STE83


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Il rifugio non è del CAF, costa caro, non c'è un filo d'acqua e si mangia alla francese..

La cresta è molto bella, a vederal dal basso sembra tutto marcio invece la roccia è davvero bella dal terzo tiro in su..
Se si segue il filo dello spigolo è impossibile sbagliare via; sulla via non vi è nulla è un'eventuale ritirata potrebbe essere problematica, sia per la necessità di abbandonare parecchio materiale, sia per la conformazione articolata della roccia che renderebbe alto il rischio di incastro delle doppie.

Secondo me è una delle vie più belle che si riescono a fare dal Plancharde. Avvicinamento al rifugio lungo e fatico, discesa eterna..
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Confermo quanto già detto.. COndizioni ottime, occorre precisare che non si tratta di una goulotte "parco giochi" come si sono ormai ridotte le goulotte del Tacul.. In posto non c'è nulla, ed un eventuale ritirata risulta veramente assai problematica e pericolosa, non tutte le soste si riescono a fare su roccia..

Bella via, bella davvero..
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Bellissimo coulior che avevo in mente da tanto tempo..

Le condizioni sono ottime, ma non dureranno ancora per molto. Neve compatta, con pendenze fino a 55° nel passo iniziale e dell'uscita di misto sotto l'enorme cornice. Aerea e stupenda la crestina di misto per arrivare in cima alla bosse.

Discesa semplice e veloce sui pendii sui del pic Coolige, gli sci per gli spostamenti non sono necessari infatti non non li avevmo.

Bellissima giornata

La nostra parete, il couloir "est derobè" e non si vede fino all'ultimo


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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: fino a Pra Claud
Accesso comodo in 2 ore scarse seguendo la vecchia carrozzabile dello Chaberton.

Sulla via non c'è nulla, portare friend sino al n°3, nuts e qualche chiodo a lama

Difficoltà tecniche mai elevate ma complessivamente la via è impegnativa, vuoi per la lunghezza, per la roccia a tratti delicata e le difficoltà di un eventuale ritirata..

In due punti abbiamo avuto seri dubbi se riuscivamo ad uscire dalla parete oppure no, e l'idea di una discesa in corda doppia non ci rassicurava affatto. Poi guardando bene, dietro ad ogni spigolo all'apparenza insormontabile si scorse sempre un diedrino o una fessura che permette di progredire..
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Normalmente si fa in due giorni dormendo al refuge du Pelvoux, noi l'abbiamo fatta in giornata da Ailefroide partendo alle 3 di notte dal campeggio, in 3 ore siamo al refude du Pelvoux ed in altre 4 siamo in cima, bellissimo! Neve ottima non ha mai mollato troppo e tempo caldssimo, non abbiamo mai messo il pile in tutto il giorno. La crepaccia del Glacier des Violettes si passa ancora molto bene, verso la fine invece della vire de Ailefroide una piccola frana oppone un passaggio molto delicato ed esposto..

Gran Gran gitone, e grande soddisfazione.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima!!! La prima metà ha veramente poco ghiaccio e la scalata risulta assai aleatoria e delicata, nella seconda parte invecde il ghiaccio abbonda e si potrebbero addirittura fare soste su chiodi da ghiaccio.

Salita da solo con temperature davvero miti..

prima parte

sulla prima parte

Il salto centrale

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Parete freddissima, molte colate di ghiaccio che si evitano alla ben e meglio qua e la..

Sulla via non è rimasto nulla.

Il bellissimo diedrino centrale

Nella parte alta della via
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni molto secche in basso, l'accesso alla cresta è in ghiaccio e terminale delicata. Consiglio di passare dal colle forche, anche se il canale di destra è fattibile è in condizioni peggiori. Cresta in ottime condizioni e meteo davvero spettacolo. Concatenandola con la salita del Monte Bianco ne diviene un'ascenzione veramente lunga ma di una bellezza unica ed entusiasmante..

Partiti alle 2.45 dal colle flambeau,
alle 4.45 al colle della fourche,
alle 10.30 in vetta al mont moudit,
alle 13.40 in vetta al monte biaco.

Discesa ottima per i gouter strapieno di gente, discesa fino alla stazione del trenino a cremagliera di M. Lachat, bivacco e successiva discesa a piedi fino a Les Huches.

Rientro a Courmayeur ottimo con comodissimi bus
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Difficile, ma sopratutto improteggibile!!! Senza contare che i pressione hanno ormai 32 anni ed affidarsi a loro fa un certo effetto.. Ma tranne quello di sosta che mi è rimasto subito in mano, gli altri tengono... Placca inizale pressochè improteggibile per i primi 25 metri.. occhio!!!!

Per una ripetizione portare una serie di friend, nuts ed un vasto assortimento di chiodi..

Siamo scesi in doppia causa le grandi colate di acqua sul traverso del settimo tiro, quando mi sarebbero mancati solo 4 metri di numero per essere fuori dalle difficoltà, ma non si riesce a mettere davvero nulla se non due piattine nei primi metri che entrano a dir tanto per un centimetro e mezzo caduna..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via stupenda. La terminale si passa bene, ma i couloir scaricano in modo impressionante causa la molta neve che c'è ancora in quota. A metà via un difficile passaggio su ghiaccio con scarpette ai piedi, causa una placca di ghiaccio di 10 metri che ostruisce l'uscita di un diedro-camino verticale (utili due viti da ghiaccio,che noi però avevamo lasciato all base). Sulla via, ad eccezione delle soste a chiodi da verificare, non c'è quesi nulla. Il tiro di artif è chiodato, delicata l'uscita da detto tiro per presenza di ghiaccio. Noi abbiamo attaccato i primi tre tiri della "diretta alsaziani" per congiungerci con la mellano alle prime cengie (consigliabile in quanto si è meno esposti alle scariche nel passaggio della terminare rispetto all'attacco originale della mellano)