Larix66


Le mie gite su gulliver

Sciabilità :: ***** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Strada percorribile fino a Riale
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Finalmente una gita da 5 stelle! Itinerario complesso, impegnativo e di completa soddisfazione, specie con le condizioni odierne, con il solo disturbo del vento insistente durante l'intera gita che comunque ha contribuito a conservare la neve in buone condizioni per il ritorno. Partiamo alle 6 circa con totale rigelo già alla partenza da Riale; il pendio che adduce alla Bocchetta del Kastel, abbondantemente scaricato sul lato sinistro (salendo)e affrontato per sicurezza con i rampanti, presenta nel tratto superiore uno strato di neve polverosa trasportato dal vento dal versante opposto. Arrivati alla Bocchetta decidiamo di non attraversare il ripido pendio che non offre alcuna garanzia di stabilità e scendiamo senza pelli nel canale sottostante per circa 150 metri. Ripelliamo e cominciamo a salire verso il Ghiacciaio del Basodino trovando neve recente, dapprima indurita in superficie poi vera e propria polvere fino all'attacco della cresta Est. Nessun crepaccio visibile per tutto il ghiacciaio. Saliamo la cresta con ramponi, piccozza e un bastone (a tratti utile, a tratti d'impaccio) sferzati da continue raffiche di vento; affrontiamo a metà circa un passaggio piuttosto complicato poi proseguiamo senza difficoltà su neve quasi inconsistente. Al ritorno scendiamo su neve incredibilmente polverosa per la stagione; valutiamo l'ipotesi di attraversare orizzontalmente il pendio che conduce alla Bocchetta del Kastel ma decidiamo di rinunciare per sicurezza, considerato l'orario, l'effetto di sole e vento e la presenza di diverse persone in transito sotto il pendio in questione. Proseguiamo così a goderci l'insperata neve polverosa, che si mantiene tale fino quasi alla fine della discesa sul versante ticinese. Rimesse le pelli risaliamo il ripido canale che a sua volta crea qualche apprensione per la neve smollata e molto umida appena sotto la superficie. Tornati sul versante della Val Formazza troviamo ancora la polvere portata dal vento su cui le prime curve sono un vero divertimento; nel resto del canale la neve è invece crostosa ma comunque sciabile grazie anche alla pendenza. Nel pianoro sottostante la neve appena smollata in superficie è molto scorrevole e consente di tornare velocemente verso la diga, da cui con una leggera risalita ci accingiamo a scendere verso Riale su una neve che ce l'ha messa tutta per resistere all'azione del sole e offrirci ancora una sciata divertente.
Gita in compagnia di Andrea e Mauro; una decina di persone in tutto oltre a noi sull'itinerario.

Basodino e ultimo tratto di ghiacciaio

Riale al mattino presto

Vento alla Bocchetta del Kastel

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Sciabilità :: ** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: nessun problema
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Gita interessante nella fase ascensionale, da dimenticare nella successiva discesa, con meta la cima quotata 2667 m e non la punta 2611 citata nell'itinerario.
Partiti con l'intenzione di raggiungere la Punta di Tanzonia, meta adatta alle condizioni attuali della neve dopo le recenti precipitazioni e conseguente aumento del pericolo valanghe, dopo aver costeggiato la dorsale sovrastante la Corte Corbernas decidiamo di cambiare obiettivo viste le condizioni meteo cambiate in fretta, prima del previsto. Raggiungiamo il pianoro superiore della dorsale citata e ci dirigiamo verso Est, dove una traccia esistente risale il pendio e conduce alla cresta Sud-Ovest della Punta della Valle. Raggiunto il filo di cresta, occupato da enormi cornici, attraversiamo orizzontalmente il pendio per portarci sotto le rocce della cima che decidiamo di salire direttamente sfruttando alcuni canalini che permettono di aggirare i diversi salti, non eccessivamente difficili ma esposti e formati da roccia friabile. Poco sotto la vetta ci spostiamo a destra e raggiungiamo l'ultimo tratto erboso della cresta che porta in cima. Per la discesa, preferiamo seguire la cresta Nord, innevata e con grosse cornici, fino a dove è possibile abbassarci sui ripidi pendii innevati che attraversiamo per riportarci agli sci lasciati sotto la vetta. La discesa potrebbe anche essere divertente, se non fosse per la visibilità pessima. Nella parte alta la neve è ancora in buone condizioni; appena ci abbassiamo in direzione del Corbernas troviamo neve marcia, nonostante l'ottimo rigelo incontrato alla mattina su tutto il percorso. La discesa è pura sopravvivenza, ancora una volta ci siamo "dilungati" troppo nella fase di salita e ora ne paghiamo le conseguenze. Gita comunque apprezzabile per quanto riguarda la salita, con una parte finale alpinistica breve ma intensa. I ripidi pendii affrontati, potenzialmente a rischio visto il bollettino odierno, si dimostrano comunque percorribili in sicurezza con i recenti apporti già scaricati quasi ovunque. Valida alternativa, leggermente più breve, alla Punta di Tanzonia, è consigliabile comunque in stagione non troppo avanzata, o prevedendo una partenza molto presto al mattino.
Gita in compagnia di Andrea e Patrizio in un Devero insolitamente quasi deserto nonostante la giornata festiva.

Punta della Valle

ultimo tratto di salita visto dalla cima

Arbola e Codelago al mattino
Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: crosta non portante
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Senso unico alternato poco oltre la dogana italiana
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Diretti al Sempione, arriviamo al Passo immerso in un fitto nebbione già a partire da Engeloch che al momento non sembra intenzionato a diradarsi. Decidiamo quindi di tornare ad Egga e iniziare l’escursione da questa località, decidendo la meta finale durante il tragitto. Si portano gli sci per una decina di minuti poi, passato un vasto scaricamento di neve e terra, troviamo copertura nevosa costante, dapprima con neve umida poi con un buon rigelo superficiale. Ci alziamo nel vallone del Senggibach su neve ottimamente trasformata e, dopo aver fatto un pensiero al canalone del Böshorn, decidiamo di dirigerci al Bivacco De Zen, che raggiungiamo dopo aver faticato non poco a causa della neve asciutta e recente che si incolla inesorabilmente alle pelli ad ogni passo.
Dal Bivacco decidiamo che è tardi per proseguire verso la Senggchuppa, (i cui pendii sembrano in ottime condizioni), tenuto conto delle previsioni che promettono un deciso peggioramento già a fine mattinata. Optiamo quindi per un giro ad anello attraversando il ghiacciaio di Rossbode, alla base della spettacolare parete Nord del Fletschhorn dove si notano già tracce di discesa. Percorso tutto il ghiacciaio a debita distanza dalla terminale e dai crepacci sottostanti, con frequenti soste per fotografare la spettacolare parete, ci dirigiamo verso la cresta Nord-Est, nota come Breitloibgrat, con l’intenzione di salire la punta non nominata quotata 3332 che svetta lungo la cresta. Alla quota di circa 3170 m decidiamo di rinunciare a salire ulteriormente e cominciare la discesa per via delle condizioni meteo peggiorate improvvisamente. La neve recente non ha subito una trasformazione completa a causa dell’esposizione, per cui nella prima parte la sciata non è delle più divertenti, anche per via della visibilità non ottimale; i pendii affrontati sono impegnativi per la pendenza sostenuta e la possibile presenza di crepacci, uno dei quali è aperto e ben visibile. Il tratto più ripido, la cui inclinazione è probabilmente intorno a 45°, costeggia i grossi seracchi del ghiacciaio ben visibili anche dal basso. Percorriamo alcuni canali valanghivi dove la neve ha una portanza migliore. Dopo una strettoia non eccessivamente angusta dove occorre evitare qualche roccia e lastra di ghiaccio affiorante, il pendio si allarga e la pendenza si riduce. Raggiungiamo e seguiamo il vallone morenico sottostante su neve primaverile smollata ma sciabile e più in basso ci riportiamo sul percorso di salita, da cui raggiungiamo sci ai piedi i boschi all’altezza della segheria.

Decisamente una gita fuori dal comune, in compagnia di Andrea e Timoteo, interessante nonostante non abbiamo toccato nessuna vetta, al limite dello “sci ripido” e con una vista irripetibile sulla Nord del Fletschhorn.

Fletschhorn visto da egga

Rossbodegletscher e pendio affrontato in discesa a sinistra

Bivacco Piero De Zen

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: semaforo eterno nella galleria dopo il Passo del Sempione
quota neve m :: 1700
attrezzatura :: scialpinistica
Partenza ritardata in attesa di condizioni meteo accettabili. L'intenzione è salire dallo scivolo a metà circa del paravalanghe; la presenza di cantieri aperti costringe a raggiungere l'uscita della galleria e partire dalla località Schallbett, raggiunta dopo un'interminabile attesa al semaforo che regola il senso unico alternato sotto il tunnel. Saliamo sopra il paravalanghe e procediamo su neve discontinua fino ai pendii che conducono nel vallone di Chaltwasser dove finalmente ci lasciamo alle spalle lo squallore del cantiere. Come annunciato dalle previsioni, il cielo al mattino è coperto con nuvole che vanno e vengono sospinte dal solito vento del Sempione; all'inizio cade anche qualche fiocco di neve. Più tardi il tempo migliora e continuiamo a salire su neve rigelata a partire da circa 2200 m sempre accompagnati da raffiche di vento non molto fastidiose. Il nostro percorso (indicato come alternativa in discesa nella descrizione dell'itinerario) è sicuramente da preferire dal punto di vista sciistico ed evita il traverso dell'Hübschhorn. Dove ci si congiunge con il percorso "normale" incontriamo una gran folla di scialpinisti diretti prevalentemente al Mäderhorn; niente al confronto dell'"esercito" che sta affrontando il ghiacciaio di Homattu verso il Breithorn o il Leone. Superata la Capanna Monte Leone, non ancora aperta, ci alziamo in direzione della fascia rocciosa, attualmente priva di neve, che superiamo sci in spalla. Rimessi gli sci ci alziamo il più possibile sul ripido pendio sotto la vetta, dove la neve ha una buona consistenza che permette di salire senza problemi nonostante l'inclinazione accentuata. Tolti gli sci a meno di cento metri dalla cima, saliamo con piccozza e ramponi più o meno verticalmente, su neve dapprima molto indurita dal vento poi cedevole. Al termine del tratto innevato, decidiamo di non raggiungere la cresta Sud ma salire direttamente per un canalino con poca neve ghiacciata, alla nostra destra, per proseguire in un misto piuttosto delicato a causa del terreno fortemente instabile fino a sbucare, attraversato un ultimo muro di neve, un paio di metri ad Ovest del palo che indica la vetta. In questo ultimo tratto sono stati indispensabili i ramponi, mentre per tutta la salita con gli sci abbiamo potuto fare a meno dei rampanti. Il meteo ci ha dato una grossa mano volgendo al bello mentre ormai mancava poco alla cima, dopo un'ora circa con vento forte e nuvole insistenti che rischiavano di compromettere la salita. Scendiamo seguendo abbastanza fedelmente il percorso fatto all'andata e raggiunti gli sci troviamo nella prima parte della discesa neve trasformata ben sciabile nonostante la superficie movimentata. Attraversata nuovamente sci in spalla la fascia rocciosa troviamo poi un breve intervallo di firn che lascia il posto a neve sfondosa per tutto il resto della discesa, dovuta al caldo e all'orario. La valutazione di quattro stelle è quindi da considerare "teorica"; sarebbe stata effettiva se fossimo riusciti a scendere almeno un'ora prima.
Gita fino in vetta con Andrea e Marco, accompagnati fino ai pendii superiori da Mauro e Massimo G. con due amici. Un saluto a tutta la compagnia compresi Massimo M., Simone e le amiche che con le racchette da neve hanno raggiunto la Capanna Monte Leone.

Condizioni attuali di innevamento

Ripido pendio nevoso sotto la cima

Ultimo tratto di misto prima della vetta

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: molto bagnata
note su accesso stradale :: senso unico alternato con semaforo poco oltre la dogana italiana
quota neve m :: 1500
attrezzatura :: scialpinistica
Gita grandiosa per l'ambiente in cui si svolge. Percorso molto lungo con necessità di ripellare due volte, all'andata e al ritorno. Partiamo da Engeloch verso le 6 (stavolta siamo i primi ad arrivare e gli ultimi ad andar via) in una fitta nebbia che ci accompagna fino alla cascata; nessuna traccia di rigelo fino a circa 2300-2400 m, poi crosta rigelata a tratti non portante. Arrivati al Sirwoltesattel togliamo le pelli per scendere nella Nanztal immersa nelle nuvole; siamo sul punto di tornare indietro ma decidiamo di proseguire viste le tracce esistenti e pronti ad usare strumenti di orientamento in caso di persistente scarsa visibilità. Le nuvole alla fine si diradano; ci siamo fidati troppo delle relazioni lette e delle tracce esistenti e ci rendiamo conto che non era necessario abbassarci così tanto, con i pendii ormai stabili si poteva tagliare a sinistra risparmiando una cinquantina di metri almeno. Ripelliamo e saliamo nel vallone di Bockwang con le nuvole che continuano a riempire a fasi alterne la vallata, per poi dissolversi del tutto a fine mattina. Alla testata del vallone notiamo delle tracce di discesa dalla sella a destra (salendo) del Simelipass e ci pensiamo di salire per questo pendio; nell'ultimo tratto ci spostiamo alla sella a sinistra, dove affiorano meno sassi, per affrontare l'unica difficoltà tecnica del percorso: l'uscita dal ripido canale sormontato da una cornice che superiamo con attenzione. La neve qui è ancora piuttosto polverosa, anche se indurita; per la scarsa esposizione solare gli scarsi apporti recenti non hanno avuto modo di trasformarsi significativamente. Sull'altro lato del valico la neve è decisamente molle per via del forte soleggiamento, nonostante la quota, e in molti tratti è anche scarsa. Riusciamo comunque a raggiungere la vetta sci ai piedi; anche stavolta piccozza, ramponi e rampanti hanno soltanto appesantito lo zaino ma non sarebbe stato prudente partire senza. Per la discesa seguiamo lo stesso percorso; la neve poco trasformata rende divertente il tratto più ripido e tecnico sotto il Simelipass anche se qualche sasso nascosto lascia il ricordo sotto gli sci. Appena superata l'ultima fascia rocciosa del vallone di Bockwang attraversiamo tutta la Nanztal per poi risalire, sul lato opposto, alla sella quotata 2812 tra Böshorn e Sirwoltehorn. La risalita (altri 300 m!) ci consente di evitare il lungo traverso verso il Sirwoltesattel e ci offre inoltre la possibilità di una bella discesa verso i Laghetti su neve ben sciabile nel tratto superiore, dove i numerosi passaggi hanno quasi completamente rimosso lo strato più recente non trasformato. Più in basso, rientrando verso Engeloch, troviamo neve tutto sommato sciabile nonostante, salendo, pensavamo già alla "nuotata" che ci sarebbe toccata al ritorno nelle ore più calde. Gita nel complesso da consigliare, nonostante i numeri impressionanti: più di 6 ore di salita e quasi 2000 metri di dislivello complessivo. La vista all'uscita del Simelipass, oltre a quella di vetta, valgono da sole tutta la fatica e la sveglia alle 3.30.
Gita in compagnia di andrea, con Claudio e Mauro che si fermano alla testata di Bockwang, in una giornata generosa per quanto riguarda il meteo, nonostante i timori iniziali a causa della nebbia. Sul percorso, oltre alla solita folla diretta ai vari Galehorn, Böshorn eccetera, anche qualcuno ben allenato diretto alla Senggchuppa.

Mattwaldhorn tra le nuvole mattutine

Tracce di salita e discesa al Simelipass

Simelipass

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: senso unico alternato con semaforo poco oltre la dogana italiana
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Per La prima volta quest’anno torniamo in zona Sempione, dopo averla frequentata abbondantemente la scorsa stagione. Con l’intenzione di effettuare una gita di “defaticamento” dopo quella di ieri all’Arbola, scegliamo come meta il Magehorn, dove finora non ero mai stato.
La gita è tutto sommato breve ma non manca una certa tecnicità nel tratto sotto la vetta, sia nella fase di salita sia in quella di discesa. La neve alla partenza da Engeloch, verso le 7.30 ora legale, mostra un completo rigelo che reggerà fino al ritorno nelle zone in ombra. Salendo incontriamo crosta quasi sempre portante nei tratti soleggiati mentre dove l’esposizione cambia lo strato superficiale, dello spessore medio di circa 10 cm, deve ancora subire il processo di trasformazione. Si tratta prevalentemente di apporti eolici più che meteorici. Dopo aver raggiunto l’accesso alla Valle di Bistine, in vista del Magehorn, affrontiamo un traverso delicato con neve non trasformata che, nonostante il grado 2 dei bollettini valanghe consultati, ci dà qualche pensiero al punto da decidere di passare uno alla volta ad una certa distanza. Dopo questo tratto procediamo in sicurezza verso il pendio finale che affrontiamo tenendoci sulla sinistra, verso la cresta che dal colle Magelicke porta in cima. Saliamo tra lastroni eolici e sassi affioranti sci ai piedi fino alla vetta senza bisogno dei rampanti, che comunque non avrebbero dato fastidio. La velatura del cielo, molto più alta rispetto a ieri, non impedisce di ammirare il vasto panorama di vetta.
In discesa ci spostiamo leggermente a sinistra per evitare le rocce affioranti e troviamo, nel tratto più ripido e tecnico, neve polverosa indurita come succede solitamente alle quote maggiori, ottima superficie per affrontare in relativa sicurezza simili pendenze. Più in basso si alternano condizioni di neve poco trasformata negli avvallamenti meno esposti al sole, e tratti con neve cedevole dove il sole, pur velato, ha avuto modo di lavorare la superficie. In alcuni tratti la sciata è piacevole su neve che ricorda il miglior firn ma la consistenza cambia spesso obbligandoci a continue correzioni d’assetto.

Gita in compagnia di Andrea; molti altri scialpinisti ci precedono e altrettanti ci seguono, tutti prevalentemente diretti verso i classici itinerari della zona come Böshorn e Galehorn.

Fletschhorn

Traverso delicato e cima sullo sfondo

Quasi in cima

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: polverosa
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: niente da segnalare
quota neve m :: 1200
attrezzatura :: scialpinistica
Finalmente arriva anche per noi l’occasione di una gita “seria” adatta al periodo primaverile, dopo un inverno ricco di precipitazioni, spesso causa di limiti nella scelta degli itinerari. Ben vengano gli inverni nevosi come questo se il risultato sono le condizioni attuali, ottimo innevamento con le condizioni finalmente adatte a percorsi di ampio respiro. Dopo aver ottenuto preziose informazioni dai gestori dei rifugi della zona decidiamo per l’Arbola. Partiamo in seggiovia, ora intelligentemente in funzione la mattina presto, e mettiamo gli sci ai piedi a Sagersboden verso le 7.30. Neve all’inizio con discreto rigelo notturno; più avanti crosta, spesso non portante, fino al Passo del Vannino, quindi circa 20 cm di polvere recente fino in cima. Purtroppo la velatura annunciata dalle previsioni si trasforma in una densa copertura nuvolosa che toglie la visuale dalla vetta e condiziona fortemente il piacere della discesa nel tratto del ghiacciaio, dove la neve è ottima, rimasta immutata rispetto a quanto riscontrato in salita. Le nuvole si abbassano insieme a noi oltre il valico, dove la neve ha subito un eccessivo riscaldamento dovuto anche alla particolare situazione atmosferica e si mostra molto pesante e poco sciabile, salvo alcuni tratti con aspetto primaverile. Si spinge molto nel tratto del Lago Sruer e più in basso, passato il Rifugio Margaroli. Raggiunta la strada che riporta a Sagersboden la discesa si fa avventurosa sulla traccia che, soprattutto nelle curve, è scavata fino ad assomigliare ad una pista di bob. Concludiamo la discesa sulla “Pista dei Campioni”, ormai deserta, divertente nonostante la neve ormai marcia.
Gita comunque di buona soddisfazione, per il prestigio della meta, in compagnia di Andrea e Mauro. Almeno una trentina di persone con noi sul percorso.

Arbola vista dal Vallone del Vannino

Pendii prima del Passo del Vannino

Ultimi 150 metri

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe a pera esistenti
neve (parte superiore gita) :: primaverile
neve (parte inferiore gita) :: primaverile
note su accesso stradale :: Con gomme termiche si arriva fino a S. Bernardo, scarso parcheggio
quota neve m :: 900
attrezzatura :: scialpinistica
Bella gita in una giornata limpida, quasi da maniche corte. Neve rigelata alla partenza da S. Bernardo, portante nel bosco e, a tratti, lungo la pala finale; nella parte alta superficie mutevole con lastroni eolici alternati a tratti già smollati. Saliamo senza bisogno dei rampanti. Iniziamo la discesa verso le 11 e la neve è già cambiata, cedevole in molta parte del percorso di discesa. La superficie non presenta i soliti enormi sastrugi da vento ma solo piccole asperità. Rientriamo verso il Passo Monscera e ci concediamo una pausa al rifugio Gattascosa, dove decidiamo di scendere per la strada, battuta e sciabile, piuttosto che per il bosco con neve ormai quasi fusa. Divertente la discesa fino alla Rasiga, facendo attenzione alla folla di escursionisti, poi la solita risalita a S. Bernardo con sci in spalle per sciolinatura troppo recente e scarsa voglia di ripellare. La gita è consigliabile anche nei prossimi giorni, tenuto conto anche della tendenza del meteo; occorre comunque una partenza anticipata al mattino e una buona capacità di valutazione locale del rischio.
Gita in compagnia di Massimo G., Massimo M. e Simone.
Grandioso il panorama di vetta, esaltato dal cielo limpido con foschia solo nei fondivalle.
Abbiamo rinvenuto una fotocamera digitale smarrita presso il Rifugio (chiuso) Il Dosso; vedere l’apposita sezione del forum.


Pioltone

Pendio di salita

Andolla e Trittico del Sempione

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Sciabilità :: *** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: altro
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Strada percorribile
quota neve m :: 800
attrezzatura :: scialpinistica
Gita interessante, abbastanza impegnativa su un percorso molto vario. Diverse risalite al ritorno.
Partenza dal Passo dello Scopello sci ai piedi su neve dallo scarso rigelo, a tratti già molle. Arriviamo alle baite di Orsera e troviamo neve portante ma già cedevole in superficie; più avanti, nei tratti meno esposti al sole si trova ancora neve polverosa. La cresta che porta al Picui presenta cornici e appena sotto, sul versante di Finero, si notano diversi scaricamenti di cui uno enorme; il fronte del distacco della valanga di fondo è alto almeno un paio di metri. La cresta è piuttosto esposta ma è già presente un’ottima traccia (opera, secondo quanto mi risulta, di una guida alpina) che ci conduce fino alla Cima (m 1810). Da qui scendiamo alla depressione verso Sud e proseguiamo fino a salire alla Testa del Mater ( m 1846). Per la discesa troviamo neve a tratti ancora farinosa poi ripelliamo per risalire in direzione della Cima. Arrivati alla depressione scendiamo verso Pianzà su pendii brevi ma ripidi che viste le condizioni della neve richiedono molta prudenza. Risaliamo a scaletta al Picui e proseguiamo evitando i tratti più stretti della cresta scendendo di poco sul versante vigezzino; peccato non potersi abbassare di più su questa neve ancora ottima. Passate le difficoltà seguiamo la dorsale tra spiazzi erbosi e tratti nel bosco; la neve si è ulteriormente smollata ma con grande sorpresa si dimostra ancora ben sciabile fino all’arrivo.

Gita in una splendida ma calda giornata ormai primaverile, in compagnia di Andrea e Mauro.

Testa del Mater

Enorme scaricamento sul versante di Finero

Cresta verso Picui

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Sciabilità :: **** / ***** stelle
osservazioni :: visto valanghe lastroni esistenti
neve (parte superiore gita) :: fresca (24-48 h) asciutta
neve (parte inferiore gita) :: altro
note su accesso stradale :: Strade percorribili ma scarse possibilità di parcheggio
quota neve m :: 1100
attrezzatura :: scialpinistica
"Sconfinamento" in territorio Lariano per questa gita alla ricerca di itinerari sicuri visto il perdurare di condizioni critiche per quanto riguarda il pericolo valanghe. Gita priva di difficoltà particolari ma interessante per gli ampi spazi panoramici di questa valle molto aperta nella parte superiore. Partiamo da S. Nazzaro e percorriamo a piedi un tratto di strada asfaltata vista l'impossibilità di trovare parcheggio più a monte, dato l'affollamento odierno. Il primo tratto si percorre su strada scarsamente innevata; basta alzarsi di un centinaio di metri e il manto raggiunge uno spessore accettabile. La superficie mostra i segni della pioggia fino a circa 1300 m, da questa quota in poi ottima e abbondante polvere fino alla cima. Dopo i tratti in falsopiano a monte del rifugio il vento si fa insistente, con frequenti raffiche ben più violente rispetto a quanto annunciato dalle previsioni. Arriviamo in cima e ci tratteniamo il minimo indispensabile. Nel primo tratto di discesa, fino al rifugio, costatiamo quanto rapidamente il manto possa essere danneggiato dal vento che ha già prodotto lastroni ovunque, cancellando in fretta le tracce di chi è già sceso. La neve resta comunque sciabile; passato il rifugio e raggiunto un altro falsopiano, seguiamo i consigli di chi conosce la zona e troviamo un'ottima alternativa alla strada percorsa salendo, su pendii con la pendenza giusta e neve perfetta che ci offre una sciata memorabile quanto inattesa. Più a valle, non senza una breve ravanata nel bosco ora fitto, ritroviamo l'ultimo tratto della strada ormai trasformata in pista battuta dai numerosi passaggi e rientriamo soddisfatti al punto di partenza.
Percorso incredibilmente affollato, si può parlare senza paura di esagerare di un centinaio di persone almeno, la maggior parte con attrezzatura scialpinistica. Un saluto al nutrito gruppo di oggi con la partecipazione di Massimo, i due Paolo, Serge, Timoteo e Umberto.

Traccia di salita

Cima Pianchette e Rifugio Croce di Campo

Pendio finale con raffiche di vento

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Tutte le sue gite

  • Crana (Pioda di) per la grande piodata (29/09/18)
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    Sabbione (Punta del) o Hohsandhorn dalla Diga di Morasco (30/08/18)
    Scheggia (Pizzo la) da Arvogno (28/08/18)
    Caneto (Cima di) da Blitz per il Monte Ziccher (25/08/18)
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    Mater (Monte) da Albogno, anello (19/08/18)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (16/08/18)
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    Leone (Monte) dal Passo del Sempione (26/05/18)
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    Breithorn dal Passo del Sempione (21/04/18)
    Trubbio (Cima) da Arvogno (02/04/18)
    Galehorn da Engiloch (25/03/18)
    Cima (la) da Malesco (04/03/18)
    Ragno (Pizzo) da Malesco (03/03/18)
    Alta (Cima) da Arvogno (14/01/18)
    Ziccher (Monte) da Alpe Blizz (02/01/18)
    Trubbio (Cima) da Arvogno (01/01/18)
    Trubbio (Cima) da Craveggia (31/12/17)
    Cima (la) da Malesco (29/12/17)
    Alta (Cima) da Arvogno (09/12/17)
    Grigna Settentrionale e Grigna Meridionale da Piani Resinelli, Traversata Alta (14/10/17)
    Piota (Cima la) da Gurro (01/10/17)
    Ruggia (Pizzo) per la cresta Est (26/08/17)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (24/08/17)
    Terrarossa (Punta di) dal Passo del Sempione (21/08/17)
    Mater (Testa del) dal Colle di Finero (20/08/17)
    Marsicce (Cima) e Cimone di Cortechiuso da Fundighebi (17/08/17)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (16/08/17)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (14/08/17)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (13/08/17)
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    Pedum (Cima) da Fondo li Gabbi (05/08/17)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (03/08/17)
    Mater (Monte) da Albogno, anello (01/08/17)
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    Crana (Pioda di) per la grande piodata (15/07/17)
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    Fontanalba (Pizzo di) da Arvogno (24/06/17)
    Forcola (Pizzo della) da Arvogno (18/06/17)
    Breithorn dal Passo del Sempione (30/04/17)
    Leone (Monte) Via della Paretina (23/04/17)
    Griessernuhorn da Egga (17/04/17)
    Breithorn dal Passo del Sempione (08/04/17)
    Schilthorn da Engiloch (19/03/17)
    Breithorn dal Passo del Sempione (12/03/17)
    Galehorn da Engiloch (19/02/17)
    Schilthorn da Engiloch (29/01/17)
    Magehorn da Engiloch (15/01/17)
    Maderhorn dal Passo del Sempione (31/12/16)
    Breithorn dal Passo del Sempione (29/12/16)
    Breithorn Occidentale da Cervinia (18/12/16)
    Spitzhorli da Passo del Sempione (10/12/16)
    Magehorn da Engiloch (09/12/16)
    Ziccher (Monte) da Alpe Blitz (27/11/16)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (11/09/16)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (27/08/16)
    Ragno (Pizzo) da Patqueso (26/08/16)
    Canogia (Cima di) da Arvogno (23/08/16)
    Caneto (Cima di) da Blitz per il Monte Ziccher (21/08/16)
    Forcola (Pizzo della) da Arvogno (14/08/16)
    Giove (Monte) da Sagersboden per il Rifugio Margaroli e il Lago del Busin (11/08/16)
    Galehorn da Engiloch (07/08/16)
    Ragno (Pizzo) Traversata Orcesco-Malesco per il Pizzo Nona (06/08/16)
    Gries (Corno) o Grieshorn da Riale (03/08/16)
    Muino (Schegge di) da Vocogno (01/08/16)
    Valgrande (Pizzo) da Ponte Campo, anello (30/07/16)
    Ruggia (Pizzo) da Arvogno per la Bocchetta di Ruggia (24/07/16)
    Marona (Pizzo) da Cappella Porta (17/07/16)
    Zumstein (Punta) Via Normale da Indren (13/07/16)
    Vogorno (Pizzo) da Vogorno (26/06/16)
    Schilthorn da Engiloch (15/05/16)
    Arbola (Punta d') o Ofenhorn da Valdo per il Rifugio Margaroli (10/04/16)
    Breithorn dal Passo del Sempione (20/03/16)
    Trubbio (Cima) da Arvogno (19/03/16)
    Cima (la) da Malesco (06/03/16)
    Pisgana (Vedretta di) dal Passo del Tonale per il Passo della Valletta (20/02/16)
    Cazzola (Monte) da Alpe Devero (13/02/16)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (01/01/16)
    Campelli (Cima) da Arvogno (30/12/15)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (27/12/15)
    Breithorn Occidentale da Cervinia (20/12/15)
    Margineta (Monte) da Albogno (05/12/15)
    Caneto (Cima di) da Blitz per il Monte Ziccher (21/11/15)
    Valrossa (Punta di) e Punta d'Elgio da Riale, anello (06/09/15)
    Pedum (Cima) da Fondo li Gabbi (29/08/15)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (27/08/15)
    Craveggia (Bagni di) da Blitz per la Bocchetta di S. Antonio (25/08/15)
    Pezza Comune (Punta, cima principale) da Arvogno (22/08/15)
    Valgrande (Pizzo) da Ponte Campo, anello (20/08/15)
    Rossa (Passo della) dall'Alpe Devero, anello per il Passo di Crampiolo (17/08/15)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (13/08/15)
    Ragno (Pizzo) Traversata Orcesco-Malesco per il Pizzo Nona (12/08/15)
    Cinque Passi (giro dei) anello da Cheggio (11/08/15)
    Galehorn da Engiloch (07/08/15)
    Maderhorn dall'Ospizio del Sempione (06/08/15)
    Teggiolo (Monte) da Bugliaga (02/08/15)
    Gnifetti (Punta) - Capanna Regina Margherita Via Normale dal Rifugio Gnifetti (10/07/15)
    Pioltone (Pizzo) o Camoscellahorn da San Bernardo, anello (05/07/15)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (07/06/15)
    Dammastock dall'Hotel Belvedere (06/06/15)
    Blinnenhorn o Corno Cieco dalla Diga di Morasco (24/05/15)
    Senggchuppa da Engiloch (10/05/15)
    Breithorn dal Passo del Sempione (02/05/15)
    Rebbio (Punta del) o Bortelhorn da Berisal (12/04/15)
    Laurasca (Cima della) da Malesco (06/04/15)
    Tignolino (Pizzo) da Trontano (29/03/15)
    Trubbio (Cima) da Arvogno (21/03/15)
    Mater (Monte) da Druogno (01/03/15)
    Trubbio (Cima) da Craveggia (22/02/15)
    Brunni (Corno) da Riale per il versante Sud. (05/01/15)
    Arezhorn dal Passo del Sempione (02/01/15)
    Crana (Pioda di) per la grande piodata (30/12/14)
    Spitzhorli da Passo del Sempione (29/12/14)
    Galehorn da Engiloch (22/11/14)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (31/10/14)
    Grigna Settentrionale e Grigna Meridionale da Piani Resinelli, Traversata Alta (21/09/14)
    Laurasca (Cima della) e Cimone di Cortechiuso Anello da Fondo li Gabbi (14/09/14)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (28/08/14)
    Crana (Pioda di) per la grande piodata (27/08/14)
    Capezzone (Monte) da Campello Monti (24/08/14)
    Wenghorn da Simplon Dorf per il canale ESE (21/08/14)
    Leone (Monte) Via Normale dal Passo del Sempione (17/08/14)
    Scheggia (Pizzo la) da Arvogno (14/08/14)
    Ruscada (Pizzo) da Dissimo (06/08/14)
    Casaletti (Cima dei) da Arvogno (04/08/14)
    Cortefreddo (Pizzo) o Corno del Ferso da Giovera di Montecrestese (27/07/14)
    Capezzone (Monte) da Campello Monti (19/07/14)
    Zeda (Monte) da Falmenta, anello creste Nord e Est (13/07/14)
    Gnifetti (Punta) - Capanna Regina Margherita da Indren (21/06/14)
    Breithorn dal Passo del Sempione (02/06/14)
    Galenstock dal Furkapass (31/05/14)
    Rothorn o Corno Rosso per il Ghiacciaio dei Camosci (17/05/14)
    Strahlhorn dalla Britanniahutte (10/05/14)
    Basodino (Monte) da Riale (04/05/14)
    Valle (Punta della) quota 2611 m SO da Alpe Devero (01/05/14)
    De Zen Piero (Bivacco) da Egga (CH) (26/04/14)
    Terrarossa (Punta di) o Wasenhorn dal Passo del del Sempione (13/04/14)
    Mattwaldhorn da Engiloch (06/04/14)
    Magehorn da Engiloch (30/03/14)
    Arbola (Punta d') o Ofenhorn da Valdo per il Rifugio Margaroli (29/03/14)
    Pioltone (Pizzo) o Camoscellahorn da San Bernardo (09/03/14)
    Mater (Testa del) da Pian del Sale (08/03/14)
    Pianchette (Cima) da San Bartolomeo (09/02/14)
    Tre Croci (Poggio) da Bardonecchia (26/01/14)
    Cima (la) da Malesco (18/01/14)
    Mater (Monte) da Druogno (06/01/14)
    Ziccher (Monte) da Alpe Blizz (05/01/14)
    Alta (Cima) da Arvogno (03/01/14)
    Trubbio (Cima) da Craveggia (29/12/13)
    Cima (la) da Malesco (27/12/13)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (14/12/13)
    Scaravini (Cima) da Massiola per la cresta Sud (27/10/13)
    Muino (Schegge di) da Vocogno (26/08/13)
    Arbola (Punta d') Via Normale da Valdo per il Rifugio Margaroli (22/08/13)
    Bavona (Val) Traversata da Foroglio a S. Carlo per la Bocchetta della Crosa (20/08/13)
    Marcio (Pizzo) e Monte Togano da Coimo a Campra (17/08/13)
    Camosci (Punta dei) o Battelmatthorn dalla Diga di Morasco, anello per Passo del Gries (13/08/13)
    Stockalperweg da Gondo a Brig (10/08/13)
    Marsicce (Cima) e Cimone di Cortechiuso da Fundighebi (09/08/13)
    Diosi (Pizzo dei) per la Cappella di Terza (06/08/13)
    Craveggia (Bagni di) da Blitz per la Bocchetta di S. Antonio (04/08/13)
    Avino (Lago d') da Veglia, rientro dal passo del Croso (03/08/13)
    Torriggia (Monte) da Finero, traversata a Cursolo (01/08/13)
    Fornale (Pizzo del) da Arvogno (31/07/13)
    Campeia (Passo) da Arvogno, giro della Pioda di Crana per il Passo Larecchio (30/07/13)
    Forno (Pizzo del) o della Fria da Agarina (28/07/13)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (14/07/13)
    Valgrande da Patqueso a Trontano, traversata per Mottac e Scala di Ragozzale (30/06/13)
    Alphubel dalla Täschhütte (16/06/13)
    Leone (Monte) dal Passo del Sempione (08/06/13)
    Valrossa (Punta di) da Riale (12/05/13)
    Breithorn dal Passo del Sempione (25/04/13)
    Tossenhorn dalla Laggintal (14/04/13)
    Boshorn da Engiloch (07/04/13)
    Bandiera (Pizzo) da Alpe Devero (01/04/13)
    Sirwoltehorn da Engiloch (16/03/13)
    Galehorn da Engiloch (03/03/13)
    Breithorn dal Passo del Sempione (02/03/13)
    Straffelgrat Ovest (Punta) da Niederalp (10/02/13)
    Fornalino (Pizzo) da Alpe Cheggio (09/02/13)
    Ruggia (Pizzo) da Arvogno (19/01/13)
    Pioltone (Pizzo) o Camoscellahorn da San Bernardo (04/01/13)
    Sangiatto (Monte del) da Alpe Devero (29/12/12)
    Stagno (Pizzo) da Fundighebi per Alpe Cavalla (27/12/12)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (17/11/12)
    Grigna Settentrionale e Grigna Meridionale da Piani Resinelli, Traversata Alta (16/09/12)
    Diosi (Pizzo dei) per la Cappella di Terza (27/08/12)
    Crana (Pioda di) da Arvogno (26/08/12)
    Ragno (Pizzo) Traversata Orcesco-Malesco per il Pizzo Nona (22/08/12)
    Valrossa (Punta di) e Punta d'Elgio da Riale, anello (21/08/12)
    Valgrande da Scaredi a Cicogna, traversata per le Strette del Casè (19/08/12)
    Leone (Monte) Via Normale dal Passo del Sempione (17/08/12)
    Freghera (Cima della) da Canza (14/08/12)
    Gelato (Lago) da Arvogno per l'Alpe Camana (11/08/12)
    Cervandone (Monte) dal colle Marani (09/08/12)
    Laurasca (Cima della) da Fondo Li Gabbi (08/08/12)
    Torrione (il) da Finero, anello (07/08/12)
    Mater (Monte) da Buttogno (04/08/12)
    Fontanalba (Pizzo di) da Arvogno (02/08/12)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (31/07/12)
    Fracchia (Costa di) e La Porcella da Siberia (30/07/12)
    Forno (Pizzo del) o della Fria da Agarina (29/07/12)
    Stagno (Pizzo) da Fondighebi, anello per il Monte Cimone (17/06/12)
    Senggchuppa Parete NE (02/06/12)
    Breithorn dal Passo del Sempione (13/05/12)
    Nefelgiù (Corno Orientale di) da La Frua (28/04/12)
    Griessernuhorn da Egga (09/04/12)
    Valletta (Punta della) Da Pila per il canale O (01/04/12)
    Diei (Pizzo) da San Domenico (25/03/12)
    Tamierhorn da Riale (10/03/12)
    Laurasca (Cima della) da Malesco (18/02/12)
    Loccia di Peve (Monte) da Scarliccio (05/02/12)
    Stella (Corno) da Foppolo (15/01/12)
    Troggi (Corona dei) da Alpe Devero (07/01/12)
    Corbernas (Monte) da Alpe Devero per la Bocchetta di Scarpia (29/12/11)
    Breithorn dal Passo del Sempione (11/12/11)
    Muino (Schegge di) da Vocogno (10/12/11)
    Cazzola (Monte) da Alpe Devero (09/12/11)
    Sassone (Cima del) e Pizzo Formalone da Alpe Blizz (29/10/11)
    Zeda (Monte) da Falmenta, anello creste Nord e Est (02/10/11)
    Limidario (Monte) e Gridone (Cima est) da Spoccia (27/08/11)
    Pezza Comune (Punta di) e Pizzo del Corno da Arvogno (25/08/11)
    Medaro (Pizzo) da Arvogno per il Lago Panelatte (20/08/11)
    Campelli (Cima) da Arvogno (18/08/11)