STE83


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Solo noi su tutto il Cervino, davvero fantastico... Ancora oggi a due giorni di distanza stento quasi a crederci: solitudine, pace e armonia...

Siamo saliti dalla cresta del Leone calzando i ramponi già alla Carrel, pasaggi impegnativi per la neve (crestine di neve aeree e incosistenti,placche ricoperte di neve, ecc...) tra il Pic Tyndall e la testa del Cervino, i passi verticali e la scala Jordan sono puliti.
Siamo scesi in Svizzera dalla Cresta di Hornli,che a differenza di quella del Leone è carica di neve a tal punto da coprire quasi i fittoni e le corde fisse in alcuni punti. Il traverso sulla vetta Svizzera è facile ma espostissimo, la prima parte della cresta di Hornli è in ghiaccio con placche di neve ventata, poi molta neve sulle corde fisse e sulla spalla al di sopra della capanna Solvay. Dalla capanna in giù le difficoltà diminuiscono ma la discesa non finisce veramente mai, sempre da disarrampicare e fare attenzione,neve sulle cenge ma siamo riusciti a togliere i ramponi. A metà strada è venuta notte... L'attraversamento del ghiacciaio del Furggen per raggiungere il colle del Breuil non da problemi (crepaccia terminale enorme ma con buon ponte di neve, impressionante!!!), la discesa per detriti dal colle verso Cervinia è facile ma occorre attenzione a non finire su salti rocciosi.
Gli elicotteri di Zermatt che han girato tutto il giorno intorno al Cervino, sopra di noi e guardandoci in ogni istante (sembrava volessero persino contarci il numero di peli del sedere tanto che venivano vicini) ci han veramente rotto lo scatole...

Partiti alle 7 di mattina dalla capanna Carrel, alle 13 in vetta al Cervino, alle 13.15 sulla vetta Svizzera, alle 22 al rifugio HornliHutt, poco prima di mezzanotte al colle del Breuil e alle 4 di mattina di nuovo a Cervinia... Alle 6.30 a casa, un ora di sonno e una nuova giornata era già cominciata senza quasi che ce ne fossimo accorti!

Cordata davvero fantastica! Grazie davvero, sono senza parole...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni ancora buone ma occorre partire presto, bisonga essere al Triftjisattel al levar del sole per evitare i pericoli di possibili scariche di sassi durante il percorso di avvicinamento. La terminale del Triftjiplateau inizia a essere rognosa da passare. Abbiamo percorso la via interamente in conserva, utili un paio di chiodi da ghiaccio. Friend e nuts possono restare a casa.
Giornata bellissima e grande soddisfazione. Grazie davvero!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Terminale ok, prima muro a 80° poi un salto di mezzo metro agganciandosi in piolet su pendio a 60°. Poche scariche ma la rigola è impressionante, ghiaccio buono nella goulotte ma poco proteggibile, pendio di neve compatta, uscita in cresta su neve inconsitente.
Abbiamo attaccato poco dopo le 4, in vetta alle 9.

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: A piedi da cervinia, oppure funivia Plateau Rosà
Condizioni ottime, salito la via in solitaria, un songo di anni e anni...

Ore 1,20 di notte partenza da cervinia,
ore 4,33 al rifugio teodulo e un ora di sonno,
ore 5,30 partenza
ore 6,30 attacco via supersaxo
ore 11,30 in vetta in mezzo a 80 persone dopo aver salito tutta la nord dei Breithotn da solo

Bellissimo, via stupenda ma da non sottovalutare
Giudizio Complessivo :: / ***** stelle
Condizioni ottime, itinerario facile ma molto bello.

Ore 12.15 Partenza da Cervinia
Ore 15.45 Arrivo alla Capanna Carrel
Ore 16.45 Partenza dalla Capanna Carrel dopo un ora di riposo
Ore 18.40 In vetta al Cervino nella solitudine più totale
Ore 18.45 Inizio della discesa dalla vetta del Cervino
Ore 20.40 Arrivo alla Capanna Carrel

Condizioni molto secche, la salita è diretta e molto veloce se non c’è troppa gente. Da solo ho impiegato 1h 55’ a salire dalla Carrel in cima e 2h in discesa. La via è facile ma raggiungere la vetta del Cervino da solo quasi alle sette di sera, quando in giro non c’è più nessuno, è una grande emozione: in quegli istanti il mio pensiero è andato a mio fratello Diego caduto in montagna 13 anni fa e a tutti gli amici che non sono più con me.
Molta ressa alla Capanna Carrel e troppa gente sulla via di salita in mattinata.

Molto materiale in loco, non serve molto, solo qualche fettuccia e un paio di rinvii. In queste condizioni (13-09-2007) piccozza e ramponi possono stare tranquillamente a casa.

Itinerario vivamente consigliato ma da non sottovalutare. Alcune cordate non all’altezza della via rallentano vergognosamente nei passi chiave (corde fisse molto fisiche, seppur brevi) e di conseguenza fanno perdere molte ore a tutti, facendo aumentare notevolmente i rischi dell’ascensione.

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Via bellissima, molto più bella ed anche più difficile del Supercouloir sul Mont Blanc du Tacul. Condizioni ottime ad eccezione dell'uscita del primo tiro che con questo caldo è veramente al limite... Scarse possibilità di protezione sui passaggi impegnativi. Nella sezione stretta ha scaricato parecchia neve che ci siam presi in testa da inizio a fine (non c'è via di scampo!) per fortuna era leggera e con poche pietre. Finito la discesa alle 12 circa.

Il rpimo tiro, neve compatta a 80° con uscita esilissima e improteggibile
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Ottime condizioni, la difficoltà vera e propria della via è data dai tiri su roccia di accesso. Non sono più presenti corde fisse sul pilier gervasutti ad accezione del primo tiro. La parte di ghiaccio è relativamente facile.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
:: nulla di rilevante
:: primaverile/firn
:: crosta rigelo non portante
:: 2500
E’ cambiato la parete ma le motivazioni che mi hanno spinto a fare questa salita in solitaria sono le stesse che più di un anno fa mi hanno spinto a scendere in sci la parete sud di Punta Roncia.
Sulla Nord della Ciamarella esce già ghiaccio negli ultimi 200 metri, “forse è stato meglio così” altrimenti era mia intenzione tentare di scenderla in sci e non so come sarebbe andata a finire…
Attenzione alla scariche di pietre sulla prima parte della Nord e sulla prima seraccata del Glacier des Evettes, facile ma non banale la cresta di misto per raggiungere la Piccola Ciamarella con gli sci sulla gobba! Attenzione al traversone sci ai piedi che si fa scendendo il primo tratto della cresta ovest della Ciamarella, si è sospesi su un salto di almeno 80 metri e si accorge di ciò solo quando si è ormai giunti quasi in vetta alla piccola.
Gli sci si portano a spalle sino alla partenza del ghiacciaio (2600 metri circa).

Di notte la neve ha iniziato a gelare (malamente) solo dai 3000 metri di quota in su…
Ho fatto il giro tutto da solo, per pensare un po’, partito alle 5 di mattina da Ecot, alle 11 ero in vetta alla Ciamarella dopo aver salito la nord da slegato in 1h 40’ (neve marca e caduta sassi fino a metà, poi ghiaccio).
Bella gita, ma la cima più difficile è un’altra…

P.S. Un grazie a una mia compagna di studi del Politecnico, istruttrice di SA dell’uget (non so come si chiama ma non importa) che martedì mi ha dato preziose informazioni sulle condizioni della neve nella zona e della Nord.