Nordend4612


Le mie gite su gulliver

Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
E così siamo venuti a rendere omaggio al "fortissimo"!
Per errore, però, abbiamo evitato il tiro finale, visto che c'è un intrico di spit e non è facilmente comprensibile dove passi una via o l'altra, così abbiamo fatto la variante di 5° che passa proprio a fianco alla famosa dulfer. Era poi troppo tardi per calarsi e rifare quell'unico tiro che ci mancava. Pazienza, in Sbarua sarà un piacere tornarci...per il resto via bellissima e molto logica. Davvero tosto il primo tiro, subito a freddo (per me poi che non arrampicavo da più di 2 anni......) e con un bel traverso per arrivare in sosta. Unici sulla via!
In compagnia di Mauro e del collega Roberto che si sono fatti a turno i vari tiri da primo. Ottima compagnia dunque e bella giornata passata in sbarua!

Vista incantevole sul Monviso

Il primo tiro visto dalla partenza

3° tiro

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Grab bel giro ad anello fatto nella parte alta della conca di Dondena. I metri di dislivello non sono tanti, ma c'è un grandissimo spostamento e soprattutto tantissimi sfasciumi nel vallone dei banchi. Noi siamo saliti in vetta per la cresta che sale dal colle della rosa per raggiungere i quali sono molto utili i ramponi. La neve al momento è presente solo sul versante settentrionale e non inficia la progressione.
Giornata dal meteo spaziale (anche se un pò freddina...) che ci ha permesso di godere di un grandioso panorama!
In compagnia di Mauro e Monica per un gran bel giro!

La luna nel Vallone dei Banchi

Ghiacciaio e Rosa dei Banchi

Lago Miserin con Asgelas a dx e Rosa dei Banchi a sx

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Partiti per fare il Ciarforon al colle di Moncorvè abbiamo deciso di rinunciare. La nostra meta era infatti nascosta in una nebbia fittissima e non si intravedevano schiarite. Oltretutto dal ghiacciaio in su erano presenti circa 20 cm di neve fresca che coprivano le rocce e rendevano laboriosa la ricerca degli spit sulle roccette....
In queste condizioni avevamo troppa paura di non concludere niente, perciò con un lungo giro verso nord ci siamo portati sotto il pendio finale della tresenta (scomodo, con parecchi massi e resti di ghiacciaio) e tracciando sul pendio vergine (in certi punti anche 30 cm di neve vergine!) evitando qualche crepaccio fino sulla cresta finale che è stata divertente con le rocce innevate! Panorama che man mano si è aperto sul Ciarforon e la parte alta del vallone di Noaschetta e di Moncorvè. Per il resto tante nubi.....
Mentre scendevamo si è aperto ulteriormente lasciandoci intravedere la Monciair....per poi chiudersi di nuovo nella discesa dal rifugio! E meno male che ha fatto solo qualche goccia....temevamo una lavata epocale!
In compagnia di Mauro e Monica, sempre ottimi compagni di gita!

In salita sul versante nord della tresenta in mezzo ai crepacci

Vista sul Ghiacciaio di Noaschetta e la Punta di Ceresole

Versante nord della tresenta

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Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Salita anche la giordani! E' il 18esimo 4.000!
Devo dire però che mi aspettavo un ghiacciaio più facile, invece è pieno di crepacci....e qualcuno pure grosso! Per esempio sulla traccia classica che risale verso la vincent proprio sopra il grande seracco del ghiacciaio di indren è presente un crepaccio enorme a campana ormai parzialmente aperto e quindi visibile, mentre subito dopo se ne intravedono altri due.
Il ghiacciaio presenta ghiaccio nero solamente nella parte centrale in corrispondenza del grande seracco.
Attualmente, ed è la traccia seguita anche da noi, è presente una traccia che arriva direttamente alle roccette sotto la punta su pendio ripido ma non eccessivo (anche qui attenzione per la presenza di crepacci, in questo caso coperti dalla neve, anche se stanno iniziando a scoprirsi).
Gita comunque bellissima per l'ambiente e in una giornata fantastica come questa è veramente stupendo trovarsi in questi posti!
Gita in compagnia di Monica e del collega Roberto.
Un pensiero ad Andrea Cane con cui avevo condiviso una gita nel lontano 2007, la turge de la suffie, ed ai suoi due amici caduti sulla meije.
Condoglianze alle loro famiglie.

Salendo sul Ghiacciaio di Indren verso la Giordani.
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
note su accesso stradale :: Nulla da segnalare
Gran tris di 4.000 in ottime condizioni. Attualmente tutte le vette sono ottimamente tracciate e addirittura il Corno Nero è una "semplice" scala con profondi e comodissimi scalini che permettono una facile progressione fino in cima e la discesa faccia a valle. Il Balmenhorn l'abbiamo solamente aggirato, le altre, nonostante un fortissimo vento gelido che in cresta ti portava letteralmente via, le abbiamo salite tutte e tre. Panorami grandiosi!
Visto gente, nonostante il vento fortissimo su tutte le cime del rosa, persino sui Lyskamm!
Salita organizzata dal Cai di Casale Monferrato a cui vanno i miei saluti e i miei ringraziamenti per l'ottima gita e la simpatica compagnia.

Ci vediamo (meteo permettendo) tra due settimane!

Vista dal pendio finale del Corno Nero su Parrot e Ludwigshöhe
Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
Partiti per fare la Barre, abbiamo dovuto rinunciare causa cattive condizioni della cresta. Era, infatti, carica di neve fresca e nessuno l'ha percorsa. Come noi tanti altri hanno optato per il Dome. Qualcuno ha salito la parete nord (circa 55°) ma procedeva molto lentamente e ha impiegato circa 1 h a salire i circa 150 metri della parete. A noi non ispirava per niente, soprattutto in funzione della discesa che avveniva disarrampicando per la stessa via.
Condizioni invernali al Dome, con il Glacier Blanc interamente bianco ed immacolato. Una spruzzata di neve fresca dai 3800 in su non ha impedito più di tanto la progressione che avveniva "a goccia d'acqua" lungo il pendio, dato che dopo il crollo del seracco si opta per una traccia più diretta che eviti il vecchio traverso ascendente verso est.
Le pendenze sono molto sostenute, non molla un attimo se non per un crepaccio da attraversare....il pendio iniziale e quello prima del traverso saranno sui 45°, altre volte spesso a 40°...soprattutto in discesa necessita di passo sicuro e concentrazione.
Ghiacciaio in ottime condizioni anche se inizia ad apparire qualche buco. Pauroso quello che si sta aprendo sulla traccia a circa 50 metri dal rifugio...sarà largo 2 metri!
Gli sciatori erano tutti a piedi con sci in spalle dato che le uniche tracce presenti erano i pestoni degli scarponi dritti lungo la parete.
Abbiamo impiegato 5 ore a salire il sabato al rifugio dato che sotto il refuge du glacier blanc il torrente si è portato via il ponte...e ha partorito diversi "figli" da guadare in maniera non sempre facile...in linea di massima, bisogna portarsi verso il ghiacciaio e poi compiere un ampio semicerchio verso destra (salendo) in direzione del rifugio.
Ambiente e panorami grandiosi, tantissima gente sul percorso, rifugio strapieno. Qualcuno ha raggiunto la barre dal couloir de la barre noire e la cresta est....complimenti!
In compagnia di Mauro, gran gitona, anche se per la barre dovremo ritornare!
Pernottamento al Refuge des Ecrins da dimenticare....non tanto per il mangiare (accettabile e abbondante, pensavo molto peggio), quanto per la sistemazione e il gestore. In 2 gg non ne ha combinata una giusta. Prima ci ha fatto una filippica sul fatto che non potessimo partire prima dell'ora prefissata (salvo prepararci la colazione per l'ora indicata da noi quando ormai avevamo ufficialmente accettato la sua imposizione di colazione alle 3), poi ci ha dimenticati per la cena, infine ci ha assegnato per ben due volte posti assegnati ad altri che si trovavano in possesso del medesimo biglietto consegnatoci dal geniale gestore....discussioni a non finire, ma alla fine, imponendoci, il posto l'abbiamo ottenuto. Mai capitata una cosa simile in tanti anni di montagna....


Salendo nella parte alta sotto la Barre

Dalla vetta del Dome, vista sulla vicina Barre

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Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
note su accesso stradale :: Strada interpoderale pulita ma con accesso vietato
quota neve m :: 2200
In verità l'obiettivo era la Gran Becca Blanchen, ma le alte temperature ci hanno fatto desistere dal mettere i ramponi ai piedi e risalire il canale terminale, soprattutto in vista della lunga discesa. Siamo arrivati a circa quota 3400 metri in direzione della Blanchen, quindi dietro front. Già alle 6, infatti la neve, prevalentemente crosta non portante, mollava e solo nelle parti più all'ombra si poteva progredire con una certa celerità.
Il sabato siamo arrivati al Bivacco della Sassa in circa 5 ore. Abbiamo perso molto tempo a localizzarlo...a mio parere è mal posizionato, soprattutto in ottica invernale.....difatti è visibile solo all'ultimo momento e solo dal pianoro sottostante il ghiacciaio.

Notte da ricordare al bivacco per la grande umidità ed il fantastico cielo stellato. Bivacco dotato di fornelli Camping Gaz (uno addirittura enorme....) e con 4 materassi, coperte sufficienti ma umide...bivacco comunque pulito e sufficientemente confortevole, ma non auguro a nessuno di stare in 12 là dentro.....

Tantissime valanghe cadute nel vallone della sassa. Gigantesca poi quella caduta a metà del vallone, avrà un fronte di 200 metri....
Gran gita. Nonostante non si sia raggiunta la punta è stato bellissimo comunque visitare un vallone selvaggio e incontaminato della mitica Valpelline. Torneremo d'estate per la Blanchen.
Ottima compagnia di Mauro e Monica.

Valanga a lastroni presente nel vallone della sassa

Bivacco della sassa con lo sfondo del colle

Dal colle, vista sul canale terminale che porta sulla cresta della Blanchen

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Giudizio Complessivo :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile/firn
quota neve m :: 1700
Come si suol dire, gita lunga ma di soddisfazione! 8 km a salire e altrettanti a scendere! Sarà per quello che eravamo gli unici con le ciaspole.....

Mai vista tanta neve in questo periodo. Alla partenza ci sarà ancora un metro buono e l'ambiente circostante si presenta in veste invernale.

Partiti abbastanza presto, le 8.20 circa, non è bastato, si sfondava già e al ritorno è stato un vero calvario sotto un sole infuocato! Con queste temperature e tutta questa neve è necessario partire prestissimo.

La parte bassa del vallone è tutta svalangata dalle pareti laterali, motivo percui il fondo del vallone stesso è ricoperto da cumuli di valanga e presenta un fondo piuttosto irregolare. Da metà percorso in poi, invece, neve buona ed ambiente bellissimo. Le nevicate della settimana appena trascorsa, poi, hanno aggiunto un tocco d'inverno al già innevatissimo ghiacciaio del grant etret.

Attualmente si sale su dritti dal ghiacciaio fino in cima su ottima traccia, senza dover attaccare la cresta sui lati.
Panorama vasto ed interessante su un versante del Gran Paradiso insolito. Bello il colpo d'occhio sulla Becca di Monciair.
Finalmente il Gran Etret! Erano anni che lo puntavo. In compagnia di Mauro e Monica....gran gita!

Parte alta del vallone sotto la cima
Giudizio Complessivo :: *** / ***** stelle
Purtroppo riesco a metterla online solo ora. Il nostro obiettivo era il centrale, ma abbiamo dovuto desistere causa abbondante neve fresca e traccia tutta da battere. Alla fine abbiamo ripiegato sull'occidentale in una giornata bella ma molto fredda.

Solita fiumana di gente che ha tritato tutto il pendio. Nessun crepaccio visibile e ottima traccia per l'alto bacino del grande ghiacciaio di Verra.

In compagnia di Mauro, con gli sci, il sottoscritto, invece con le ciaspole.

Breithorn dal passo omonimo
Giudizio Complessivo :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta rigelo non portante
neve (parte inferiore gita) :: crosta rigelo non portante
note su accesso stradale :: La strada per gli impianti è ancora piena di neve.
quota neve m :: 1000
Vedendo il bollettino valanghe abbiamo deciso di rinunciare a grandi obiettivi e farci una bella sgambata senza correre troppi rischi. La scelta è caduta su Cima Palit in Valchiusella.

Di neve ce n'è ancora parecchia, circa un metro alla partenza sulla strada che da fondo sale su agli impianti. Non ha nevicato molto in questi giorni, dando giusto una spolverata via via che si saliva di quota. paesaggio comunque ancora invernale e assolutamente "insolito" per questa stagione e per il posto.....almeno ripensando agli ultimi anni!

Abbiamo tracciato dall'inizio alla fine su neve crostosa (ben poco portante, dipendeva dai pendii percorsi) nella parte bassa e neve recente su fondo duro (che al ritorno cedeva per la temperatura) nella parte alta. Meteo bellissimo anche se nelle ore centrali faceva un bel caldo....
Non ero mai stato in Valchiusella (mea culpa....) e devo dire che l'ho trovata molto bella e veramente genuina. Tantissima neve e paesaggio gradevole. Pochissima gente in giro, qualche sciatore e pochi altri con le ciaspole.
In compagnia di Mauro e Monica, sempre ottimi compagni di gita.

Ma perchè gli impianti sono chiusi con tutto sto ben di Dio?
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Tutte le sue gite

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    Colombano (Monte) dal Ponte del Dazio (25/01/09)
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    Vallone (Cima del) da strada Quincinetto - Scalaro (04/01/09)
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    Turge de la Suffie da le Laus (18/03/07)
    Marchisa (Rocca la) da Sant'Anna (11/03/07)
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    Nel (Colle di) da Chiapili di Sotto (10/04/05)