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Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Ripetuta ieri questa bella gita, con Maurizio.
Per la salita tutto bene fino al casotto PNGP di Orvieille, e alpeggio soprastante. Da lì in poi sul single track, stimo che abbiamo pedalato per un 40% fino al lago. I normodotati ne tengano conto.
Invece la discesa si è rivelata un realistico BC, di soddisfazione; ciclata salvo alcuni brevi tratti superati a piedi, anche nella parte inferiore seguendo il bel AV2. Dal lago a Orvieille ci sono diverse barriere anti ruscellamento, costituite da lose poste di taglio attraverso il sentiero.
Paesaggisticamente è una gita di gran soddisfazione, probabilmente le giornate serene di autunno sono la stagione migliore per godersela.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
tipo bici :: full-suspended
Oggi ho ripetuto questa gita, in modo ridotto. Data meteo minacciosa, arrivato al colle Intersile superiore, ho evitato il giro Festa Chiggia, e son tornato a palla per la strada di salita fino a Marmora superiore, dove ho imboccato la Napoleonica, come da traccia di Swiffer.

La Napoleonica mi è piaciuta molto.
La prima metà del traverso fino al colle Encucetta ha diversi rilanci e risalite non tutti pedalabili, per cui spezza un pò il ritmo, ma la seconda metà è un affascinante filo d'Arianna scorrevole e pulito che taglia il versante boscoso, con improvvisi scorci panoramici.
Dal colle Encucetta in giù, c'è una piccola gemma di discesa, anche questa scorrevole e pulita, tecnica il giusto ma non estrema , che si snoda nel bellissimo bosco (faggeta ?) fino ad atterrare sulla carrareccia di quota 1150, qui a dx e poi attenzione ad individuare sulla sx la scorciatoia indicata Bassura, un altro tratto di single track appena più impegnativo del precedente, ma sempre ben godibile.
Poi ancora un tratto ripido di carrareccia e si giunge al ponte sulla Maira.

In questa versione ridotta sviluppo 31km, disl cumulato 1350.

Un ringraziamento doveroso va a chi, con la motosega, ha aperto i varchi attraverso i numerosi alberi crollati che sbarravano il sentiero.
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Ho ripetuto oggi questa spettacolare gita, partendo dal campeggio al bivio di Vernetti, un pò per pigrizia un pò per evitare il fastidioso volume di traffico nel tratto Ponte Marmora- bivio.
Questa volta l'ho percorso in senso orario, e mi sembra più godibile.
Nel tratto sterrato C. Valcavera-C. Preit ho incontrato solo una moto ed un fuoristrada (a parte pedoni e frotte di bikers), pur essendo domenica. Che sia merito dell'ordinanza comunale di divieto motorizzato nei giorni festivi (mi pare)?
Se è così, meglio approfittarne!

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Una bella classica, molto varia.
Salita agevole fino al colle, su pendenze ragionevoli e fondo scorrevole e asciutto nel tratto sterrato sopra Neirassa superiore.
Al colle incrociato due giovani e prestanti bikers, che poi ci han riferito che la salita al colle Barmetta e cime Varirosa e Autes è ancora ingombra di strisce di neve e terreno fangoso.
La discesa dal Colle Neirassa fino alla frana è agevole, panoramica, e via via sempre più esposta.
La frana ha un tratto chiave di 6/8m delicato, c'e una fila di "pedate" e la bici va portata a spalle (oppure traghettata in 2 persone, come abbiamo fatto noi, vedi foto).
Poi la discesa fino al colle Chiardoletta è puro piacere. Dal colle fino alla borgata Chiardoletta lo scorrevole single track si fa veramente "single", e le curve a compasso portano la valutazione a S2, secondo me.
La deviazione verso il vallone della Madonna è dedicata agli insaziabili dei single track, ma anche la discesa diretta su carrareccia a Sambuco è godibile e più logica.
Molto piacevole e raccomandato il ritorno sulla dx orografica a Vinadio, in buona parte lungo la ciclovia Valle Stura.


La meteo ha graziosamente fornito una bella giornata e vasti panorami al nostro gruppetto misto di E-mtbikers ed analogici.
Conviene fare buona scorta d'acqua a Neirassa superiore, almeno in giornate calde come queste.
La grande varietà della gita ed in particolare della discesa, regala gran soddisfazione ma richiede un certo impegno ai bikers medi ( e non proprio giovanetti ) come me, Vittorio e Claudio.
Aggiungo qualche foto di Vittorio.

buon tracciato in salita

fondo scorrevole

sul colle

[visualizza gita completa]

Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Aggiungo qui una variante di discesa che permette di compiere un anello il quale si chiude su Canischio (da dove siamo partiti).
Dal rifugio di San Bernardo al colle, scendere fino al primo tornante q1500 ed inboccare il sentiero (tacche blu) che conduce verso SW a Pian della Pessa. L'andamento è circa mezzacosta, poco ciclabile, circa 800m lunghezza. Giunti alle baite, in sella seguire sempre traccia a tacche blu in discesa verso le baite sottostanti q1480 dove inizia una carrareccia via via più scorrevole, pur con brevi tratti ciottolosi ma ciclabili.
Si scende lungamente verso Prascorsano, con begli scorci panoramici, si confluisce in una strada asfaltata, quindi ad un trivio q760. Qui si abbandona la direzione Cerialdo Prascorsano, per imboccare tutto a sx per Canischio (indicazioni), velocemente raggiunta presso il campo sportivo.

Inserisco traccia.

La salita, pur limitata da Canischio a San Bernardo, l'ho trovata veramente dura, anche se con un buon fondo. Mentre il tosto Umberto procedeva disinvoltamente, i miei rifiati si son via via più ravvicinati.
Giunti a San Bernardo, siamo andati in cima a piedi, sotto un vento sferzante.
La variante di discesa, al prezzo di 20' di spintage, regala bei balconi panoramici nella parte alta, ed in basso, sempre più scorrevole, attraversa anche belle faggete.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Aggiungo qui una variante per "sfaticati", da 1050m disl e 29 km, che utilizza della gita descritta buona parte della bella discesa dalla cima del Mottarone.
Partenza da Gignese, con la provinciale verso Armeno si arriva rapidamente a Sovazza, di qui si sale sempre su asfalto a Coiromonte q.820m, , imboccata la circonvallazione (!!!) si sale verso le case più alte del paese e si individua sulla destra stradina indicata come itinerario turistico per il Mottarone . Dopo ripide rampe diventa sterrata e in seguito dal bosco spunta sulla panoramica costiera del Monte Falò (deviazione possibile sulla dx per la cima/balcone). Sempre in cresta si giunge ad una sella q.980m dove si prosegue dritto, lasciando a dx una discesa segnalata per Alpe Nuova e Gignese, e con le ultime ripide rampe sterrate si arriva sulla provinciale asfaltata, che comodamente porta in vetta.
Discesa come da descrizione gita originale, lungo la bella traccia L1 ben segnalata, fino alla stazione intermedia della funivia. Da qui l'asfalto conduce alla caratteristica borgata di Alpino, ed in breve si piomba su Gignese.

Questa variante, meno faticosa in salita, aggiunge il bel tratto sommitale del Monte Falò, anche se perde il tratto di discesa da Alpino a Stresa.

Aggiungo traccia
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Ripetuta oggi la bella combinazione Chemin du Valaire + Chemin du bois.

Una volta passata la passerella alla radice del lago, ci si inerpica su di un curioso accumulo di fine pietrisco chiaro/sabbia, seguendo la traccia del sentiero. Giunti sulla sommità dell'accumulo, attenzione ad individuare il sentiero da spintage, tacca gialla su roccia circa una ventina di metri a sinistra di un piccolo edificio abbandonato.

Portare scorta acqua adeguata; lungo tutto il versante sx idrografico non se ne trova, fino a Tenda.
Oggi i sentieri erano ben puliti, ed anche il Chemin de bois più agevole che in autunno.
Una bellissima giornata, grazie alla temperatura ideale, ed alla ottima compagnia di Gloria (super in discesa) e di Pier (super in salita).
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Ulteriore variante iniziale: partenza dal bivio per Limonetto sulla Statale (località Bragard, 1260m). Poi Panice superiore/Limone 1400, Colle di Tenda ed il seguito come descrizione itinerario. Al ritorno, arrivato al Colle di Tenda, ho imboccato la Via Romana (cartello, segnalato anche come itinerario mtb) che cala facilmente sulla dx idrografica del vallone S.Lorenzo fino a Limonetto, da qui sull'asfalto fino al bivio di partenza. Dislivello cumulato circa 1100m.
Dal Colle alle Basse di Peyrafica e de l'Ourne le viste panoramiche sono magnifiche. Anche la Cima dell'Agnelino è un bel balcone panoramico. Sarebbe una buona idea scendere da qui il single track tortuoso in direzione Colla Megiana, atterrando alla balise 353 sulla strada Tenda-Ourne-Peyrafica.
Anche la sopradescritta discesa Colle di Tenda-Limonetto permette di aggiungere un pò di single track a discapito dell'asfalto.
In ogni caso un comprensorio ideale per la mtb!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
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Approfittando della meteo spaziale, ho ripetuto in forma ridotta questo bell'itinerario, con D+ 1250m circa, e una 40ina di km sviluppo.
Rispetto alla descrizione di Guido Gapox, arrivato al Colle Valcavera sono andato direttamente, via Colle della Bandia, al Colle Margherina (tagliando quindi le risalite ai Colli del Mulo e Ancoccia), con percorso in lieve discesa.
Mentre mi preparavo per la bella discesa sul Gias Margherina (sentiero PO S36, tacche blu) come da traccia di Gapox, una 15ina di 4x4 tedeschi si inerpicava rumorosamente alle mie spalle verso il laghetto sotto il Colle Ancoccia!
Giunto all'Agriturismo al Colle del Preit, resto gita come da descrizione Gapox, salvo l'ulteriore sconto di 100m disl dell'andata/ritorno tra il rifugio Gardetta e l'omonimo colle (che conoscevo già).
Un bel giro in posti stupendi. La ripida salita stradale dal Santuario al colle Fauniera attira frotte di ciclisti stradisti, che mi passavano beffardi con bello slancio...
Lo splendido tratto panoramico di ritorno, dal bivio Gardetta al Colle Margherina, ha lunghi tratti di fondo a grattugia, benchè sempre ben pedalabile. Qui una full aumenta sensibilmente il comfort.
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
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Seguito itinerario come da descrizione, ma dopo il quadrivio Olocco la salita alle grange Mascarone è arrestata da neve sulla bella strada a quota 1300m. Per cui dietro front: provato la discesa dell'Olocco su sentiero parallelo alla strada, ben segnalata, ma è ancora veramente sporca e rami e rametti si infilano fra i raggi. Tuttavia i locals che ho visto scendere a palla non sembrano preoccuparsene!
Tornato alla cappella dell'Olocco, il resto del giro è bello e agevole. Secondo me, dopo il colle del Mortè è meglio avere e consultare l'ottima carta Fraternali n°16 V.Vermenagna-V:Pesio: non sempre i numerosi bivii sono intuitivi.
In questa stagione temperatura ideale e fioritura stupenda. Peccato la limitazione della neve ancora bassa.
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Tutte le sue gite

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