STE83


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima!!! La prima metà ha veramente poco ghiaccio e la scalata risulta assai aleatoria e delicata, nella seconda parte invecde il ghiaccio abbonda e si potrebbero addirittura fare soste su chiodi da ghiaccio.

Salita da solo con temperature davvero miti..

prima parte

sulla prima parte

Il salto centrale

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Parete freddissima, molte colate di ghiaccio che si evitano alla ben e meglio qua e la..

Sulla via non è rimasto nulla.

Il bellissimo diedrino centrale

Nella parte alta della via
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni molto secche in basso, l'accesso alla cresta è in ghiaccio e terminale delicata. Consiglio di passare dal colle forche, anche se il canale di destra è fattibile è in condizioni peggiori. Cresta in ottime condizioni e meteo davvero spettacolo. Concatenandola con la salita del Monte Bianco ne diviene un'ascenzione veramente lunga ma di una bellezza unica ed entusiasmante..

Partiti alle 2.45 dal colle flambeau,
alle 4.45 al colle della fourche,
alle 10.30 in vetta al mont moudit,
alle 13.40 in vetta al monte biaco.

Discesa ottima per i gouter strapieno di gente, discesa fino alla stazione del trenino a cremagliera di M. Lachat, bivacco e successiva discesa a piedi fino a Les Huches.

Rientro a Courmayeur ottimo con comodissimi bus
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Difficile, ma sopratutto improteggibile!!! Senza contare che i pressione hanno ormai 32 anni ed affidarsi a loro fa un certo effetto.. Ma tranne quello di sosta che mi è rimasto subito in mano, gli altri tengono... Placca inizale pressochè improteggibile per i primi 25 metri.. occhio!!!!

Per una ripetizione portare una serie di friend, nuts ed un vasto assortimento di chiodi..

Siamo scesi in doppia causa le grandi colate di acqua sul traverso del settimo tiro, quando mi sarebbero mancati solo 4 metri di numero per essere fuori dalle difficoltà, ma non si riesce a mettere davvero nulla se non due piattine nei primi metri che entrano a dir tanto per un centimetro e mezzo caduna..
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Via stupenda. La terminale si passa bene, ma i couloir scaricano in modo impressionante causa la molta neve che c'è ancora in quota. A metà via un difficile passaggio su ghiaccio con scarpette ai piedi, causa una placca di ghiaccio di 10 metri che ostruisce l'uscita di un diedro-camino verticale (utili due viti da ghiaccio,che noi però avevamo lasciato all base). Sulla via, ad eccezione delle soste a chiodi da verificare, non c'è quesi nulla. Il tiro di artif è chiodato, delicata l'uscita da detto tiro per presenza di ghiaccio. Noi abbiamo attaccato i primi tre tiri della "diretta alsaziani" per congiungerci con la mellano alle prime cengie (consigliabile in quanto si è meno esposti alle scariche nel passaggio della terminare rispetto all'attacco originale della mellano)
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partito dalla val Susa anzichè dalla classica val Chisone e il rifugio Selleries. Mi sono portato gli sci per facilitare gli spostamenti, ma visto lo scarso innevamento consiglio le ciaspole per ripetere questo giro: partenza dal paradiso delle rane (m 1280), salita a punta rocca nera, quindi calzato i ramponi e superato la bellissima ed espostissima cresta di neve che conduce all'attacco della classica dumontell.. la cresta bella e facile d'estate si rivela bellissima ma impegnativa se fatta in questa stagione: si arrampica sempre su misto, e l'arrampicata con i ramponi ai piedi è stupenda.. Dicesa per il canale ovest, e poi per il colle dell'orsiera, rientro lungo a piedi fino al paradiso delle rane
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
La via è quasi tutta in ghiaccio, duro e spaccoso, nei primi due terzi si è esposti alle scariche del seracco sommitale, che per nostra fortuna ha scaricato quando noi eravamo già nella goulotte finale..

Le condizioni della discesa lungo il couloir whymper è in ottime condizioni, si scende quasi tutto senza corde doppie ad eccezione degli ultimi 200 metri di misto dove si fanno alla fine due doppie nel vuoto, una di 10 e una di 30 metri, che di notte fanno un certo effetto visto la voragine spaventosa all'interno della quale ci si cala. Occorre scendere o molto presto al mattino o molto tardi la sera nel whimper, altrimenti ci sono importanti pericoli di scariche..

Siamo partiti con la terza funivia dai Grand Montets ( prendere la prima e seconda è pura utopia se non si fanno i biglietti il giorno prima), alle 10.30 attacchiamo la via, alle 19 siamo in vetta alla Verte, alle 19.30 iniziamo la discesa nel couloir whymper e alle 2 siamo coricati nelle cuccette del rif del couvercle, sporco e puzzolente... la discesa dal couvercle con gli sci è al limite, nelle prossime settimanè è d'obbligo seguire l'itinerario estivo..

Via bellissima di grande soddisfazione.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Condizioni ottime, terminale ok tutto a sinistra. Abbiamo fatto un solo tiro su tutta la via (il famoso muro di 40 metri a 85°), il resto è quasi tutto su canali di neve, cenge e cengette nevose più o meno esposte, facili saltini di ghiaccio a 80° massimo e facili passaggi di misto. Pariti alle 4 e mezza dal locale invernale del refuge de plan de aiguilles, alle 6 e mezza alla terminale, a mezzogiorno in punto al col du plan. Bellissima la cresta Midi-Plan che porta in vetta alla Aiguille de Midi, che fatta con tutta calma e con un sacco di soste fotografiche si impiega non più un ora e mezza.

Conoscevo questa via di fama, come via lunga e difficile, invece si è rivelata ben più corta e facile del previsto, ma davvero bella come ambiente, sopratutto la cresta finale. Giornata strepitosa sul Monte Bianco, in 15 anni che scalo sul bianco di giornate così ne ho trovate ben ben poche..
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
salito il canale est di punta baldassarre sotto una pioggia incessante di pietre, pericolosissimo. L'unico margine di sicurezza era quello di essere velocissimi, ma le cattive condizioni della neve che faceva zoccolo da paura non consetiva chissà quali grandi corse. La cresta è bellissima ma si fa tutta con gli sci sulla gobba. Gita per veri amatori, dove gli sci sono un mezzo e non un fine..
Non fosse per le scariche di sassi, sarebbe stata una di quelle gita che piaceva a noi...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Solo noi su tutto il Cervino, davvero fantastico... Ancora oggi a due giorni di distanza stento quasi a crederci: solitudine, pace e armonia...

Siamo saliti dalla cresta del Leone calzando i ramponi già alla Carrel, pasaggi impegnativi per la neve (crestine di neve aeree e incosistenti,placche ricoperte di neve, ecc...) tra il Pic Tyndall e la testa del Cervino, i passi verticali e la scala Jordan sono puliti.
Siamo scesi in Svizzera dalla Cresta di Hornli,che a differenza di quella del Leone è carica di neve a tal punto da coprire quasi i fittoni e le corde fisse in alcuni punti. Il traverso sulla vetta Svizzera è facile ma espostissimo, la prima parte della cresta di Hornli è in ghiaccio con placche di neve ventata, poi molta neve sulle corde fisse e sulla spalla al di sopra della capanna Solvay. Dalla capanna in giù le difficoltà diminuiscono ma la discesa non finisce veramente mai, sempre da disarrampicare e fare attenzione,neve sulle cenge ma siamo riusciti a togliere i ramponi. A metà strada è venuta notte... L'attraversamento del ghiacciaio del Furggen per raggiungere il colle del Breuil non da problemi (crepaccia terminale enorme ma con buon ponte di neve, impressionante!!!), la discesa per detriti dal colle verso Cervinia è facile ma occorre attenzione a non finire su salti rocciosi.
Gli elicotteri di Zermatt che han girato tutto il giorno intorno al Cervino, sopra di noi e guardandoci in ogni istante (sembrava volessero persino contarci il numero di peli del sedere tanto che venivano vicini) ci han veramente rotto lo scatole...

Partiti alle 7 di mattina dalla capanna Carrel, alle 13 in vetta al Cervino, alle 13.15 sulla vetta Svizzera, alle 22 al rifugio HornliHutt, poco prima di mezzanotte al colle del Breuil e alle 4 di mattina di nuovo a Cervinia... Alle 6.30 a casa, un ora di sonno e una nuova giornata era già cominciata senza quasi che ce ne fossimo accorti!

Cordata davvero fantastica! Grazie davvero, sono senza parole...