Nordend4612


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: 2 euro per il parcheggio a Prè de Madame Carle
La Barre des Ecrins! Che montagna...completa e varia...ghiaccio, roccia e misto....insomma tutto quello che una montagna può dare per appagare gli alpinisti, anche quelli più esigenti!
Partiti il sabato intorno all'ora di pranzo da Prè de Madame Carle (costo del parcheggio 2 euro), abbiamo risalito il bel sentiero fino al Glacier Blanc dove, saliti sul ghiacciaio (ancora enorme nonostante il ritiro) ci siamo incamminati in direzione del Refuge des Ecrins. La traccia sul ghiacciaio attraversa diversi crepacci, ben visibili e belli grossi, uno poi occorre saltarlo con un labbro più in alto dell'altro, occorre fare attenzione. Tolta questo aspetto il percorso per il rifugio, seppur lungo e paesaggisticamente appagante, ci ha impegnati per circa 4 ore.
Raggiunto il rifugio e sistemati nella nostra camera abbiamo atteso l'ora della cena (prevista per le 18.30), tutto sommato abbondante e di buona qualità. Buon trattamento quindi.
Sveglia alle 3.15 e colazione alle 3.30 (piuttosto varia e sostanziosa) con partenza poco dopo le 4.
Scesi sul ghiacciaio siamo saliti su veloci e in circa 3 ore abbiamo raggiunto la terminale sotto la Breche Lory, attaccando il pendio a sinistra della stessa in direzione dell'intaglio dopo il primo molare della cresta. Il pendio di neve, misto a boccette affioranti, non è proprio il massimo ma qualche minima assicurazione si può fare.
Una volta giunti in cresta l'abbiamo percorsa sul filo, tenendo i ramponi per diversi tratti innevati, e proteggendo la progressione in conserva per maggiore sicurezza. I tempi si sono allungati ma una volta su quella cresta, considerato quanto è affilata (specie nella traversata del Pic Lory), si capisce che non ci sono molte possibilità di errori....a ognuno le proprie valutazioni.
La cresta comunque offre diversi punti per l'assicurazione e per la traccia basta segnare le tracce di ramponi sulla roccia.
Arrivati in vetta intorno alle 10 ci siamo goduti un panorama tra i più belli che abbia visto da quando vado in montagna...per la posizione, defilata rispetto alla catena alpina principale, per il meteo (straordinario, manco una nuvola in cielo!) e per il punto di vista privilegiato sulla zona degli Ecrins, una zona che conosco purtroppo molto poco....
La discesa è avvenuta lungo la cresta, progredendo sempre in conserva protetta fino a raggiungere il salto roccioso soprastante la Breche Lory; ci sono anche delle soste in basso, noi dalla parte alta siamo scesi unendo due corde (una da 40 e una da 30 metri), arrivando comodamente alla sella. Di qua in 10 minuti eravamo in cima al Dome de Neige (per me una ripetizione ma è pur sempre un 4000 ed è super panoramico!) a goderci la vista sulla cresta appena percorsa.
Rientro lunghissimo fino alla macchina e di qui a casa, arrivando a tarda sera.
Questo 4000, il 31esimo, non lo scorderò facilmente...per l'impegno che mi ha richiesto, per il panorama dalla vetta e per la bellezza della cresta, veramente impegnativa....un sogno realizzato assieme agli amici Flavio (compagno di tante avventure) e Paolo (sempre in forma e voglioso di grandi avventure come questa) con la new entry Alice che si è comportata benissimo, realizzando anch'essa un piccolo grande sogno. Un grazie davvero ai compagni di gita per aver condiviso con me questa bellissima avventura!
Concludo salutando Cristian81 (al tavolo con noi a cena) e il suo amico.
Buone gite a tutti!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: nulla da segnalare
Montagna sempre affascinante, vista da vicino e da lontano, in un ambiente di alta montagna e molto panoramico.
Ottime condizioni. Tanta neve, a cominciare dal Pian della Ballotta dove abbiamo già calzato i ramponi, tenendoli fino in vetta. Il percorso attraversa diverse rampe ripide da risalire e da discendere per le quali avere i ramponi (o ancora meglio gli sci per chi avesse ancora voglia...) è utile per facilitare la progressione.
Dal colle della Vacca ci siamo legati anche se il ghiacciaio, rispetto al 2011 quando l'avevo salita per la prima volta, si è ulteriormente ridotto e si è presentato tutto chiuso. Dal colle il percorso è intuitivo, supera lo sperone roccioso della nostra montagna ed entra nel vallone adducente al colle tra le due cime (Grande e Petite Aiguille Rousse) salendo dapprima sul pendio della Petite per poi traversare a sinistra e affrontare l'ultimo ripido pendio che porta al colle. Segnalo due pendii ripidi lungo la salita: il pendio che porta al colle tra le due cime, sui 40° di pendenza ma con neve buona, che aveva mollato il giusto e il pendio che porta al colle della Vacca, meno ripido ma esposto sulle rocce sottostanti..
Dal colle facile cresta fino in vetta. Dalla cima panorama grandioso su tutte le alpi nord-occidentali, italiane e francesi. Per quanto mi riguarda è uno dei più bei e completi panorami che abbia visto.
Discesa lungo il percorso di salita.
Gita sociale CAI Torino - Sottosezione GEAT, 43 partecipanti di cui circa una trentina della Scuola di Escursionismo E. Mentigazzi per i quali la Grande Aiguille Rousse ha costituito la gita premio alla fine del corso di Escursionismo Avanzato.
Una bellissima esperienza per tutti, vista la giornata e il clima meravigliosi; anche se gestire un gruppo così numeroso e così eterogeneo non è stato facile, credo che per molti resterà una grande soddisfazione e una forte emozione aver salito questa montagna. Buone salite a tutti!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti dal Rifugio Mezzalama (ottimo pernottamento, chiuderà questa domenica) per pernottare in un rifugio storico della zona dopo le altre volte al Guide d'Ayas. Di notte il percorso per il rifugio Guide d'Ayas non è proprio sempre evidente....giunti al laghetto di fianco al Ghiacciaio di Verra le tacche e gli ometti scompaiono, riprendendo solamente sulla pietraia successiva (occorre quindi contornare il laghetto andando dritti e non spostarsi troppo a sinistra sul ghiacciaio). Detto questo salita come da relazione, non difficile ma sempre appagante. Ghiacciaio in ottime condizioni, anche se qualche buco di tutto rispetto si sta aprendo; dopo le perturbazioni previste nei prossimi giorni cambierà ancora. Cresta pulita e ben tracciata dai numerosissimi passaggi. Niente ghiaccio, il canalino è secchissimo, non consigliabile.
Panorama strepitoso dalla punta in una giornata dal meteo perfetto.
Tanta gente sul Polluce in questi due giorni, quasi tutti stranieri. Per me seconda volta sul Polluce dopo la salita del 2003. Questa volta me lo sono goduto di più, avevo più esperienza e faceva meno caldo. In compagnia di Flavio che voleva farlo da tanto tempo. Alla prossima!
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Finalmente anche la Zumstein! Dopo il tentativo dell'anno scorso con gli sci, fallito per il maltempo, ho di nuovo temuto di dover rimandare l'appuntamento con una delle ultime cime del Rosa che mi mancavano.
Partiti dal rifugio Gnifetti (ottimo trattamento nonostante non sia propriamente economico, wi-fi gratuito dentro il rifugio....che lusso!) intorno alle 5 di domenica, abbiamo utilizzato il percorso di discesa posto dietro la Cappella per scendere sul ghiacciaio (discesa facilitata da una corda fissa); qui erano presenti due tracce, una entrava direttamente sul ghiacciaio, l'altra seguiva tutto lo sperone roccioso del rifugio e andava a ricongiungersi alla traccia proveniente dal Mantova. Noi abbiamo seguito la seconda e, a posteriori, abbiamo fatto bene dato che il ghiacciaio è molto crepacciato (parecchi buchi si intravedono) e conviene prenderlo sul bordo verso la Vincent piuttosto che attraversarlo direttamente.
Dopodichè abbiamo seguito il traccione sul ghiacciaio (ammantato di neve fresca dalla notte precedente, circa 20 centimetri nella parte alta) verso la Margherita fino al Colle Gnifetti; prima parte della salita tutta caratterizzata dal maltempo con vento freddo e incessante, nuvolaglia e scarsa visibilità....tanto che al Colle del Lys molta gente è tornata indietro. E' bastato qualche minuto perchè il vento, aumentato di intensità pulisse tutto, spazzando via la nuvolaglia e consentendoci finalmente di vedere la nostra meta.
Una volta raggiunto il colle, sotto raffiche di vento a volte molto forti, abbiamo attaccato la cresta, facile ma molto esposta nella sua parte nevosa; meno male che in questo punto il vento è calato di intensità e ci ha consentito di salire senza difficoltà in cima, raggiunta in circa 5 ore.
Panorama grandioso su tutte le vette del Rosa e sulla vicina Dufour, da me salita l'anno scorso; scarsa visibilità sulla parete est a picco su Macugnaga data la nuvolaglia che avvolgeva il versante italiano del massiccio.
Discesa senza difficoltà fino al rifugio e di qui alle funivie.
Bellissima gita sociale della GEAT (sottosezione del CAI Torino), 8 partecipanti su 10 in punta. Ottimo gruppo e gita riuscita nonostante le brutte premesse meteo della mattinata. Un grazie a tutti per le bellissime due giornate passate in compagnia in montagna.
Vorrei dire solo un'ultima cosa: ogni volta che vado sul Rosa da questo versante rimango allibito nel vedere quanta gente (ASSOLUTAMENTE SENZA EQUIPAGGIAMENTO O ESPERIENZA) vada in giro per i ghiacciai; passi ancora per il tratto fino al Rifugio Gnifetti ma dopo trovo sconsiderato proseguire sul ghiacciaio del Lys, in quel punto molto crepacciato, senza essere adeguatamente preparati e attrezzati....le funivie sembra davvero che facciano sembrare l'alta montagna un mero percorso escursionistico, facile e aperto a tutti....deve far riflettere questa cosa.....
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Sogno nel cassetto da anni finalmente realizzato.....la Dufour....la seconda cima delle alpi, nonché la più alta della Svizzera.
Per quanto riguarda il commento tecnico e logistico potrei fare copia/incolla della relazione di Old Bear di venerdì scorso; anche noi abbiamo trovato parecchia neve fresca (circa 30-40 cm) che ha reso la cresta finale tutt'altro che banale....concordo sul fatto che questa salita debba essere gradata almeno PD+, non tanto per i passaggi tecnici (mai veramente difficili) quanto per l'esposizione e la lunghezza. Quest'ultimo fattore (il 2° giorno sono 1850 m di dislivello + 400 m circa di dislivello per la salita a Rotenboden = 2250 m totali!) e il freddo (la salita inizia in piena notte e si svolge a nord in ambiente glaciale con il sole visibile solo sulla cresta sommitale) sono due elementi da tenere bene in considerazione quando si progetta la salita di questa montagna.
Partiti alle 3.15 dalla MonteRosaHuette (70 franchi la mezza pensione ma rifugio bellissimo con ottimo trattamento) siamo arrivati in vetta alle 10.15 in un magnifico scenario glaciale prima e cresta di neve (talvolta presente del ghiaccio sotto la coltre di fresca) e di roccia innevata poi. Emozione immensa all'arrivo in vetta per me che sono un grande amante del Rosa e ambivo a salire la Dufour. Ci sarebbe piaciuto salire anche la Nordend ma a meno di essere dei razzi ed essere allenatissimi la vedo dura combinarle entrambe e poi rientrare per prendere l'ultimo trenino da Rotenboden che in questo periodo è alle 20.12.
Capitolo canaponi: abbiamo chiesto al rifugio e risulterebbe questa situazione; negli ultimi tempi una roccia caduta deve avere lacerato il canapone più alto percui occorre calarsi con 2 doppie da 30 m ciascuna (VERIFICATE presso il rifugio che sia così però perché potremmo anche avere capito male) fino a prendere il canapone più basso e poi scendere fino alla Silbersattel.
Avremmo voluto sfruttarli ma non vedendo una traccia di discesa sul ghiacciaio dalla Silbersattel abbiamo preferito fare come tutti e ridiscendere lungo la cresta sommitale....scendendo abbiamo visto che due ragazzi, saliti prima di noi e che dopo la cima avevano proseguito verso est, erano scesi dal ghiacciaio, ne deduco che abbiano utilizzato i canaponi per scendere.
Una menzione particolare la merita comunque la passerella traballante per accedere al ghiacciaio del Gorner il primo giorno....a mio parere il tratto più pericoloso della salita.....un volo da lì e ci si schianta tra il ghiacciaio e le rocce finendo nel torrente glaciale e di lì chissà dove.....ma non si poteva fare qualcosa di meglio?
Salita grandiosa in compagnia di Sergio, prima uscita solo noi due e subito un 4.000 del genere...dico solo una parola, grazie! e aggiungo....combiniamo altri 4.000 assieme!
Dedico questa salita a mia figlia Irene....che anche lei un giorno possa realizzare i suoi sogni, qualunque essi siano...
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Condizioni eccezionali su tutta la traversata (veramente stupenda e molto estetica). Innevamento continuo dal Refuge des Conscrits (ottimo trattamento e prezzo accettabile: 47 euro). La traccia parte subito dopo il rifugio e porta sul ghiacciaio di Trelatete nella parte alta, verso i 2800 metri, dove è consigliabile legarsi. Ghiacciai chiusi ma con alcuni crepacci, piuttosto grossi, visibili ed evitabili. Dal Col des Domes traccia su neve perfetta su tutta la traversata fino all'Aiguille della Bernagère. Su quest'ultima tratti di misto sulle roccette ma niente di trascendentale, dopodichè pendii di neve cotta dal sole fino al rifugio. Importante, con il rialzo delle temperature, effettuare la traversata nell'orario giusto....per dare un'idea noi abbiamo fatto colazione alle 3.30, partenza 4.30, col des domes 8.00, Berangère 10.15, Conscrits 11.45....questo discorso vale soprattutto per il pendio di discesa dal dome precedente alla Berangère, piuttosto ripido e che, se in cattive condizioni, può diventare pericoloso (è presente una slavina sulla traccia).
Gita sociale della GEAT (Sottosezione del Cai Torino) con 8 partecipanti, contentissimi e felicissimi. Giornata da urlo senza una nuvola, condizioni perfette e panorama da favola.....che volete di più?
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Salita effettuata nel week-end con partenza dal Rifugio Guide d'Ayas. Per raggiungere il rifugio ci siamo serviti delle jeep fino al Piano di Verra Superiore, utili dato che a causa della festa patronale abbiamo dovuto lasciare la macchina qualche km prima di Saint Jacques,
Le condizioni dei ghiacciai variano di giorno in giorno, subito dopo il rifugio ci sono parecchi crepacci aperti nel percorso di avvicinamento ai 4000 soprastanti; alcuni sono enormi e i ponti di neve sono da valutare attentamente, soprattutto al ritorno. Sono presenti delle tracce ma occorre valutare bene il percorso migliore, anche perchè la parte meno crepacciata è proprio a tiro dei seracchi.
Una volta raggiunta la base del Polluce la situazione migliora e, passando dal Bivacco Rossi e Volante si evitano tanti giri sul ghiacciaio, attaccando direttamente il pendio sud della Roccia Nera, via via sempre più ripido (40° abbondanti) ma con buone peste per i piedi che aiutano la progressione. La cresta fino al Gemello è in ottime condizioni salvo il canalino finale che porta in vetta dove è presente un breve tratto di ghiaccio duro prima delle roccette finali; in questo tratto ci siamo protetti con qualche vite da ghiaccio (consigliate).
Dalla vetta del Gemello una calata in doppia bella verticale porta alla sella col Breithorn Orientale; noi abbiamo usato una corda da 60m e ci siamo arrivati al pelo.
La cresta per il Breithorn Orientale è in buone condizioni, esposta ma mai difficile; ultimissimo tratto prima della vetta in neve e ghiaccio duro, anche qui abbiamo usato qualche vite per sicurezza. Il percorso è comunque sempre tracciato. Dalla vetta del Breithorn Orientale una doppia con corda da 60m non è sufficiente per arrivare tranquillamente sulla neve della cresta percui ne abbiamo fatte due corte (la prima verticale, la seconda sulla placca sottostante).
Una volta sulla cresta, comoda, siamo scesi su ottima traccia sul pendio (circa 40°) che riporta sul ghiacciaio; ritorno di nuovo dal bivacco e poi dal ghiacciaio fino al rifugio. La traccia era cambiata rispetto al mattino a causa dei crepacci aperti e passava più sotto il tiro dei seracchi.
Temperatura fredda con vento forte al mattino, per fortuna diminuito nel corso della giornata.
Ambiente grandioso e cresta appagante con panorama di prim'ordine. Abbiamo fatto la cresta perchè è l'itinerario secondo noi più facile per raggiungere il Breithorn Orientale (4.000 che ci mancava), soprattutto in questo periodo di caldo e di ghiacciai crepacciati. Cresta di soddisfazione e divertente. Con Mauro, compagno fidato di queste avventure sui 4000....alla prossima!
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
Bellissima gita in un luogo selvaggio e poco frequentato. Nessuna traccia e nessuna percorsa avvistata dal bivacco in su...solitudine totale!
L'ambiente è davvero di prim'ordine e permette di osservare il gruppo del Gran Paradiso da un angolazione insolita. Molto bello il colpo d'occhio sulle vicine cime degli Apostoli e sulle Patrì. Panorama assicurato a 360°!
Volevamo salire anche la Sant'Andrea e soprattutto il Gran San Pietro, ma c'è ancora troppa neve che rende delicatissima la salita della cresta, davvero molto esposta ed impegnativa in quelle condizioni. Anche la Torre di Sant'Orso non è banale, le roccette sommitali sono tutte pericolanti e bisogna scegliere con cura appigli ed appoggi.
Il pendio da risalire per arrivare in cresta è in ottime condizioni e sembra molto più ripido di quanto non sia in realtà,sono circa 200 metri a 45°.
Il tratto più desolante e terrificante è la morena del Ghiacciaio del Coupè di Money...oltre ad essere un terreno infimo è stato pure soggetto a frane di recente, percui il terreno è completamente sconvolto, gli ometti valgono relativamente...in linea di massima bisogna salire e scendere vicino alla parete rocciosa della dorsale che sostiene il bivacco.
In compagnia dell'ottimo e fidato Mauro con cui ho condiviso due giorni stupendi in un angolo remoto del Gran Paradiso!

Bivacco Money

Notturna dal bivacco

Le due torri di Sant'Andrea in primo piano, il Gran San Pietro dietro

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Finalmente fatta la traversata dei Picchi del Pagliaio!
Bella trvaversata e bellissimo ambiente che, visto il periodo ricorda quote più elevate...
Attualmente tutto il versante esposto a nord della traversata è sporco di neve, il che rende problematica la salita delle roccette del primo torrione (da noi salito con gli scarponi) ma crea problemi nella salita del secondo e del terzo torrione. La fessura del secondo poi....è come salire sul sapone o sul ghiaccio! Anche se qui avevamo le scarpette c'è stato da ridere, noi qui abbiamo preferito fare dei tiri.
Al di fuori di questo esistono tante opportunità per cercarsi le difficoltà ed aggirarle.
Giorno di ferie ottimamente speso in compagnia di Mauro che si è tirato tutta la traversata.
Peccato per la solita macchina foto che mi ha lasciato a piedi per la seconda parte della traversata....

Borgata Ruata

Salendo lungo il sentiero, vista sui Picchi del Pagliaio

Salendo al primo torrione

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Partiti per fare il Ciarforon al colle di Moncorvè abbiamo deciso di rinunciare. La nostra meta era infatti nascosta in una nebbia fittissima e non si intravedevano schiarite. Oltretutto dal ghiacciaio in su erano presenti circa 20 cm di neve fresca che coprivano le rocce e rendevano laboriosa la ricerca degli spit sulle roccette....
In queste condizioni avevamo troppa paura di non concludere niente, perciò con un lungo giro verso nord ci siamo portati sotto il pendio finale della tresenta (scomodo, con parecchi massi e resti di ghiacciaio) e tracciando sul pendio vergine (in certi punti anche 30 cm di neve vergine!) evitando qualche crepaccio fino sulla cresta finale che è stata divertente con le rocce innevate! Panorama che man mano si è aperto sul Ciarforon e la parte alta del vallone di Noaschetta e di Moncorvè. Per il resto tante nubi.....
Mentre scendevamo si è aperto ulteriormente lasciandoci intravedere la Monciair....per poi chiudersi di nuovo nella discesa dal rifugio! E meno male che ha fatto solo qualche goccia....temevamo una lavata epocale!
In compagnia di Mauro e Monica, sempre ottimi compagni di gita!

In salita sul versante nord della tresenta in mezzo ai crepacci

Vista sul Ghiacciaio di Noaschetta e la Punta di Ceresole

Versante nord della tresenta

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Tutte le sue gite

  • mostra tutte
  • Ecrins (Barre des) Via Normale da Pré de Madame Carle (29/07/18)
    Grande Aiguille Rousse dal Lago del Serrù per il Colle della Vacca (08/07/18)
    Polluce Cresta SO (29/08/17)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (23/07/17)
    Dufour (Punta) o Dufourspitze Via Normale della Cresta Ovest (17/08/16)
    Miage (Domes de) traversata est-ovest (17/07/16)
    Roccia Nera, Gemello e Breithorn Orientale da Plateau Rosa (26/07/15)
    Sant'Orso (Torre di) Via Normale da Valnontey (04/07/10)
    Pagliaio (Picchi del) Traversata Accademica (06/11/09)
    Tresenta (la) da Pont Valsavarenche (13/09/09)
    Giordani (Punta) Via Normale da Indren (06/08/09)
    Parrot (Punta), Ludwigshohe, Corno Nero, Piramide Vincent Traversata da Indren (12/07/09)
    Neige des Ecrins (Dome de) Via Normale da Pre de Madame Carle (14/06/09)
    Breithorn Occidentale e Centrale Traversata da Plateau Rosa (25/04/09)
    Monch Via Normale dallo Jungfraujoch (27/07/08)
    Vincent (Piramide) e Balmenhorn via Normale da Indren (20/07/08)
    Roccia Nera - Breithorn Occidentale traversata dei Breithorn da Plateau Rosà (01/07/07)
    Argentera (Cima Sud) Via Normale per il Rifugio Remondino (17/06/07)
    Niblè (Monte) Via Normale da Grange della Valle, possibile anello (29/04/07)
    Torchè (Becca) Cresta NO (05/11/06)
    Bishorn e Pointe Burnaby Via Normale da Zinal (30/07/06)
    Herens (Dent d') Cresta Tiefenmatten (02/07/06)
    Aletschhorn Via Normale dal Mittelaletschbiwak (03/06/06)
    Allalinhorn Via Normale dal Mittelallalin (24/04/06)
    Strahlhorn Via normale dalla Britanniahutte (23/04/06)
    Breithorn Occidentale Via Normale da Plateau Rosà (30/10/05)
    Mars (Monte) Cresta Carisey SSO da Plan Coumarial (19/09/05)
    By (Grande Tete de) via Normale da Glacier per il Rifugio Chiarella (24/07/05)
    Sonadon (Mont) da Glacier, via normale dal Col du Sonadon (24/07/05)
    Grand Combin Spalla Isler (24/07/05)
    Bianco (Monte) Via Normale dal Refuge des Cosmiques per il Col du Maudit (19/06/05)
    Dolent (Mont) da Arnouva, Via Normale (12/06/05)
    Pelvo d'Elva Couloir Est (22/05/05)
    Gran Paradiso Via Normale del Rifugio Vittorio Emanuele II (15/05/05)