie pentole. In 12 ed eravamo già strettini.

La salita non è in perfette condizioni.
Il tracciato è abbastanza evidente (se si seguono le righe di ramponi sulla roccia non ci si può sbagliare, pochi ch e friend incastrati).
Ci sono alcuni brevi passi fisici ben proteggibili che verso la fine si fanno sentire.
Come detto da Lyskamm4500 la qualità della roccia non è delle migliori, in alcuni tratti è davvero pessima.
Il tratto a destra della serie di torrioni prima della cengia presenta un pendio e traverso su ghiaia e sfasciumi per niente divertente che di solito è coperto di neve.
Dopo la cengia si può salire interamente lungo il pendio nevoso oppure, come abbiamo fatto noi, tenere inizialmente le rocce sulla destra (un passo delicato con due ch) e proseguire poi su neve per arrivare alla base dell'ultimo breve risalto.

Passati alla Margherita per mangiare e bere qualcosa e scesi al Mantova (due ore scarse).

Come materiale abbiamo usato friends da .3 a 2 BD e qualche rinvio (meglio se allungabile). Nuts inutili. Una seconda picca può tornare utile se l'ultimo pendio fosse parecchio ghiacciato così come qualche vite (noi le abbiamo lasciate entrambe nel sacco).

Con Eli, Geniu e l'altra cordata con Gabriele, Andrea e Francesco (da Roma!!)

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ottime condizioni! Salita spettacolare!

Saliti dalla Berarde, logisticamente un po' scomodo (quasi tre ore di autostop per tornare a prendere la macchina); il percorso è più tranquillo anche se parecchio lungo (4 ore e mezza): comunque sia salire dalla Berarde e scendere alla Grave è super estetico e completo! Invece la salita dalla Grave presenta ghiacciaio parecchio bucato ma ben tracciato.

La salita al Grand Pic è completamente asciutta tranne la zona sotto il Carrè poco bagnata e l'ultimo risalto sotto la punta a tratti verglassato.
La relazione di gulliver è molto buona, la salita è comunque abbastanza evidente.
Aggiungo solo un paio di cose:
- dopo la cengia prima di entrare nel canale Duhamel siamo saliti ancora per un po' lungo una serie di camini, entrati nel canale a metà circa della sua lunghezza (evitando la doppia);
- dopo aver superato il Pas du chat, raggiungere una zona da bivacco e proseguire lungo il diedro fessurato a destra per una decina di metri per accedere alla cengia che porta sul ghiacciaio sospeso. Ci si potrebbe tenere più a destra ma la roccia è poco stabile;
- il ghiacciaio lo abbiamo salito lungo la sponda sinistra e attraversato sul bordo superiore, attraversarlo in diagonale a metà altezza è parecchio rischioso;
- sul risalto finale prima del Cheval Rouge abbiamo seguito l'evidente camino per una cinquantina di metri e poi attraversato verso destra su placche e risalti fino al facile (parecchi chiodi e soste). Attraversato quindi verso sinistra fino al passo chiave (altri chiodi).
Lungo la linea di salita si intravede qualche spit che però porta fuori via.

Dalla punta per continuare verso la cresta, scendere per una ventina di metri lungo il versante nord ignorando una prima vecchia sosta su cordoni marci e andare a prendere la linea di calate su soste a spit (mai visto maillon così grossi!!).

La traversata sotto il Dent Zsigmondy presenta tratti di ghiaccio vivo ma il cavo aiuta parecchio la progressione e gli spit di ancoraggio possono essere rinviati.
Il resto della cresta è abbastanza facile e intuitivo, la neve velocizza il tutto. Per scendere dai denti verso le brecce successive si possono usare le varie soste su chiodi. Con l'ultima calata, anche se avevamo corde da 60 non siamo riusciti a saltare la terminale che però si passa facilmente a piedi. Discesa verso l'Aigle veloce, qualche buco piccolo da saltare.

La discesa a valle è ancora parecchio lunga e articolata quindi se si arriva tardi al rifugio secondo me è meglio fermarsi a dormire.

Come materiale abbiamo usato 8 rinvi (utili alcuni allungabili) e friends da .3 a 2 BD. No nuts e chiodi.

Con Eli
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Attacco della via in corrispondenza di uno spit con cordone scolorito e scritta "PETER" incisa sulla roccia.
Primi tre tiri facili e con roccia abbastanza buona (su S2 pericolo alto di scarica sassi dal canale a dx).
Attacco seconda parte sempre su fix e cordino.
L4 e L5 sono i più belli della via. Nel primo, il blocco su cui bisogna salire è abbastanza staccato ma se lo si sale con cautela non ci sono grossi problemi (non mettere friend o cordino su di esso perchè un eventuale caduta prima di moschettonare il fix potrebbe farlo esplodere). Il passaggio del ristabilimento successivo non è di facile lettura e bisogna andare convinti. Ultima parte del tiro meno tecnica ma fisica, fare attenzione all'uscita a non tirare al socio la miriade di sassi barcollanti.
L5 più facile del precedente ma molto lungo (mezze o intera da 60 indispensabili).
L6 molto facile ma estetico.
Da S6 in poi i tiri servono proprio solo per uscire. L7 facile (abbiamo sostato sul primo fix nel canale), L8 su roccia sporchissima e instabile (qua se si vola si rischia di farsi male), sosta obbligata sul fix con cordino (integrabile) alla base della fessura a causa del forte attrito anche con i dovuti allungamenti (forse a Marlier le corde non tiravano, boh). Da qui abbiamo salito i 15 metri di diedro (anche su questo tiro roccia instabile e chiodatura lunga ma integrabile) e sostato sui due fix che dovrebbero essere la sosta di L8. Si potrebbe anche non sostare e andare direttamente all'ultima sosta.

Molto utile una serie di friends da .3 a 1 BD e un paio di allungabili. Molti dadi sono allentati (penso siano tutti da 10).

Vivamente sconsigliato attaccare la via con una cordata sopra.

Per i frequentatori della normale...METTETE IL CASCO IN TESTA SULLO ZAINO NON SERVE A NIENTE!

Con Eli!

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